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	<title>infallibilità papale Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;infallibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 14:34:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;infallibilità del papa rientra nelle verità di fede, benché si tratti di una delle più recenti. Fu infatti fermamente voluta da Pio IX e proclamata, dopo aspre discussioni e fra molte opposizioni, solo nel 1870, dal Concilio Vaticano I, ma con ovvio valore retroattivo. Esso decretò: «Insegniamo e definiamo essere dogma divinamente rivelato che il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/linsostenibile-leggerezza-dellinfallibilita/">L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;infallibilità</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;infallibilità del papa rientra nelle verità di fede, benché si tratti di una delle più recenti. Fu infatti fermamente voluta da Pio IX e proclamata, dopo aspre discussioni e fra molte opposizioni, solo nel 1870, dal Concilio Vaticano I, ma con ovvio valore retroattivo. <span id="more-11043"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/leggerezza.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11044" title="leggerezza" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/leggerezza-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/leggerezza-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/leggerezza.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Esso decretò: «Insegniamo e definiamo essere dogma divinamente rivelato che il Romano pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando, adempiendo il suo ufficio di pastore e maestro di tutti i cristiani, definisce, in virtù della sua suprema autorità apostolica che una dottrina riguardante la fede o i costumi dev&#8217;essere ammessa da tutta la chiesa, gode, per quell&#8217;assistenza divina che gli è stata promessa nella persona del beato Pietro, di quella infallibilità, di cui il divino Redentore ha voluto fosse dotata la sua chiesa, allorché definisce la dottrina riguardante la fede o i costumi».</p>
<p><strong>L&#8217;elastico dell&#8217;infallibilità</strong><br />Il papa si ritiene dunque infallibile sia per quanto riguarda i dogmi, sia per quanto riguarda le norme morali anche se la formulazione è abbastanza elastica da permettere di far rientrare o uscire questa o quella affermazione dal novero di quelle infallibili restando ad esempio indeterminato quando il papa parli ex cathedra e quando no.<br />A rendere la formula ancor più elastica concorsero poi i successori di Pio IX, che in più occasioni liquidarono con fastidio le obiezioni sentenziando in modo perentorio, come Leone XIII: «Quello che si deve credere e quello che si deve operare, appartiene per diritto divino. alla Chiesa e al Sommo Pontefice. Per tali motivi il Pontefice deve poter giudicare con la sua autorità quali siano le cose contenute nella parola di Dio, quali dottrine sono ad esse conformi, e quali no. Allo stesso modo deve indicare ciò che è onesto o turpe; ciò che si deve fare e cosa fuggire per raggiungere la salvezza; altrimenti non sarebbe più il sicuro interprete della parola di Dio, né guida sicura all&#8217;uomo nell&#8217;agire» (Sapientiae Christianae, 1890). Ancora più arrogante e stizzito Pio X, per il quale «quando si ama il Papa, non si fanno discussioni intorno a quello che esso dispone od esige, o fin dove debba giungere l&#8217;obbedienza ed in quali cose si debba obbedire. non si limita il campo in cui Egli possa e debba esercitare la sua autorità; non si antepone all&#8217;autorità del Papa quella di altre persone per quanto dotte che dissentano dal Papa, le quali se sono dotte non sono sante, perché chi è santo non può dissentire dal Papa» (Discorso agli iscritti dell&#8217;unione cattolica,1912).<br />Ma, specie dopo il Concilio Vaticano II, l&#8217;elastico funzionò anche nel senso di limitare e ridurre i pronunciamenti sicuramente infallibili &#8211; specie nel tentativo di fronteggiare le smentite provenienti dalla storia, cioè i numerosi &#8220;errori&#8221; commessi dagli &#8220;infallibili&#8221;. I teologi cattolici in particolare, nota il teologo dissidente Hans Küng nel suo saggio su L&#8217;infallibilità, si sono industriati a «arginare la messa in questione dell&#8217;infallibilità con una ricetta in fondo abbastanza semplice: o l&#8217;errore non sussisteva affatto, oppure &#8211; quando alla fine non si era più in grado di contestare, reinterpretare, minimizzare e sfumare &#8211; non c&#8217;era stata una decisione infallibile».</p>
<p><strong>Anche la Chiesa è infallibile</strong><br />Va poi ricordato che se a far discutere è soprattutto l&#8217;infallibilità personale del papa, secondo la dottrina cattolica è infallibile anche la Chiesa nel suo insieme. Essa, come afferma il Catechismo romano del Concilio di Trento, «appunto perché governata dallo Spirito Santo non può errare nell&#8217;insegnamento della fede e dei costumi» (§ 115). E il Catechismo della Chiesa cattolica del 1992 ribadisce: «Cristo, che è la verità, ha voluto rendere la sua Chiesa partecipe della propria infallibilità» (§ 889). Oltre che nel Romano Pontefice «L&#8217;infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel Corpo episcopale, quando questo esercita il supremo Magistero col Successore di Pietro, soprattutto in un Concilio Ecumenico» (§ 891).</p>
<p><strong>Le smentite della storia</strong><br />Ma i papi e la Chiesa si sono poi dimostrati davvero infallibili? In realtà non sembra, dato che la Chiesa ha cambiato molte dottrine importanti. Qualche esempio, in materia di norme morali: ieri legittimava la schiavitù e oggi la condanna; fino a Pio XII affermava che la donna deve essere subordinata all&#8217;uomo e oggi almeno verbalmente ammette la parità (fuorché nell&#8217;accesso al sacerdozio); la libertà di coscienza, oggi difesa da Benedetto XVI, fu condannata in forma solenne come &#8220;delirio&#8221; da Gregorio XVI e Pio IX; uccidere in nome di Dio è ritenuto un grave peccato da Benedetto XVI mentre era un dovere, premiato con la remissione dei peccati, per Urbano II, Innocenzo III, Gregorio IX, Pio V e tanti altri papi. La Chiesa ha cambiato idea anche su questioni di fede: Pelagio fu condannato nel 391 per avere sostenuto che i bambini si salvano anche senza battesimo e il Concilio di Trento lanciò contro tale posizione l&#8217;anatema. Oggi una commissione approvata da Benedetto XVI afferma che si può sperare, con «solide basi teologiche», che vadano in Paradiso. Altri dogmi, come quelli sulla verginità e l&#8217;immacolata concezione, sono contestati da preti e laici cattolici. E la Chiesa tace su questo dissenso ma scomunica per gli stessi motivi teologi più famosi (come Tissa Balasurya).<br />Per non dire di papa Onorio che professò la dottrina monofisita (secondo cui in Cristo v&#8217;è una sola natura e non due) poi condannata dal III Concilio ecumenico di Costantinopoli del 680-81, che lo dichiarò eretico. O &#8220;l&#8217;infallibile&#8221; Adriano VI che nel 1523 dichiarò che il papa può «errare, persino in materia di fede» e che «molti pontefici romani .erano eretici». E potremmo continuare. </p>
<p><strong>Walter Peruzzi &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=44777">Cronache Laiche</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/linsostenibile-leggerezza-dellinfallibilita/">L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;infallibilità</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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