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	<title>fascismo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Mar 2023 12:13:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Bimestrale – numero 35</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/bimestrale-numero-35/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agnieszka Goclowska]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 08:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[rivista]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[umberto eco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pericolo ur-fascismo. La storia si ripete, sempre. L’UR-fascismo può vestire ogni abito, tornare, in qualsiasi momento, ed utilizzare innocenti travestimenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/bimestrale-numero-35/">Bimestrale – numero 35</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe id="doc_50377" class="scribd_iframe_embed" title="Civiltà Laica nr 35" src="https://it.scribd.com/embeds/607415233/content?start_page=1&amp;view_mode=scroll&amp;access_key=key-YhMdxXyU48KJZHRU3uny" width="100%" height="600" frameborder="0" scrolling="no" data-auto-height="false" data-aspect-ratio="0.7162162162162162"></iframe></p>
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<h4>Pericolo ur-fascismo.</h4>
<p>La storia si ripete, sempre. L’UR-fascismo può vestire ogni abito, tornare, in qualsiasi momento, ed utilizzare innocenti travestimenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/bimestrale-numero-35/">Bimestrale – numero 35</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<item>
		<title>About: Istruzioni per diventare fascisti</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/about-istruzioni-per-diventare-fascisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2018 12:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[fascisti]]></category>
		<category><![CDATA[fascistometro]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[michela murgia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L’ultimo libro di Michela Murgia è stato oggetto di  critiche da destra e sinistra. In realtà non proprio il libro ma “il fascistometro” che è solo l’ultima parte di esso ed è stato messo on line sul sito dell’Espresso. I suoi risultati hanno sconvolto sinceri democratici, indignato i non democratici nero o rossobruni che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/about-istruzioni-per-diventare-fascisti/">About: Istruzioni per diventare fascisti</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/about-istruzioni-per-diventare-fascisti.html/murgia-fascio" rel="attachment wp-att-15523"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-15523" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/murgia-fascio-198x300.jpg" alt="" width="202" height="306" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/murgia-fascio-198x300.jpg 198w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/murgia-fascio-106x160.jpg 106w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/murgia-fascio.jpg 250w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ultimo libro di Michela Murgia è stato oggetto di  critiche da destra e sinistra. In realtà non proprio il libro ma “il fascistometro” che è solo l’ultima parte di esso ed è stato messo on line sul sito dell’Espresso.</p>
<p>I suoi risultati hanno sconvolto sinceri democratici, indignato i non democratici nero o rossobruni che siano e non sono mancate invettive dalla sinistra radicale (o pseudo tale)  che ha catalogato tutto come un esercizio radical-chic totalmente inutile.</p>
<p>Aver riunificato tutto l’arco (in)costituzionale è già un primo risultato di ragguardevole successo per Michela Murgia. Ma cominciamo dal principio.</p>
<p>Per chi come noi ha fatto la fatica, sempre più rara al giorno d’oggi, di leggere il libro prima di parlarne (“Istruzioni per diventare fascisti” di Michela Murgia, Einaudi, 112 pag., € 12,00) risulta evidente che il fascistometro (ovvero quelle 65 affermazioni, che l’autrice ritiene fasciste o per meglio dire ur-fasciste, e delle quali più ne condividete e più si alza il vostro grado di fascismo) è solo la parte finale di un’operazione intelligente e, per quel che ne sappiamo, inedita.</p>
<p>Michela Murgia infatti sceglie non di fare un’analisi sociologica sulle forze fasciste di oggi ma di far parlare loro. O meglio la Murgia fa parlare il suo “fascista interiore” se possiamo chiamarlo così. La cosa risulta sorprendente e a tratti sconvolgente perché il fascista interiore della Murgia non ha lo schermo di sicurezza di apparenza democratica che i vari esponenti delle forze fasciste e neo fasciste italiane debbono usare quando parlano con un interlocutore.</p>
<p>No, il fascista interiore della Murgia parla ad altri fascisti e spiega loro come fare per prendere il potere e sovvertire l’ordine democratico.</p>
<p>Il fatto che il libro non sia ironico (oltre ad essere ribadito dalla Murgia all’ultima pagina) è chiaro ed evidente a chiunque non sia stato ottenebrato dal buonismo veltroniano degli ultimi quindici anni con il suo imbarazzante ecumenismo e la pretesa assurda di voler piacere a tutti con tutti (una di quelle grandi piaghe della politica italiana che ha reso possibile la situazione attuale).</p>
<p>La lama della Murgia affonda sempre pietà sezionando il populismo Berlusconiano, Renzista o Grillino senza pietà e raccontandolo per quel che è. Populismo per l’appunto.</p>
<p>E se è pur vero che non tutti i populismi diventano fascismi è altrettanto vero che ogni fascismo nasce dal populismo, ricorda l’autrice, anzi lo ricorda il suo fascista interiore spiegando che è la fase iniziale necessaria.</p>
<p>I passaggi sulla politica verso le donne, gli omosessuali gli immigrati e in particolare sulla distribuzione in piazza delle buste della spesa sono semplicemente da applausi, e bisogna semplicemente ringraziare l’autrice per l’operazione coraggiosa e che già le è costata tanti attacchi ridicoli. Ricordiamo qui ad esempio ed imperitura memoria quello di Gramellini che si è indignato per essere risultato proto-fascista quando lui assolutamente mai e poi mai ha il germe del fascismo nella sua mente, poi pochi giorni dopo con un atteggiamento paternalista disgustoso ha detto che la volontaria italiana rapita in Kenia avrebbe fatto bene a starsene a casa! Quale miglior prova quindi che il fascistometro della Murgia funziona?</p>
<p>Ora si capisce che un libro del genere possa dar fastidio ai fascisti sotto le varie maschere con cui si nascondono perché svela con precisione chirurgica i loro mezzucci per intrufolarsi nella democrazia. Si capisce anche che dia fastidio ai populisti che vorrebbero far passare la “sana indignazione popolare” come mandato divino (<em>vox populi vox dei</em>, non dimentichiamolo). Taciamo, per pietà dei nostri attributi maschili, sui rossobruni alla Fusaro di cui non ci meraviglia più niente.</p>
<p>Ma la domanda è, perché questo libro da tanto fastidio anche ai democratici sinceri e a parte della sinistra? Spiegatecelo per favore, che altrimenti ci vengono brutti pensieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>25 Aprile, rigurgiti fascisti e ignoranza varia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/25-aprile-rigurgiti-fascisti-e-ignoranza-varia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 10:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[amelia]]></category>
		<category><![CDATA[bellaciao]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ultime notizie dalla rossa umbria. A Todi il sindaco di destra toglie all’Anpi il patrocinio per festeggiare il 25 aprile perché, è una festa “di parte”. Ad Amelia la sindaca di destra vieta alla banda cittadina di cantare Bella Ciao nella commemorazione del 25 aprile. Le due notizie che sono una novità per la nostra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/25-aprile-rigurgiti-fascisti-e-ignoranza-varia.html/rosso-2" rel="attachment wp-att-15039"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-15039" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/rosso-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/rosso-300x199.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/rosso-768x511.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/rosso-1024x681.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/rosso-241x160.jpg 241w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Ultime notizie dalla rossa umbria.</p>
<p>A Todi il sindaco di destra toglie all’Anpi il patrocinio per festeggiare il 25 aprile perché, è una festa “di parte”.</p>
<p>Ad Amelia la sindaca di destra vieta alla banda cittadina di cantare Bella Ciao nella commemorazione del 25 aprile.</p>
