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	<title>don Inzoli Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Don Mauro Inzoli e il delitto di cronaca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 19:57:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunione e liberazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sacerdote condannato per abusi su minori dalla Congregazione per la dottrina della fede, presenzia a un convegno pubblico organizzato per difendere i valori della famiglia tradizionale cattolica. Questa non è una notizia. O per lo meno, che non lo sia è ciò che sostengono i legali di Don Mauro Inzoli nella lettera di diffida e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/don-mauro-inzoli-e-il-delitto-di-cronaca/">Don Mauro Inzoli e il delitto di cronaca</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sacerdote condannato per abusi su minori dalla Congregazione per la dottrina della fede, presenzia a un convegno pubblico organizzato per difendere i valori della famiglia tradizionale cattolica. Questa non è una notizia. O per lo meno, che non lo sia è ciò che sostengono i legali di Don Mauro Inzoli nella lettera di diffida e richiesta di rettifica pena la querela per diffamazione, spedita nei giorni scorsi a Matteo Pucciarelli.</p>
<p><span id="more-12890"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12891" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2-300x193.jpg" alt="inzoli2" width="300" height="193" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2-300x193.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2.jpg 490w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />Il giornalista di Repubblica ha avuto l&#8217;ardire di pubblicare <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/01/20/il-prete-pedofilo-in-seconda-fila-nessuno-laveva-vistoMilano02.html" target="_blank">un articolo</a>dal titolo &#8220;Il prete pedofilo in seconda fila? Nessuno l&#8217;aveva visto&#8221; e<a href="http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/milano/cronaca/2015/01/20/news/franco_brodo_don_inzoli_al_forum_sulla_famiglia_tradizionale_e_uno_dei_potenti_di_cl_impossibile_che_non_lo_conoscano-105341291/" target="_blank">un&#8217;intervista</a> al deputato Sel Franco Bordo, in cui si ricostruisce la complessa vicenda dell&#8217;ex vice presidente della Compagnia delle opere (il braccio operativo di Comunione e liberazione), nonché ex presidente del Banco alimentare e fondatore ed ex presidente della onlus Fraternità dedita all&#8217;affido di minori provenienti da famiglie in difficoltà. <br />Una vicenda poco nota al grande pubblico nonostante la caratura del personaggio, e a quanto pare tale doveva rimanere leggendo la diffida, poiché scarsamente indagata dalle testate nazionali sin da quando nel 2012 venne resa nota dalla Diocesi di Crema <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">la prima sentenza</a> della Congregazione in cui si infliggeva all&#8217;illustre sacerdote, colpevole di aver compiuto abusi &#8220;sessuali&#8221; su minori, il massimo della pena canonica che prevede tra le altre cose la dismissione dallo stato clericale. L&#8217;iter processuale della Santa Sede si è concluso il 12 giugno 2014 con il decreto definitivo emesso dalla Cdf e firmato dal prefetto card. Müller. <br />Tutto era iniziato alcuni anni prima in seguito alle segnalazioni di molestie e abusi giunte al Vescovo di Crema da parte dei genitori di alcuni ragazzini che frequentavano la parrocchia Santissima Trinità guidata da Don Mauro. Come riporta <a href="http://www.cremonaoggi.it/2012/12/21/nessun-processo-penale-per-don-inzoli-ecco-come-laccusa-di-abusi-su-minori-arrivo-al-vescovo-e-poi-allex-santo-uffizio/#more" target="_blank">CremonaOggi</a>, «i genitori, anziché procedere alla denuncia penale &#8211; come sarebbe stato possibile, legittimo e nei loro diritti &#8211; hanno preferito rivolgersi direttamente al vescovo, chiedendo la rimozione del sacerdote dalla parrocchia. Cosa che il vescovo ha fatto, domandando a Don Mauro di lasciare spontaneamente la Santissima Trinità».</p>
