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	<title>inquisizione Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La Santa Inquisizione &#8211; parte III</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-santa-inquisizione-parte-iii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 14:48:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquisizione romana e spagnola &#160; La repressione delle eresie e il controllo dell&#8217;ortodossia divenne la principale preoccupazione dei papi nel periodo del contrasto alla diffusione delle idee protestanti. L&#8217;Inquisizione Romana fu ufficialmente decretata da Paolo III con la bolla “Licet ab initio” del 1542 con estensione della propria competenza territoriale all&#8217;Italia centrale e settentrionale in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><b>L&#8217;inquisizione romana e spagnola</b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;">La repressione delle eresie e il controllo dell&#8217;ortodossia divenne la principale preoccupazione dei papi nel periodo del contrasto alla diffusione delle idee protestanti.<span id="more-11913"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/giordano-bruno.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11232" alt="giordano-bruno" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/giordano-bruno-228x300.jpg" width="228" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/giordano-bruno-228x300.jpg 228w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/giordano-bruno.jpg 381w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" /></a>L&#8217;Inquisizione Romana fu ufficialmente decretata da Paolo III con la bolla <i>“Licet ab initio” </i>del 1542 con estensione della propria competenza territoriale all&#8217;Italia centrale e settentrionale in quanto nella Spagna esisteva già l&#8217;Inquisizione “nazionale” dal 1478 e in Portogallo dal 1536 mentre in Francia una vera Inquisizione fu sostituita da una <i>Chambre Ardente</i> istituita da Francesco I nel 1535. Nel regno di Napoli la competenza inquisitoriale fu demandata ai vescovi mentre Sicilia e Sardegna rientravano nella competenza dell&#8217;Inquisizione spagnola. I papi che maggiormente si distinsero nell&#8217;azione di sostegno dell&#8217;Inquisizione furono Paolo IV (Gian Pietro Carafa – 1555-1559) già capo della Congregazione del Santo Uffizio al tempo di Paolo III (Alessandro Farnese – 1534-49) e Pio V ( Antonio Ghislieri – 1566-72) che si era già distinto per la strage dei valdesi di Calabria da lui diretta e ordinata nel 1561. La Chiesa lo considera un papa di rilievo perché cercò di riportare il clero a costumi di vita più austeri dopo il dilagare del malcostume che contraddiceva le gerarchie e che aveva dato la stura alla rivolta di Lutero ma ritiene ininfluenti e si disinteressa completamente dei crimini da lui ordinati e della ferocia che contraddistinse tutta la sua attività : ordinò il rogo per gli adulteri e per gli omosessuali, fece impiccare Niccolò Franco l&#8217;11 Marzo 1570 e fece bruciare Pietro Carnesecchi e il poeta Aonio Paleario, alla cui morte risuonò la famosa pasquinata<i> : “Quasi che fosse inverno – brucia cristiani Pio siccome legna – per avvezzarsi al fuoco dell&#8217;inferno”</i>. Rimase celebre anche per la lettera da lui inviata al re di Spagna Filippo II nel 1570 <i>: </i></span></p>
<p>“ <span style="font-size: medium;"><i>Riconciliarsi mai; non mai pietà; sterminate chi si sottomette e sterminate chi resiste; perseguitate ad oltranza, uccidete, ardete, tutto vada a fuoco e sangue purché sia vendicato il Signore”.</i>Questo individuo è ritenuto santo dalla Chiesa Cattolica e venerato il 30 aprile di ogni anno. Negli anni successivi si ebbe un ulteriore ampliamento della competenza delle corti inquisitoriali che finirono per interessarsi direttamente anche di bestemmie, sodomia, bigamia, adulterio e dei reati tipici del clero, come il <i>crimen sollecitationis</i> ovvero l&#8217;abitudine dei preti di concedere alle donne l&#8217;assoluzione confessionale solo in cambio di prestazioni sessuali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In Spagna si distinse per attivismo e ferocia Tomàs de Torquemada ( 1420-1498) che riorganizzò l&#8217;Inquisizione, in funzione in quella nazione dal 1478, a seguito della sua nomina a Inquisitore Generale per la Castiglia, l&#8217;Aragona, il Leòn, la Catalogna e Valencia avvenuta per volere dei cattolicissimi sovrani nel 1483. Il papa Innocenzo VIII confermò la sua nomina e, forte di tale autorizzazione, scatenò i suoi sgherri, concentrati in 22 tribunali inquisitoriali (14 in Spagna, 3 in Portogallo, 3 nell&#8217;America Spagnola e 2 in Italia, Sicilia e Sardegna) facenti capo al <i>Consejo Supremo de la Santa Inquisiciòn </i>detto <i>La Suprema, </i> soprattutto contro i musulmani convertiti al cattolicesimo <i>( moriscos)</i> che fossero sospetti di falsa conversione e, dopo la cacciata degli ebrei da lui imposta ai sovrani, di cui era il fidato confessore, contro quelli di costoro che, convertiti al cattolicesimo <i>( marranos ), </i>fossero sospetti di averlo fatto non per convinzione ma solo per salvare la pelle. Si distinse anche nella caccia alle streghe che era stata bandita da papa Innocenzo VIII nel 1484 con la famosa bolla <i>Summis desiderante affectibus</i> alla quale contribuì con un suo tocco di personale sadismo: in più di 2.000 casi di morte sul rogo da lui ordinate e fatte eseguire amava infiggere personalmente un pugnale nel petto delle condannate per alleviarle dei loro peccati e veder volare l&#8217;anima a Dio in questo modo purificata. Sotto la sua gestione i processi celebrati furono 100.000 ( 18 al giorno) lasciando una scia di terrore che marchiò il carattere e l&#8217;animo di quegli abitanti. Basti pensare al tradizionale uso del doppio cognome presso gli spagnoli dovuto alla necessità di documentare la propria discendenza, sia da parte paterna che materna, da persone non contaminate da sangue ebraico per cui la necessità di mettere in chiaro che i quattro quarti del proprio sangue era immune da questa contaminazione <i>( limpieza de sangre)</i>: fu proprio per il suo fanatismo che l&#8217;antiebraismo cattolico di matrice religiosa si trasformò, storicamente, in antiebraismo di natura razziale.</span></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>I necessari “Mezzi economici”</b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;">Mentre il popolo, la massa dei cristiani, sprofondava ovunque in smisurata povertà, tanto i domenicani quanto i francescani si arricchivano grazie ai loro affari sanguinari, corrompendo i colpevoli, ricattando gli innocenti.(5) Il sistema di corruzioni, estorsioni ed espropri sviluppò un settore di affari che prosperò per secoli con moltissime persone coinvolte, loro malgrado, in una ragnatela di persecuzioni a scopo di sfruttamento. A metà del XIV secolo, a Firenze, l&#8217;inquisitore Piero di Aquila fu il protagonista di sessanta casi di estorsione riuscendo ad estorcere in soli due anni la somma, allora favolosa, di settemila fiorini. Un decennio prima lo stesso papa Bonifacio VIII, con somma ipocrisia, rimproverò aspramente gli inquisitori francescani di Padova e Vicenza non per il fatto di essersi arricchiti ma perché lo avevano tenuto fuori dall&#8217; “affare”:<i> “ Stando a quanto mi si dice avete estorto nella vostra vergognosa avidità somme enormi a molti uomini e donne e recato loro danni di ogni genere e ci rammarichiamo che non abbiate impiegato il guadagno illecito per il bene del Santo Uffizio o della Chiesa Cattolica o del vostro stesso Ordine”.</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Naturalmente non mancava la giustificazione che tutti assolveva: sosteneva infatti il celebre inquisitore Nicolas Eymerich ( 1316-1399) : “<i>Non vi è istituzione più benefica della Santa Inquisizione attraverso la cui opera viene sradicata l&#8217;eresia. Per la causa cattolica è dunque assai conveniente che essa possieda mezzi economici in abbondanza!”</i> Che questi mezzi fossero raccolti con metodi criminali non disturbava la coscienza dell&#8217;operoso guardiano della fede. Il criterio di trasformare le pene canoniche ( digiuno, penitenza, pellegrinaggio espiatorio) in ammende e pene pecuniarie era la prassi che permetteva alle casse dei funzionari dell&#8217;Inquisizione di essere sempre piene. Il papa Gregorio IX nel 1229, nella bolla <i>“ Excommunicamus”</i> stabilì che tutti coloro che, dopo l&#8217;arresto e la condanna a morte, si fossero convertiti alla “vera fede” :<i>“ saranno privati di tutti i loro beni e incarcerati a vita scontando in questo modo la giusta punizione” </i>e, quasi contemporaneamente, il concilio di Tolosa prese le stesse decisioni. Agli ostinati ed ai recidivi si prendeva tutto e li si consegnava senza pietà (<i>“ absque misericordia”</i>) al tribunale secolare con l&#8217;espressione consolidata secondo cui si infliggeva loro la pena dovuta <i>( animadversio debita)</i> che significava solo pena di morte.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La pratica della confisca era storicamente già stata ordinata dai papi Alessandro III ( 1163) e Lucio III ( 1184) e perfino Re Luigi il Santo nel 1250 la ordinò per coloro che intenzionalmente non obbedivano al mandato di comparizione o nelle cui case fossero trovati eretici. Innocenzo III la prescrisse come regola da adottare contro tutti gli eretici come prima istanza: nel decretale <i>“Vergentis”</i> si legge: <i>“ Nei paesi sottoposti al nostro potere i beni degli eretici devono essere sequestrati; negli altri paesi questo deve accadere per mano dell&#8217;autorità secolare e noi la costringeremo a farlo attraverso pene ecclesiastiche nel caso essa si dimostrasse negligente”.