<p>Le due notizie che sono una novità per la nostra regione ma non certo per la penisola italica dove l’ignoranza veleggia indisturbata (47% di analfabetismo funzionale, ricordiamolo sempre), non giungono certo a ciel sereno ma sono il frutto della sapiente operazione di rimozione della memoria storica operata in questi anni.</p>
<p>Dalle vie intitolate a qualche centinaio di “martiri delle foibe” che vorrebbero cancellare centinaia di migliaia di slavi trucidati dalla pulizia etnica italo-fascista, passando per lo sdoganamento dei repubblichini di Salò che sono equiparati ai partigiani (come se combattere a fianco di Hitler e Mussolini o contro di essi fosse stato lo stesso), ai ridicoli libri di Pansa e suoi emuli locali che guardano la storia dal buco della serratura avventandosi come avvoltoi su episodi senza la contestualizzazione dei fatti.</p>
<p>Verrebbe da dire che stiamo arrivando alla resa dei conti.</p>
<p>Non si può intanto  non sottolineare la pochezza degli amministratori delle suddette città umbre.</p>
<p>È lapalissiano  il fatto che il 25 Aprile è una festa di parte, ovvero di quella parte che ha dato ad Antonino Ruggiano la possibilità di fare politica e candidarsi a sindaco di Todi e vincere l’elezione senza avere in tasca obbligatoriamente la tessera fascista (tessera che forse  lui avrebbe preso con gioia ma questo è un altro discorso), ovvero di quella parte che ha posto fine alla dittatura nel nostro paese cacciando fascisti e l’esercito occupante nazista dal territorio italiano (certo con l’aiuto anglo-americano e quindi?); ovvero di quella parte che ha scritto una delle Costituzioni più avanzate dle pianeta che non è mai stata, purtroppo, pienamente applicata, soprattutto per la parte che proibiva la riorganizzazione in ogni forma del Partito Fascista.</p>
<p>Quindi, dando per scontato tutto questo, proprio non capiamo proprio cosa c’è di male nell’essere una festa di parte e quindi partigiana e quindi italiana e quindi pienamente legittima.</p>
<p>Ancora più ridicolo da parte della sindaca Laura Pernazza (chissà se la su amministrazione è stata in questo consigliata dal loro consulente Vittorio Sgarbi)  il divieto verso Balla Ciao. La canzone in oggetto, pensate un po’ , era stata scelta nel dopoguerra come simbolo unificatrice del paese proprio perché canzone della Resistenza non comunista.</p>
<p>È noto (non certo ai sindaci di destra, la cui cultura viene da altre fonti) che l’inno dei partigiani comunisti era “Fischia il vento” scritta sulla base della sovietica “Katiuscia”. O in alcune zone “ i ribelli della montagna” in cui si nominava il sol dell’avvenire. Bella Ciao invece, era un canto di lavoro delle mondine tramutato in canzone della resistenza senza riferimenti a fedi politici o a partiti.</p>
<p>Vietare oggi “Bella Ciao” significa davvero fare una scelta di parte, ovvero scegliere quella parte  che nel 1943  era schierata a fianco di Mussolini e dalla sua Repubblica di Salò.  Lo stesso vale per il mancato patrocinio tuderte all’Anpi.</p>
<p>Intendiamoci, la colpa non è certo solo della destra che approfitta solo del fecondo clima di revisionismo storico fomentato dai cari “moderati”, per cui è sempre bene concludere un periodo storico con “<em>chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato scurdammoce ‘o passato ecco i tarallucci e vino e state bene attenti a non spaventare il ventre molle della nazione”  .</em></p>
<p>Viene da chiedersi, guardandosi attorno se siamo ancora in tempo a recuperare la situazione.</p>
<p>Se la risposta è no, già sapete come funziona. Ci vedremo in montagna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Una mattina mi son svegliato,</em></p>
<p><em>o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!</em></p>
<p><em>Una mattina mi son svegliato,</em></p>
<p><em>e ho trovato l&#8217;invasor.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>O partigiano, portami via,</em></p>
<p><em>o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!</em></p>
<p><em>O partigiano, portami via,</em></p>
<p><em>ché mi sento di morir.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>E se io muoio da partigiano,</em></p>
<p><em>o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!</em></p>
<p><em>E se io muoio da partigiano,</em></p>
<p><em>tu mi devi seppellir.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Mi seppellirai lassù in  montagna,</em></p>
<p><em>o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!</em></p>
<p><em>E seppellire lassù in  montagna</em></p>
<p><em>sotto l&#8217;ombra di un bel fior.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>E le genti che passeranno</em></p>
<p><em>o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!</em></p>
<p><em>E le genti che passeranno</em></p>
<p><em>Ti diranno «Che bel fior!»</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>«È questo il fiore del partigiano»,</em></p>
<p><em>o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!</em></p>
<p><em>«È questo il fiore del partigiano</em></p>
<p><em>morto per la libertà!»</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<item>
		<title>#LaparolaconlaF</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/laparolaconlaf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2018 21:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[laparolaconlaF]]></category>
		<category><![CDATA[Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Niente. Non ce l&#8217;hanno fatta neanche oggi. Eppure sembrava che il raid di Forza Nuova sotto la sede de “La Repubblica” avesse smosso un poco i pavidi mass media nell&#8217;uso della parola giusta. Ma niente, le parole “fascismo” o “fascista” nei titoloni dei maggiori giornali on line italiani non è uscita fuori neanche oggi per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/laparolaconlaf/">#LaparolaconlaF</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/laparolaconlaf.html/disantaragione" rel="attachment wp-att-14574"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14574" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/disantaragione-1024x762.png" alt="" width="379" height="282" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/disantaragione-1024x762.png 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/disantaragione-300x223.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/disantaragione-768x572.png 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/disantaragione-215x160.png 215w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/disantaragione.png 1276w" sizes="auto, (max-width: 379px) 100vw, 379px" /></a></p>
<p>Niente. Non ce l&#8217;hanno fatta neanche oggi.</p>
<p>Eppure sembrava che il raid di Forza Nuova sotto la sede de “La Repubblica” avesse smosso un poco i pavidi mass media nell&#8217;uso della parola giusta.</p>
<p>Ma niente, le parole “fascismo” o “fascista” nei titoloni dei maggiori giornali on line italiani non è uscita fuori neanche oggi per indicare i fatti di Macerata.</p>
<p>In tarda serata, dopo cena, repubblica.it scrive nell&#8217;occhiello di un articolo di approfondimento che il Traini a casa sua aveva la copia del Mein Kampf.<br />
Fin dalla mattina il simbolo di Terza Posizione tatuato sulla fronte era stato evidenziato, ma nessuno ha scritto “quindi era fascista”.</p>
<p>Poi Forza Nuova si schiera dalla parte del Traini e promette di pagargli le spese legali. Ora dato che si tratta di un terrorista che ha sparato a persone disarmate vorremo capire la differenza, (sicuramente qualcuno la troverà) fra le parole dell&#8217;organizzazione dei nostalgici del ventennio e la rivendicazione dei fatti del Bataclan da parte dell&#8217;Isis.</p>
<p>Ma della #parolaconlaF non c&#8217;è traccia nei titoli. Degli articoli, trasudanti banalità e che danno voce a chi ha il coraggio di pronunciare i “però&#8230;” e i “ma&#8230;” anche oggi, a meno di 24 ore dai fatti, sinceramente non abbiamo lo stomaco per leggerli tutti.</p>
<p>L&#8217;ashtag #laparolaconlaF è stato <a href="https://www.wumingfoundation.com/giap/2017/04/omicidio-di-alatri-e-parola-con-la-f/">lanciato da tempo dal collettivo Wu Ming</a> per prendere in giro i sinceri democratici denoantri che riconoscono i fascisti solo quando prendono le manganellate in faccia.<br />
Ma anche stavolta non ce l&#8217;hanno proprio fatta ad usarla.</p>
<p>Del resto il fascismo è una cosa seria, mica come il giornalismo.</p>
<p>Ad ogni modo i politici della categoria “Ma chi, io?” quando sono accusati di responsabilità morale, hanno gioco facile (grazie al clima creato e all&#8217;assenza di una controparte politica vera) a rigirare la frittata e sostenere che è colpa della presenza degli immigrati.</p>
