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	<title>Einstein Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Monologo dedicato alla scoperta delle onde gravitazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2016 13:13:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Procederò con ordine e calma interiore. &#8211; 1,3 miliardi di anni fa, dopo un bel balletto a spirale, un buco nero (una cosa invisibile perché risucchia tutto, luce compresa) la cui massa era 29 volte quella del Sole si è &#8220;fuso&#8221; con uno di 36 volte la massa solare. Tutto questo ha dato origine ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/monologo-dedicato-alla-scoperta-delle-onde-gravitazionali.html/black-hole" rel="attachment wp-att-13480"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-13480" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/black-hole.jpg" alt="black hole" width="825" height="412" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/black-hole.jpg 1003w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/black-hole-300x150.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/black-hole-768x384.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/black-hole-280x140.jpg 280w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px" /></a>Procederò con ordine e calma interiore.<br />
&#8211; 1,3 miliardi di anni fa, dopo un bel balletto a spirale, un buco nero (una cosa invisibile perché risucchia tutto, luce compresa) la cui massa era 29 volte quella del Sole si è &#8220;fuso&#8221; con uno di 36 volte la massa solare. Tutto questo ha dato origine ad un bucone rotante di 62 masse solari. Ma 29+36=65, quindi che fine ha fatto la massa rimanente? È stata convertita, in una frazione di secondo, in onde gravitazionali. Immaginando lo spazio-tempo come l&#8217;acqua di uno stagno, il processo è stato simile alla formazione di increspature circolari sulla superficie a seguito della caduta di un sasso. Solo che stavolta il processo ha avuto un picco la cui potenza era 50 volte quella di tutte le stelle dell&#8217;Universo visibile.<br />
&#8211; 100 anni fa, nel 1916, un sociopatico dall&#8217;aspetto simpatico e tutto sommato intelligente, tale Albert Einstein, pubblica una teoria all&#8217;apparenza astrusa ed insensata. Fra le altre cose, prevede che la luce possa essere influenzata dalla gravità, spianando la strada verso la nascita dell&#8217;idea di buco nero. La teoria prevede inoltre l&#8217;esistenza di onde gravitazionali, capaci di deformare lo spazio-tempo. Non solo: le sue equazioni ne descrivono per bene il comportamento. Un po&#8217; come se io prevedessi che il lardo di Colonnata curerà il cancro, e vi dicessi anche nello specifico in che modo. Io sono esperto di suini tanto quanto Einstein lo era di fisica, quindi secondo me dovreste fidarvi della mia previsione e basta. So però che non lo farete, e vorrete verificarlo, prima di regalarmi la gloria e la fama eterna. Anche i fisici non si fidarono di Albert. Grazie al cielo, la Scienza funziona così. Se però un consiglio lo volete accettare, il lardo è tutta salute.<br />
&#8211; Nei decenni successivi, le varie buffe previsioni di Einstein vengono tutte verificate, a parte sta cosa delle onde gravitazionali. Allora sono anni che ci fidiamo di Einstein senza avere un qualcosa di certo al 100%? Posto che nella Scienza le certezze non esistono, in realtà quella teoria ci ha portato ai satelliti, ai cellulari, ai laser e a qualche fonte di energia (pure a una bomba, ma quella è mica colpa di Albert&#8230;), quindi diciamo che era abbastanza affidabile. Il problema è che le deformazioni da misurare per verificare le onde gravitazionali hanno dimensioni di frazioni di un atomo (frazioni minuscole di un atomo) e vanno misurate con strumenti enormi e complicatissimi.<br />
