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	<title>Giovanni Boaga Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Terremoto dell&#8217;Aquila: tutti colpevoli nella Commissione grandi rischi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 17:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Boaga]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il processo contro i sette componenti della Commissione grandi rischi in carica nel 2009, anno del devastante terremoto che investì L&#8217;Aquila nella notte del 6 aprile, è arrivato a sentenza: sei anni di reclusione e l&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici per tutti gli imputati, giudicati colpevoli di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Un verdetto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/terremoto-dellaquila-tutti-colpevoli-nella-commissione-grandi-rischi/">Terremoto dell&#8217;Aquila: tutti colpevoli nella Commissione grandi rischi</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il processo contro i sette componenti della Commissione grandi rischi in carica nel 2009, anno del devastante terremoto che investì L&#8217;Aquila nella notte del 6 aprile, è arrivato a sentenza: sei anni di reclusione e l&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici per tutti gli imputati, giudicati colpevoli di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. <span id="more-10914"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/galileo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-10915" title="galileo" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/galileo.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Un verdetto choc che sta già facendo il giro del mondo e individua gli esperti della Commissione come responsabili di aver sottovalutato i rischi di un terremoto che poi si rivelò distruttivo. A tutto questo va aggiunto un risarcimento ai familiari delle vittime e al comune dell&#8217;Aquila di 7,8 milioni di euro più le spese giudiziarie, cui dovrà provvedere anche la presidenza del Consiglio ritenuta responsabile civile. </p>
<p>Diverse le reazioni alla notizia della condanna. Dallo scoramento dei protagonisti, come l&#8217;ex presidente dell&#8217;Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, che afferma «Pensavo di essere assolto. Ancora non capisco di cosa sono accusato», o di Bernardo De Bernardinis, ex vicecapo della Protezione civile e attuale presidente dell&#8217;Ispra, che dichiara «La mia vita da domani cambierà, ma se saranno dimostrate le mie responsabilità in tutti i gradi di giudizio le accetterò fino in fondo», al plauso dei cittadini riuniti in piazza Duomo all&#8217;Aquila per discutere con il loro sindaco di tasse. O alla soddisfazione di Giampaolo Giuliani, il tecnico che studia il radon come precursore sismico, che parla di processo storico.<br />Veemente la reazione del fisico Luciano Maiani che non esita a definire quanto accaduto come «la morte del servizio prestato dai professori e dai professionisti allo Stato». L&#8217;ex presidente del Cnr e fino a ieri presidente della Commissione grandi rischi, ha annunciato le sue dimissioni dall&#8217;organismo: «Non vedo le condizioni per lavorare serenamente». Dello stesso avviso anche l&#8217;Ingv che in un comunicato stampa osserva che «la sentenza costituisce un precedente, in grado di condizionare in modo determinante il rapporto tra esperti scientifici e decisori, non solo nel nostro Paese. La sentenza di condanna di L&#8217;Aquila rischia, infatti, di compromettere il diritto/dovere degli scienziati di partecipare al dialogo pubblico tramite la comunicazione dei risultati delle proprie ricerche al di fuori delle sedi scientifiche, nel timore di subire una condanna penale. Quale scienziato vorrà esprimere la propria opinione sapendo di poter finire in carcere?» </p>
<p>Nell&#8217;attesa di conoscere le motivazioni della sentenza possiamo leggere il <a href="http://www.6aprile.it/docs/Protezione_Civile/Verbali%20commissione%20grandi%20rischi/commissione_grandi_rischi_del_31_marzo_2009.pdf" target="_blank">verbale</a> della famigerata riunione della Commissione tenutasi il 31 marzo, ritenuta dall&#8217;accusa inadeguata e superficiale, che ha portato la protezione civile a diramare annunci rassicuranti che hanno messo in pericolo molte persone. Dalla lettura del verbale, però, non appaiono imprecisioni, incompletezze o toni rassicuranti, ma un&#8217;analisi della situazione basata sulle conoscenze scientifiche disponibili. La conclusione è che non c&#8217;erano allora, come non ci sarebbero oggi in una situazione simile, indicazioni che facessero pensare all&#8217;imminente verificarsi di un evento sismico di forte intensità a seguito del protrarsi di una sequenza di bassa magnitudo. Il