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	<title>dogmi cattolici Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;infallibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 14:34:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;infallibilità del papa rientra nelle verità di fede, benché si tratti di una delle più recenti. Fu infatti fermamente voluta da Pio IX e proclamata, dopo aspre discussioni e fra molte opposizioni, solo nel 1870, dal Concilio Vaticano I, ma con ovvio valore retroattivo. Esso decretò: «Insegniamo e definiamo essere dogma divinamente rivelato che il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;infallibilità del papa rientra nelle verità di fede, benché si tratti di una delle più recenti. Fu infatti fermamente voluta da Pio IX e proclamata, dopo aspre discussioni e fra molte opposizioni, solo nel 1870, dal Concilio Vaticano I, ma con ovvio valore retroattivo. <span id="more-11043"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/leggerezza.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11044" title="leggerezza" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/leggerezza-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/leggerezza-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/leggerezza.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Esso decretò: «Insegniamo e definiamo essere dogma divinamente rivelato che il Romano pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando, adempiendo il suo ufficio di pastore e maestro di tutti i cristiani, definisce, in virtù della sua suprema autorità apostolica che una dottrina riguardante la fede o i costumi dev&#8217;essere ammessa da tutta la chiesa, gode, per quell&#8217;assistenza divina che gli è stata promessa nella persona del beato Pietro, di quella infallibilità, di cui il divino Redentore ha voluto fosse dotata la sua chiesa, allorché definisce la dottrina riguardante la fede o i costumi».</p>
<p><strong>L&#8217;elastico dell&#8217;infallibilità</strong><br />Il papa si ritiene dunque infallibile sia per quanto riguarda i dogmi, sia per quanto riguarda le norme morali anche se la formulazione è abbastanza elastica da permettere di far rientrare o uscire questa o quella affermazione dal novero di quelle infallibili restando ad esempio indeterminato quando il papa parli ex cathedra e quando no.<br />A rendere la formula ancor più elastica concorsero poi i successori di Pio IX, che in più occasioni liquidarono con fastidio le obiezioni sentenziando in modo perentorio, come Leone XIII: «Quello che si deve credere e quello che si deve operare, appartiene per diritto divino. alla Chiesa e al Sommo Pontefice. Per tali motivi il Pontefice deve poter giudicare con la sua autorità quali siano le cose contenute nella parola di Dio, quali dottrine sono ad esse conformi, e quali no. Allo stesso modo deve indicare ciò che è onesto o turpe; ciò che si deve fare e cosa fuggire per raggiungere la salvezza; altrimenti non sarebbe più il sicuro interprete della parola di Dio, né guida sicura all&#8217;uomo nell&#8217;agire» (Sapientiae Christianae, 1890). Ancora più arrogante e stizzito Pio X, per il quale «quando si ama il Papa, non si fanno discussioni intorno a quello che esso dispone od esige, o fin dove debba giungere l&#8217;obbedienza ed in quali cose si debba obbedire. non si limita il campo in cui Egli possa e debba esercitare la sua autorità; non si antepone all&#8217;autorità del Papa quella di altre persone per quanto dotte che dissentano dal Papa, le quali se sono dotte non sono sante, perché chi è santo non può dissentire dal Papa» (Discorso agli iscritti dell&#8217;unione cattolica,1912).<br />Ma, specie dopo il Concilio Vaticano II, l&#8217;elastico funzionò anche nel senso di limitare e ridurre i pronunciamenti sicuramente infallibili &#8211; specie nel tentativo di fronteggiare le smentite provenienti dalla storia, cioè i numerosi &#8220;errori&#8221; commessi dagli &#8220;infallibili&#8221;. I teologi cattolici in particolare, nota il teologo dissidente Hans Küng nel suo saggio su L&#8217;infallibilità, si sono industriati a «arginare la messa in questione dell&#8217;infallibilità con una ricetta in fondo abbastanza semplice: o l&#8217;errore non sussisteva affatto, oppure &#8211; quando alla fine non si era più in grado di contestare, reinterpretare, minimizzare e sfumare &#8211; non c&#8217;era stata una decisione infallibile».</p>