</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La spartizione del bottino costituì per secoli motivo di scontri continui tra i protagonisti: il papa, i vescovi e gli inquisitori tendevano ad accaparrarsi , ognuno per sé, la gran parte del frutto delle estorsioni per cui le dispute e le cause furono continue. Una regola era stata ideata per cui ognuna delle tre parti in causa doveva avere un terzo ma la pratica tendeva a favorire l&#8217;accaparramento e le borse degli inquisitori , gli operatori sul campo, erano sempre le prime ad essere colmate.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;inflessibile crudeltà della Chiesa puniva con il sangue e con il furto: si incoraggiava sistematicamente a spiare , pedinare, denunciare, si assecondavano i più orribili sentimenti, la vendetta, l&#8217;invidia. Così nei confronti dei genitori accusati di eresia erano eliminati tutti i doveri familiari: i figli perdevano ogni diritto ereditario se non acconsentivano a denunciare i genitori, non era permesso loro di ereditare neanche un denaro: così si esprimeva il canonista Paolo Ghirlanduo nel commento al decretale di Innocenzo III : <i>“ Devono continuare a vegetare in povertà e miseria ( debent semper in miseria et egestate sordescere), non deve restare loro nient&#8217;altro che la nuda vita che viene lasciata loro per misericordia: devono trovarsi a questo mondo in una condizione tale che la vita diventi per loro una pena e la morte un conforto”. </i>(6)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non ci vuole molta fantasia per immaginare la disperazione, la spaventosa indigenza nella quale venivano a trovarsi una quantità di persone di ogni età e sesso, messe alla porta in una notte dato che la stessa incriminazione per “eresia” portava immediatamente alla confisca dei beni lasciando nella miseria più nera l&#8217;intera famiglia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non solo il commercio con gli scomunicati era vietato per cui anche coloro che avevano rapporti di affari con il “colpevole” venivano a perdere ogni diritto di rivalsa e il valore dei propri crediti ma gli scomunicati stessi, e papa Gregorio IX scomunicava fino alla settima generazione, erano considerati legalmente dei fuorilegge per cui, in caso di fuga, a chiunque era legittimamente consentito di ucciderli.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma l&#8217;avidità e la follia pretesca non si fermava nemmeno davanti alla morte: la prescrizione dei “diritti” della chiesa locale sui beni dell&#8217;eretico aveva luogo solo dopo quaranta anni e della Chiesa di Roma dopo cento anni per cui nemmeno i discendenti di un eretico poteva sentirsi al sicuro e gli inquisitori e i loro mandanti facevano di tutto per assicurarsi che nemmeno una briciola sfuggisse alla loro affannosa ricerca. La confisca dei beni per aver avuto tra gli antenati un eretico o un sospettato di eresia era prassi che teneva in ansia generazioni di persone data l&#8217;avidità di tali aguzzini. Alvaro Pelayo, francescano, vescovo di Silvez nell&#8217;Algarve (Portogallo meridionale) ci conferma che gli inquisitori generalmente non tenevano in alcun conto la tripartizione degli “utili” prevista dalla Chiesa ma intascavano per sé i risultati delle ammende e delle confische, divenendo essi e le loro famiglie ricchissimi.(7)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo mostruoso criminale istituto non è scomparso: ha solamente cambiato nome evidentemente solo per ipocrita convenienza: nel 1908 prese il nome di Sant&#8217;Uffizio mentre oggi, a partire dal 1965, porta il pudico nome di Congregazione per la Dottrina della Fede.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per chi volesse illudersi sulle capacità della Chiesa di emendarsi e pentirsi dei crimini commessi sarà bene ricordare ciò che hanno detto alcuni tra i papi più recenti a proposito della tolleranza e del rispetto delle idee contrarie alle sue dottrine:</span></p>
<p>“ <span style="font-size: medium;"><i>Che cosa si può escogitare di più insensato che decretare uguaglianza di tutti davanti alla legge, libertà di pensiero, di parola, di stampa? Orrori tutti da condannare come mostruosità” &#8211; Pio VI</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>Breve: “Quod Aliquandum” 1791</i></span></p>
<p>“ <span style="font-size: medium;"><i>La libertà di coscienza è un delirio” &#8211; Gregorio XVI ( 1831-46)</i></span></p>