che non significa escludere la possibilità di un forte terremoto ma, semplicemente, vuol dire non possedere gli strumenti concettuali per esprimersi in un senso o nell&#8217;altro con la precisione richiesta. Lo sa bene Giuseppe Zamberletti, presidente emerito della Commissione e anche lui dimissionario insieme agli altri vertici, che da ex ministro della Protezione civile nel 1985 ordinò lo stato d&#8217;allerta per dieci comuni della Garfagnana, facendo chiudere le scuole e disponendo l&#8217;evacuazione di centomila persone. Il terremoto non arrivò e Zamberletti finì sotto inchiesta per procurato allarme. I terremoti sono imprevedibili e, purtroppo, allo stato attuale delle conoscenze non esistono fenomeni precursori affidabili, che siano sciami sismici o radon.<br />Se quindi la riunione con i sismologi non ebbe i contenuti indicati dall&#8217;accusa, perché una condanna uguale per tutti gli imputati senza una necessaria distinzione di responsabilità? </p>
<p>L&#8217;aspetto paradossale in questa vicenda è che tra i condannati compaiono Enzo Boschi e Giulio Selvaggi, responsabili del Centro nazionale terremoti dell&#8217;Ingv che nel 2004 realizzò la mappa della pericolosità sismica in cui L&#8217;Aquila era classificata come un&#8217;area di maggiore sismicità, cioè zona 1. Ma nella carta da essa derivata di competenza regionale e strettamente correlata alle norme tecniche di costruzione in zone sismiche, L&#8217;Aquila fu declassata a zona 2, con tutto quello che comporta in termini di sicurezza per i cittadini. Chi è responsabile di questa palese incongruenza? Non si sa e, comunque, non era seduto al banco degli imputati. Come non lo erano tutti quei costruttori, in odore di mafia, che hanno costruito alcune delle case crollate con tecniche e materiali inadeguati e i funzionari pubblici preposti al controllo. </p>
<p>Forse, come scrive il direttore delle <em>Scienze </em>Marco Cattaneo, si è trovato un bersaglio facile da colpire senza occuparsi delle vere responsabilità in gioco, molto più complesse e difficili da individuare. Ora la «fame di giustizia di questa città» &#8211; come l&#8217;ha chiamata il pubblico ministero Picuti &#8211; è stata soddisfatta. </p>
<p><strong>Giovanni Boaga &#8211;<a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=38589&amp;typeb=0&amp;Terremoto-dell'Aquila-tutti-colpevoli-nella-Commissione-grandi-rischi"> Cronache Laiche</a></strong></p>
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		<title>Homo sapiens, la grande storia della diversità umana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 17:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Boaga]]></category>
		<category><![CDATA[hmo sapiens]]></category>
		<category><![CDATA[mostra a roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;11/11/2011 si è tenuta l’inaugurazione a Roma della prima grande mostra internazionale sulle origini dell’uomo e la sua diffusione sulla Terra: Homo sapiens, la grande storia della diversità umana. Curata da Luigi Luca Cavalli Sforza, genetista di rilievo internazionale e professore emerito alla Stanford University, e Telmo Pievani, professore di Filosofia della Scienza ed Epistemologia all’università [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/homo-sapiens-la-grande-storia-della-diversita-umana/">Homo sapiens, la grande storia della diversità umana</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;11/11/2011 si è tenuta l’inaugurazione a Roma della prima grande mostra internazionale sulle origini dell’uomo e la sua diffusione sulla Terra:<em><strong> <a href="http://www.homosapiens.net/" target="_blank">Homo sapiens, la grande storia della diversità umana</a></strong></em>. Curata da<strong> Luigi Luca Cavalli Sforza</strong>, genetista di rilievo internazionale e professore emerito alla Stanford University, e <strong>Telmo Pievani</strong>, <span id="more-10227"></span>professore di Filosofia della Scienza ed Epistemologia all’università Milano Bicocca ed esperto di evoluzione&#8230;  la mostra si presenta come il tentativo di rispondere, con linguaggio accessibile a tutti, alle grandi domande che ci poniamo in relazione all’essere umano: da dove veniamo? Sono esistite altre specie umane? Esistono le razze? Come abbiamo fatto a colonizzare tutto il pianeta?</p>