Sempre negli stessi decenni, gli scienziati provano a verificare l&#8217;esistenza dei buchi neri, e qualche metodo indiretto lo trovano pure. Ma dannazione, sono neri. E lo spazio pure. Si avanza l&#8217;idea che possano esistere dei buchi neri rotanti e anche sistemi di due (binari) o più buchi. Ma indovinate un po&#8217;? Anche tutta sta roba è nera.<br />
&#8211; 32 anni fa, nel 1984, tali Rainer Weiss e Kip Thorne (quello che ha spiegato a Nolan come fare il buco nero di Interstellar e prendersi un premio Oscar per gli effetti speciali) decidono di fondare LIGO, un progetto per costruire due rivelatori di onde gravitazionali da 4 km di lato.<br />
&#8211; 14 anni fa, nel 2002, si inizia a costruire queste due orecchie per mettersi all&#8217;ascolto del cosmo. Ci vorranno due anni per far partire la versione di prova degli aggeggi. LIGO verrà poi spento per 7 anni, in modo che 1000 scienziati possano potenziarlo e dare vita ad Advanced LIGO.<br />
&#8211; 5 mesi fa, il 14 settembre 2015, proprio nei giorni in cui si accendeva Advanced LIGO, le due orecchie hanno captato un segnale. Un&#8217;onda gravitazionale prodotta 1,3 miliardi di anni prima e che, proprio in quel momento, stiracchiava la Terra. Quando si dice il tempismo con la C maiuscola! Poiché, si diceva, nella Scienza fidarsi è bene ma col cavolo che lo faccio, gli scienziati frenano gli entusiasmi e si analizzano per bene i dati per mesi, giorno e notte, prima di dire cose smentibili e fare figure barbine tipo dire che i neutrini sono più veloci della luce mentre percorrono un tunnel sottovuoto che collega le orecchie di un ministro della Repubblica.<br />
&#8211; Ieri, 11 febbraio 2016, durante una conferenza in diretta mondiale, 5 persone hanno mandato in visibilio migliaia di fisici nel mondo, facendo quelli che ce l&#8217;hanno più lungo degli altri, l&#8217;interferometro. Ci sta, io sarei stato molto meno composto.<br />
Dunque, ricapitolando, in un colpo solo abbiamo:<br />
1) l&#8217;esistenza provata delle onde gravitazionali;<br />
2) la conferma sperimentale dei sistemi binari di buchi neri;<br />
3) la conferma che i buchi neri possono fondersi;<br />
4) la prova dell&#8217;esistenza dei buchi neri rotanti;<br />
5) un tizio dalla barba improbabile che, dopo essersi preso un Oscar, si prenderà un Nobel.<br />
Ora, se davvero non cogliete la poesia di tutto ciò e il motivo della nostra gioia, se davvero pensate che sia tutta un&#8217;inutile perdita di tempo e soldi (ma poi non avete nulla da ridire, ad esempio, sul cachet di Gabriel Garko a Sanremo o sullo stipendio di Cristiano Ronaldo), se davvero tutto ciò che vi viene in mente non è un &#8220;Poffarbacco che puffata puffosissima!&#8221; ma un &#8220;Ma a me cosa serve?&#8221;, beh, mi spiace davvero per voi.<br />
Lasciate però che sia io a farvi un paio di domande. A cosa serve la musica? A cosa serve lo sport in tv? E Masterchef? A cosa servono la letteratura e la lingua? In fondo non si viveva malaccio, quando si grugniva nelle savane centroafricane mangiando carne cruda.<br />
Comunque, la prossima volta che vi guarderete Interstellar grazie a un laser che legge un Blu-ray (e che funziona con l&#8217;energia elettrica proveniente dai reattori francesi) o al satellite di Sky, magari commentandolo con gli amici al cellulare, pensate gran parte di ciò che avete deriva da quei fisici disadattati sociali che oggi festeggiano mentre voi li insultate perché bruciano i soldi che vorreste giocarvi sulla schedina del campionato.<br />
Ah, un&#8217;ultima cosa: quel luogo in cui fate i leoni da tastiera sputando giudizi, quella cosa che si chiama internet, ve l&#8217;hanno dato i fisici. E anche la tastiera. E il computer.<br />
Ora scusatemi, vado a stappare un&#8217;altra Tassoni e a continuare i festeggiamenti.</p>