<p><strong>Anche la Chiesa è infallibile</strong><br />Va poi ricordato che se a far discutere è soprattutto l&#8217;infallibilità personale del papa, secondo la dottrina cattolica è infallibile anche la Chiesa nel suo insieme. Essa, come afferma il Catechismo romano del Concilio di Trento, «appunto perché governata dallo Spirito Santo non può errare nell&#8217;insegnamento della fede e dei costumi» (§ 115). E il Catechismo della Chiesa cattolica del 1992 ribadisce: «Cristo, che è la verità, ha voluto rendere la sua Chiesa partecipe della propria infallibilità» (§ 889). Oltre che nel Romano Pontefice «L&#8217;infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel Corpo episcopale, quando questo esercita il supremo Magistero col Successore di Pietro, soprattutto in un Concilio Ecumenico» (§ 891).</p>
<p><strong>Le smentite della storia</strong><br />Ma i papi e la Chiesa si sono poi dimostrati davvero infallibili? In realtà non sembra, dato che la Chiesa ha cambiato molte dottrine importanti. Qualche esempio, in materia di norme morali: ieri legittimava la schiavitù e oggi la condanna; fino a Pio XII affermava che la donna deve essere subordinata all&#8217;uomo e oggi almeno verbalmente ammette la parità (fuorché nell&#8217;accesso al sacerdozio); la libertà di coscienza, oggi difesa da Benedetto XVI, fu condannata in forma solenne come &#8220;delirio&#8221; da Gregorio XVI e Pio IX; uccidere in nome di Dio è ritenuto un grave peccato da Benedetto XVI mentre era un dovere, premiato con la remissione dei peccati, per Urbano II, Innocenzo III, Gregorio IX, Pio V e tanti altri papi. La Chiesa ha cambiato idea anche su questioni di fede: Pelagio fu condannato nel 391 per avere sostenuto che i bambini si salvano anche senza battesimo e il Concilio di Trento lanciò contro tale posizione l&#8217;anatema. Oggi una commissione approvata da Benedetto XVI afferma che si può sperare, con «solide basi teologiche», che vadano in Paradiso. Altri dogmi, come quelli sulla verginità e l&#8217;immacolata concezione, sono contestati da preti e laici cattolici. E la Chiesa tace su questo dissenso ma scomunica per gli stessi motivi teologi più famosi (come Tissa Balasurya).<br />Per non dire di papa Onorio che professò la dottrina monofisita (secondo cui in Cristo v&#8217;è una sola natura e non due) poi condannata dal III Concilio ecumenico di Costantinopoli del 680-81, che lo dichiarò eretico. O &#8220;l&#8217;infallibile&#8221; Adriano VI che nel 1523 dichiarò che il papa può «errare, persino in materia di fede» e che «molti pontefici romani .erano eretici». E potremmo continuare. </p>
<p><strong>Walter Peruzzi &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=44777">Cronache Laiche</a></strong></p>
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		<title>Dogmi mariani: una doppia verità</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 19:52:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>I dogmi mariani. </strong>La centralit&agrave; della Madonna, non solo nella devozione ma nella stessa dottrina cattolica, &egrave; certificata da ben tre dogmi, i cosiddetti &ldquo;dogmi mariani&rdquo;: la verginit&agrave;, l&rsquo;immacolata concezione e l&rsquo;assunzione in cielo di Maria.</p>
<p>	Col primo, gi&agrave; presente nel Credo niceno e ribadito dal Concilio Lateranense del 649, si afferma che Maria fu vergine sia prima, sia dopo il parto di Ges&ugrave;, concepito <em>senza seme, per opera dello Spirito Santo</em>. Il secondo, del 1854, stabilisce che la Vergine Maria <em>&egrave; stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale</em>. Il terzo, proclamato appena sessant&rsquo;anni fa, ossia nel 1950, da Pio XII, afferma che <em>l&rsquo;immacolata Vergine&hellip;finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima</em>.</p>
