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	<title>homo sapiens Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Aiuto, mi hanno cambiato la tassonomia degli ominidi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 08:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[andrea marinucci foa]]></category>
		<category><![CDATA[etologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi viaggia verso i 60 (ma forse anche chi è più giovane) si ricorderà a scuola la tassonomia dei &#8220;primati superiori&#8221;, uniti nella famiglia Pongidae, accanto a cui compariva la famiglia Hominidae. Ebbene oggi, se capita in una discussione scientifica sulle origini dell&#8217;uomo, si trova davanti uno schema completamente diverso. La vecchia famiglia Pongidae comprendeva [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/aiuto-mi-hanno-cambiato-la-tassonomia-degli-ominidi/">Aiuto, mi hanno cambiato la tassonomia degli ominidi</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Chi viaggia verso i 60 (ma forse anche chi è più giovane) si ricorderà a scuola la <strong>tassonomia</strong> dei &#8220;primati superiori&#8221;, uniti nella famiglia <strong>Pongidae</strong>, accanto a cui compariva la famiglia <strong>Hominidae</strong>.</div>
<div dir="auto"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356266155_6995588153789219_3398580987612526643_n.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26802" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356266155_6995588153789219_3398580987612526643_n.jpg" alt="" width="442" height="481" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356266155_6995588153789219_3398580987612526643_n.jpg 442w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356266155_6995588153789219_3398580987612526643_n-276x300.jpg 276w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356266155_6995588153789219_3398580987612526643_n-147x160.jpg 147w" sizes="(max-width: 442px) 100vw, 442px" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ebbene oggi, se capita in una discussione scientifica sulle origini dell&#8217;uomo, si trova davanti uno schema completamente diverso.</div>
<div dir="auto">La vecchia famiglia Pongidae comprendeva i tre generi <strong>Gorilla, Pongo</strong> (Orango) e <strong>Pan</strong> (Scimpanzè e Bonobo), la famiglia Hominidae un solo genere superstite (<strong>Homo</strong>). Ordunque, la vecchia tassonomia è stata cestinata tempo fa.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Perché la cosa dovrebbe interessarci? Non lo so, è un mistero. Ma se mi lasciate finire&#8230; Grazie.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Analizzando la distanza genetica tra le diverse specie ci si è accorti che <strong>Homo e Pan sono più vicini di quanto lo siano Pan e Gorilla e molto più vicini di Pan e Pongo.</strong> Per cui la decisione che hanno preso gli scienziati è stato raccogliere in una famiglia tutti e 4 i generi, ed hanno scelto di chiamarla Hominidae.</div>
<div dir="auto">Tenere insieme Pan e Pongo e escludere Homo sarebbe stato come includere in una famiglia un cugino di quinto grado e considerare estraneo un fratello. Insomma, <strong>non è bello</strong>.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356227186_6995588143789220_5048441265949371912_n.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26803" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356227186_6995588143789220_5048441265949371912_n.jpg" alt="" width="500" height="274" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356227186_6995588143789220_5048441265949371912_n.jpg 500w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356227186_6995588143789220_5048441265949371912_n-300x164.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/356227186_6995588143789220_5048441265949371912_n-280x153.jpg 280w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></div>
<div dir="auto">Ma non solo hanno cancellato la famiglia Pongidae, hanno anche introdotto delle sottodivisioni ogni volta che il ramo evolutivo si biforcava. Abbiamo così Pan, Gorilla, Homo e Pongo che sono Hominidae, Pan, Gorilla e Homo che sono Homininae (sottofamiglia), Pan e Homo che sono Hominini (tribù), e Homo che è Hominina (sottotribù).</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Sì, sono nomi che in italiano non rendono bene (quella degli scimpanzè è la sottotribù Panina, ehm&#8230;), ma al di là di questo la cosa interessante da notare è che la tassonomia ha acquisito una chiave cladogenetica e guarda molto più di prima la distanza genetica. Che è un criterio misurabile.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Nella scienza non ci si annoia mai.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>Andrea Marinucci Foa</strong></div>
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		<title>Maurizio Blondet e l’annosa ricerca della notizia che non esiste</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/maurizio-blondet-e-lannosa-ricerca-della-notizia-che-non-esiste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 16:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[homo antecessor]]></category>