<p>Fatto sta&#8217; che sono anni che ci hanno fatto due palle così (“quanno ce vo&#8217; ce vo&#8217;” diceva Edorado De Filippo) con il rischio che arrivassero i terroristi con l&#8217;immigrazione e invece il terrorismo, guarda un po&#8217;, ce l&#8217;abbiamo in casa ed è terrorismo fascista.</p>
<p>E chi ci ha rimesso sono stati, guarda caso, gli immigrati.</p>
<p>Però non usate #laparolaconlaF con i sinceri democratici denoantri. Potrebbe andargli di traverso la domenica.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/laparolaconlaf/">#LaparolaconlaF</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nessuno è costretto a concedere sale pubbliche ai fascisti e ai nazisti&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/nessuno-costretto-concedere-sale-pubbliche-ai-fascisti-ai-nazisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 14:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[enti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[indagini politiche]]></category>
		<category><![CDATA[nicoletta bourbaki]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come è stato scritto su Giap alcuni giorni fa, l’inchiesta sui rapporti tra il PD e i neofascisti ha provocato i primi scossoni. Il caso che ha smosso le acque è quello di Nereto – allargatosi velocemente al teramano, da Bellante alle esternazioni xenofobe su FB del segretario del PD di Alba Adriatica – dove [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/nessuno-costretto-concedere-sale-pubbliche-ai-fascisti-ai-nazisti/">Nessuno è costretto a concedere sale pubbliche ai fascisti e ai nazisti&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/nessuno-costretto-concedere-sale-pubbliche-ai-fascisti-ai-nazisti.html/berlino2014-090" rel="attachment wp-att-14323"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-14323" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/BERLINO2014-090-1024x685.jpg" alt="" width="478" height="320" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/BERLINO2014-090-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/BERLINO2014-090-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/BERLINO2014-090-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/BERLINO2014-090-239x160.jpg 239w" sizes="auto, (max-width: 478px) 100vw, 478px" /></a></div>
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<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Come è <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.wumingfoundation.com%2Fgiap%2F2017%2F08%2Falla-buonora-linchiesta-sui-rapporti-tra-pd-e-neofascisti-comincia-a-produrre-scossoni%2F&amp;h=ATMcGFnTXfPRYVA7nYOWvKRxS6ypSzKQrujtqXzsQa1LspMYkePJm6lTyorma0cakP0tf8Gyo3LcLPV7xPUAPyyJrrqwDzDk-Wdl0YyZIthW8x3RXsk1VRaEC1FqXxKxUhiigNGGXw" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">stato scritto su Giap alcuni giorni fa</a>, l’inchiesta sui rapporti tra il PD e i neofascisti ha provocato i primi scossoni. Il caso che ha smosso le acque è quello di Nereto – allargatosi velocemente al teramano, da Bellante alle esternazioni xenofobe su FB del segretario del PD di Alba Adriatica – dove si sono registrate diverse iniziative organizzate dall’<span class="_4yxo">associazione Nuove Sintesi</span> (che fa parte del network di Lealtà e Azione) in comuni amministrati da sindaci del Partito democratico.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Diversamente da quanto successo in precedenza, quando il PD aveva reagito alle nostre segnalazioni minimizzandole (o peggio, <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.wumingfoundation.com%2Fgiap%2F2017%2F08%2Ffrassineti-risponde%2F&amp;h=ATNVLml_2z0F4WQnnbJnc20xU91Orux-Jn0oJIdycSZGwAxx9gjgv2kKQdQ__pZuVMqJcBUPCq6nUvXdwxGOpWtelr4HBvZiFH9C5qRGpouAMKi4kZSSwT0fAHqUpQ4jn0xiyywH9A" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">rispondendo sulla falsa riga del sindaco di Predappio Giorgio Frassineti</a>), queste ultime sono state accolte diversamente sia da parte di alcuni deputati – Emanuele Fiano e Marco Miccoli – che da Andrea Catena, dirigente regionale (Abruzzo). Catena, in particolare, si è subito attivato, coinvolgendo il segretario generale del PD Abruzzo, Marco Rapino: prima inviando una nota “circolare” ai sindaci PD abruzzesi per “avvisarli” della natura dell’associazione Nuove Sintesi, poi predisponendo il deferimento al comitato dei garanti per il sindaco di Bellante e per gli altri componenti della giunta che avevano deliberato i patrocini alle iniziative organizzate da questa associazione. Il deferimento potrebbe portare all’espulsione dal PD perché, parole dello stesso Catena, «se un sindaco Pd partecipa a iniziative neofasciste è prevista l’espulsione». Sempre Catena si è anche detto favorevole al commissariamento dell&#8217;intero coordinamento provinciale PD di Teramo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">È possibile però non agire solamente a fatti avvenuti (e dopo una campagna di denuncia) ed evitare che queste iniziative si svolgano in spazi pubblici? La risposta è affermativa: alcuni casi possono già essere offerti come esempio, anche se, come vedremo, l’attuazione di quanto previsto avviene tra varie difficoltà, anche sul piano “interno” al PD oltre che per la scontata opposizione delle destre. Questi i casi dei comuni di Riva del Garda e di Arco, in provincia di Trento, e del comune di Pavia.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Il 14 giugno 2017 il Consiglio comunale di Arco, la quarta città della provincia di Trento in ordine di grandezza con i sui oltre 17.500 abitanti, ha approvato una mozione il cui titolo può sembrare strano: «<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.comune.arco.tn.it%2FSezioni-politiche%2FConsiglio-Comunale%2FAttivita-del-consiglio%2FInterpellanze-interrogazioni-e-mozioni%2F2017%2FN.-43-Mozione-Ordine-del-giorno-2017&amp;h=ATNv5LIy05sQfkHNvXDE8HhF2KWJSVFg7ffCCO53Gpa4ebO_CATX8jVPx9dFsk1-8YvJTITa17JM-5LJKAXwzITa4PPvY_DR9i9EOi7kjzr6qUn2B4y86t5PO9UMphgB6OpY3Vw67A" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">Misure di prevenzione della propaganda totalitarista e per la promozione del decoro nel territorio</a>». In realtà l’obiettivo è quello di contrastare l’azione delle organizzazioni neofasciste facendo riferimento alle leggi Scelba e Mancino, mettendo in chiaro fin dalle prime righe che: «l’antifascismo è la radice ideale e culturale da cui nasce la Repubblica Italiana e la sua Costituzione democratica la quale rappresenta il metodo democratico contro ogni forma di totalitarismo».</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">La mozione è stata presentata dalle forze politiche della maggioranza uscita dalle elezioni comunali, ovvero dalla Lista Arco Bene Comune, dal Partito Democratico, dal Partito Autonomista Trentino Tirolese, dall’Unione per il Trentino (il centro cattolico-moderato) e dalla Lista Civica “con Betta” (il sindaco in carica). Il testo impegna la giunta a:</div>
<ul class="_5a_q _5yj1" dir="ltr">
<li class="_2cuy _509q _2vxa"><span class="_4yxp">imporre come requisito necessario per l’assegnazione di spazi e contributi pubblici il non aver subito condanne, anche con sentenza non definitiva, per reati di cui alle leggi elencate in premessa [cioè le leggi Scelba e Mancino];</span></li>
<li class="_2cuy _509q _2vxa"><span class="_4yxp"> prevedere, nei moduli di richiesta di utilizzo di spazi pubblici (a titolo semplificativo ma non esaustivo: siano essi edifici o sale pubbliche) da presentare al momento della richiesta di 3 autorizzazione, una dichiarazione esplicita di riconoscimento nei valori antifascisti espressi dalla Costituzione italiana; </span></li>
<li class="_2cuy _509q _2vxa"><span class="_4yxp">istituire meccanismi di intervento impeditivo per quanto riguarda l’assegnazione di contributi, patrocini o altre forme di supporto e sostegno ad associazioni che, pur avendo sottoscritto la suddetta dichiarazione, presentino richiami all&#8217;ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione etnica, religiosa, linguistica o sessuale, verificati a livello statutario, ove lo Statuto è presente, sui siti internet e sui social network, o nell’attività pregressa oppure per accertata violazione delle leggi in materia; </span></li>
<li class="_2cuy _509q _2vxa"><span class="_4yxp">istituire analoghi meccanismi da inserire nel regolamento della fruizione delle sale pubbliche per la concessione delle stesse; </span></li>