<p>	<strong>Vergine o madre? </strong>Questi dogmi, insieme a quello della infallibilit&agrave; papale, sono fra i pi&ugrave; contestati. Secondo la teologa Uta Heinemann, che abbandon&ograve; alcuni anni or sono la religione cattolica, Maria &laquo;<em>era una donna sposata e partor&igrave; un figlio. Se leggiamo senza pregiudizi i racconti del Nuovo testamento, ella ebbe persino molti figli e figlie</em>&raquo;. Ma poich&eacute; ci&ograve; contrastava con l&rsquo;idea verginale della madre di Dio, continua la Heinemann, le si riconobbe un figlio solo, Ges&ugrave;, considerando gli altri dapprima figli di Giuseppe nati da un precedente matrimonio, poi (per presentare anche Giuseppe come &ldquo;celibe&rdquo; e &ldquo;vergine&rdquo;) &ldquo;cugini e cugine&rdquo; di Ges&ugrave; (da <em>Eunuchi per il regno dei cieli</em>, Rizzoli 1990).</p>
<p>	Anche uno scrittore tuttora cattolico come Jacques Duquesne espose idee analoghe in un&rsquo;intervista a <em>L&rsquo;Express</em>, comparsa in lingua italiana sulla rivista <em>Adista</em>, (n. 66, 2004), con il titolo <em>Oltre la madonna, Maria. Jacques Duquesne smonta i dogmi mariani. </em>Lo studioso ha affermato che nell&rsquo;antichit&agrave; &laquo;<em>si pensava che il corpo della femmina serviva da ricettore al seme del maschio, e null&rsquo;altro</em>&raquo;. Oggi invece si &egrave; scoperto il &laquo;<em>genoma umano, composto di cromosomi X per la donna e Y per l&rsquo;uomo, prova che il padre e la madre giocano un ruolo in parti uguali. Se Ges&ugrave; &egrave; vero uomo, come dice il Credo, allora deve possedere i due cromosomi. Perch&eacute;, se c&rsquo;&egrave; solo il cromosoma X, si tratta di un processo di partenogenesi, che non esiste tra gli uomini</em>&raquo;. Ne conclude che per essere vero uomo Cristo deve essere vero figlio di Giuseppe, a meno di non pensarlo vero figlio in senso fisico dello Spirito santo o di Dio Padre, il che metterebbe in crisi altre parti essenziali della dottrina cattolica.</p>
<p>	L<strong>a critica degli altri due dogmi. </strong>Duquesne contesta per&ograve; anche gli altri due dogmi, in quanto mancano di logica e &laquo;<em>non hanno la loro fonte nelle Scritture</em>&raquo; (motivo per cui protestanti e ortodossi non li accettano). A proposito del dogma dell&rsquo;Immacolata concezione, anche don Franco Barbero (ridotto allo stato laicale per le sue aperture ai gay) scrive: &laquo;<em>Dal silenzio totale della Scrittura e della pi&ugrave; antica tradizione si &egrave; arrivati, solo nel 1854, alla definizione dogmatica passando attraverso controversie, polemiche, devozioni, fantasie. Siamo di fronte ad una dottrina ecclesiastica che, ovviamente, non appartiene al nucleo della fede cristiana, non avendo alcun solido fondamento nella Scrittura</em>&raquo; (da <em>Sul dogma dell&rsquo;Immacolata concezione, </em>&ldquo;Viottoli&rdquo;, 8 dicembre 2002). Lo stesso afferma anche per quanto riguarda l&rsquo;Assunzione al cielo, rifacendosi<strong> </strong>al teologo Tissa Balasuriya.</p>
<p>	<strong>Una doppia verit&agrave;? </strong>Sennonch&eacute; nel 1997&nbsp; Balasuriya fu scomunicato proprio perch&eacute; si era rifiutato di correggere le sue posizioni sui dogmi mariani e di firmare un &ldquo;credo&rdquo; scritto su misura per lui dalla Congregazione per la fede presieduta da Ratzinger. Nel 1998, poi, la scomunica fu revocata: Balasuriya accett&ograve; di firmare, come si era detto disposto a fare fin da principio, il &ldquo;Credo&rdquo; di Paolo VI del 1968 nel quale si legge: &laquo;<em>Noi crediamo che Maria &egrave; la Madre, rimasta sempre Vergine [&hellip;] e che in considerazione dei meriti di suo Figlio, &egrave; stata redenta in modo pi&ugrave; eminente, preservata da ogni macchia del peccato originale. La Vergine Santissima, l&rsquo;Immacolata, al termine della sua vita terrena &egrave; stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste</em>&rdquo;.</p>
<p>	Questi dogmi, gi&agrave; seccamente ribaditi dal Concilio Vaticano II nella Costituzione <em>Lumen gentium</em>, sono riproposti tal quali nell&rsquo;attuale <em>Compendio</em> del catechismo cattolico compilato da Ratzinger nel 2005.</p>