<p><strong>Luca Perri</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché l’epistemologia moderna salva comunque la Teoria di Einstein</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/perche-l-epistemologia-moderna-salva-comunque-la-teoria-di-einstein/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 19:16:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[maurizio magnani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agli inizi dell’autunno 2011, i media si sono occupati di una notizia che ha suscitato sensazione: quella riguardante alcuni neutrini, particelle elementari leptoniche, i quali avrebbero viaggiato più veloci della luce&#8230; lungo i 735 km di rocce sotterranee che separano il CERN di Ginevra (dove si trova l’acceleratore di particelle LHC, da cui sono stati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/perche-l-epistemologia-moderna-salva-comunque-la-teoria-di-einstein/">Perché l’epistemologia moderna salva comunque la Teoria di Einstein</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Agli inizi dell’autunno 2011, i media si sono occupati di una notizia che ha suscitato sensazione: quella riguardante alcuni neutrini, particelle elementari leptoniche, i quali avrebbero viaggiato più veloci della luce&#8230;<span id="more-10175"></span> lungo i 735 km di rocce sotterranee che separano il CERN di Ginevra (dove si trova l’acceleratore di particelle LHC, da cui sono stati emessi i neutrini veloci) e le caverne del Gran Sasso, dove si trovano i rilevatori di neutrini del progetto OPERA.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" title="neutrini" src="http://4.bp.blogspot.com/-KFv9S2VR8VA/Tnx8Qnb_b5I/AAAAAAAAALs/yfPjpdGSjw4/s400/861758.jpg" alt="" width="294" height="288" /></p>
<p>La sensazionalità della notizia, mal riportata e mal commentata dai non specialisti, a ennesima riprova che “un bel tacer non fu mai detto” (troppi giornalisti scrivono a vanvera), concerneva la conseguenza dell’esistenza di neutrini superluminali, ovvero il crollo della Teoria della Relatività di Albert Einstein (TdR), uno dei capisaldi della fisica, secondo la quale la velocità della luce (C = 299.792,458 km/sec.) costituisce limite di velocità insuperabile, certamente per corpi dotati di massa. Al di là delle molte considerazioni udite sulla disinformazione dei media, sulla gioia dei detrattori della scienza e dei fautori dell’assenza di solide leggi fisiche che tutto permetterebbe, inclusi i colloqui con gli spettri e i viaggi nelle altre dimensioni, vorrei in questo articolo esprimere la mia opinione di astrofilo e divulgatore scientifico chiarita dal titolo: anche se giungesse la conferma dell’esistenza di particelle più veloci di C la TdR non verrebbe confutata ma corretta e integrata. Cominciamo dalla TdR.<br />
Il fisico olandese H.A. Lorentz, alla fine del XIX secolo, rielaborò la teoria del campo elettromagnetico di J.C. Maxwell, poiché essa non contemplava l’esistenza degli elettroni (da lì a poco dimostrati definitivamente da J.J Thompson e A. Millikan). Nella sua revisione della teoria di campo, Lorentz utilizzò lo strumento matematico delle “trasformazioni”, dette poi trasformazioni di Lorentz (le trasformazioni consentono il passaggio da un sistema di coordinate, come lunghezza, massa, ecc. ad un altro, lasciando invariate le leggi di partenza): i risultati ottenuti furono sorprendenti, indicando che un oggetto, come l’elettrone appunto, che si approssima alla velocità C, vede incrementare la propria massa verso valori infiniti, contrarsi lo spazio nella direzione del moto, dilatarsi lo scorrere del tempo fino ad arrestarsi. Lorentz non intuì la portata delle sue scoperte, Einstein sì, e partì proprio da Lorentz e Maxwell (che fu tra l’altro il primo a comprendere che la luce è un fenomeno elettromagnetico) nonché dagli esperimenti di A. Michelson e E. Morley (che misurarono con buona precisione la velocità C, nel 1887) per elaborare un’idea semplice ma geniale perché controintuitiva: se la velocità C non può essere superata e la velocità è data dallo spazio percorso nell’unità di tempo, allora devono essere lo spazio e il tempo a dover variare, come dimostravano i calcoli di