<p>“ <span style="font-size: medium;"><i>E&#8217; un errore affermare che ogni essere umano è libero di abbracciare e professare quella fede che, guidato dalla luce della ragione, lui crede essere vera” &#8211; Pio IX – Sillabo &#8211; 1864</i></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <strong>Eraldo Giulianelli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>5)Karlhein Deschner: Storia Criminale del Cristianesimo, vol VII, pag 195</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>6) H.C. Lea : L&#8217;Inquisizione, pg 417</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>7) L. Pfleger : Storia della Chiesa pg 101</i></span></p>
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		<title>La santa inquisizione &#8211; parte II</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-santa-inquisizione-parte-ii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2013 16:18:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le prigioni e la tortura  Il tribunale dell&#8217; Inquisizione era aperto da una invocazione allo Spirito Santo e da una preghiera alla misericordia di Dio ed accanto al cavalletto per la tortura pendeva un grosso crocifisso. Alla vittima non era concessa alcuna forma di difesa o di tutela legale, al contrario durante l&#8217;inchiesta sugli accusati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: medium;">Le prigioni e la tortura</span></strong></p>
<p> I<span style="font-size: medium;">l tribunale dell&#8217; Inquisizione era aperto da una invocazione allo Spirito Santo e da una preghiera alla misericordia di Dio ed accanto al cavalletto per la tortura pendeva un grosso crocifisso.<span id="more-11857"></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11164" alt="inquisition-wheel" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg" width="300" height="298" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Alla vittima non era concessa alcuna forma di difesa o di tutela legale, al contrario durante l&#8217;inchiesta sugli accusati erano consentiti espressamente tutti i mezzi atti a trarli in inganno. La Chiesa utilizzava anche scritti anonimi, senza trascurare di esortare direttamente alla delazione. I figli che non avessero denunciato i genitori eretici dovevano essere certi della perdita del patrimonio. Gli “eretici” che si dichiaravano pentiti venivano condannati a punizioni quali il digiuno, il pellegrinaggio, il pagamento di ammende in denaro e spesso per anni dovevano portare sugli abiti segni di riconoscimento, usanza che la Chiesa, secoli prima dei nazisti, avevano già utilizzato con gli ebrei.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le autorità civili erano chiamate ad eseguire senza porre alcun ostacolo le sentenze di morte: si raccomandava loro di avere pietà e trattare i condannati con misericordia ma li si scomunicava se la sentenza non veniva eseguita: insuperabile alchimia ipocrita che serviva a salvare la faccia dei veri assassini che potevano considerarsi innocenti della morte dei condannati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le prigioni erano luoghi di un orrore inimmaginabile, strette e buie, prive di qualunque illuminazione, piene di immondizie e di fetore, dove i condannati scontavano una pena peggiore della rapida morte sul rogo, spesso per lunghi anni senza essere né condannati né assolti. Così un uomo chiamato Wilhelm Salavert , interrogato la prima vota il 24 febbraio del 1300, fu condannato il 30 settembre 1319, dopo diciannove anni di sofferenze e a Tolosa, una donna fu perdonata e condannata a portare la croce dopo aver trascorso trentatre anni nella prigione locale. Le vittime erano stipate a mucchi in uno spazio angusto, in buchi putridi e maleodoranti, in ambienti generalmente sotterranei, non di rado incatenate al muro, nutrite a stento a pane e acqua, spesso per anni e per tutta la vita, dove si consumavano finché impazzivano o morivano di stenti e di malattie infettive. La pratica della tortura venne ufficialmente prescritta ed inserita nel diritto canonico da papa Innocenzo IV nella bolla “ Ad exstirpanda” del 1252 e negli anni seguenti confermata da Alessandro IV e Clemente IV. Nel 1261 Urbano IV concesse che gli inquisitori , ai quali nel corso di una pratica di tortura fosse morto un inquisito, potessero assolversi reciprocamente, perché torturare a morte qualcuno non era permesso ma si veniva liberati da ogni colpa se un confratello dell&#8217;inquisitore colpevole lo assolveva al momento con la formula magica “ ego te absolvo”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">All&#8217;inizio del XIV secolo anche papa Clemente V ordinò la tortura durante lo sterminio dei Templari e non si esitava a torturare e uccidere anche monaci, come avvenne agli “Spirituali” che tendevano a uno stile di vita ispirato alla primitiva regola francescana ( centotredici di loro furono torturati e