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	<title>embrioni Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Cosa resterà della legge 40</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 17:57:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[corte di strasburgo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 19 Febbraio 2004 il giorno in cui gli integralisti religiosi italiani conseguirono indubbiamente una vittoria epica con l’entrata in vigore di una delle leggi più antiscientifiche che memoria d’uomo ricordi. Una rivincita sulle vittorie laiche sulle tematiche del divorzio e dell’aborto attesa da tempo in ambienti clericalisti. Da quel momento infatti (e ancor [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 19 Febbraio 2004 il giorno in cui gli integralisti religiosi italiani conseguirono indubbiamente una vittoria epica con l’entrata in vigore di una delle leggi più antiscientifiche che memoria d’uomo ricordi. Una rivincita sulle vittorie laiche sulle tematiche del divorzio e dell’aborto attesa da tempo in ambienti clericalisti.<span id="more-10771"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/embrioni_cellule_scimmia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10772" title="embrioni_cellule_scimmia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/embrioni_cellule_scimmia-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/embrioni_cellule_scimmia-300x237.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/embrioni_cellule_scimmia.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Da quel momento infatti (e ancor più con il mancato raggiungimento del quorum al referendum che voleva abolire la legge) fu evidente che il riflusso clericale nel nostro paese aveva sommerso le coscienze laiche che da troppo tempo vivevano sugli allori di vittorie derivate dai movimenti degli anni 70. Non a caso si sono rinvigoriti gli attacchi contro la legge 194/78 sull’aborto operati dai sedicenti attivisti pro life che oramai potevano contare su solidi appoggi politici tanto a destra quanto a sinistra e in nome dei diritti degli embrioni vogliono negare quelli delle donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da qualche tempo però quella vittoria sta diventando la classica vittoria di Pirro, che produce più danni ai “vincitori” che ai vinti. Già nel 2009 la Corte Costituzionale (Sentenza n. 151 del 1 Aprile 2009) aveva dichiarato illegittimo uno dei commi più assurdi della legge, quello che prevedeva l’obbligo di impianto contemporaneo degli embrioni fecondati esponendo la donna al rischio di gravidanze gemellari. Se qualcuno oggi si chiede perché una norma così assurda sia stata inserita in una legge di uno stato occidentale significa che si è perso (beato lui) i deliranti comizi di quei giorni fatti dagli attivisti di Scienza e Vita e altre associazioni simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi finalmente la Corte di Strasburgo dei diritti umani ha svuotato la legge di un altro caposaldo dettato dall’integralismo religioso, quello del divieto di diagnosi preimpianto sugli embrioni. In poche parole una volta fatta la fecondazione assistita la donna è obbligata a farsi impiantare gli embrioni magari pur sapendo che possono essere portatori di malattie ereditarie da parte propria e/o del partner. Fermo restando il successivo diritto all’aborto&#8230; una contraddizione che non è sfuggita alla Corte, che ha in buone parole detto all’Italia di non produrre leggi in chiaro contrasto l’una con l’altra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, prendendo atto delle parole del ministro Balduzzi che ha prontamente dichiarato <span style="color: #000000;">&#8220;La questione della compatibilità tra legge 40 e legge 194 sollevata dalla Corte di Strasburgo è un problema già noto&#8221; (e da quando? a dire il vero ci risulta che quasi tutti gli esponenti istituzionali si sono affannati in questi anni a convincere noi laici che non c’era nessun contrasto) e sperando che il prossimo governo non elimini la 194 per risolvere l’incompatibilità, ci chiediamo, senza ironia, cosa resterà di questa legge 40? </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per ora resta il divieto della fecondazione eterologa, ultimo ridicolo tassello del mosaico dettato da ragioni catto-integraliste, in attesa che la prossima sentenza faccia in pratica giustizia alle ragioni referendarie del 2005 affossate solo dal gioco sporco di Ruini &amp; co. che fecero leva sulla disinformazione e l’indifferenza cavalcando la crescente ondata di astensionisti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Resteranno gli otto anni persi in cui si è registrato un sostanziale calo di bambini nati “in provetta” nel nostro paese grazie alle associazioni pro life (lungi da noi che uno dei loro esponenti colga l’ironia di questo fatto).