Lorentz. Bisognava aver coraggio a demolire la concezione Newtoniana, resistente da secoli, che lo Spazio e il Tempo non possiedono valore assoluto e invariante. Infatti, la TdR Speciale o Ristretta (la TdR Generale riguarda invece oggetti che si muovono di moto accelerato, non uniforme, dunque concerne la gravità e la curvatura dello spazio), sostiene che, a seconda del moto degli osservatori rispetto a un sistema di riferimento, il tempo non scorre alla stessa maniera e le distanze tra oggetti non si mantengono le stesse per tutti. Paradigmatico è il Paradosso dei gemelli: un gemello resta sulla Terra mentre l’altro si imbarca su un’astronave che viaggia al 99% di C, circa 297.000 km/s, per raggiungere una stella lontana 9,5 anni luce, corrispondenti a 90 mila miliardi km. Al ritorno sulla Terra, il gemello rimasto a casa misura in 180 mila miliardi i km percorsi dall’astronave e in circa 19 anni il tempo trascorso dalla partenza del fratello. Il contachilometri dell’astronave, invece, misura 7.800 miliardi di km percorsi e solo 0,9 anni il tempo trascorso, sicché un gemello risulterà invecchiato solo il 4,3% rispetto all’altro. Da questi dati appare evidente che concetti come simultaneità, sincronizzazione, ecc. non hanno validità assoluta, e se noi li usiamo tutti i giorni è perché a velocità non relativistiche, a cui siamo avvezzi, gli scarti di tempo e spazio tra osservatori diversi sono  irrilevanti. Veniamo ai neutrini, particelle appartenenti alla famiglia dei leptoni (= leggeri) insieme a elettroni (e-), muoni (μ) e particelle tau (τ). I neutrini vengono prodotti nelle stelle nel corso delle fusioni nucleari, nelle esplosioni stellari, nel decadimento degli isotopi radioattivi come l’uranio (decadimento beta, quando un neutrone si trasforma in un protone) e negli acceleratori di particelle, dove i protoni vengono fatti scontrare tra loro a elevatissime velocità. I neutrini possiedono talune caratteristiche uniche, come il fatto di oscillare, cioè di cambiare “sapore”; tre sono i sapori neutrinici: neutrini elettronici, muonici e tauonici a seconda se siano associati a emissione e decadimento dei rispettivi leptoni. Ebbene, mentre si spostano nello spazio-tempo, i neutrini mutano da elettronico a muonico o a tauonico, come accade, per esempio nel viaggio dal Sole alla Terra, ove giungono soltanto un terzo dei neutrini elettronici emessi dalla nostra stella (gli altri 2/3 sono intanto diventati μ e τ). Altra prerogativa assai importante dei neutrini, è la scarsissima interazione con le altre particelle di materia (sono soggetti alla sola interazione debole, la forza che si manifesta nei decadimenti radioattivi), cosicché essi possono attraversare montagne, pianeti, stelle, galassie intere, senza essere fermati o deviati, tanto da essere utilissimi in astronomia, poiché essi arrivano dall’altra parte dell’universo intatti, come furono generati dalla sorgente, permettendoci di ricevere informazioni originali da luoghi lontanissimi (oltretutto, mentre i fotoni di luce di ogni frequenza elettromagnetica, onde radio, I.R., U.V., raggi X e gamma, interagirono con la materia bollente al tempo dell’universo primordiale, cosicché noi possiamo “vedere” il cosmo soltanto quando si raffreddò a sufficienza da far trasparire i fotoni, 370 mila anni dopo la sua nascita, i neutrini invece si diffusero subito, pertanto, se potremo “fotografare” il primo istante del cosmo e, forse, prima, lo potremo grazie all’astronomia neutrinica).  Veniamo adesso alla cronaca recente.<br />