bruciati nel 1358 a Carcassonne). I tipi di tortura, come espressamente scritto nei manuali, non erano fissati dal diritto canonico ma lasciati all&#8217;arbitrio dell&#8217;inquisitore: era vietata solamente la tortura per la seconda volta ma questo divieto veniva aggirato chiamando la seconda o la terza e quarta seduta come “continuata” e non “ripetuta” anche se avveniva a giorni di distanza. Fra Bernardo Rategno, nel suo trattato “ Lucerna inquisitorum haereticae pravitatis”, si dilunga sui diversi possibili tormenti da usare: attanagliamento con ferri roventi, bruciatura dei piedi, cavalletto con smembramento degli arti, fustigazione, corda con e senza squassi(pesi), ordalia dell&#8217;acqua bollente o gelata, ruota con smembramento, punture con spilli, veglia forzata, impalamento ecc..).</span></p>
<p><span><span style="font-size: medium;">Il canonista spagnolo Francisco Pena ( 1540-1612) così si esprimeva : “ Lodo senz&#8217;altro l&#8217;abitudine di torturare l&#8217;imputato, soprattutto di questi tempi: bisogna ricordare che lo scopo principale del processo non è salvare l&#8217;anima del reo ma procurare il bene pubblico e terrorizzare il popolo. Se un innocente viene ingiustamente condannato non deve lamentarsi della sentenza della Chiesa e se dei falsi testimoni l&#8217;hanno fatto condannare a morte egli deve accettare la sentenza con rassegnazione e rallegrarsi di morire per la verità!”(4)</span></span></p>
<p><span><span style="font-size: medium;">Un manuale che non mancava mai nella disponibilità dell&#8217;inquisitore era il </span><span style="font-size: medium;"><i>“ Malleus maleficarum”</i></span><span style="font-size: medium;">, edito per la prima volta a Strasburgo negli anni 1486-87, un vero e proprio vademecum del processo che indicava nei dettagli tutti gli accorgimenti consigliati per ingannare l&#8217;inquisito, i modi per estorcergli la confessione, i tipi e l&#8217;intensità dei tormenti da infliggere: tale manuale, scritto da due domenicani, Heinrich Institor ( Kramer) e Jakob Sprenger come guida alla caccia alle streghe , divenne un vero best-sellers dell&#8217;epoca, adottato da tutti i tribunali dell&#8217;Inquisizione e divenuto, nel tempo, a seguito di innumerevoli ristampe, secondo per edizioni e diffusione solamente alla Bibbia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche il limite di età era incerto: senza limiti , ovviamente, verso l&#8217;alto mentre per i giovani i concili di Tolosa, Albi, Béziers lo fissarono a quattordici anni , ma ci furono autorità ecclesiastiche che lo abbassarono: il “Sacro Arsenale” dell&#8217;inquisitore domenicano Tommaso Meneghini lo ridusse fino a sette anni e autorizzava anche la flagellazione dei minorenni.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda i testimoni l&#8217;inquisitore papale Royas, attivo in Francia, aveva come principio: </span></p>
<p>“ <span style="font-size: medium;">I testimoni che dicono male di un eretico sono da preferire a quelli che lo discolpano”. In generale si volevano ascoltare solo testimoni a carico. Donne, bambini, servi, ebrei, infami, delinquenti, spergiuri, scomunicati, gente che secondo la visione della Chiesa era priva di ogni diritto e inadeguata a testimoniare, erano tuttavia ammessi a farlo qualora fossero testimoni di accusa, ma mai a difesa. Gli stessi testimoni potevano essere torturati per indurli ad accusare l&#8217;inquisito.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Candidamente un francescano , Bernardo Delicieux, confessava : “ Le osservazioni degli inquisitori non meritano alcuna fiducia perché perfino San Pietro e San Paolo, se interrogati col metodo degli inquisitori, sarebbero condannati per eresia”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Uno specialista nella tortura non cruenta si rivelò Mattew Hopkins (XVII sec.), avvocato dell&#8217;inquisizione, che costringeva le vittime a camminare anche per giorni interi fino allo sfinimento e alla confessione.</span></p>
<p><strong>Eraldo Giulianelli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>4) Francisco Pena: Commentario al manuale dell&#8217;inquisitore Eymerich &#8211; 1578</i></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-santa-inquisizione-parte-ii/">La santa inquisizione &#8211; parte II</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>La santa inquisizione (la religione dell&#8217;amore parte I)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-santa-inquisizione-la-religione-dellamore-parte-i/</link>
		