<p>L’approccio multidisciplinare della mostra, che si avvale della collaborazione internazionale di specialisti di genetica, linguistica, antropologia, paleoantropologia e climatologia, fornisce un’occasione da non perdere per tutti gli appassionati di queste tematiche che troveranno reperti unici provenienti da tutto il mondo, istallazioni interattive e modelli in scala reale.  Inoltre sono previsti numerosi incontri con alcuni dei maggiori protagonisti della ricerca scientifica mondiale sull’evoluzione umana. Ma è sicuramente anche un’opportunità per il mondo della scuola di far avvicinare i giovani allo <em>«scenario maestoso dell’evoluzione umana per come è emerso recentemente dal connubio di dati genetici, antropologici e linguistici»</em>, come spiega il professor Pievani. E, infatti, particolare attenzione è dedicata alle attività didattiche di laboratorio, dove gli studenti possono diventare protagonisti dell’esperienza di apprendimento, ai percorsi guidati differenziati a seconda dei temi e dell’età dei partecipanti, ai materiali, in formato cartaceo ed elettronico, messi a disposizione di studenti e docenti.</p>
<p>La mostra si articola in sei sezioni che ripercorrono la storia che ha portato<em> Homo sapiens</em> a distribuirsi su tutto il pianeta. Inizia con la comparsa, due milioni di anni fa, delle prime specie del genere <em>Homo</em> che, dalle aree in via di inaridimento nell’Africa orientale, cominciano a spostarsi alla ricerca di cibo esplorando ambienti nuovi, inaugurando una tendenza, tipica dell’uomo, a vagare in cerca di nuovi spazi. Prosegue con l’emergere di <em>Homo sapiens</em>, circa 200 mila anni fa, l’incontro con le altre specie di <em>Homo</em> e la competizione per le risorse che ha portato alla sopravvivenza di una sola di esse, la nostra. Il percorso espositivo continua, poi, con il profondo cambiamento comportamentale e cognitivo definito <strong><em>“Rivoluzione Paleolitica”</em></strong>, dove emergono per la prima volta in natura particolari abilità di pensiero e di creatività. Un periodo della storia dell’uomo caratterizzato anche dalla colonizzazione dei continenti americano e australiano.<br />
<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/CL_lascaux.jpg"><img decoding="async" title="Homo sapiens - Giovanni Boaga - Cronache Laiche" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/11/CL_lascaux.jpg" alt="" width="390" height="243" /></a>Ma è dopo l’ultima glaciazione, circa 12 mila anni fa, che la popolazione umana comincia a crescere intensamente, dando vita alle prime civiltà agricole e urbane, raggiungendo ogni parte del globo, producendo rimescolamento e attrito tra i vari gruppi umani. Un imponente sviluppo che comincia a produrre anche un impatto notevole sulla diversità biologica e che porta a un’accelerazione dell’estinzione di specie viventi. Questo intreccio tra la diversità biologica e quella culturale di Homo sapiens è ben esemplificato da quanto è accaduto nella nostra penisola, da sempre al centro dei flussi di popolamento del Mediterraneo, che costituisce l’argomento della quinta sezione della mostra.<br />
Tutti parenti, tutti differenti: le radici intrecciate delle civiltà. Questo il titolo della sezione conclusiva, dove si capisce come <em>«la diversità umana non è dovuta ad alcuna essenza biologica e cognitiva già scritta, ma è figlia di molteplici storie contingenti che sono ancora in corso»</em>. È il tema dell’<strong>inesistenza delle razze umane</strong>, dovuta alla giovane origine della nostra specie caratterizzata da grande mobilità, che ha portato a una variabilità genetica ridotta e distribuita in modo continuo sulla Terra, non consentendo d’individuare popolazioni geneticamente distinguibili. Una storia, quella di<em> Homo sapiens</em>, caratterizzata da una<strong> forte unità biologica</strong> e contemporaneamente da una<strong> grande diversità culturale interna</strong>.</p>
<p>Oggi che viviamo l’eccitante esperienza intellettuale di scoprire le nostre origini e tutta la strada che ci separa dai primi rappresentanti della nostra specie, assistiamo nel contempo ad <strong>attacchi oscurantisti</strong> volti a negare la validità della storia dell’uomo narrata dalla scienza, alcuni sferrati, anche in Italia, da organi istituzionali. Un esempio su tutti il vicepresidente del CNR, Roberto De Mattei, che nel convegno antievoluzionista da lui organizzato nel 2009 ebbe a dichiarare che <em>«dal punto di vista della scienza sperimentale entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare […] Credo che Adamo ed Eva siano personaggi storici e siano i progenitori dell’umanità»</em>. Anche a lui consigliamo un giretto al <a href="http://www.palazzoesposizioni.it" target="_blank">Palazzo delle Esposizioni</a> dove ha sede la mostra. Ha tempo fino al 12 di febbraio.</p>
<p><strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/11/homo-sapiens-la-grande-storia-della-diversita-umana/">Giovanni Boaga &#8211; Cronache Laiche</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/homo-sapiens-la-grande-storia-della-diversita-umana/">Homo sapiens, la grande storia della diversità umana</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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