<p>	In conclusione, ci troviamo di fronte a una sorta di doppia verit&agrave;. Alcuni sacerdoti e teologi cattolici non solo pensano, ma insegnano ai&nbsp; fedeli che Maria &laquo;<em>ha gustato il piacere della sessualit&agrave;</em>&raquo; e &laquo;<em>faceva l&rsquo;amore con il suo sposo</em>&raquo; (Barbero). Gli stessi fedeli, tuttavia, apprendono dalla liturgia, dal&nbsp; catechismo e dal <em>Credo</em> di Paolo VI (sintesi di ci&ograve; cui si deve credere per non essere scomunicati) che Maria &egrave; stata sempre vergine, senza peccato originale e assunta in cielo.</p>
<p>	Del resto i &ldquo;dogmi&rdquo;, infallibilmente proclamati da papi e concili, non sono proprio le &ldquo;verit&agrave; di fede&rdquo; che i cattolici devono credere per potersi dire tali? O vale, gesuiticamente, una &ldquo;doppia verit&agrave;&rdquo;, l&rsquo;una riservata ai teologi e agli intellettuali, l&rsquo;altra per le masse superstiziose e devote, che si trascinano ginocchioni fino a Lourdes?</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/02/dogmi-mariani-una-doppia-verita/" target="_blank"><strong><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><span style="color: #006699"><em>Walter Peruzzi</em></span>&nbsp;&#8211; Cronache Laiche</span></span></strong></a></p>
<p></p>
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		<title>Il limbo non c&#8217;è più!</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 18:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un esempio, non certo l’unico, di quanto la Chiesa sia ben poco “infallibile” e anzi molto disinvolta nel cambiare “verità” quando ciò le  torni utile, è la “abolizione” del Limbo, decretata il 22 aprile 2007 dalla Commissione teologica internazionale, con l’approvazione di Benedetto XVI. Alle origini della decisione è la necessità di rispondere a un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-limbo-non-ce-piu/">Il limbo non c&#8217;è più!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Un esempio, non certo l’unico, di quanto la Chiesa sia ben poco “infallibile” e anzi molto disinvolta nel cambiare “verità” quando ciò le  torni utile, è la “abolizione” del Limbo, decretata il 22 aprile 2007 dalla Commissione teologica internazionale, con l’approvazione di Benedetto XVI. <span id="more-9561"></span>Alle origini della decisione è la necessità di rispondere a un problema pastorale che secondo la Chiesa è oggi diventato “urgente”: l’alto numero di bambini, feti ed embrioni, che muoiono senza battesimo, o perché figli di genitori non credenti, o a causa dell’aborto.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><strong>Senza battesimo non c’è salvezza</strong> Per il <em>Catechismo romano</em> del Concilio di Trento (1566), «<em>il Battesimo è necessario a tutti, senza eccezione. Lo ha dichiarato Gesù stesso: “Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”</em> (Gv 3,5)».</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Questa dottrina era stata professata dalla Chiesa per secoli. Secondo Agostino «<em>i bambini che muoiono senza il battesimo si troveranno nella condanna, benché mitissima</em>» (a paragone degli altri dannati). Nel 418 papa Zosimo decretò: «<em>se qualcuno afferma… che nel regno dei cieli ci sarà qualche luogo posto nel mezzo o un luogo altrove, dove vivono come beati gli infanti che trapassarono da questa vita senza battesimo […] sia anatema; chi manca della parte destra, senza dubbio finirà in quella sinistra</em>». L’affermazione di Pelagio, secondo cui anche i bambini morti senza battesimo possono salvarsi fu condannata come eretica nel V secolo e fu una delle eresie che portò Wycliff al rogo nel secolo XIV.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">La convinzione che senza battesimo non c’è salvezza fu ribadita da vari papi (Gregorio I, Innocenzo III, Eugenio IV, Pio XII) e non fu senza conseguenze pratiche. È uno dei motivi per cui la Chiesa condannò con particolare violenza l’aborto che, non permettendo il battesimo del feto, «<em>esclude dalla beata visione di Dio un’anima creata a sua immagine</em>» (Sisto V, <em>Effraenatam,</em> 1588). Tale posizione costò la vita a molte donne, poiché la Chiesa ordinava di far nascere il bambino ad ogni costo, anche se sarebbe morto subito e il parto avrebbe causato la morte della madre: l’importante era tenerlo in vita il tempo sufficiente per battezzarlo. Fra la vita spirituale del feto e quella materiale della madre, avvertiva Alfonso de’ Liguori, bisogna scegliere la prima.