<p>La pena medicinale perpetua per l&#8217;ex parroco 65enne di Crema è diventata vincolante a partire dal giorno di notifica del Decreto all&#8217;interessato: il 25 giugno 2014. Tra le due sentenze della Cdf (2012 e 2014), come si legge <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">sul sito</a> della Diocesi di Crema, Don Mauro aveva fatto ricorso alla Congregazione la quale, recependo quanto papa Francesco ha stabilito accogliendo il ricorso contro la dismissione dallo stato clericale, ha emanato il decreto definitivo. Inzoli mantiene dunque lo stato clericale ma gli resta inflitta la dura pena per abusi su minori. Nonostante ciò secondo i suoi avvocati, definendolo &#8220;pedofilo&#8221;, Pucciarelli avrebbe scritto il falso. <br />Perché? Perché il sacerdote in Italia non è stato né giudicato tanto meno condannato. Quindi &#8211; questo è il ragionamento &#8211; il giornalista si sarebbe indebitamente eretto a giudice infamando il loro assistito. E poco importa se Oltretevere c&#8217;è una condanna definitiva della Congregazione per la dottrina della fede da cui peraltro prendono le mosse due esposti presentati alla Procura di Cremona da Bordo e dall&#8217;associazione di vittime Rete L&#8217;Abuso. Raccontare questa storia non rientra nel diritto di cronaca, «gli articoli nel loro evolversi, sullo spunto di fatti falsi, riportano circostanze altamente lesive e diffamatorie&#8230;». Siamo al delitto di cronaca?</p>
<p>Il decreto definitivo della Cdf è <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">pubblico </a>e vale la pena di leggerlo per intero per farsi un&#8217;idea ancora più precisa su quale sia lo «spunto» da cui è partita la cronaca di Pucciarelli su <i>Repubblica</i>: «In considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, Don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Gli è inoltre prescritto di sottostare ad alcune restrizioni, la cui inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l&#8217;Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l&#8217;Eucaristia privatamente. Non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano. Non potrà assumere ruoli di responsabilità e operare in enti a scopo educativo. Non potrà dimorare nella Diocesi di Crema, entrarvi e svolgere in essa qualsiasi atto ministeriale. Dovrà inoltre intraprendere, per almeno cinque anni, un&#8217;adeguata psicoterapia».</p>
<p><img decoding="async" class="ArtImgLeft" title="" src="http://cronachelaiche.globalist.it/QFC/NewsExtra_233112.jpg" alt="" width="300" height="157" />La presenza di Don Inzoli serenamente seduto in poltrona il 17 gennaio scorso al Convegno di Milano organizzato dalla Regione Lombardia per tutelare i valori «della famiglia tradizionale», risulta poco in armonia con le motivazioni e le imposizioni del decreto, tra cui l'&#8221;umile riservatezza&#8221;, eppure in un primo momento non aveva fatto notizia né scalpore. Per lo meno non tra i vip sistemati nei paraggi, in primis il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il suo predecessore Roberto Formigoni (memor domini di Cl dal 1970). Anche l&#8217;attenzione dei media si era concentrata sulle polemiche per il logo dell&#8217;Expo apparso sul manifesto del convegno, e sulla manganellata verbale assestata dall&#8217;on. Ignazio La Russa a un ragazzo omosessuale che aveva tentato di intervenire benché non invitato. Il caso è deflagrato il giorno successivo quando tra le immagini del convengo pubblicate dal <a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/01/18/convegno-famiglia-don-inzoli_n_6497036.html" target="_blank">Corriere della sera</a> un deputato cremasco di Sel, Franco Bordo, ha riconosciuto il volto di Don Inzoli e ha pubblicato un tweet: &#8220;Davvero un bel quadretto a difesa #famiglia, Don Inzoli condannato dal Vaticano per abusi su minori&#8221;.</p>
<p>Bordo questa storia la conosce bene perché porta la sua firma, come detto, uno dei due esposti presentati alla Procura di Cremona a fine giugno 2014 affinché si valutino eventuali responsabilità penali dell&#8217;ex parroco cremasco sulla base della condanna emessa in via definitiva dalla Cdf. Secondo quanto scrive il 22 ottobre 2014 <a href="http://www.giugenna.com/2014/10/22/october-22-2014-at-0516pm/" target="_blank">Il Fatto quotidiano</a>, i magistrati italiani stanno indagando su 40 episodi di abusi e avrebbero inoltrato una rogatoria alla Santa sede per acquisire elementi utili dal processo canonico svolto alla Cdf. La presenza di una rogatoria è stata confermata anche dal deputato di Sel nell&#8217;intervista di Pucciarelli che ha provocato la reazione dei legali di Don Inzoli. Sulla falsa riga di quanto detto riguardo all&#8217;articolo, essi sostengono che rilevarne la presenza al convegno sia stato solo un pretesto per ritirar fuori una storia vecchia e coprire di «infamanti offese» il loro assistito, perché, precisano, non c&#8217;è alcuna sentenza definitiva della «Giurisdizione Italiana» per pedofilia. Ecco appunto, vedremo se e come evolverà anche in Italia la vicenda giudiziaria di Don Mauro Inzoli da Torlino Vimercati. Continueremo a informare i lettori, esercitando come Pucciarelli il <i>sacrosanto</i> diritto di cronaca.</p>