		<category><![CDATA[homo sapiens]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio blondet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Come spiegate il fatto che si sono trovate orme di uomini in Inghilterra risalenti a 800mila anni fa quando secondo la vulgata tradizionale dell’evoluzione gli homo sapiens sono nati in Africa solo 200mila anni fa?” La domanda durante l’ultimo Darwin Day organizzato a Terni lascia un po’ perplesso il relatore Michele Bellone “non sono conoscenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/maurizio-blondet-e-lannosa-ricerca-della-notizia-che-non-esiste/">Maurizio Blondet e l’annosa ricerca della notizia che non esiste</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Come spiegate il fatto che si sono trovate orme di uomini in Inghilterra risalenti a 800mila anni fa quando secondo la vulgata tradizionale dell’evoluzione gli homo sapiens sono nati in Africa solo 200mila anni fa?”<span id="more-12151"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/03/488px-Homo_antecessor_male.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12152" alt="488px-Homo_antecessor_male" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/03/488px-Homo_antecessor_male-244x300.jpg" width="244" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/03/488px-Homo_antecessor_male-244x300.jpg 244w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/03/488px-Homo_antecessor_male.jpg 488w" sizes="(max-width: 244px) 100vw, 244px" /></a>La domanda durante l’ultimo Darwin Day organizzato a Terni lascia un po’ perplesso il relatore Michele Bellone “non sono conoscenza di questo fatto, mi informerò e poi eventualmente le faremo sapere”, noi organizzatori però siamo un po’ più maliziosi, “Scusi dove l’ha trovata questa notizia?” “L’ha scritta pochi giorni fa Maurizio Blondet”, “ah ecco Maurizio Blondet&#8230; scusi se mi permetto ma non lo ritengo una fonte affidabile, ad ogni modo mi dia i riferimenti e le faremo sapere”.</p>
<p>Arrivati a casa e dopo una breve ricerca su internet ecco svelato l’arcano: l’<a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=47454 ">articolo di Blondet</a> rimanda alla rivista <a href="http://www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0088329">Plos One </a> che ha pubblicato lo studio e dopo poche righe tutto risulta chiaro, trattasi di Homo Antecessor non di Homo Sapiens, ominide che abitava l’Europa intorno a un milione di anni fa.</p>
<p>Dunque nessuna “stranezza” sul fatto che ci siano sue impronte in Inghilterra databili 900mila anni fa, da dove nasce l’equivoco?</p>
<p>Non certo dall’articolo della rivista Plos One che è chiarissimo nel suo abstract (nonostante la traduzione sommaria di Google Translate le cose sembrano chiare): “<span style="color: #222222;"><i>Indagini a Happisburgh , Regno Unito , hanno rivelato la più antica conosciuta superficie hominin impronta di fuori dell&#8217;Africa compresa tra ca . 1 milione e 0780 mila anni fa. Il sito è stato da tempo riconosciuto per la conservazione dei sedimenti contenenti fauna e della flora Pleistocene inferiore , ma dal 2005 ha anche restituito manufatti di selce umanamente fatti , estendendo il record di occupazione umana del nord Europa da almeno 350 mila anni . I sedimenti costituiti da sabbie , ghiaie e limi laminati stabilite da un grande fiume nel tratto superiore del suo estuario . Nel maggio 2013 vaste aree dei sedimenti laminati sono stati esposti sulla battigia . Sulla superficie di una delle orizzonti limo stratificati una serie di incavi è stato rivelato in un&#8217;area di ca . 12 m2 . La superficie è stata registrata usando multi- immagine fotogrammetria che ha dimostrato che le cavità sono nettamente allungata e la caduta maggioranza all&#8217;interno della gamma di dimensioni minori per adulti piede hominin . In molti casi l&#8217;arco e anteriore / posteriore del piede possono essere identificati e in un caso l&#8217;impressione di dita può essere visto. Utilizzo di lunghezza del piede di statura rapporti , gli ominidi sono stimati essere stati tra ca . 0.93 e 1.73 m di altezza , suggestiva di un gruppo di età mista . L&#8217;orientamento delle stampe indica il movimento in direzione sud sul fango appartamenti lungo il bordo del fiume . I primi fossili umani del Pleistocene sono estremamente rari in Europa , senza evidenza dal Regno Unito . L&#8217;unica specie conosciute in Europa occidentale di età simile è Homo antecessor , i cui resti fossili sono stati trovati a Atapuerca , in Spagna. Le dimensioni del piede e la statura stimato degli ominidi di Happisburgh caduta all&#8217;interno della gamma derivata dalla evidenze fossili di Homo antecessor .</i></span></p>