<li class="_2cuy _509q _2vxa"><span class="_4yxp">richiedere maggiore vigilanza al corpo di Polizia Locale dell’Alto Garda e Ledro nel contrasto alle fattispecie di cui sopra ed in particolare alla diffusione di volantini davanti agli istituti scolastici inneggianti alla discriminazione, all’odio e alla violenza per motivi sessuali, linguistici, etnici o religiosi;</span></li>
</ul>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Una mozione dai contenuti quasi identici è stata approvata anche dal vicino comune di Riva del Garda, amministrato sempre da un «centro sinistra largo» come Arco, <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.comune.rivadelgarda.tn.it%2Fcontent%2Fdownload%2F200418%2F1958983%2Ffile%2F201700024359.001.pdf&amp;h=ATP63C3JZEgF7naM8lNoxOYIB_Dcy8ZHKE_HYFlLZzK8pumtS2yO_dnPhBnq7AT0vGoFlRfTdNOuDaskFVRyPoZ80LFFg0Do0-_UntP3Ri7-xBdTbGDbRxxz025XqTgmbiU_iI2k_w" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">il 23 giugno 2017</a>.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Perché proprio in due tranquille cittadine nei pressi della sponda settentrionale del lago di Garda è stata approvata questa mozione? Il testo stesso cita una serie di fatti assurti alle cronache locali e monitorati dall’Osservatorio contro i Fascismi del Trentino &#8211; Alto Adige/Südtirol che fanno comprendere come anche dietro la facciata quieta e ben curata di una zona turistica come l’Alto Garda l’azione di organizzazioni come Casa Pound possa creare un clima di intimidazione squadrista e di violenza diffusa.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Il 17 maggio 2014 ad Arco <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilgazzettino.it%2Fnordest%2Fprimopiano%2Faccoltellamento_trento_fascisti_antifascisti_estrema_destra_sinistra_nicola_paolini_michele_prandi-571720.html&amp;h=ATO8a5ptyCAHoSWsE5Y5hVc9-hVd9iYLecnYNjhIMBObzo37d_RHWCbWLWkKa7gK50puFb60Uq3QIIb3Hvxyfrl061VaHLw9NkgcarjqVFVYMYmGAmNDi91-wxgBb6kVZAeNarA36w" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">un giovane è stato accoltellato da due neofascisti</a> poi condannati in primo grado per «lesioni dolose». Questa aggressione fa parte della lunga serie di pestaggi e accoltellamenti verificatisi da quando Casa Pound ha iniziato le sue attività in Trentino, elencati nel dossier «<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.questotrentino.it%2F2015%2F04%2Fdossier_rev_aprile.pdf&amp;h=ATPRbAhZMf3cO9wYG2NunmbhRO4T0Vp7JxVO5yYAKT-BGcdahKfPem2UxVDAAklr-gCB49AkqKauUjphXSBKIfysPagzf0NeGHdDdsJiJxCpGyUH59ARQabdsv_WlwPGiXAbGKTXTg" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">Un anno di Casa Pound a Trento: storie di squadrismo, propaganda e Blackout mediatici</a>», pubblicato nell’aprile 2015 dall’Osservatorio contro i Fascismi del Trentino &#8211; Alto Adige/Südtirol. Più di recente sempre i «fascisti del terzo millennio» si sono resi responsabili dell’accoltellamento di un militante antifascista a Trento nell’aprile 2016, atto del quale è stato <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ladige.it%2Fnews%2Fcronaca%2F2016%2F04%2F06%2Faggressioni-denunciato-leader-casa-pound&amp;h=ATNEJL_MXkcidy-RxAhmg6RfOG7JLMv30kvrHfYGN_3FGvVZlYRSkXO65OegebkkJbKWw32TmT3PN8ZBkHeHWqQUXqVX3VkoHDJCwvqaAkuDt_0z5fQkDmn7s6FHV-wgsxAkwBtVYA" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">accusato il gerarchetto trentino di Casa Pound</a>, e del <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Ftrentinocorrierealpi.gelocal.it%2Ftrento%2Fcronaca%2F2016%2F11%2F16%2Fnews%2Fscontro-davanti-al-prati-tre-studenti-all-ospedale-1.14427083&amp;h=ATM5nTwND1vN7F9xRN4RGsHtnjbBjlyGp7juHk4iHo_A1ubxsNuCagB3aZdLcibe26VM3KT5sk-DCUzxYaG1hbbn7-JonwIOWdkU1iUdxL6GUp4lAIlKnxxYOAfT97rs_j3q1UoE3w" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">pestaggio di alcuni studenti davanti all’ingresso del liceo Prati</a> di Trento.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">La zona dell’Alto Garda è ormai da alcuni anni il luogo in Trentino in cui è più radicata la presenza neofascista, che può contare su decine di militanti. Presenza che si esprime anche attraverso una specie di marchiatura del territorio con adesivi, striscioni e scritte murali. Quando nell’aprile 2016 gli aderenti e simpatizzanti dell’ANPI Alto Garda e Ledro, tra cui alcuni anziani e almeno un amministratore locale, hanno indetto una giornata di «Pulizia etica» per rimuovere gli adesivi e gli striscioni abusivi sono stati insultati e <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ladige.it%2Fterritori%2Friva-arco%2F2016%2F04%2F17%2Friva-lanpi-toglie-adesivi-fascisti&amp;h=ATMUMKKcyn7h7aAz1Yd8lbxPggcPPvJjX9h3crUZhBA9NlLI3J5SZYHuvJTGBg9axrC9beBKboONG0EqK15MfevwLYpjjrK57e-5s9j1GlbE1Q1eDmDiDjP8PoeAHgPUZiuJaXnQ-g" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">minacciati per ore da un folto gruppo di militanti di CasaPound</a> mentre le «forze dell’ordine» si limitavano ad evitare che tra i due gruppi potessero esservi contatti.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Le minacce e le intimidazioni nei confronti degli antifascisti sono evidentemente una cosa normale in zona visto che come afferma il testo della mozione:</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">da più parti sono arrivate segnalazioni di volantinaggio, provocazioni ed aggressioni verbali e fisiche e azioni di intimidazione da parte di squadracce neofasciste agli ingressi delle scuole superiori della città e in occasioni di ritrovi giovanili.</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Nell’Alto Garda sono emersi collegamenti che rimandano a cose anche peggiori delle aggressioni. Lì aveva infatti trovato ospitalità Giovanni Battista Ceniti, l’esponente di Casa Pound che il 3 luglio 2014 <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2014%2F12%2F20%2Fomicidio-fanella-coop-nere-bar-nostalgici-rete-neofascista-nord%2F1286343%2F&amp;h=ATPQht0mYXOtCMNmedEyvs-gJN5C_eRn_Zfy9wZ00miDNTtn9hAm3hct9EQaWBFfaDd-NrMwDrsmr_WfHMf-YI7AmZo3JvJKSlEi63UMIUorje4hLrPJ8wJHrD5Mw7MuMEttwqtEWA" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">ha assassinato a Roma il cassiere di Gennaro Mokbel, Silvio Fanella</a>.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Come ricostruito da <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2014%2F07%2F17%2Fomicidio-fanella-la-rete-nera-di-ceniti-dal-trentino-al-kosovo%2F1060862%2F&amp;h=ATMScywlP70Z8aXqCc6vH3ebLrFQz8091sbfZHjlBD6JzRI7liZOCI1Tf_Xvp8VCYPFM2XPCZCr8dLh8mozLIpGstmaJHx2ilTsUazAjdJxMWWyNmTNhTDy4XpjohnreCDjLd2MksA" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">un articolo di Andrea Palladino</a>, sempre su <span class="_4yxp">Il Fatto Quotidiano, </span>Ceniti, originario di Verbania in Piemonte, sosteneva di recarsi ad Arco nei fine settimana dove avrebbe dovuto gestire la pizzeria «Avalon», ma gli atti della Camera di Commercio smentiscono che egli sia stato uno dei proprietari del locale ed il suo gestore, Giovanni Battista Deledda, afferma di non conoscerlo ma di aver ricevuto la visita «di persone strane» dopo l’uscita della notizia, che lo avrebbero intimidito spingendolo a rivolgersi alla polizia.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ceniti di sicuro però frequentava un pub di Riva del Garda, il «Moby Dick», uno dei locali gestiti da Walter Pilo, l’imprenditore animatore della «associazione culturale» neofascista «L’Uomo Libero» che nel 2010 organizzò una spedizione in Kossovo cui parteciparono sia Ceniti che il leader di Casa Pound Gianluca Iannone.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Come scrive Palladino:</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">«Dietro la vetrina immacolata di Riva del Garda si nasconde una presenza neofascista ormai consolidata. Qui ha esordito in politica Cristano De Eccher, l’ex senatore di Forza Italia noto per avere proposto l’abrogazione delle norme costituzionali che vietano la ricostituzione del partito fascista. Un principe trentino nerissimo, con un passato in Avanguardia nazionale, che entrò nell’inchiesta su Piazza Fontana </span><a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.societacivile.it%2Ffocus%2Farticoli_focus%2F%2520De%2520Eccher.html&amp;h=ATMve-7btwGJX2QsB2zC4v6mI6KOwMfqJiFAsjd-SxtNlxtJtNSYR79autcY-oH7Ka1p4qTRoxc9zu5oXmCz0bfglWi8Ug9LU--9gSUsM2Rm4cAG0isNc170CNxX7bhWrxtlnDAZxQ" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy"><span class="_4yxp">per i suoi stretti rapporti con Franco Freda</span></a><span class="_4yxp">. E in Trentino – ad una quarantina di chilometri da Riva del Garda – si era rifugiato anche un volto noto del panorama fascista milanese, Alessandro Todisco, detto Todo». </span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">La mozione approvata dal comune di Arco risponde proprio a questa situazione inquietante che sembra inconcepibile in un posto all’apparenza tranquillo come il Trentino. La volontà dei suoi estensori è stata quella di voler evitare che i simpatici personaggi di cui si è parlato possano avere accesso a sale e fondi pubblici per le loro attività visto che: «spesso le iniziative dei gruppi neofascisti vengono realizzate con associazioni prestanome non immediatamente riconducibili ad idee neofasciste». Ovvero associazioni il cui nome non ha nulla di apparentemente «politico» ma che consentono ai neofascisti di ottenere fondi e sale dove presentare libri, tenere conferenze, proiettare film, ecc. Si tratta di un passaggio fondamentale per arrivare alla normalizzazione del fascismo, alla sua accettazione sociale fuori dai contesti «di area».