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		<pubDate>Sun, 06 Oct 2013 16:29:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le origini Il diritto di usare la violenza in questioni di fede e la pretesa di piegare le autorità statali nell&#8217;opera di distruzione dell&#8217;eresia, vista dal punto di vista cattolico, deriva concettualmente e teologicamente da Agostino. Costui non esita a utilizzare il passo di Luca 14,23 nel famoso brano evangelico: “ Ritieni che nessuno debba [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-santa-inquisizione-la-religione-dellamore-parte-i/">La santa inquisizione (la religione dell&#8217;amore parte I)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><i>Le origini</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il diritto di usare la violenza in questioni di fede e la pretesa di piegare le autorità statali nell&#8217;opera di distruzione dell&#8217;eresia, vista dal punto di vista cattolico, deriva concettualmente e teologicamente da Agostino.<span id="more-11805"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11164" alt="inquisition-wheel" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg" width="300" height="298" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Costui non esita a utilizzare il passo di Luca 14,23 nel famoso brano evangelico: “<i> Ritieni che nessuno debba essere costretto alla giustizia quando tu leggi come il padrone di casa parlò ai suoi servitori: “ Chiunque troviate invitatelo ad entrare”</i> traducendo quell&#8217;”invito” ad entrare in un “ordine imperativo” <i>( cogite intrare) </i>per cui chiunque non accetta di entrare nell&#8217;ovile e piegarsi ai dettami della Chiesa deve esserci costretto con la violenza e, in caso contrario, eliminato. Il vescovo di Ippona utilizzò questo suo cristianissimo messaggio nella lotta contro i Donatisti riuscendo a presentare la punizione degli eretici addirittura come opera di misericordia: anzi, chi punisce più severamente mostra un amore più grande.(1)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ripetutamente i sinodi dell&#8217;XI e XII secolo si pronunciarono per la neutralizzazione degli “eretici” senza però organizzare una precisa linea di azione. Il primo papa che decretò la morte degli eretici per mano delle autorità civili fu Callisto II che l&#8217;8 luglio del 1119, durante il Sinodo di Tolosa, ottenne la condanna dei petrobrusiani, così chiamati in quanto seguaci del sacerdote eretico Pietro di Bruys colpevole di predicare l&#8217;assoluta povertà ad imitazione di Cristo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Successivamente Alessandro III, nel 1179 durante il 3° Concilio Lateranense, minacciò di scomunica le autorità civili che si fossero rifiutate di eseguire le condanne inflitte dai tribunali dell&#8217;inquisizione e il suo successore Lucio III, insieme all&#8217;imperatore Federico Barbarossa, decise scomunica, interdetto e destituzione a quanti fossero venuti meno a questo dovere. Chi si rifiutava di attuare tale imposizione ecclesiastica era a sua volta considerato “eretico” e ogni monarca era minacciato di scomunica la quale comportava automaticamente la perdita di ogni autorità sui propri sudditi che venivano pertanto esonerati dall&#8217;obbligo di ubbidienza e fedeltà. Gregorio XII nel 1231 , con un decreto, prevedeva la pena di morte per gli eretici e quando, l&#8217;anno seguente, l&#8217;imperatore Federico II, per rendersi gradito al papa e per scampare ad una incombente scomunica, impose le sue leggi famigerate e sanguinarie egli non fece che piegarsi a iniziative del soglio pontificio, come espressamente certifica uno dei più sanguinari assassini, il domenicano Bernardo Guidoni o Guy. Tale imperatore che già nel 1220 aveva ordinato per gli eretici la confisca dei beni ed il bando, che, a quei tempi, corrispondeva a una sentenza di morte, due anni dopo ordinò, a scelta del giudice, o il taglio della lingua o il rogo, condanna che nel 1231 fu fissata definitivamente nella sua Costituzione Siciliana.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Papa Urbano II, l&#8217;iniziatore delle crociate, non considerava assassinio l&#8217;uccisione di scomunicati in quanto tale azione era da considerare dettata da zelo verso la Chiesa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il vero e proprio fondatore dell&#8217;Inquisizione fu papa Gregorio IX ( Ugolino dei conti di Segni – 1227-1241) molto amico del fondatore dell&#8217;ordine dei domenicani, Domenico di Guzman, e ancora più intimo di Francesco di Assisi, fondatore dell&#8217;ordine dei francescani: è ai loro adepti che il papa affidò il compito di svolgere la sanguinaria missione dividendo le loro zone di competenza; la Chiesa non cessa di lodare in lui la “incrollabile fede in Dio”, la “ sincerità e profondità della sua devozione dai toni mistici” ma, lo si definisce anche, senza notare l&#8217;oscena contraddizione, “ privo di scrupoli nel suo modo di procedere fino ad essere di una spaventosa crudeltà”, cosa