<p><i>A Matteo la solidarietà mia, di <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/don-mauro-inzoli-e-il-delitto-di-cronaca/" target="_blank">MicroMega</a> e di Cronache Laiche.</i></p>
<p><b>Federico Tulli &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115927&amp;typeb=0&amp;COMUNIONE-E-LIBERAZIONI">Cronache Laich</a>e</b></p>
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		<title>Il silenzio su  Don Inzoli</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-silenzio-su-don-inzoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2014 09:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un anno di latitanza, riappare un nostro articolo sul sito di Internazionale.  Si intitola «Le suore di Trento».Nei commenti sotto, la polemica infuria: mentre scriviamo ci sono già 90 commenti ed è la fiera del «non è questo il punto». Non è mai quello, il punto. E poi l’URSS, la Germania Est, la Stasi… Ma scusateci se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-silenzio-su-don-inzoli/">Il silenzio su  Don Inzoli</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000044;">Dopo un anno di latitanza, <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;"><a style="color: #074173;" href="http://www.internazionale.it/opinioni/wu-ming/2014/07/21/le-suore-di-trento/">riappare un nostro articolo sul sito di <em style="font-weight: bold; font-style: italic;">Internazionale</em></a></strong>.  Si intitola «Le suore di Trento».<br />Nei commenti sotto, la polemica infuria: mentre scriviamo ci sono già 90 commenti ed è la fiera del «non è questo il punto». Non è mai quello, il punto. E poi l’URSS, la Germania Est, la Stasi…</p>
<p style="color: #000044;">Ma scusateci se cogliamo l’occasione per scrivere due cosette su <a style="color: #074173;" href="https://www.google.com/search?btnG=1&amp;pws=0&amp;q=Mauro+Inzoli&amp;gws_rd=ssl">don Inzoli</a> (<a style="color: #074173;" href="https://twitter.com/search?q=%23Inzoli&amp;src=typd">#Inzoli</a>). Non c’entra, sia chiaro. È una storia diversa. Non facciamo collegamenti a cazzo di cane, su… Però cogliamo l’occasione. Giusto un rapido riassunto della vicenda, per chi non l’ha seguita via Twitter.<span id="more-12535"></span></p>
<p style="color: #000044;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/08/Inzoli.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12536" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/08/Inzoli-300x195.jpg" alt="Inzoli" width="300" height="195" /></a>Il 27 giugno 2014 la stampa di Crema dà <a style="color: #074173;" href="http://www.cremonaoggi.it/2014/06/27/pedofilia-arrivata-la-sentenza-definitiva-per-don-mauro-inzoli/">una notizia-bomba</a>… che però rimane inesplosa: dopo una prima sentenza risalente al 2012, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha condannato in secondo grado per abusi su minori monsignor <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Mauro Inzoli</strong>, già presidente del Banco Alimentare e vicepresidente della Compagnia delle Opere, più volte <a style="color: #074173;" href="http://www.meetingrimini.org/news/default.asp?id=676&amp;id_n=878">mattatore al Meeting di Rimini</a> nonché – si è scritto da più parti – confessore di <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Roberto Formigoni</strong>.<span id="more-18209"></span><br />Inzoli era soprannominato «don Mercedes» perché amante del lusso e dei macchinoni, nella più pura osservanza dello stile evangelico. Se oggi tornasse tra gli uomini, lo stesso Gesù si sposterebbe in Porsche.<br />Particolare importante, a Crema don Inzoli aveva fondato l’associazione «Fraternità», per anni affidataria di molti minori soggetti a tutela.<br />In rete, riferimenti a sue (presunte) molestie nei confronti di minori<a style="color: #074173;" href="http://geniv.forumcommunity.net/?t=5492349&amp;st=30">risalgono almeno al 2007</a> e nessuno li ha mai rimossi.</p>