</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">«Mamma stasera esco vado con gli amici in biblioteca comunale alla presentazione di un libro dei ragazzi di CasaPound».</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">«Oh che bravi! Che libro è?»</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">«Il racconto di un’esperienza di volontariato artistico: “Futurismo e Zyklon B contro il degrado” di Italo Scannamuorto»</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">«Mi raccomando, copriti bene che fa freddo!».</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Evidentemente questa prospettiva non preoccupa affatto alcune realtà dell’associazionismo locale che trovano troppo «politico» sottoscrivere un modulo in cui affermano di riconoscersi nei valori della costituzione della Repubblica italiana. Ad esempio il presidente del Bacionela Club Gianfranco Benatti ha rifiutato di firmare il modulo ed ha inviato una lettera di protesta e, secondo quanto riportato in un <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Ftrentinocorrierealpi.gelocal.it%2Ftrento%2Fcronaca%2F2017%2F08%2F12%2Fnews%2Fantifascismo-la-virtus-non-firma-il-documento-1.15727078&amp;h=ATOSgGWOatQzM2IBzHVYL7SU8ANbmELsA8tgkoDql5etgTdx7yjRRbm4hIHP2xJJsG9RWLdoBLKPGz-nbrNh1MWhZUTGt3fiDrPhyCZkH2OUiWnMdpUDSV9h66-eBpstk3zAQnJRCQ" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">articolo de <span class="_4yxp">Il trentino</span></a>, ha affermato:</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">«Noi non chiediamo ai nostri soci da che parte stanno politicamente &#8211; il senso della lettera scritta da Benatti &#8211; e non saprei dire se qualcuno ha pene passate in giudicato per reati legati all’ideologia nazifascista. In ogni caso, qui al Bacionela ci occupiamo di tutto tranne che di politica»</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Sulle stesse posizioni Carlo Modena del Virtus Alto Garda. Ma il primo a rifiutare è stato l’organizzatore di Carnevalestate, Mario Matteotti, addirittura ex consigliere comunale del PCI, che ha avuto l’onore di <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fnews%2Fcronache%2Fantifascismo-comune-trentino-chiede-certificazione-1422336.html&amp;h=ATMK4IbuL_GcVYQJ4p54Rjc2V0VzHGlSFPGFWJZCHLsmKE1Ajb2-E9ItcUaNWZ84iwH4za-kGeXLTBZNkHbsiwPGTyL8OtuQVVgUWMRCqbNitAOlJsH2ETBeH3sVGKZSuAIBC7uKPA" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">essere indicato da «Il Giornale»</a> come capofila della rivolta contro la legge liberticida.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Sottoposto a questo fuoco di fila il sindaco di Arco Alessandro Betta <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Ftrentinocorrierealpi.gelocal.it%2Ftrento%2Fcronaca%2F2017%2F08%2F12%2Fnews%2Fantifascismo-la-virtus-non-firma-il-documento-1.15727078&amp;h=ATNnIwa2LQ_g-485IpuOJI2tr4g0qMN28m7Ed8OQIhK_QO0w35rvsK_nJ3S46eNlneDKB1nccRu--oVFyuh9BhM5MWwiPChPEGC45KKm97BcPbyQIBb1YZyQmU7syBECAWKAqBPG8Q" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">non fa marcia indietro ma cerca di stemperare i toni</a> e prospetta un regolamento che consenta di evitare lo scontro frontale con le associazioni coinvolte:</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">«Il dispositivo approvato è di tipo politico, poi l&#8217;amministrazione deve trovare la sua attuazione secondo le normative. Visto che Riva ha approvato un dispositivo analogo al nostro, collaboreremo proprio con Riva che vuole coinvolgere anche il Commissariato del Governo per fare l&#8217;attuazione secondo le normative vigenti arrivando ad un regolamento. Ne ho parlato con Mosaner e avrei raggiunto un accordo in tal senso, con i segretari che hanno il mandato esecutivo. Una volta che vi sarà il relativo responso comunicheremo il tutto e poi si procederà con gli incontri plenari con le associazioni. Si ribadisce inoltre – conclude Alessandro Betta – la nostra posizione politica contro ogni forma di fascismo e di sostegno alla memoria».</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Occorre notare come le amministrazioni di Riva ed Arco siano state di fatto lasciate sole nella loro battaglia, l’unico plauso verso la loro azione è arrivato dall’ANPI e dalle realtà di movimento che animano l’<a href="https://www.facebook.com/OsservatorioControFascismiTAA/posts/1236423569801872">Osservatorio contro i Fascismi del Trentino &#8211; Alto Adige/Südtirol</a>. Il PD trentino si è limitato a <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.partitodemocraticotrentino.it%2Farticolo6345.html&amp;h=ATOU4812OnPC8XEZAE3DtC6dCITsSCmiqN-ZAzVAbYKm-G8Ku_loudzgQ-zs_Zuzjgi8yN2CCxzIQKFTkbC7XemhSmvy08dW6ESE3jPNgzz8CnfL8u6ZJ4s2kubI0gAqXFPND_F5YQ" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">ricopiare sul proprio sito</a> un’<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Ftrentinocorrierealpi.gelocal.it%2Ftrento%2Fcronaca%2F2017%2F08%2F24%2Fnews%2Fantifascismo-il-vero-pericolo-e-l-assenza-di-memoria-1.15769015&amp;h=ATNVDs1ula6rU9N_vX_6IIO3ofjJroODMcDw1Dw0WspVL-SaFNS51lhU6k26whMyVDT8qyvQ6TxU7QJSReA9WJEFKJcitMuLkvXTeaXoHxl7zgzcQfvLtzHNts8oEBGlxaurIWVLNQ" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy">intervista rilasciata a <span class="_4yxp">Il Trentino </span>dall’ex partigiano ed ex deputato socialista Renato Ballardini</a> che ha difeso l’azione delle due amministrazioni:</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxp">«Dichiararsi antifascisti dovrebbe essere un’ovvietà poiché si tratta di riconoscere i valori che sono scritti nella nostra Costituzione e sinceramente non comprendo dove sia la difficoltà nel sottoscrivere una cosa ovvia».</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">D’altronde provate un po&#8217; ad immaginare cosa sarebbe successo se un Imam o un’associazione culturale islamica si fosse azzardata a non firmare un modulo per dichiarare la propria adesione ai valori costituzionali e la condanna del terrorismo islamista, sarebbe accaduto il finimondo con richieste di espulsioni e di arresto immediato, ma evidentemente solo i fanatismi ed i terrorismi «esotici» suscitano lo sdegno dei bravi cittadini «impegnati nel sociale».</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">A Pavia, dove il PD è il partito di maggioranza relativa, ad aprile il consiglio comunale ha modificato due regolamenti, quello di polizia urbana e quello concernente l’occupazione di spazi pubblici, con lo scopo dichiarato di limitare le iniziative neofasciste in territorio cittadino. Le nuove norme, seppure con una formulazione un po’ involuta, prevedono che i promotori di qualunque manifestazione (per intendersi, dall’installazione di un gazebo all’organizzazione di un presidio o di un corteo) debbano sottoscrivere una dichiarazione d’impegno a non esibire simbologia fascista e a non tenere comportamenti omofobi, misogini o altrimenti lesivi del principio di eguaglianza. L’aspetto più avanzato e per certi versi coraggioso di questo provvedimento è che non si tratta solo di un atto d’indirizzo politico, ma di vere e proprie norme giuridicamente vincolanti: per chi trasgredisce, non presentando la dichiarazione o direttamente tenendo i comportamenti vietati, è prevista una sanzione pecuniaria fino a € 300.