L’esperimento OPERA è stato ideato per verificare proprio le oscillazioni dei neutrini emessi dall’acceleratore LHC di Ginevra e indirizzati verso le caverne del Gran Sasso; in particolare, si è lavorato sui neutrini tau, e siccome la particella tau ha massa notevole, essendo la più pesante tra i leptoni, i neutrini necessari per l’esperimento dovevano essere assai veloci, cioè molto energetici (ricordiamo che la nota E = mc2  della TdR pone equivalenza tra massa e energia). Nel corso degli esperimenti, è stato registrato che questi neutrini superveloci hanno raggiunto il bersaglio non solo prima del previsto, ma addirittura hanno superato la velocità C, violando due volte la TdR Speciale, giacché i corpi dotati di massa non potrebbero neanche raggiungere la velocità C (la massa diventerebbe infinita), figuriamoci superarla. A questo punto, la notizia sarebbe scientificamente clamorosa. Ma vi sono molti aspetti da valutare e su cui riflettere:<br />
&#8211; i neutrini, particelle di cui sappiamo ancora poco e per molti versi “particolari”, hanno impiegato circa 2,5 millesimi di secondo per percorrere i 735 km sotto terra, mentre lo scarto, rispetto a C, è stato di 60 miliardesimi di secondo, dunque una frazione inferiore di decine di milioni di volte, uno scarto che potrebbe rientrare nell’errore sistematico di misurazione<br />
&#8211; l’esperimento, per quanto ripetuto, ha utilizzato lo stesso protocollo, pertanto necessita che i suoi risultati siano replicati in condizioni diverse, con altri strumenti, in altre circostanze (dagli Usa arriveranno nuovi dati entro un anno) e solo allora si potranno formulare conclusioni e ipotesi serie<br />
&#8211; in passato, molte volte è successo che nuove esperienze contraddicessero teorie consolidate; a volte le teorie sono state del tutto confutate, altre volte solo corrette, altre volte ancora hanno avuto ragione le teorie, come quando sembrava che la meccanica celeste di Newton fosse contraddetta dall’orbita irregolare di Urano, finché si scoperse Nettuno, vero responsabile delle irregolarità;<br />
&#8211; vi sono teorie che non meritano tale attributo, essendo ancora soltanto ipotesi di lavoro o congetture e pertanto nessuno trova eclatante la loro critica e demolizione; di recente, la osservazione di galassie ben formate, vecchie oltre 10 miliardi di anni (formatesi cioè dopo solo tre miliardi di anni dal Big Bang) contraddice i modelli teorici attuali di formazione delle galassie; la stella SDSSJ102915 composta di solo idrogeno e elio, sta mettendo in dubbio i modelli standard di formazione stellare: questi sono due esempi attualissimi di come teorie scientifiche siano rimesse in discussione, ma esse non sono teorie ancora degne di tale appellativo bensì modelli provvisori<br />
&#8211; la crisi della TdR sarebbe gravida di conseguenze, talune assai stimolanti, altre alquanto preoccupanti, giacché andrebbe in crisi anche la teoria del campo elettromagnetico di Maxwell ( è una teoria intrinsecamente relativistica, d’altronde Einstein partì proprio da lì), oppure, se si mantenesse intatta la TdR e la teoria di Maxwell, andrebbe in crisi la teoria della interazione elettrodebole (unione di elettromagnetismo e interazione debole, a cui soggiacciono i neutrini) che è teoria di campo relativistica e che è valsa il premio Nobel a A.Salam, C. Rubbia e altri<br />
&#8211; la TdR ha ricevuto migliaia e migliaia, forse milioni, di conferme sperimentali, dalle misurazioni degli scostamenti del tempo su veicoli spaziali e lontano da Terra, al tempo di sopravvivenza dei muoni prodotti dai raggi cosmici primari in atmosfera terrestre; dagli effetti relativistici negli acceleratori di particelle, alla luce di sincrotrone emessa dalla materia in caduta accelerata presso stelle e buchi neri; pertanto non è così semplice accettare che una singola esperienza possa negare la validità di una teoria che è stata verificata in molteplici e diversissime occasioni.<br />