<p>Ed è chiarissimo anche nelle sue conclusioni: “<span style="color: #222222;"><i>Happisburgh è la prima prova di impronte di ominidi di fuori dell&#8217;Africa , databile tra ca . 1 e 0,78 mio di dimensioni del corpo stimati che rientrano nella gamma delle prove di fossili di Homo antecessor . Le analisi suggeriscono un gruppo di almeno cinque adulti e giovani che camminano lungo le distese fangose </i></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Arial Unicode MS', sans-serif;"><i>​​</i></span></span><span style="color: #222222;"><i>di un grande fiume . La rarità di tali prove è eguagliata solo dalla sua fragilità in Happisburgh , dove una grave erosione costiera è entrambi i siti rivelatrici e rapidamente distruggendo che sono di importanza internazionale . La successione pre -glaciale intorno Happisburgh ha ora rivelato diverse località archeologiche di Pleistocene inferiore e l&#8217;inizio dell&#8217;età Pleistocene medio con evidenza di manufatti in selce , ossa e impronte cut- marcati . È importante sottolineare che i siti sono associati con un ricco registrazione ambientale della flora e della fauna che consentono ricostruzioni dettagliate degli habitat umani e il potenziale per la conservazione di manufatti organici . Continuando l&#8217;erosione delle coste rivelerà ulteriori esposizioni della HHF e nuovi siti che promettono di trasformare la nostra comprensione dei primi occupazione umana latitudini settentrionali”.</i></span></p>
<p><span style="color: #222222;">Come si può facilmente leggere non c’è nessuna “messa in discussione” della “vulgata tradizionale” o del fatto che Homo Sapiens sia comparso in Africa intorno a 200mila anni fa. Quindi ripetiamo la domanda da dove può nascere l’equivoco che ha tratto in inganno i simpatici partecipanti al Darwin Day di Terni 2014? </span></p>
<p><span style="color: #222222;">Ovviamente da come Maurizio Blondet riporta a suo modo la notizia; leggiamo alcuni passaggi: “</span><i>Di fatto, la scoperta smentisce, o almeno getta in dubbio, la teoria dominante: che l’uomo è nato in Africa da qualche scimmia bipede, ipoteticamente l’australopiteco”,</i> ma quando mai? L’articolo di Plos One non dice mai un’assurdità del genere, che Homo Antecessor abitasse l’Europa 1 milione di anni fa era cosa nota. Forse Blondet non ha capito che si parla di Homo Antecessor e non Homo Sapiens? Sembra di si a leggere il seguente passaggio:</p>
<p>“<i>Solo che </i><em>l’Homo Sapiens</em><i> – secondo la teoria dominante, – appare pienamente tale solo 200 mila anni fa (in Etiopia), dunque 700-800 mila anni </i><em>dopo</em><i> i foraggiatori del Tamigi. E mostra di avere un mondo interiore solo da 42 mila anni, quando incide le prime pitture rupestri e le prime sepolture. No, decisamente, quel gruppo di adulti e ragazzini lungo il Tamigi di un milione di anni fa, non possono, non «devono» essere uomini. Sono troppo «precoci» per mostrarsi in Inghilterra con i comportamenti di cercatori di molluschi in riva a un fiume.”</i></p>
<p>Ma poi ecco la smoking gun:<strong> “</strong><i>Sicché gli scienziati britannici hanno dovuto pensare ad un altro uomo «precoce», così precoce da essere imbarazzante per la teoria dominante, tanto che l’hanno nominato: </i><em>Homo Antecessor</em><i>, ossia l’uomo che-precede. Ritrovato in Spagna nella leggendaria Cueva de Lo Huesos, impressionante foiba preistorica dove furo gettati i corpi di giovani ventenni sacrificati con un colpo di clava alla nuca e in parte divorati in un rito cannibalico, una «religione» durata centinaia di migliaia di anni, l’Antecessor è contemporaneo, anzi più antico, di ominidi primitivi di cui – secondo l’evoluzionismo – doveva essere il successore: esistette 900 mila anni fa, forse anche 1,2 milioni di anni orsono. Non era un </i><em>Ergaster</em><i>, un </i><em>Erectus</em><i>, un H</i><em>eidelbergensi</em><i>s; aveva troppi aspetti da uomo moderno. Soprattutto: la faccia prognata, quasi ancora un muso, delle suddette specie, ma la faccia </i><em>verticale </em><i>, propria di un essere che esprime sul volto i sentimenti, e denti delicati. Un dentista li prenderebbe per quelli di uno dei suoi pazienti.”</i></p>
<p>No Maurizio Blondet ha capito benissimo che si tratta di Antecessor e non di Sapiens solo che per ragioni che a noi appaiono più che evidenti e che speriamo lo siano anche per i suoi simpatici lettori che sono venuti dal Darwin Day di sabato scorso, mescola le carte in tavola parlando prima di “impronte umane” e di “gruppo di uomini” dopo di che, en passant, parla di H. Antecessor dicendo che non è credibile la sua collocazione negli antenati dell’Homo Sapiens per ragioni che ovviamente sono chiare soltanto a lui. E stendiamo un velo pietoso sulla fantasiosa ricostruzione delle foibe iberiche di Homo Antecessor, roba che neanche se avesse trovato la macchina del tempo di H. G. Wells avrebbe potuto descrivere particolari di un milione di anni fa con questa chiarezza.</p>