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">L’approvazione di queste disposizioni è stata il frutto di una mobilitazione durata tre anni, che ha visto protagoniste l’ANPI e la Rete Antifascista di Pavia, fatta di manifestazioni e assemblee pubbliche, riunioni con la giunta e i funzionari del comune, elaborazione di bozze e proposte di emendamenti alle disposizioni da approvare, interventi in consiglio comunale. Non da ultimo, ci è voluta una parata di trecento fascisti lo scorso 5 novembre, con gli antifascisti in presidio caricati e manganellati (e poi immancabilmente denunciati), in una serata di pericolosissima e irrazionale gestione dell’ordine pubblico che forse non è restata priva di conseguenze, visto il recente avvicendamento ai vertici della prefettura di Pavia. Questa mobilitazione ha determinato, sia in consiglio comunale, sia soprattutto nell’opinione pubblica cittadina, i rapporti di forza che hanno portato all’approvazione delle nuove norme. Attorno al “regolamento antifascista” s’è aperta, evidentissima, una contraddizione in seno al PD locale, con una parte dei suoi dirigenti (numericamente minoritaria, ma molto influente negli equilibri interni) che ha osteggiato il provvedimento, mettendo in campo tutto l’arsenale degli argomenti benaltristi consueti: “la contrapposizione fascismo antifascismo appartiene al passato”, “mentre noi discutiamo di queste cose, l’economia non riparte” (argomenti questi, si capisce, volentieri sostenuti anche dalla destra), “continuando ad occuparci dei fascisti diamo loro visibilità” e via di questo passo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Sebbene le norme siano state approvate, gli scossoni interni al partito non sono rimasti senza conseguenze. Quella più evidente è che, a quattro mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme, il comune non ha ancora emanato la modulistica di attuazione: manca quindi il testo della dichiarazione d’impegno da far sottoscrivere ai promotori delle manifestazioni pubbliche. Il risultato ovviamente è che ad oggi il regolamento è inapplicato, e i diversi gruppetti neofascisti e neonazisti della provincia hanno più volte fatto iniziative (più che altro banchetti) in città, contro il Gay Pride, per il fantomatico “reddito di maternità” etc. La predisposizione della modulistica richiederà a dir tanto un giorno di lavoro: per dimostrarlo, ANPI e Rete Antifascista hanno pubblicato un facsimile di dichiarazione, redatto in poche ore dai giuristi dei due gruppi. Volendo, gli uffici comunali avrebbero potuto copiancollare e protocollare quel modello, e il gioco era fatto: invece si attende ancora che i conflitti interni si risolvano. Alle molte richieste di spiegazioni è stato risposto che non si riuscirebbe a individuare l’ufficio competente a provvedere…</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Significativamente, oltre alle divisioni nel PD, a determinare lo stallo vanno segnalate anche queste “resistenza burocratiche” dentro il conservatore apparato comunale. I meccanismi farraginosi e antidemocratici che rendono provvedimenti simili complicatissimi per i rari amministratori controcorrente sono davvero inquietanti, anche perché sembra, al contrario, facilissimo emanare ordinanze autoritarie sul decoro; eppure sono interventi che avvengono esattamente sugli stessi regolamenti.</div>
<div></div>
<div><strong>Nicoletta Bourbaki <a href="https://www.facebook.com/pg/BourbakiNicoletta/about/?ref=page_internal">[chi è?]</a>  &#8211; <a href="https://www.facebook.com/notes/nicoletta-bourbaki/no-nessun-comune-%C3%A8-costretto-a-dare-sale-pubbliche-ai-nazi-se-lo-fa-%C3%A8-perch%C3%A9-lo-/1642667469088350/">dalla loro  pagina di Facebook</a></strong></div>
<div></div>
<div><span class="_4yxo _4yxp">PS. </span><span class="_4yxp">Proprio mentre chiudiamo questo articolo, da Prato, ci arriva </span><a href="http://www.globalist.it/news/articolo/2010906/il-sindaco-di-prato-niente-suolo-pubblico-per-manifestazioni-fasciste-e-razziste.html" target="_blank" rel="noopener" data-lynx-mode="asynclazy" data-lynx-uri="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.globalist.it%2Fnews%2Farticolo%2F2010906%2Fil-sindaco-di-prato-niente-suolo-pubblico-per-manifestazioni-fasciste-e-razziste.html&amp;h=ATNXXazkVmXKUd3Bvziyw1lHKRpBN-EUZSJeXKR4Thp8-KAbfEKltldb-ClLq5wsRTCjH4OvJV1GvaeTGE4mx3IO5PK-PtH9KVxZVxrKB95DHLxUpYKHBK1uce4s-lb00cfdOKXeTQ"><span class="_4yxp">la notizia</span></a><span class="_4yxp"> di un&#8217;iniziativa del comune, che, modificando il regolamento sulla concessione del suolo pubblico, ha vietato a chi fa propaganda fascista e razzista, la possibilità di poter ottenere spazi pubblici.<br />
</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/nessuno-costretto-concedere-sale-pubbliche-ai-fascisti-ai-nazisti/">Nessuno è costretto a concedere sale pubbliche ai fascisti e ai nazisti&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Tollerare o non tollerare, questo è il dilemma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 20:45:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 13 Dicembre 2011 Gianluca Casseri ha assassinato due senegalesi per ragioni che, a quanto ci è attualmente dato di sapere, possono essere ricercate solo nel razzismo e nella xenofobia. Non si è trattato infatti di una lite degenerata ma di un gesto studiato e per di più ripetuto; infatti due ore dopo il primo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/tollerare-o-non-tollerare-questo-e-il-dilemma/">Tollerare o non tollerare, questo è il dilemma</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 13 Dicembre 2011 Gianluca Casseri ha assassinato due senegalesi per ragioni che, a quanto ci è attualmente dato di sapere, possono essere ricercate solo nel razzismo e nella xenofobia.<br />
Non si è trattato infatti di una lite degenerata ma di un gesto studiato e per di più ripetuto;<span id="more-10331"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/callaghan.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10332" title="callaghan" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/callaghan-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/callaghan-300x182.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/callaghan.jpg 432w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>infatti due ore dopo il primo agguato che è costato la vita a <strong>Samb Modou</strong> e <strong>Diop Mor</strong>, colpevoli solo di trovarsi a Firenze, il killer è tornato sul luogo del delitto a caccia di altri invasori dell&#8217;italico suolo e ha sparato ancora, stavolta, per fortuna, solo ferendo.<br />
La conclusione, cinematografica, degna di uno che aveva studiato il colpo di scena, è nota. Braccato dalla polizia il Casseri si suicida ponendo fine ad “<em>un giorno di ordinaria follia</em>”, titolo di uno dei film che  sono stati rinvenuti nella sua abitazione. Gli altri sono quelli dell&#8217;ispettore <strong>Callaghan</strong>, per i quali, dicono, aveva una vera e propria ossessione.<br />
Il rapporto fra il killer e i suoi gusti cinematografici (pare amasse anche il fantasy) è stato sviscerato su tutti i giornali e i telegiornali, perché si sa che di fronte agli avvenimenti “straordinari” si deve cercare sempre la spiegazione che porti tutto alla normalità. Dimenticando che migliaia, anzi milioni di persone nel mondo hanno visto l&#8217;ispettore Callaghan e non vanno in giro a sparare agli immigrati.<br />
Il fatto, banale, ma a quanto sembra necessario da ricordare, è che chi si fa influenzare da un film o da un libro è già predisposto ad essere influenzato e in mancanza di altro si farebbe influenzare anche da Mary Poppins per dar sfogo alle sue idee razziste e xenofobe. Ovvero Casseri ha barbaramente ucciso due immigrati non perché ha visto l&#8217;ispettore Callaghan ma perché era fascista e razzista.<br />
La sua frequentazione di <strong>Casa Pound</strong>, organizzazione dichiaratamente fascista italiana, è invece passata incredibilmente quasi in secondo piano rispetto ai suoi gusti cinematografici.<br />
Allora per ricordare che Gianluca Casseri non era solo nei suoi vaneggiamenti, leggiamo qualche commento dai forum nazifascisti italiani:<br />
«<em>Sono contento che oggi ci siano due invasori di meno»</em><br />
<em>«Casseri eroe bianco vittima di un complotto volto a nascondere la verità, e cioè che Firenze è ormai contesa tra bande di sporchi negri criminali. E&#8217; ora che qualcuno faccia pulizia di questa immondizia negra! Via negri e stranieri dall&#8217;Italia. Abbattere chi devasta le proprietà degli italiani»</em><br />
<em>«Come pochi ha avuto il coraggio di fare ciò che dovremmo fare tutti in massa; sono più propenso alla loro espulsione anziché al loro assassinio, ma la vedo piuttosto dura come soluzione»</em><br />
E dal gruppo di Facebook “Casseri santo subito”<br />
«<em>Altri 10 100 1000 Gianluca Casseri,qui due in calabria due anni fa li abbiamo fatti scappare a colpi di doppietta dai campi di arance ,fanculo i negri e chi difende i loro diritti passandogli da mangiare da dormire e pure le ricariche telefoniche gli fanno ora in questi centri di accoglienza del cazzo,mentre io mi sparo 250 0re di lavoro al mese x 1200 euro al mese nn bisogna sparargli quando sn in italia ma affondarli quando sono ancora in mare italia agli italiani fanculo gli africani»</em><br />