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><strong>Entra in scena il Limbo </strong>Durante il Medioevo però si cominciò ad affermare l’idea di un luogo intermedio, il Limbo, distinto fra “limbo dei fanciulli”, dove starebbero in eterno i bimbi morti senza battesimo, e “limbo dei patriarchi”, dove stavano i santi patriarchi morti prima di Cristo, finché non furono liberati da lui e portati in Paradiso. Nel 1794 Pio VI ribadì l’esistenza del “limbo dei fanciulli”, ancora come parte dell’Inferno. Nel 1912, finalmente, il <em>Catechismo della dottrina cristiana </em>di Pio X, lo riconobbe come luogo a sé stante, distinto sia dal Paradiso sia dall’Inferno. Per Pio X i bambini morti senza battesimo «<em>vanno al Limbo, dove non è né premio soprannaturale né pena; perché, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l’inferno o il purgatorio</em>».</p>
<p>Cambia così la dottrina, e si rifiuta la formula dicotomica imposta da Zosimo sotto pena di anatema, secondo cui «<em>chi manca della parte destra, senza dubbio finirà in quella sinistra»</em>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><strong>Il Limbo esce di scena </strong>Qualche teologo sottile ha sostenuto tuttavia che non c’è contraddizione con la dottrina tradizionale, poiché anche nel Limbo manca la visione beatifica e ciò corrisponderebbe alla condanna “mitissima” di cui parlava Agostino. Ma anche questa ipotetica continuità viene meno col <em>Catechismo della Chiesa cattolica</em> del 1992, approvato da Giovanni Paolo II. Qui si afferma, in conformità alla tradizione, che «<em>i bambini hanno bisogno della nuova nascita nel Battesimo</em>». Però si aggiunge, contraddittoriamente: «<em>la grande misericordia di Dio che vuole salvi tutti gli uomini e la tenerezza di Gesù verso i bambini […] ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo</em>».</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Infine, il 22 aprile 2007, un documento della Commissione teologica internazionale, approvato da Benedetto XVI, declassa il Limbo ad “ipotesi teologica” che «<em>non possedeva la certezza di un’affermazione di fede</em>», attribuendo «<em>serie basi teologiche e liturgiche alla speranza che i bambini morti senza battesimo siano salvi e</em> <em>godano della visione beatifica</em>».</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><strong>Un dubbio ci assale </strong>In conclusione, dobbiamo credere che i bambini morti senza battesimo  vadano all’Inferno, secondo quanto insegnato nel <em>Catechismo romano </em>di Pio V, o che vadano al Limbo, ma siano comunque privati della visione beatifica, come insegna il <em>Catechismo </em>di Pio X? O magari che entrambe  queste affermazioni sono sbagliate, e che quindi  tutta la cattolicità fino ad oggi è caduta in errore? E, in questo caso, chi ci garantisce che domani non ci sarà data a credere per vera un’altra versione ancora?</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Inoltre, se non è più vero, o quantomeno certo, quanto papi e concili hanno imposto a milioni di fedeli, colpendo con l’anatema e il rogo chi pensava il contrario, possiamo davvero  ritenere la Chiesa “colonna e sostegno della verità”, e maestra infallibile, secondo quanto recita il catechismo attualmente in uso?</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Nel frattempo sono morte, sembra per niente, le donne cui sono stati fatti partorire bambini moribondi, solo per amministrare loro il battesimo, secondo l’ordine tassativo di Santa Madre Chiesa.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/01/limbo-comparsa-e-scomparsa-di-una-verita-di-fede/" target="_blank"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><strong><span style="color: #006699;"><em>Walter Peruzzi &#8211; Cronache Laiche</em></span></strong></span></span></a></p>