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Resteranno i milioni di euro spesi all’estero dalle coppie italiane che per non avere a che fare con il medioevo sono andati in Spagna, in Francia, in Rep. Ceca e in altri paesi che non hanno la sfortuna di avere il Vaticano in casa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Resteranno i pregiudizi, l’ignoranza e l’indifferenza degli italiani che nel 2005 potevano risparmiare all’Italia anni di limbo medievale ed antiscientifico.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resta senz’altro la nostra convinzione che occorre ancora molto a questo paese per colmare il gap di civiltà con il resto dell’Europa Occidentale e che i diritti civili vanno difesi giorno per giorno, perché qui il medioevo è sempre dietro l’angolo, anzi dietro al Tevere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Procreazione, abbandono, adozione: oltre il lessico della legge 40</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/procreazione-abbandono-adozione-oltre-il-lessico-della-legge-40/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[embrioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’episodio accaduto nei giorni scorsi al Centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma,  in cui per un guasto dell’impianto di crioconservazione sono andari distrutti 94 embrioni, 130 ovociti e 6 campioni di liquido seminale, apre nuovamente le porte a una riflessione sulla legge 40sulla fecondazione assistita o ciò che ne [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’episodio accaduto nei giorni scorsi al <strong>Centro di Procreazione medicalmente assistita</strong> (Pma) dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma,  in cui per un guasto dell’impianto di crioconservazione sono andari distrutti 94 embrioni, 130 ovociti e 6 campioni di liquido seminale, apre nuovamente le porte a una riflessione sulla<strong> legge 40</strong>sulla fecondazione assistita o ciò che ne rimane. Senza nulla togliere, ovviamente, a quelle coppie oggi disperate che riponevano in quegli embrioni la loro unica speranza di diventare genitori. Nessuna indagine e accertamento di responsabilità sull’accaduto ridarà loro, soprattutto alle donne, il calvario fisico e psicologico che hanno subito per aspirare a essere genitori.<span id="more-10514"></span></p>
<p><img decoding="async" title="embrioni" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/embrioni.jpg" alt="" width="291" height="167" />Ma torniamo alla legge. La Consulta l’ha abbattuta pezzo a pezzo, dichiarando incostituzionale il divieto di produzione  e successivo impianto contemporaneo di tre embrioni per volta e di conseguenza l’impedimento a  congelare gli embrioni in eccesso. In piedi, quindi, sono rimasti il veto alla <strong>fecondazione eterologa</strong> (in natura tutt’altro che infrequente), quello alla <strong>diagnosi preimpianto</strong> (invece possibile a gravidanza accertata, il che porta all’assurdo che si possa ricorrere all’aborto terapeutico <em>dopo</em> l’impianto ma non scegliere <em>prima</em>) e quello alla <strong>distruzione o donazione alla ricerca degli embrioni</strong> in sovrannumero. La Consulta si dovrebbe pronunciare, il 22 maggio prossimo, anche sull’incostituzionalità del divieto di fecondazione eterologa, e la speranza è che un altro pezzo di questa legge medioevale, con buona pace dell’ex sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, venga abbattuto.</p>
<p>Rimangono, però, ammesso che la Corte costituzionale rigetti anche questo paletto, due aspetti abbastanza inquietanti. Il primo è quello degli <strong>embrioni “in avanzo”</strong>, che devono essere mantenuti in eterno (o fino a un altro guasto tecnico?) a spese dello Stato, ossia di tutti, in sofisticati apparati per la crioconservazione anche se nessuno ne chiederà mai l’impianto. Un danno economico da una parte e una sottrazione di prezioso materiale per la ricerca scientifica dall’altro.</p>
<p>Il secondo, che pare irrilevante ma non lo è affatto, è l’<strong>aspetto lessicale</strong>. Della legge 40, alla fine, resterà la terminologia. E così la <strong>fecondazione</strong> medicalmente assistita in Italia si chiama <strong>procreazione</strong>, a sottolineare che il processo biologico che genera la vita umana ha una connotazione sacra. Tant’è che i centri deputati si chiamano, appunto, <strong>centri per la Procreazione medicalmente assistita</strong>. Gli embrioni in sovrannumero, invece, ossia quelli per i quali la coppia rinuncia all’impianto o che sono stati generati precedentemente al 2004, anno di entrata in vigore della legge, vengono definiti <strong>abbandonati</strong>. E infatti era stata creata per conservarli la Biobanca di Milano (costo iniziale circa 700mila euro ai quali si aggiungono altri 80mila l’anno per la manutenzione) mai utilizzata e ora destinata a rimanere vuoto monumento giacché le <a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/02/%C2%ABlegge-40-nuovo-governo-vizi-antichi%C2%BB-intervista-a-filomena-gallo/">nuove linee guida per la legge 40</a>, redatte nel novembre scorso da Eugenia Roccella nonostante il suo governo fosse già dimissionario, delegano alle Regioni –  oneri economici inclusi – la loro gestione. Ma quel termine, <em>abbandonati</em>, rimane. Come se si trattasse di <strong>bambini</strong>. Tant’è che alla fine del 2011 la Commissione Affari sociali della Camera ha approvato il testo base della <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/11/adozione-di-embrioni-ed-e-subito-polemica/">proposta di legge</a> avanzata dal deputato Idv Giuseppe Palagiano sull’”<strong>adozione degli embrioni</strong>”. Che sarebbe un’adozione a tutti gli effetti, visto che la richiesta deve essere inoltrata da coppie coniugate o conviventi (eterosessuali, s’intende) da almeno due anni al Tribunale dei minori. Ma basta leggere due righe della dichiarazione del promotore per farsi un’idea da brivido: «<em>Un progetto di vita che si contrappone ad una morte certa, nel freddo e nel buio di una tanica di metallo</em>».</p>
<p>Ecco, alla fine rimarrà questo della legge 40. L’idea della sacralità della vita, la pari dignità tra embrioni e bambini. Il linguaggio è importante perché non si limita a descrivere la realtà, ma la crea. Parole come <em>amore</em> o <em>amicizia</em>, ad esempio, suggellano un sentimento, gli danno corpo ed esistenza. Creano, cioè, <strong>un fatto</strong>, caratterizzano una relazione e la classificano all’interno di un senso comune mai scritto ma ritenuto regola implicita e condivisa. Dal semplice aggettivo <em>abbandonato</em>, riferito a un embrione, scaturiscono regole per l’<em>adozione</em>, quando sarebbe più corretto parlare di <em>embrione in sovrannumero</em> e <em>richiesta di impianto</em>. Così come dalla <em>fecondazione</em> che diventa <em>procreazione</em><strong>,</strong> perdendo la sua connotazione biologica per assumerne una sacra, nascono paletti su paletti per la tutela dell’embrione a scapito di quella, prioritaria, della salute della donna.</p>
<p>Le parole hanno la capacità di costruire <em>realtà</em> che diventano parte del nostro bagaglio culturale. Un bagaglio che va al di là della legge 40 e ci resterà nel Dna anche quando la Corte costituzionale ne avrà abbattuto l’ultimo veto.</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Cecilia Maria Calamani</strong></div>
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		<title>Il Parkinson ringrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 20:26:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[embrioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia è di quelle che fanno festeggiare l&#8217;On. Binetti (probabilmente con un bella stretta al cilicio). La Corte di giustizia europea ha proibito la distruzione di embrioni umani per ricavare farmaci o trattamenti sanitari. I dettagli  della storia li potete leggere al link indicato. Quello che è certo è che la malattia nota come [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia è di quelle che fanno festeggiare l&#8217;On. Binetti (probabilmente con un bella stretta al cilicio).<br />
<a href="http://www.repubblica.it/salute/2011/10/18/news/ue_vietati_brevetti_da_embrioni_umani-23419579/">La Corte di giustizia europea ha proibito la distruzione di embrioni umani </a>per ricavare farmaci o trattamenti sanitari. I dettagli  della storia li potete leggere al link indicato.</p>
<p>Quello che è certo è che la malattia nota come &#8220;morbo di Parkinson&#8221; tira un grosso sospiro di sollievo, visto che il trattamento del Dr. Brustle la minacciava seriamente. Tutti quelli che invece, quotidinamente, vedono il proprio congiunto o il proprio genitore soccombere a tremolii sempre più intensi e incontrollabili devono rassegnarsi. Le lobby che agiscono affinchè alcune cure restino appannaggio dei più ricchi (che se le possono permettere anche se proibite) sono potenti anche nell&#8217;Europa che tanti, nel nostro paese, vedevano come una speranza di laicità e progresso.<span id="more-10095"></span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/images/2011/10/18/113642089-45678100-86b6-436a-be90-b4c519361545.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Insomma signori miei fatevene una ragione, il Parkinson va tenuto perché qualcuno pensa che il blastocita qui sopra (embrione umano), soffre, piange e chiama la mamma se lo usate per curare un vostro caro. Ah&#8230; ovviamente ha anche un anima&#8230; ca va sans dire.</p>
<p>Qualcuno si è meravigliato di trovare Greenpeace fra i promotori dell&#8217;azione che ha portato al bando della cura&#8230; personalmente nessuna meraviglia, gli integralismi, di qualunque fede o ideologia siano, portano sempre a risultati simili.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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