<em>«ragazzi ma vi rendete conto che a casa nostra noi siamo i pezzenti e loro i ricchi..io vedo extracomunitari che aprono aziende..rubano e girano con i macchinoni e noi non arriviamo a fine mese&#8230;.qualche anno fa andai dal assistente sociale a chiedere la casa del comun perchè ero senza lavoro..sapete cose mi rispose quella battona?a ma lei è giovane e prestante..gli extracomunitari hanno tanti figli e sono disagiati..ora..se io non tenessi alla mia fedina penale sarei uscito&#8230;sarei ritornato con una pistola per spararle alle gambe&#8230;.questa è l italia&#8230;&#8230;..»</em><br />
<em>«il problema ke tutti qui nn abbiamo capito questi musi di merda ci stanno togliendo tutto quello ke è sempre stato nostro COSTUMI-RELIGIONE E RISPETTO..»</em><br />
C&#8217;è una domanda da porsi di fronte a tutto questo, e non è “quale film dobbiamo vietare di vedere ai nostri figli” ma “la democrazia può permettersi di tollerare gli intolleranti?”<br />
La domanda in realtà non è nuova e molti hanno espresso le loro opinioni in merito.  C&#8217;è una corrente di pensiero che posta di fronte a questo dilemma assume la posizione che possiamo definire <strong>coerente</strong> esprimendo più o meno  il seguente ragionamento: “se vogliamo essere tolleranti dobbiamo accettare qualunque posizione diversa dalla nostra quindi dobbiamo garantire libertà di espressione anche a idee razziste e intolleranti, altrimenti saremmo noi stessi intolleranti”.<br />
Una corrente di pensiero che potremmo definire <strong>pragmatica</strong> invece argomenta: “se garantiamo la libertà di espressione agli intolleranti loro possono prevalere e poi cancellare la democrazia e i diritti degli altri, quindi la tolleranza ha un limite ed è quello di non tollerare gli intolleranti”.<br />
Per dirimere la questione e <strong>“scegliere da che parte stare”</strong> dobbiamo semplicemente porci la domanda se siamo disposti ad accettare il prezzo della coerenza, ovvero se siamo disposti a permettere l&#8217;esistenza di un partito che voglia l&#8217;uccisione o la deportazione in massa degli immigrati oppure che voglia legalizzare la pedofilia o legalizzare lo stupro delle donne quando si vestono in modo troppo ardito.<br />
Chi ha scritto la Dichiarazione dei Diritti dell&#8217;Uomo ha pensato che questo fosse un rischio non accettabile, infatti l&#8217;art. 30 della suddetta recita: «<em>Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati</em>»<br />
Anche chi ha scritto la nostra Costituzione lo ha ritenuto un rischio non accettabile, infatti nelle disposizioni transitorie e finali la XII recita «<em>È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista</em>».<br />
Sinceramente pensiamo di poter concordare con questo punto di vista, accettiamo di rinunciare a un po&#8217; di coerenza intellettuale per la salvaguardia dei diritti di tutte le persone. Ma allora c&#8217;è un&#8217;altra domanda da porsi: possiamo ancora accettare che ci siano politici che fanno propaganda disinfettando i sedili dei treni dove si sono seduti gli immigrati fregandosene della Dichiarazione dei Diritti Umani e della Costituzione Italiana?</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>LA STORIA RADDRIZZATA?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 19:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[crimini partigiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leggendo il senz&#8217;altro pregevole articolo di Francesco Castellini [1], la domanda sorge spontanea. Egli, infatti, recensendo il libro &#8220;La Storia rovesciata&#8221; , di Covino, Bitti e Venanzi, &#8220;&#8230;s&#8217;affretta, e s&#8217;adopra&#8221; [2], per rimettere le cose a posto. Dopo aver&#160; ricordato al lettore che l&#8217;Avvocato Marcello Marcellini &#232; l&#8217;autore: &#8220;&#8230; dei due volumi: &#8220;I giustizieri&#8221; e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Leggendo il senz&#8217;altro pregevole articolo di Francesco Castellini [1], la domanda sorge spontanea.</p>
<p>Egli, infatti, recensendo il libro &ldquo;La Storia rovesciata&rdquo; , di Covino, Bitti e Venanzi, &ldquo;&#8230;s&#8217;affretta, e s&#8217;adopra&rdquo; [2], per rimettere le cose a posto.</p>
<p>Dopo aver&nbsp; ricordato al lettore che l&#8217;Avvocato Marcello Marcellini &egrave; l&#8217;autore:</p>
<p>&ldquo;&#8230; dei due volumi: &ldquo;I giustizieri&rdquo; e &ldquo;Un odio inestinguibile&rdquo;, pubblicati dalla casa editrice Mursia &#8230;&rdquo; [3], Castellini afferma:</p>
<p>&ldquo;Angelo Bitti e Marco Venanzi avrebbero dovuto dimostrare che i libri di Marcellini non sono attendibili.</p>
<p>Ma i loro sforzi si riducono&nbsp; a rievocare episodi gi&agrave; noti del periodo della guerra civile in provincia di Terni e di Rieti &hellip; senza riuscire nel loro intento.</p>
<p>Anzi, la&nbsp; ricostruzione dei tragici episodi che l&#8217;avvocato ternano ha potuto effettuare consultando le carte processuali ne risulta confermata.</p>
<p>Questi episodi di violenza efferata compiuti all&#8217;epoca furono atti criminali.</p>
<p>Non c&#8217;&egrave; modo di negarlo &#8230;&rdquo; [4].</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Non c&#8217;&egrave; modo di negarlo?</p>
<p>Tralasciando, per problemi di spazio, ogni nostra personale considerazione sulla Resistenza contro l&#8217;esercito tedesco agli ordini del Governo nazista e contro gli sgherri di Mussolini, il quale, dopo tante fanfaronate, aveva dovuto invocarne l&#8217;aiuto, ci limitiamo a citare le sentenze dei tribunali, visto che &ldquo; &hellip; l&#8217;avvocato ternano &#8230;&rdquo; ha consultato &ldquo;&#8230; le carte processuali &hellip; &ldquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Riguardo a Jolanda Dobrilla [5], per il Sostituto Procuratore Generale Peronaci:</p>
<p>&ldquo; &hellip; non ha importanza -da un punto di vista meramente giuridico- che la ragazza fosse veramente una spia&#8230;</p>
<p>&hellip; gli imputati (si tratta dei Partigiani Menichelli e Marasco; NdA) hanno in sostanza confessato di aver compiuto un&#8217;azione &hellip; per necessit&agrave; di lotta contro i tedeschi in periodo di occupazione, occorre aver riguardo esclusivamente all&#8217;elemento soggettivo del fatto.</p>
<p>Nella specie non vi &egrave; nessun dubbio nella convinzione di tutti di agire per necessit&agrave;.</p>
<p>Tale convinzione &egrave; largamente documentata nel processo, anche da fonti le pi&ugrave; insospettabili, che accennano alla precedente diffida fatta alla ragazza, affinch&eacute; non avvicinasse pi&ugrave; i militari tedeschi.</p>
<p>L&#8217;avvenimento, poi, del rastrellamento, in cui furono trucidati 12 partigiani, fu la ragione determinante della condanna e dell&#8217;esecuzione&rdquo; [6].</p>
<p>Sar&agrave; stato uno dei soliti &ldquo;Giudici comunisti&rdquo; il Sostituto Peronaci, che chiese il proscioglimento di Menichelli e Marasco?</p>
<p>Comunque la si pensi:</p>
<p>&ldquo;Il 21 novembre 1950 la Sezione Istruttoria della Corte di Appello di Roma accoglie tale richiesta &#8230;&rdquo;[7].</p>
<p>Un&#8217;intera Sezione Istruttoria comunista?</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Riguardo a colui che Francesco Castellini definisce il:</p>
<p>&ldquo; &hellip; povero vecchio, semideficiente e inoffensivo, ucciso per strada e lasciato in terra proprio come Tania, la&nbsp; povera cagnetta che fu pugnalata e gettata sul corpo di Centofanti che essa volle seguire dopo che fu prelevato dalla sua casa per essere ucciso&rdquo; [8], </p>
<p>il Sostituto Procuratore Generale della Repubblica di Perugia, il 28 Giugno 1951, afferma che, nel 1944, Centofanti ha dimostrato di:</p>
<p>&ldquo;conservare [&hellip;] la sua ideologia di fascista accanito&rdquo; [9].&nbsp;&nbsp; </p>
<p>Comunque,&nbsp; siccome pure un Giudice pu&ograve; sbagliare, leggiamo che cosa scrive un altro:</p>
<p>&ldquo;Il giudice istruttore del Tribunale di Terni, Aldo Marino Colacci, il 4 agosto dello stesso anno, ritiene sensata l&#8217;ipotesi che Centofanti abbia svolto attivit&agrave;&nbsp; di collaborazionismo; d&#8217;altra parte, l&#8217;espressione &ldquo;non si interessava di politica&rdquo; &egrave; quanto mai ambigua in mancanza di riscontri pi&ugrave; affidabili rispetto alle dichiarazioni degli amici e dei parenti&rdquo; [10].</p>
<p>Altri due Giudici comunisti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda le:</p>
<p>&ldquo; &hellip; vere e proprie forzature, come, ad esempio, quella di voler far apparire Maceo Carloni un &ldquo;capoccia fascista&rdquo; (e quindi meritevole di essere ucciso) &hellip; &ldquo; [11],</p>
<p>leggiamo quanto scritto dal Giudice&nbsp; istruttore Colacci nella sentenza di proscioglimento dei Partigiani processati per l&#8217;uccisione di Carloni:</p>