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		<title>L&#8217;ennesima sconfitta dei creazionisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 10:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Premesso che non ho l&#8217;assurda pretesa che coloro che stanno tentando di piegare la scienza ai loro dogmi religiosi di fronte all&#8217;ennesima sconfitta, mollino la presa e accettino di buon grado le evidenze di fronte ai loro occhi, mi limito&#160;a riportare le ultime notizie in termini di evoluzione. Come gi&#224; riportato nel bel libro, recensito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Premesso che non ho l&#8217;assurda pretesa che coloro che stanno tentando di piegare la scienza ai loro dogmi religiosi di fronte all&#8217;ennesima sconfitta, mollino la presa e accettino di buon grado le evidenze di fronte ai loro occhi, mi limito&nbsp;a riportare le ultime notizie in termini di evoluzione.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Come gi&agrave; riportato nel bel libro, recensito anche in questo blog &quot;I falsi miti dell&#8217;evoluzione&quot;, una delle &quot;argomentazioni&quot; dei creazionisti (mascherati o meno dietro la foglia di fico dell&#8217;Intelligent Design) &egrave; quella di sostenere il &quot;finalismo&quot; dell&#8217;evoluzione. Una delle loro prove inconfutabili (inconfutabili per loro si intende)&nbsp;consisterebbe nel fatto che&nbsp;l&#8217;evoluzione permette solo il passaggio da organismi semplici a organismi pi&ugrave; complessi, mai il contrario.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Purtroppo per loro&nbsp;questo &egrave; stato definitivamente smentito. Come scrive Cristopher Hitchens nel <a target="_blank" href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=IV2Z1">Corriere della Sera del 1 Agosto 2008</a>, &egrave; stato oramai appurato che le salamandre che vivono al buio&nbsp;nelle profondit&agrave; delle caverne, presentano dei &quot;residui&quot; semplici&nbsp;dell&#8217;originario organo complesso &quot;occhio&quot;.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo &egrave;&nbsp;dovuto senz&#8217;altro al processo evolutivo, che in assenza di luce ha &quot;eliminato&quot; gradualmente&nbsp;un organo inutile (per quanto meravigliosamente complesso).</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Hitchens in verit&agrave; si lascia poi prendere la mano, preso dall&#8217;entusiasmo,&nbsp;in mere speculazioni (a)teologiche, che gli possiamo senz&#8217;altro perdonare. Quello che conta &egrave; che ancora una volta si dimostra che l&#8217;evoluzione biologica &egrave; scienza, mentre il creazionismo e l&#8217;I.D. no.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Da segnalare la buffa risposta, <a target="_blank" href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=IW88M">sulle pagine dell&#8217;Avvenire</a> (e dove senn&ograve;?)&nbsp;del teologo dell&#8217;Universit&agrave; Lateranense Giuseppe Lorizio. Evidentemente il colpo subito&nbsp;deve aver fatto&nbsp;molto male al teologo, che arriva a dire che &quot;Dio ha creato il cielo e la terra, non le salamandre&quot;. Il teologo, evidentemente immemore che nei libri a cui dovrebbe fermamente credere c&#8217;&egrave; scritto a chiare lettere che il suo Dio ha creato anche gli animali che popolano la terra, potrebbe essere senz&#8217;altro accusato finanche di eresia dalla sua stessa Chiesa.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Le notizie e gli articoli riportati sono presi dal sito di <a target="_blank" href="http://www.pikaia.eu/homepage.htm">PIKAIA, il portale dell&#8217;evoluzione</a>, che ringrazio per l&#8217;ottimo lavoro svolto.</font></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Alessandro Chiometti</font></strong></p>
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		<title>21 grammi, il peso dell’ignoranza (parte II)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/21-grammi-il-peso-dell%e2%80%99ignoranza-parte-ii/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 16:42:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[21 grammi]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[dogmi cattolici]]></category>
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		<category><![CDATA[peso anima]]></category>