che, commentiamo noi, di regola si accorda benissimo nei cosiddetti “santi padri”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Papa Gregorio IX già nel 1231 aveva ordinato la sistematica eliminazione degli eretici con una direttiva impartita a tutti i vescovi ( “ Rimuovete la carne putrida con il ferro e con il fuoco, sterminate gli eretici!”) e affidò ai domenicani l&#8217;organizzazione di una propria inquisizione; si distinse per attivismo il chierico di Magonza, Corrado di Marburgo, il quale ricevette elogi diretti da parte del papa ( “all&#8217;amato figlio, il magister Corrado di Marburgo, predicatore della parola di Dio, salute e benedizione apostolica!” “ Lodiamo il Creatore che ha reso numerosi in te i doni della Sua grazia e ti ha eletto a Suo figlio prediletto” “ Si raccontano di te fatti gloriosi e noi ci rallegriamo dei tuoi progressi! Tu combatti così efficacemente contro la malvagità dell&#8217;eresia che numerosi eretici, grazie a te, sono stati estirpati dalla vigna del Signore!”) Non è difficile comprendere l&#8217;entusiasmo del santo padre se si considera che Corrado, come ci raccontano i coevi “Annales Colonienses maximi”, insieme al fido frate domenicano Corrado Dorso e al suo complice il guercio Giovanni, si basava su regole molto semplici: “ Meglio che muoiano cento innocenti piuttosto che si salvi un solo colpevole” e fece giustiziare innumerevoli persone solo in base a sospetti, false testimonianze e delazioni estorte con la tortura, perfino di “<i>coloro che tra le fiamme invocavano Cristo e la sua divina madre”.</i> Il papa aveva ordinato che i notai o gli avvocati che assistevano o pretendevano di difendere gli eretici perdessero la loro carica e fossero a loro volta sospettati di eresia: le “ Gesta Treverorum” ci narrano che nessuno osava intercedere per gli accusati nel timore di essere a sua volta accusato di complicità in quanto il papa aveva ordinato per loro le stesse pene che per gli eretici. Le eroiche gesta di Corrado cessarono quando si spinse troppo in avanti tentando di perseguitare i conti di Sayn, Solms e la contessa Looz: fu ucciso in un agguato sulla via di Magonza il 30 luglio 1233. La sua morte provocò lo sgomento del pontefice : “ Voi, principi della Chiesa di Germania, com&#8217;è che non piangete e vi lamentate per il crudele assassinio di Corrado, servo della luce e guida della sposa di Gesù Cristo, un uomo di perfetta virtù e un araldo della fede cristiana il cui assassino non potrà mai essere punito a sufficienza?” (2)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La criminale follia papale fu teologicamente sostenuta ed avallata dal grande Tommaso d&#8217;Aquino che così si esprimeva : “ Per quanto riguarda gli eretici questi si sono resi colpevoli di un peccato che giustifica il fatto che essi non solo vengano estromessi dalla chiesa attraverso la scomunica ma anche allontanati da questo mondo per mezzo della pena di morte. Gli eretici, immediatamente dopo la dimostrazione della loro eresia, possono non solo essere espulsi dalla comunità ecclesiastica ma anche lecitamente giustiziati” (3)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le fiamme alimentate da Gregorio IX divamparono in tutta la cristianità: a Tolosa, nel 1232, furono bruciati dal domenicano Raimondo di Falguario diciannove albigesi, tra cui molte donne; il vescovo Enrico I di Breslavia , nel 1315 a Schweidnitz fece gettare tra le fiamme cinquanta “eretici” in una sola volta, mentre altri ne fece seppellire vivi; a Firenze il domenicano Giovanni mandò sul rogo nel luglio 1233 sessanta uomini e donne; l&#8217;inquisitore Roberto fece bruciare il 29 maggio 1239 a Mont-Aime nella Champagne centottantatre eretici e sempre i domenicani si distinsero in tutta Europa come i più feroci e sanguinari segugi al punto che furono chiamati “ Domini cani” , i cani di Dio , e rappresentati come un cane che stringe tra i denti una fiaccola accesa. Siamo ormai lontani dai tempi in cui , secondo i concili di Reims del 1157 e di Oxford del 1160 gli eretici erano puniti con la marchiatura a fuoco sul volto: ora la Chiesa aveva fatto della morte sul rogo uno spettacolo esemplare, chiamato con espressione portoghese “autodafé”, o atto di fede, celebrato nei giorni di festa con processioni, indulgenze plenarie a chi portava legna per alimentare il rogo, messe solenni e prediche dell&#8217;inquisitore di turno mentre le vittime venivano condotte verso il supplizio vestiti con un sacco di un giallo vivo e decorato con volti diabolici, con sulla testa il berretto dei pazzi, pizzicati con tenaglie roventi, battuti con le verghe e con in bocca una mordacchia che impediva loro perfino di urlare mentre le fiamme li divorava lentamente. Il rogo consumava la vittima mentre i cattolici tutt&#8217;intorno intonavano l&#8217;inno : “ Gran Dio, noi ti lodiamo”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I tribunali dell&#8217;Inquisizione erano i più importanti tribunali della Chiesa ed erano sottratti ad ogni influenza profana. Erano considerati inviolabili ed abitualmente si fregiavano dell&#8217;attributo di “santa “ e “ santissima” perché più sporca è una cosa più deve essere liberata dallo sterco e nobilitata ed elevata al rango di sublime e venerabile.</span></p>