<p>&ldquo; In proposito &egrave; sintomatica e decisiva la deposizione dell&#8217;allora vescovo di Terni, S.E. Cesare Boccoleri, il quale ha riferito che il Carloni era molto in auge nelle sfere fasciste, era uno degli esponenti pi&ugrave; noti ed efficaci nella sfera delle attivit&agrave; sindacali e che pur essendo alieno da faziosit&agrave; e violenze, compiva opera efficace per attrarre le masse alle ideologie fasciste&rdquo; [12].</p>
<p>Qui, addirittura, abbiamo a che fare non solo con il &ldquo;solito Giudice comunista&rdquo;, ma anche con un &ldquo;Vescovo comunista&rdquo;!</p>
<p>Sempre nella suddetta sentenza, &egrave; scritto:</p>
<p>&ldquo;a torto o a ragione [&hellip;] Carloni era ritenuto uno degli esponenti del Fascismo e considerato un gerarca del Partito [&hellip;] occup&ograve; una carica importante, quale quella di capo dei sindacati operai, l&#8217;espletamento delle cui mansioni non poteva essere fatto che in assoluta e completa collaborazione&nbsp; politica con le gerarchie del Partito e in adesione alle ideologie da quest&#8217;ultimo professate [&hellip;]</p>
<p>Non pu&ograve; quindi, dubitarsi che il Carloni sia apparso come una delle personalit&agrave;&nbsp; del regime fascista, contro cui la lotta per tanti anni condotta clandestinamente, &egrave; esplosa e divampata&rdquo; [13].</p>
<p>&nbsp;Giunti a questo punto, avremmo il vivo desiderio di sapere sia dall&#8217;Avvocato Marcellini, sia da Francesco Castellini quali &ldquo;carte processuali&rdquo;&nbsp; abbia consultato il primo per &ldquo;la ricostruzione dei tragici episodi&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Comunque, siamo grati a Francesco Castellini, per averci illuminato con alcune verit&agrave;, che, francamente, ignoravamo:</p>
<p>&ldquo;Infatti, ci&ograve; che appare evidente in queste tragiche vicende &egrave; che la maggior parte delle vittime erano soltanto dei fascisti.</p>
<p>Ma uccidere qualcuno soltanto perch&eacute; gli si attribuiscono idee fasciste non era lecito n&eacute; durante la guerra partigiana n&eacute; &hellip; tantomeno (cos&igrave; si spera) al giorno d&#8217;oggi&rdquo; [14].</p>
<p>A prescindere dalla edulcorazione/attenuazione insita nel trasformare coloro che, nella riga precedente, erano qualificati come Fascisti, in coloro a cui vengono attribuite (Da chi? Dai loro avversari? Arbitrariamente?) idee fasciste, l&#8217;elemento illuminante &egrave; il criterio che, in una guerra partigiana, seguita ad un ventennio di Regime Fascista, in cui &ldquo;qualche violenzuccia&rdquo; sar&agrave; pure stata commessa, non &egrave; lecito uccidere coloro che ancora continuano a difendere il suddetto regime, per di pi&ugrave; in collaborazione con coloro che sono stati chiamati ad invadere il Paese.</p>
<p>Noi siamo talmente convinti della validit&agrave; di questo dirompente concetto che non solo lo facciamo nostro, ma affermiamo, in scienza e coscienza, che se i Partigiani, non solo italiani, ma anche francesi, norvegesi, cecoslovacchi, polacchi, ebrei, russi,&nbsp; jugoslavi ed albanesi, avessero avuto la fortuna di ricevere questa illuminazione, si sarebbero ben guardati dall&#8217;impugnare le armi contro i rispettivi collaborazionisti&nbsp;&nbsp; e contro i Nazisti occupanti.</p>
<p>Quante &ldquo;tragiche vicende&rdquo; ci&nbsp; saremmo risparmiati!</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Di fronte a questa storiografia da salotto televisivo, ricordiamo una quisquilia, riguardante il Sommo Poeta, che, naturalmente, in tutta la Sua esistenza, non commise neppure la millesima parte delle violenze perpetrate da un qualsiasi squadrista del Ventennio:</p>
<p>&ldquo;Accusato di baratteria (trarre profitti illeciti da un pubblico ufficio; NdA), concussione e opposizione al papa e a Carlo di Valois &hellip; Nel 1302 gli (a Dante Alighieri; NdA) furono confiscati i beni, mentre la multa e l&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici, inflittegli precedentemente &hellip;, furono commutate in condanna al rogo&rdquo; [15].</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Volendo, comunque, essere anche collaborativi, proponiamo un&#8217;integrazione al testo di Castellini, nonch&eacute; un approfondimento.</p>
<p>La prima consiste nel menzionare Alessandro Portelli, storico&nbsp; di fama internazionale, che pure ha preso parte alla presentazione del libro, ma che non compare affatto nell&#8217;articolo di Castellini.</p>
<p>Forse, perch&eacute; &egrave; inattaccabile?</p>
<p>L&#8217;approfondimento concerne quanto detto proprio in chiusura dell&#8217;articolo, a mo&#8217; di ciliegina sulla torta:</p>
<p>&ldquo;Il libro &ldquo;La Storia rovesciata&rdquo; &egrave; stato presentato al Centro Germinal Cimarelli da Franco Coppoli, il coordinatore dei Cobas, diffidato nel giugno scorso assieme a una decina di frequentatori del Centro per violazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza avendo organizzato una troppo vivace manifestazione antifascista&rdquo; [16].</p>
<p>Sicuramente, non sarebbe stato male ricordare che il&nbsp; Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) fu emanato con il Regio Decreto n. 773 del 18 Giugno 1931, cio&egrave; in piena epoca fascista, quando era Ministro della Giustizia e degli Affari di Culto&nbsp; il famigerato Alfredo Rocco.</p>
<p>Ugualmente, sarebbe stato opportuno chiarire che gli Avvisi orali, inviati dal Questore a 11 Antifascisti ternani, tra cui Franco Coppoli, discendono dalla Legge Scelba del 1954, quando era Presidente del Consiglio e Ministro dell&#8217;Interno ad interim quel Mario Scelba, che, nel secondo dopoguerra, si distinse nella repressione degli operai, dei contadini, degli Antifascisti e dei Comunisti.</p>
<p>Comunque, noi vogliamo approfondire, a beneficio del giornalista, la nota biografica dedicata a Franco Coppoli.</p>
<p>Nel 2006, Presidente di Seggio a Fornole, nel Comune di Amelia, pretese che dal seggio stesso venisse rimosso il Crocifisso, con grande scandalo dei benpensanti locali e nazionali (fu davvero un peccato che il Tribunale di Perugia gli desse ragione).</p>
<p>Nel Settembre 2008, rimosse, durante le sue ore di lezione, il Crocifisso dal muro dell&#8217;aula; fu sospeso per&nbsp; un mese dall&#8217;insegnamento; attualmente, sono in corso due processi.</p>
<p>Tenuto conto di tutto questo, ci sembra cosa buona e giusta proporre che il suddetto Coppoli venga inviato al confino, come si usava ai &ldquo;bei tempi andati&rdquo;.</p>
<p>Vogliamo, altres&igrave;, ricordare che Franco Coppoli insegna, oltre che Italiano, pure Storia; sar&agrave; stato anche per questo che ha presentato, insieme a Portelli, un libro intitolato &ldquo;La storia rovesciata? &ldquo;.</p>
<p>Se noi fossimo andreottiani [17], ipotizzeremmo sia che omettere la presenza di Portelli ed il mestiere di Coppoli, parlando, invece, della diffida per violazione delle leggi di pubblica sicurezza, avesse come fine quello di mettere in cattiva luce Franco Coppoli, sia che quella frase pi&ugrave; che di un articolo di giornale fosse degna di un verbale della Questura.</p>
<p>Ma noi, sicuramente, non siamo andreottiani.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Valerio Bruschini</font></strong></p>
<p></p>
<p><font face="Tahoma">NOTE</p>
<p>[1] Castellini Francesco, La Storia rovesciata Il libro di Covino, Bitti e Venanzi, Il Giornale dell&#8217;Umbria, p.20, Luned&igrave;, 27 Settembre 2010.</p>
<p>[2] Leopardi Giacomo, Il sabato del villaggio, verso 36.</p>
<p>[3] Castellini, cit..</p>
<p>[4] Ibidem.</p>
<p>[5] Prendiamo in esame le uccisioni di Jolanda Dobrilla, di Augusto Centofanti e di Maceo Carloni, perch&eacute; sono proprio quelle di cui parla Castellini nel Suo articolo.</p>
<p>[6] Bitti A., Covino R., Venanzi M., La Storia rovesciata, p.244, CRACE, Narni (TR), 2010.</p>
<p>[7] Ibidem.</p>
<p>[8] Castellini, cit..</p>
<p>[9] Bitti, cit., p.225.</p>
<p>[10] Ibidem.</p>
<p>[11] Castellini, cit..</p>
<p>[12] Bitti, cit., p.222.</p>
<p>[13] Ibidem, pp.222-223.</p>
<p>[14] Castellini, cit..</p>
<p>[15] La nuova enciclopedia della Letteratura, p.255, Garzanti, Milano, 1985.</p>
<p>[16] Castellini, cit..</p>
<p>[17]&nbsp; Andreotti Giulio:&ldquo;A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca&rdquo;; secondo alcuni, la frase sarebbe da attribuire al Cardinale Mazzarino, Primo Ministro di Francia dal 1642 al 1661. </font></p>
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		<title>Ascanio Celestini: Il papa, il duce e il fascismo</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 11:47:00 +0000</pubDate>
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