<p>Apprendiamo quindi che la classificazione scientifica di Homo Antecessor e la sua collocazione nel cespuglio evolutivo della specie Homo per Maurizio Blondet non è credibile, è evidente che lui preferisce credere in altro, ce ne faremo una ragione. Noi poveri mortali (Homo Sapiens) continueremo a fidarci della comunità scientifica che conta un pochino di più di giornalisti o pseudotali in cerca di facili sensazionalismi e notorietà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Homo Sapiens, la mostra</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/homo-sapiens-la-mostra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2013 22:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Curata da Luigi Luca Cavalli Sforza e da Telmo Pievani la mostra “Homo Sapiens – la grande storia della diversità umana” è in questi giorni a Novara dopo essere stata per lungo tempo a Roma.Speriamo che quella di Novara sia solo la prima tappa di un tour che consenta a più persone possibile di ammirarla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/homo-sapiens-la-mostra/">Homo Sapiens, la mostra</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Curata da Luigi Luca Cavalli Sforza e da Telmo Pievani la mostra “Homo Sapiens – la grande storia della diversità umana” è in questi giorni a Novara dopo essere stata per lungo tempo a Roma.<span id="more-11447"></span><br /><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/hsapiens.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11448" alt="hsapiens" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/hsapiens.jpg" width="275" height="183" /></a>Speriamo che quella di Novara sia solo la prima tappa di un tour che consenta a più persone possibile di ammirarla nel nostro paese, ce n&#8217;è realmente bisogno per vari motivi.<br />Il primo di questi è che stiamo parlando davvero di una bellissima mostra, nata da un&#8217;idea originale e curata scientificamente nei minimi dettagli; che non tralascia nessuna delle scoperte più recenti della biologia e affronta la “diversità umana” sia dal punto di vista biologico che da quello etnologico.<br />Il lungo percorso delle del genere Homo che da qualche milione di anni è comparso su questo pianeta, e precisamente nel continente chiamato Africa, è estremamente affascinante. Dai primi passi dell&#8217;umanità impressi sulla cenere di un eruzione vulcanica, alle migrazioni fuori dall&#8217;Africa che hanno portato alla colonizzazione di tutto il pianeta, all&#8217;incontro con i “cugini” neanderthaliani, fino ai primi manufatti umani e le sfide di colonizzazione degli ambienti più estremi come l&#8217;Artico, la mostra curata in ogni dettaglio colpisce in primo luogo per la mole impressionante di informazioni che riesce a fornire al visitatore. È estremamente educativa e da molti spunti di riflessione, scientifici e filosofici. <br />Partendo ad esempio dal punto forse più controverso della nostra evoluzione, la coabitazione nel pianeta con altre specie Homo, la domanda a cui si cerca di dare una risposta oggi è “che fine hanno fatto tutti quanti?” Fino a 40.000 anni fa condividevamo il pianeta con altre quattro specie Homo, poi “improvvisamente” siamo rimasti solo noi Sapiens a diffonderci sul pianeta. Perché? Riferendosi in particolare all&#8217;Uomo di Neanderthal gli organizzatori della mostra mettono in evidenza la riflessione di John Darnton «Era più forte. Era intelligente come noi. È vissuto attraverso gli orrori dell&#8217;era glaciale, in ogni parte dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia Occidentale per circa 200.000 anni, poi è scomparso. Perché noi siamo qui e lui è sparito? Per citare Jack Nicholson in L&#8217;onore dei Prizzi “se era cosi maledettamente in gamba, com&#8217;è che è irrimediabilmente morto?”».<br />La questione non è di poco conto tenendo presente anche che gli ultimi studi genetici ci dicono che l&#8217;Homo Sapiens odierno è, probabilmente, ibridato con il Neanderthal.<br />Insomma una storia, quella della diversità umana, tutta da scoprire e da ammirare come fosse un film. E per continuare a giocare con le citazioni cinematografiche ricordiamo che Telmo Pievani paragona l&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo al film “Sliding doors”, dove un semplice evento (il riuscire a entrare nelle porte del treno della metropolitana che si chiudono o il dover aspettare il treno successivo) mostra due storie completamente diverse dei protagonisti. Ecco, l&#8217;evoluzione (non solo quella umana) è una serie interminabile di sliding doors dove ad ogni bivio le cose sarebbero potute andare in maniera completamente differente e oggi il pianeta Terra poteva ritrovarsi come specie dominante un sauro-sapiens o un aracno-sapiens.<br />Questo ovviamente non deve far altro che farci apprezzare ancora di più la nostra particolarità e responsabilizzarci maggiormente a trattare con rispetto tutti i nostri compagni di viaggio nella strada del nostro futuro. Senza però cadere nel gioco di divinizzare la natura e ricordando sempre una citazione di David Raup anch&#8217;essa messa ben in evidenza nella mostra: “se l&#8217;estinzione fosse un gioco del tutto leale, noi non saremmo qui”.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/homo-sapiens-la-mostra/">Homo Sapiens, la mostra</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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