<p><strong> Eraldo Giulianelli</strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>1) Agostino: Epistola 93, 2, 5</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>2) Graf von Hoensbroech : Il papato nella sua attività socio-culturale</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>3) Tommaso: Summa Theologica II a, II ae q XI, a.3</i></span></p>
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		<title>FEDE 1 RAGIONE 0</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/fede-1-ragione-0/</link>
		
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 12:31:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[anacleto verrecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[giulio cesare vanini]]></category>
		<category><![CDATA[inquisizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Giulio Cesare Vanini nacque a Taurisano, in provincia di Lecce, nel 1585; studi&#242; Legge a Napoli e Teologia a Padova; viaggi&#242; in Italia ed in Germania, per approdare nel 1612 in Inghilterra, ove ebbe la brillante idea di abbandonare il Cattolicesimo. Ma mal gliene incolse, poich&#233;, caduto nelle mani dell&#8217;Inquisizione a Tolosa, nel 1618, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Giulio Cesare Vanini nacque a Taurisano, in provincia di Lecce, nel  1585; studi&ograve; Legge a Napoli e Teologia a Padova; viaggi&ograve; in Italia ed in  Germania, per approdare nel 1612 in Inghilterra, ove ebbe la brillante  idea di abbandonare il Cattolicesimo.<br />
Ma mal gliene incolse, poich&eacute;, caduto nelle mani dell&#8217;Inquisizione a  Tolosa, nel 1618, fu processato e condannato per ateismo.<br />
A questo Filosofo italiano e martire del Libero Pensiero due dei  maggiori manuali di Filosofia danno il dovuto risalto:<br />
il Reale-Antiseri: &ldquo;Il pensiero occidentale dalle origini ad oggi&rdquo;, 2&deg;  volume, dedica quasi una riga, a pagina 64 dell&#8217;edizione del 1983;<br />
&ldquo;Il testo filosofico&rdquo;, 2&deg; volume, di Cioffi, Luppi, Vigorelli, Zanette,  nell&#8217;edizione del 1993, riserva ben due righe a pagina 286, nonch&eacute; una  fugace citazione a pagina 825.</p>
<p><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=235" target="_blank">Continua</a></p>
<div align="right"><a href="http://www.valeriobruschini.info" target="_blank">Valerio Bruschini</a></div>
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		<title>FEDE 1 RAGIONE 0</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/fede-1-ragione-0-2/</link>
		
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 12:31:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[valerio bruschini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Giulio Cesare Vanini nacque a Taurisano, in provincia di Lecce, nel 1585; studi&#242; Legge a Napoli e Teologia a Padova; viaggi&#242; in Italia ed in Germania, per approdare nel 1612 in Inghilterra, ove ebbe la brillante idea di abbandonare il Cattolicesimo. Ma mal gliene incolse, poich&#233;, caduto nelle mani dell&#8217;Inquisizione a Tolosa, nel 1618, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Giulio Cesare Vanini nacque a Taurisano, in provincia di Lecce, nel  1585; studi&ograve; Legge a Napoli e Teologia a Padova; viaggi&ograve; in Italia ed in  Germania, per approdare nel 1612 in Inghilterra, ove ebbe la brillante  idea di abbandonare il Cattolicesimo.<br />
Ma mal gliene incolse, poich&eacute;, caduto nelle mani dell&#8217;Inquisizione a  Tolosa, nel 1618, fu processato e condannato per ateismo.<br />
A questo Filosofo italiano e martire del Libero Pensiero due dei  maggiori manuali di Filosofia danno il dovuto risalto:<br />
il Reale-Antiseri: &ldquo;Il pensiero occidentale dalle origini ad oggi&rdquo;, 2&deg;  volume, dedica quasi una riga, a pagina 64 dell&#8217;edizione del 1983;<br />
&ldquo;Il testo filosofico&rdquo;, 2&deg; volume, di Cioffi, Luppi, Vigorelli, Zanette,  nell&#8217;edizione del 1993, riserva ben due righe a pagina 286, nonch&eacute; una  fugace citazione a pagina 825.</p>
<p><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=235" target="_blank">Continua</a></p>
<div align="right"><a href="http://www.valeriobruschini.info" target="_blank">Valerio Bruschini</a></div>
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