		<category><![CDATA[pseudoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di pesata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi era capitato di scrivere tempo fa, in una sorta di recensione del bellissimo film di Inarritu, di come in realt&#224; fosse una &#8220;leggenda urbana&#8221; il fatto che &#8220;fosse stato provato&#8221; (come qualcuno asseriva e continua ad asserire) che gli uomini perdano 21 grammi al momento della morte. 21 grammi che rappresenterebbero il peso dell&#8217;anima [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/21-grammi-il-peso-dell%e2%80%99ignoranza-parte-ii/">21 grammi, il peso dell’ignoranza (parte II)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font style="FONT-SIZE: 11pt" face="Tahoma" size="2"><strong></strong></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Mi era capitato di scrivere tempo fa, in una sorta di recensione del bellissimo film di Inarritu, di come in realt&agrave; fosse una &ldquo;leggenda urbana&rdquo; il fatto che &ldquo;fosse stato provato&rdquo; (come qualcuno asseriva e continua ad asserire) che gli uomini perdano 21 grammi al momento della morte. <br />
21 grammi che rappresenterebbero il peso dell&#8217;anima che abbandona il corpo.<br />
&nbsp;</font><a href="http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=22&amp;Itemid=114"><font face="Tahoma" size="2">http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=22&amp;Itemid=114</font></a><font face="Tahoma" size="2"> <br />
Quivi affermavo che nessuno aveva mai pubblicato studi che consistevano nell&rsquo;immobilizzare persone in fin di vita al piatto di una bilancia ultraprecisa di grande portata.<br />
Tuttavia debbo ricredermi, in rete si trovano le tracce di uno studio in tal senso. <br />
Quello che &egrave; importante, ed &egrave; bene precisarlo fin da adesso, &egrave; che tale studio non smentisce assolutamente le mie affermazioni contenute nel primo articolo, anzi le conferma e copre ancor pi&ugrave; di ridicolo l&#8217;affermazione &ldquo;&egrave; stato accertato che l&rsquo;anima pesa 21 grammi&rdquo;.<br />
Lo studio in questione risale al 1907, &egrave; stato fatto da un certo Dr. Duncan McDougall ed &egrave; stato pubblicato dalla rivista American Medicine sempre nel 1907. <br />
Il Dr. McDougall avrebbe (condizionale d&rsquo;obbligo) sperimentato la sua tesi con sei pazienti in fin di vita da lui scelti in base ad una malattia che li tenesse abbastanza tranquilli nel momento del trapasso, questi pazienti sono stati da lui posizionati su un letto collegato ad un sistema di misurazione del peso con scala ad once (sistema di misurazione del peso da lui stesso inventato e costruito).<br />
Ora di questi sei poveri cristi trapassati mentre il Dr. McDougall misurava il loro peso, stando a quanto ci dice lo stesso autore dello &ldquo;studio scientifico&rdquo;, ben cinque:<br />
&#8211; o non hanno manifestato perdita di peso,<br />
&#8211; o hanno manifestato una perdita di peso &ldquo;a tappe&rdquo; (a volte addirittura seguita da un recupero del peso perso),<br />
&#8211; o l&#8217;autore dello &ldquo;studio scientifico&rdquo; non aveva fatto in tempo a misurare il peso prima del trapasso.<br />
Uno (leggasi 1) soltanto ha manifestato una perdita di peso, non reversibile, al momento della morte di &frac34; di oncia (pi&ugrave; o meno, e sottolineo il pi&ugrave; o meno, i famosi 21 grammi). <br />
L&rsquo;esimio Dr. McDougall stabil&igrave; che quello fosse il peso dell&rsquo;anima umana. Sua controprova il fatto che soppesando il trapasso di ben quindici cani (che notoriamente secondo i dogmi cattolici non hanno anima) non riscontr&ograve; perdita di peso alcuna. <br />
Fonti: </font><a href="http://www.abc.net.au/science/k2/moments/s1105956.htm"><font face="Tahoma" size="2">http://www.abc.net.au/science/k2/moments/s1105956.htm</font></a><br />
<a href="http://www.snopes.com/religion/soulweight.asp"><font face="Tahoma" size="2">http://www.snopes.com/religion/soulweight.asp</font></a><br />
