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	<title>gelmini Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Lombardia, regole più rigide per chi non si avvale dell’ora di religione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 19:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Formalmente &#232; un&#8217;ora facoltativa, della quale gli studenti possono o meno&#160;avvalersi. Nella pratica, invece, una scelta diversa dall&#8217;ora di ora di religione cattolica viene sempre pi&#249; osteggiata. L&#8217;ultima trovata della Regione Lombardia sul tema &#232; un vero giro di vite per arginare le fughe dal &#8216;catechismo di Stato&#8217;: la scelta va fatta solo al momento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lombardia-regole-piu-rigide-per-chi-non-si-avvale-dell%e2%80%99ora-di-religione/">Lombardia, regole più rigide per chi non si avvale dell’ora di religione</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="entry">
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3889" title="moratti_gelmini" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt" height="255" alt="moratti_gelmini" width="285" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/moratti_gelmini.jpg" />Formalmente &egrave; un&rsquo;ora facoltativa, della quale gli studenti possono o meno&nbsp;avvalersi. Nella pratica, invece, una scelta diversa dall&rsquo;ora di ora di religione cattolica viene sempre pi&ugrave; osteggiata.</p>
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<p><a target="_blank" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/11/giro-di-vite-sull-ora-di-religione.html">L&rsquo;ultima trovata della Regione Lombardia</a> sul tema &egrave; un vero giro di vite per arginare le fughe dal &lsquo;catechismo di Stato&rsquo;: la scelta va fatta solo al momento dell&rsquo;iscrizione nella prima classe. Non verr&agrave; quindi pi&ugrave; proposta, al contrario di ci&ograve; che &egrave; sempre stato fatto, negli anni successivi. I genitori dei ragazzi che dovessero cambiare idea nel corso degli studi dovranno presentare esplicita richiesta in segreteria, ma la variazione avr&agrave; effetto solo dall&rsquo;anno scolastico seguente.</p>
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<p>&laquo;<em>Chiedere ogni anno ai ragazzi se desiderano seguire religione, come succede in molte scuole, <strong>rischia di essere un invito a non farlo</strong>. Sarebbe come domandare loro se vogliono essere in classe per il corso di matematica: la tentazione di disertare &egrave; forte</em>&raquo;, commenta Marco Moschetti, insegnante di religione e membro del direttivo dell&rsquo; Associazione nazionale insegnanti di religione. Ecco qui spiegata la direttiva lombarda. Per evitare che i ragazzi disertino l&rsquo;ora di religione, <strong>&egrave; meglio non ricordare loro che hanno la possibilit&agrave; di non frequentarla.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Questo metodo, che sottende una certa tendenza coercitiva, non fa altro che perseguire la linea governativa in sostegno della Cei, la quale trae dall&rsquo;ora di religione nelle scuole degli enormi ritorni in termini evangelici ed economici.&nbsp;I ministri dell&rsquo;Istruzione dei governi Berlusconi, <strong>Letizia Moratti e Mariastella Gemini</strong>, hanno sempre pi&ugrave; consolidato l&rsquo;ora religione a scapito delle altre discipline (alle quali si continuano a tagliare ore di didattica) e del diritto degli studenti non cattolici. L&rsquo;una e l&rsquo;altra hanno fatto l&rsquo;impossibile per stracciare quella pallida idea di equit&agrave; che anche una disciplina facoltativa &ndash; e anticostituzionale &ndash; come la religione cattolica potrebbe comprendere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il vero colpo di mano &egrave; stato portato a segno da Letizia Moratti</strong> nel 2004 quando, con un concorso ad hoc (leggasi sanatoria), la maggioranza di loro &ndash; circa il 70% &ndash; &egrave; entrata a pieno titolo in ruolo nello Stato, sebbene la Curia di competenza mantenga il diritto di revoca dell&rsquo;incarico in ogni momento. Il che significa, se ci&ograve; si verificasse, che i docenti di religione andrebbero a coprire altro ruolo nella scuola pubblica. Basta solo che possiedano idoneo titolo di studio, il concorso &egrave; condonato.