<p style="color: #000044;">Da quella condanna è trascorso quasi un mese, e l’informazione su questa storia, che pure sarebbe di portata nazionale, l’hanno fatta quasi solo la stampa locale di Crema e Cremona (come se Inzoli fosse un qualunque prete di provincia e non uno dei più importanti capi di CL!) e i non molti giornalisti freelance che ne hanno scritto in rete (<a style="color: #074173;" href="http://mazzetta.wordpress.com/2014/06/28/la-scandalo-inzoli-un-pedofilo-per-il-papa-uno-sconosciuto-per-media-e-magistratura/">il primissimo è stato Mazzetta</a>). Per quanto riguarda i giornali nazionali, è uscito prima un articolo – purtroppo poco attento ai veri nodi della questione, per questo <a style="color: #074173;" href="https://twitter.com/Wu_Ming_Foundt/status/487540125992497152">lo abbiamo criticato</a> – sul <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">Fatto Quotidiano</em>, poi <a style="color: #074173;" href="http://ilmanifesto.info/quelle-notizie-su-cl-che-nessun-giornale-vuole-pubblicare/">uno sul <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">Manifesto</em></a>, a nostro avviso meritorio perché collegava la vicenda Inzoli ad altri sommovimenti nel mondo ciellino di cui i media non stanno rendendo conto.</p>
<p style="color: #000044;">Sì, perché siamo di fronte a un silenzio <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">agghiacciante</em> dei grandi mezzi di informazione, che pure sono stati più e più volte sollecitati a occuparsene. Per settimane svariati lettori hanno mandato link su Inzoli e segnalato la vicenda a decine di opinion-maker e direttori di testate. Risultato? Altri mattoni nel muro di silenzio. Zero righe su Repubblica; un solo trafiletto sulle pagine cremonesi del Corriere, niente su quelle nazionali; niente sulla Stampa; zero minuti alla Rai.</p>
<p style="color: #000044;">All’epoca della prima sentenza di condanna, i due big della stampa nazionale ne avevano scritto: ecco <a style="color: #074173;" href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/12_dicembre_12/crema-prete-mercedes-ridotto-stato-laicale-inzoli-2113122935342.shtml">un articolo</a>, ed eccone <a style="color: #074173;" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/12/14/dal-lusso-allombra-degli-abusi-sessuali-tutti.html">un altro</a>. Stavolta nulla. Perché? Cos’è cambiato, nel frattempo?</p>
<p style="color: #000044;">«Beh, ci sono state le Larghe Intese…», ha malignato qualcuno in rete. Formigoni, Lupi e l’intero mondo CL sono al governo col PD di Renzi. Non vorrai mica disturbare il manovratore?<br />Qualcuno ha persino segnalato <a style="color: #074173;" href="http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/04/news/ecco-chi-e-marco-carrai-il-gianni-letta-di-matteo-renzi-1.139920">un’inchiesta dell’Espresso</a> sul “braccio destro” e consigliere n.1 di Renzi, <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Marco Carrai</strong>. Vi si legge che la Compagnia delle Opere in Toscana «è presieduta da Paolo Carrai e da Leonardo Carrai, alla guida del Banco alimentare, altra opera ciellina: i cugini di Marco».<br />Diversi hanno anche ricordato che le Coop ex-”rosse” e la CdO fanno affari insieme da anni, e sovente esponenti dei due blocchi di potere economico finiscono coinvolti nelle stesse inchieste…</p>
<p style="color: #000044;">Mah, forse troppo “meccanicistica”, come spiegazione: il padronato ordina il silenzio, la stampa esegue.<br />Il problema è che altre spiegazioni non se ne sono trovate. Persino quando i media han dedicato servizi alla condanna papale dei preti pedofili, non si è fatto alcun riferimento (nessuno, zero!) a un caso enorme come quello di don Inzoli. Eppure è il più recente e il più altolocato.</p>
<div style="color: #000044;" align="center" data-twttr-id="twttr-sandbox-0"> </div>
<p style="color: #000044;">Per chiunque altro – e ne siamo sicuri perché <a style="color: #074173;" href="http://www.carmillaonline.com/2007/04/29/dossier-i-precedenti-del-caso-rignano-flaminio-1a-parte/">ci siamo occupati a lungo di questi temi</a> – i media avrebbero tirato fuori pece e piume. C’è chi, con simili accuse (senza bisogno di sentenze) è stato crocifisso, massacrato, sbattuto su tutte le prime pagine come «mostro», per poi essere assolto, ma intanto aveva avuto la vita distrutta. Per Inzoli, invece, guanti bianchi e rumori ovattati. Questo è un caso di <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">disuguaglianza di fronte alla gogna</em>. Due pesi e due misure, corrispondenti a CL e non-CL?</p>
<p style="color: #000044;">Più degli abusi stessi, a inquietare è proprio la compattezza nel silenzio. C’è un cordone sanitario mediatico intorno a Inzoli e CL? «Se questo cordone non c’è», scrivevamo su Twitter due settimane fa, «che lo si dimostri facendo inchiesta o almeno dando, seppure in ritardo, la notizia.» E invece niente.</p>