<a href="http://rationallyspeaking.blogspot.com/2007/03/does-soul-weigh-21-grams.html"><font face="Tahoma" size="2">http://rationallyspeaking.blogspot.com/2007/03/does-soul-weigh-21-grams.html</font></a></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Se approfondite le fonti citate potete vedere che c&rsquo;&egrave; qualcuno che ha anche proposto spiegazioni alternative alla presunta perdita di peso al momento dalla morte (riscaldamento del sangue,&nbsp; cessazione della sudorazione, perdita di aria) ma sinceramente, io non credo che ci sia affatto bisogno di perdere tempo a trovare spiegazioni alternative ad un fenomeno che di fatto non esiste.<br />
Come dicevo nel mio primo articolo uno studio corretto fatto per poter affermare che l&#8217;uomo perde 21 grammi nel momento della morte dovrebbe:</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">1) avere soppesato un numero statisticamente valido di persone (diciamo almeno un centinaio);<br />
2) essersi assicurati che i trapassati in questione siano rimasti perfettamente immobili nel momento del trapasso (e come farlo? Li paralizziamo chimicamente? Li paralizziamo meccanicamente spezzandogli la colonna vertebrale?);<br />
3) aver completamente isolato la stanza e assicurato che ci siano temperatura ed umidit&agrave; costanti;<br />
4) avere a disposizione una bilancia analitica capace di pesare 100 Kg con un errore minore dello 0,02% (errore comunemente raggiunto da bilance di laboratorio con portata massima di 0,1 Kg).</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&Egrave; abbastanza facile notare che i punti 2,3 e 4 difficilmente potevano essere rispettati nel 1907 (il 2 &egrave; tutt&#8217;ora difficile da rispettare se non si vuol essere crudeli con i pazienti!).<br />
Ma ammettiamo, per assurdo, che, per una fortuita coincidenza, questi fossero stati rispettati&#8230; ci&ograve; che lo studio di McDougall ci dice &egrave; che l&#8217;uomo NON perde 21 grammi al momento della morte.<br />
Infatti ben cinque dei suoi sei pazienti NON hanno perso 21 grammi di peso!<br />
Il Dr. McDougall estrapola la sua conclusione dall&#8217;unica prova che gli &egrave; risultata positiva, quindi non solo contro il buon senso statistico che vorrebbe almeno un centinaio di casi positivi, ma anche contro il suo stesso studio che gli dice che la grande maggioranza dei suoi pazienti NON ha perso 21 grammi al momento della morte.<br />
Questi sono i fatti, chiunque pu&ograve; trarre le proprie conclusioni.<br />
Quello che lascia sgomenti &egrave; poi la controprova effettuata con quindici poveri cani. Di questi certamente ben pochi erano &ldquo;in fin di vita&rdquo; e per di pi&ugrave; con una malattia &ldquo;che li lasciasse tranquilli al momento del trapasso&rdquo;&#8230; &egrave; ovvio che McDougall ha avvelenato questi cani per provare le sue strampalate teorie (quando si dice sperimentazione crudele sugli animali!) e soprattutto per confermare il dogma che gli animali sono privi di anima!<br />
Ma i cattolici animalisti che ne pensano di questo studio?<br />
E immagino gi&agrave; l&#8217;obiezione di qualche cattolico (non certo animalista) che vorr&agrave; obiettare: allora come mai quindici cani non hanno perso peso e un uomo su sei si?<br />
Come detto ci sono gi&agrave; proposte di spiegazioni nelle fonti citate (i cani non hanno la sudorazione come gli uomini ad esempio), ma a mio avviso non si deve perdere tempo con queste assurdit&agrave;.<br />
Non siamo in presenza di uno studio scientifico, siamo in presenza di una scempiaggine, ovvero un esperimento non replicato, non verificato, non esaminato con occhio critico.<br />
Chi pu&ograve; dire che sia vero ci&ograve; che ha asserito il Dr. McDougall? Spero che a qualcuno non venga voglia di uccidere un centinaio di cani per dimostrare i suoi pseudo studi!!! <br />
Semplicemente di ci&ograve; che ha fatto McDougall non vale neanche la pena di parlarne; tutto sommato per i sostenitori del fatto che l&#8217;anima pesa 21 grammi sarebbe stato meglio che la cosa fosse rimasta al rango di leggenda urbana.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font face="Tahoma"><strong><font size="2">Alessandro Chiometti</p>
<p></font></strong></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/21-grammi-il-peso-dell%e2%80%99ignoranza-parte-ii/">21 grammi, il peso dell’ignoranza (parte II)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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