</p>
<p>Ci si aspetterebbe, come minimo,&nbsp;che anche l&rsquo;ora di didattica alternativa a quella di religione cattolica, prevista dall&rsquo;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insegnamento_della_religione_cattolica_in_Italia#Nomina_degli_insegnanti">ultimo riferimento normativo in materia</a>,&nbsp; fosse a carico dello Stato. E invece no. Sono i singoli istituti, sempre pi&ugrave; strozzati dai ripetuti tagli che si abbattono sulla scuola pubblica come una mannaia, a dover far fronte alle eventuali spese con i propri fondi. Il risultato lo potrebbe immaginare anche un bambino: <strong>la maggioranza degli istituti italiani, di ogni ordine e grado, non prevede attivit&agrave; didattiche alternative.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Diretta conseguenza di ci&ograve; &egrave; che molte famiglie di non o diversamente credenti, per evitare che i propri figli siano esiliati in altre classi durante l&rsquo;ora di religione come sovente succede nelle scuole materne ed elementari, rinunciano al diritto di non avvalersene.</p>
<p>
</p>
<p>Per i pi&ugrave; grandi, invece, si profila come alternativa il corridoio o l&rsquo;uscita anticipata. Ma ecco intervenire un altro piccolo ricatto: a partire dal terzo anno di superiori, l&rsquo;ora di religione concorre a maturare credito scolastico in vista dell&rsquo;esame di Stato. E chi non la frequenta si trova, dunque, nell&rsquo;impossibilit&agrave; di maturare analogo vantaggio. Il meccanismo attira i ragazzi, a prescindere da cosa &nbsp;&#8211; e se &ndash; credano. Se la religione cattolica d&agrave; credito supplementare, perch&eacute; non frequentarla?</p>
<p>
</p>
<p>Ecco quindi spiegate le cifre della Cei sulla frequenza all&rsquo;ora di religione, che complessivamente vanta, nell&rsquo;anno scolastico 2008-2009, l&rsquo;adesione del 91% degli studenti delle scuole pubbliche.</p>
<p>
</p>
<p>Ciliegina sulla ricca torta ecclesiale, <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/scuola-ora-alternativa-addio/">i moduli</a> diramati dal ministero Gelmini per l&rsquo;iscrizione al prossimo anno scolastico non prevedono la scelta di attivit&agrave; didattiche e formative per chi non si avvale della religione cattolica. Le possibilit&agrave;, infatti, sono solo due: attivit&agrave; individuali o di gruppo con assistenza di personale docente e uscita dalla scuola.&nbsp;E&rsquo; prevista, ha precisato la ministra Gelmini tra i denti, l&rsquo;eventualit&agrave; che la scuola li personalizzi aggiungendo attivit&agrave; formative, ma alla fine questa &lsquo;dimenticanza&rsquo; fa solo tirare un sospiro di sollievo agli istituti, che possono evitare di porsi il problema di fornire un&rsquo;alternativa didattica. Non &egrave; contemplata neanche nei moduli ministeriali!</p>
<p>
</p>
<p><strong>In questo clima, l&rsquo;iniziativa della Regione Lombardia &egrave; ancora pi&ugrave; chiara</strong>. Mira a scoraggiare ulteriormente eventuali rinunce in corso d&rsquo;opera soprattutto alle superiori. Gi&agrave; nella sola Milano, il 30% degli iscritti al primo anno sceglie di non avvalersi della religione cattolica, e la percentuale sfiora il 50% nelle ultime classi.</p>
<p>
</p>
<p>Ricapitolando, non si forniscono alternative didattiche, si danno crediti scolastici (solo) ai ragazzi cattolici e ora non si informano neanche pi&ugrave; studenti e genitori dei loro diritti. Fare una scelta diversa da&nbsp;quella caldeggiata dalla Cei e supinamente recepita dai ministri della nostra Repubblica diventa sempre pi&ugrave; complicato e, soprattutto, meno conveniente per tutti. Passo dopo passo, si sta spianando il terreno per trasformare l&rsquo;ora di religione&nbsp;in materia curriculare, come la Gelmini&nbsp;ha auspicato in pi&ugrave; occasioni.&nbsp;E quando succeder&agrave;, probabilmente gli italiani neanche se ne accorgeranno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it">Cronache laiche</a></strong></em>
</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lombardia-regole-piu-rigide-per-chi-non-si-avvale-dell%e2%80%99ora-di-religione/">Lombardia, regole più rigide per chi non si avvale dell’ora di religione</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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