<p style="color: #000044;">Su Inzoli e sulla sentenza dell’ex-Sant’Uffizio, silenzio addirittura<em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">tombale</em> da parte degli enti e fondazioni che ha diretto per anni. Non abbiamo trovato nessun comunicato del Banco Alimentare, di cui «don Mercedes» è stato presidente dal 1997 al 2012, anno dell’istruttoria e della prima sentenza. Non un rigo, che fosse di chiarimento, di rammarico, di presa di distanze o di solidarietà umana… Zero. Ricordiamo che nel 2007, quando <a style="color: #074173;" href="http://www.lamappaperduta.com/don-gelmini.php">un’inchiesta per abusi su minori coinvolse <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">don Pierino Gelmini</strong></a>, Inzoli e tutto il Banco Alimentare solidarizzarono con lui:</p>
<blockquote style="font-style: italic; color: #00004d;">
<p>«Milano, 3 ago. 2007 – (Adnkronos) – Dopo la notizia dell’avvio di un’indagine, condotta dalla magistratura di Terni, che vede coinvolto don Pierino Gelmini fondatore della “Comunità Incontro”, il presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, monsignor Mauro Inzoli, manifesta la sua solidarietà e vicinanza al religioso. “A nome di tutta la Rete Banco Alimentare -dichiara Inzoli- ci sentiamo addolorati ma certi della vittoria del bene. Con immutata stima, vogliamo condividere questa prova fino alla fine, sicuri che nulla va perduto.”»</p>
</blockquote>
<p style="color: #000044;">Eppure, quando il suo stesso presidente è stato coinvolto in un’inchiesta per abusi su minori (ancorché condotta dalle autorità ecclesiastiche e non dallo Stato), il Banco Alimentare non si è dichiarato «addolorato», né «certo della vittoria del bene», né ha espresso «immutata stima». Davvero strano.<br />Stesso silenzio da parte della Compagnia delle Opere tutta, come se questo Inzoli nessuno lo avesse mai sentito nominare. E neppure una riga sulle riviste di area CL, come <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">Tempi</em>, diretta da <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Luigi Amicone</strong>(sed magis amicus…?) Una riflessione col cuore in mano, una dolorosa autocritica, un dibattito su com’è stata vissuta la vicenda nel mondo ciellino… Nulla di tutto questo. Una casa dai vetri oscurati, come quelli delle limousine.</p>
<p style="color: #000044;">Altro silenzio che solleva interrogativi è quello della magistratura: dopo che nel 2012 la stampa (cremasca e, allora, nazionale) diede la notizia della prima indagine interna e condanna da parte della Chiesa, non risulta che la Procura di Crema abbia indagato su quali abusi fossero stati compiuti, con quali complicità e su quali minori. Nelle ultime settimane, due esposti – uno <a style="color: #074173;" href="http://www.cremonaoggi.it/2014/06/30/bordo-sul-caso-inzoli-%E2%80%9Cvengano-restituite-verita-e-giustizia%E2%80%9D/">del parlamentare di SEL<strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Franco Bordo</strong></a> e l’altro <a style="color: #074173;" href="http://retelabuso.org/blog/30708">della rete L’Abuso</a> – dovrebbero avere smosso qualcosa su quel fronte. Tardivamente, perché – come si dimostrava all’inizio – era dal 2007 che su Inzoli giravano certe storie. In città diverse voci hanno <a style="color: #074173;" href="http://cremonademocratica.org/2014/07/02/riflessioni-sulle-vittime-di-don-inzoli-rifondazione/">parlato di un clima omertoso</a> intorno alla faccenda,<a style="color: #074173;" href="http://www.crema.laprovinciacr.it/news/crema/92823/Don-Inzoli--il-sindaco-.html">lo stesso sindaco</a> ha chiesto ulteriori indagini.</p>
<p style="color: #000044;">Ora, fermatevi un momento a pensare, mentre vi ripetiamo questo dato di fatto: di tutto ciò che abbiamo appena raccontato, i più importanti media nazionali non hanno scritto as-so-lu-ta-men-te nien-te.</p>
<p style="color: #000044;">Buona notte, e buona fortuna.</p>
<p style="color: #000044;"><strong>Wu Ming</strong></p>
<p style="color: #000044;">(articolo preso<a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=18209#more-18209"> dal blog Giap,</a> del collettivo di scrittori Wu Ming e ripubblicato in base alle regole del Creative Commons)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-silenzio-su-don-inzoli/">Il silenzio su  Don Inzoli</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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