Veniamo, allora, alla considerazione epistemologica. Tra la gente comune e gli scienziati è concezione diffusa che la Natura possieda una propria uniformità, una unitarietà, delle regolarità intrinseche, tali da poter giustificare il concetto di “Leggi di Natura”. Le teologie di numerose religioni, incluse quelle monoteiste, hanno contribuito a rinforzare questa idea, tanto che per connotare i fenomeni più aberranti si dice che essi sono “contro natura”, laddove la natura è creata e regolata dalla volontà di Dio e ne rispecchia la perfezione. La fiducia degli scienziati quando indagano la natura, e della gente nella scienza, si fonda sul presupposto che la scienza sappia identificare, svelare e descrivere le regolarità e le invarianze della natura, ovvero le sue Leggi, sotto forma di teorie scientifiche. Questa prospettiva ha fatto sì che le teorie scientifiche siano state caricate di valore nomico (= legiforme), che in realtà possiedono soltanto in parte. In altri termini, un certo numero di filosofi, come i positivisti e i neopositivisti e anche alcuni filosofi analitici recenti, hanno attribuito a certe teorie delle scienze “dure” (fisica in primis) proprietà di “verità fondamentali di validità universale” che invece non possiedono, non sempre. La filosofia della scienza più recente ha riconsiderato che cosa sia una legge scientifica, riconoscendone valore fondamentale ma in precisi ambiti di dominio, limitandone le pretese di universalismo, enfatizzando la clausola “ceteris paribus” ossia “a parità di condizioni.., a certe condizioni.., a condizione che..,” con ciò significando che le teorie scientifiche possono non rendere conto di fenomeni che si svolgono o succedono in determinate condizioni. Queste riconsiderazioni non sminuiscono il valore delle leggi scientifiche, tutt’altro, e contrastano l’opinione dei filosofi, quali T. Kuhn e P. Feyerabend, che intravedono una instabilità paradigmatica nella scienza che la rende mai certa e mai portatrice di verità definitive. A titolo di esempio, la meccanica gravitazionale di Newton non è stata smentita dalla Relatività Generale di Einstein, bensì ricondotta a particolari condizioni, quelle non relativistiche; né la meccanica quantistica ha demolito il determinismo della fisica classica, ma lo ha confinato al suo dominio: si provi, ad esempio, a osservare un masso in caduta, per vedere se lo si sposta come si fa con una particella (ruolo dell’osservatore nella fisica dei quanti), io vi consiglio di scostarvi. Proprio la meccanica dei quanti, parlando di “proprietà relazionali” tra oggetti e tra fenomeni ed enfatizzando gli aspetti probabilistici, corrobora la prospettiva del “realismo contestuale” delle teorie scientifiche: a seconda di come misuro un sistema quantizzato come la luce, farò emergere le proprietà disposizionali ondulatorie (es. fenomeni d’interferenza) oppure corpuscolari (es. effetto fotoelettrico). In altre parole, la luce possiede entrambe le proprietà strutturali e funzionali disposizionali, onda e corpuscolo, e noi faremo emergere le une o le altre contestualmente alla misurazione, assieme al corteo di leggi che le descrivono.<br />
Ben prima dei neutrini superluminali, la TdR Speciale ha mostrato di non saper spiegare la dinamica dell’universo a grande scala, tant’è che dobbiamo ipotizzare l’esistenza della Energia Oscura, di cui abbiamo solo vaga idea di che cosa possa essere. E in effetti, nessuno è in grado di dire se materia oscura e talune particelle come i neutrini (che da tempo si sa violare principi come quelli di parità e l’invarianza di Lorentz) potrebbero non ubbidire alla TdR., né escludere che la TdR si manifesti diversamente o non valga in particolari condizioni.<br />
In definitiva, è parecchio che non si confutano più le teorie scientifiche moderne ma le si corregge, modifica, contestualizza, a meno che esse non siano ancora teorie verificate e consolidate ma modelli, ipotesi, congetture. Chi difende ancora la prospettiva positivista  di una scienza fatta di leggi universalmente valide, si scontra con scienze come la cosmologia che lo smentiscono, ma anche chi pensa di demolire teorie solide e confermate da milioni di esperimenti, non ha capito molto della scienza moderna, che si tratti della scienza della Relatività o un’altra.</p>
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