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	<title>dj fabo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>FINE VITA: IL CASO DEL DJ FABO</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/fine-vita-il-caso-del-dj-fabo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 11:02:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[contributi esterni]]></category>
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		<category><![CDATA[vincenzo musacchio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[Riceviamo e volentieri pubblichiamo.] Ancora una volta la giustizia svolge una funzione sostitutiva per i cittadini che attendono risposte dalla politica. Si è delegata alla Consulta una decisione che colma un vuoto normativo che andava riempito dal Parlamento. Ciò non è accaduto semplicemente perché per i nostri politici esprimersi su tali temi fa correre il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/fine-vita-il-caso-del-dj-fabo.html/estinzione-2" rel="attachment wp-att-16354"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16354" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/10/estinzione.jpg" alt="" width="4608" height="3072" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/10/estinzione.jpg 4608w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/10/estinzione-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/10/estinzione-768x512.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/10/estinzione-1024x683.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/10/estinzione-240x160.jpg 240w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p><em>[Riceviamo e volentieri pubblichiamo.]</em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ancora una volta la giustizia svolge una funzione sostitutiva per i cittadini che attendono risposte dalla politica. Si è delegata alla Consulta una decisione che colma un vuoto normativo che andava riempito dal Parlamento. Ciò non è accaduto semplicemente perché per i nostri politici esprimersi su tali temi fa correre il rischio di perdere il consenso. Allora come il solito si decide di non decidere. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Personalmente concordo con il giudizio della Corte Costituzionale la quale ha stabilito testualmente che non è punibile chi “agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. La non punibilità, si legge nel provvedimento, è subordinata “al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua (articoli 1 e 2 della legge 219/2017) e alla verifica sia delle condizioni richieste sia delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente”. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A me, che non sono un costituzionalista, sia chiaro, sembra che la sentenza della Consulta non riconosca affatto un diritto al suicidio ma più semplicemente si occupa delle conseguenze penali di chi aiuta un’altra persona a morire nel caso in cui questa versi in determinate condizioni. La sentenza, di fatto, produce due conseguenze importanti. La prima è che, chi si trova in una condizione simile a quella del dj Fabo non dovrà più andare all&#8217;estero per morire. La seconda è che chi lo aiuterà non rischierà più di essere incriminato per la sua condotta. Ora tocca davvero al Parlamento intervenire sulla materia altrimenti dovrà interporsi la Corte e stabilire, caso per caso, se le condizioni e le modalità stabilite dai giudici costituzionali ricorrano oppure no. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Adesso il Parlamento legiferi secondo le indicazioni della Corte Costituzionale e lo faccia al più presto. L’Italia come gli altri Paesi ha il diritto di avere la possibilità di arrivare a una legge per la libertà di decidere fino alla fine. Così come non ho dubbi che esista un diritto alla vita, perno di tutti i diritti della persona umana, dico che vi è un diritto alla dignità della propria esistenza. Esiste un diritto all&#8217;autodeterminazione per cui scelgo le mie cure e, in specifiche circostanze tassativamente determinate dalla legge, posso scegliere di essere avviato alla morte e chiedere l&#8217;ausilio di personale qualificato. Non dimentichiamoci che tra il diritto alla vita e alla salute sancito dalla Costituzione e il diritto, anch’esso costituzionale, per il paziente di rifiutare le cure regna l’art. 32 il quale sancisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ci si dovrebbe soffermare sull’inviolabilità della volontà del soggetto e sull’illiceità di impedire il rifiuto, da parte del malato, dei trattamenti sanitari. Il problema, su quest’aspetto, è dunque la definizione corretta di quale modalità di “trattamento sanitario” che un soggetto, in base ai diritti sanciti dalla Costituzione, può rifiutare. Su tale punto, senza inficiare le tesi di chi la pensi diversamente, ritengo che la volontà di autodeterminazione del singolo individuo non debba essere subordinata a dettati derivanti da credenze religiose o non fondate razionalmente e scientificamente.</span><b><span style="font-size: medium;"></p>
<p>VINCENZO MUSACCHIO </span></b><br />
Giurista e docente di diritto penale<br />
presso l&#8217;Alta Scuola di Formazione della Presidenza del Consiglio in Roma (2011-2012)<br />
Presidente dell&#8217; Osservatorio Antimafia del Molise<br />
Direttore Scientifico della Scuola di Legalità &#8211; don Peppe Diana &#8211; di  Roma e del Molise</p>
<p><em>Foto di Alessandro Chiometti</em></p>
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		<title>Il Caso Cappato alla Corte Costituzionale</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/caso-cappato-alla-corte-costituzionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 15:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[dj fabo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/caso-cappato-alla-corte-costituzionale.html/101bis" rel="attachment wp-att-14665"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-14665" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-1024x655.jpg" alt="" width="390" height="249" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-1024x655.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-300x192.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-768x491.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-250x160.jpg 250w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis.jpg 1444w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /></a></p>
<p>Né assoluzione né condanna per Marco Cappato, accusato di avere aiutato Dj Fabo a morire in Svizzera con il “suicidio assistito”. La Corte d’Assise di Milano ha infatti deciso di trasmettere gli atti alla Consulta affinché valuti la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio nel processo all’esponente dei Radicali e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, imputato per la morte di Fabiano Antoniani, 40 anni, noto come Dj Fabo, in una clinica svizzera col suicidio assistito il 27 febbraio 2017. I pm chiedevano l’assoluzione; in subordine avevano proposto l’eccezione di illegittimità costituzionale.</p>
<p>Il processo a Cappato davanti alla Corte presieduta da Ilio Mannucci Pacini (a latere Ilaria Simi De Burgis e sei giudici popolari) era iniziato lo scorso 8 novembre. Ed è scaturito prima dall’autodenuncia dello stesso Cappato ai carabinieri di Milano il 28 febbraio 2017, il giorno dopo la morte nella clinica Dignitas di Antoniani, e poi dalla decisione del gip Luigi Gargiulo, che respinse la richiesta di archiviazione della Procura e ordinò l’imputazione coatta per l’esponente radicale spiegando che l’imputato non solo aiutò Fabo a suicidarsi, ma lo avrebbe anche spinto a ricorrere al suicidio assistito, «rafforzando» il suo proposito.</p>
<p>Nel corso del dibattimento ci sono stati molti momenti toccanti, dolorosi e angoscianti come la proiezione in aula dell’intervista che Fabo rilasciò a <span class="corsivo">Le Iene </span>un paio di settimane prima di andare, accompagnato in auto da Cappato, nella struttura vicino a Zurigo. «Andrò via col sorriso perché vivo nel dolore», diceva, prima di essere colpito da una delle tante crisi respiratorie, Antoniani, cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale nel 2014. Davanti a quelle immagini anche il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, come tanti in aula, si era commossa.</p>
<p>«Sono assolutamente convinto della mia scelta &#8211; diceva ancora Fabo &#8211; la mia vita è insopportabile, è una sofferenza immane». Poi la testimonianza della madre, Carmen Corallo, che prima che Fabo schiacciasse con la bocca il pulsante ebbe la forza di dirgli: «Vai Fabiano, la mamma vuole che tu vada». La fidanzata, Valeria Imbrogno, poi, ha raccontato che per Fabiano ciò che era più insopportabile era la cecità e fece anche lo «sciopero della fame e della parola» coi suoi cari per non essere fermato.</p>
<p>I pm Siciliano e Sara Arduini avevano chiesto l’assoluzione mettendo in luce che Cappato aiutò Fabo «a esercitare un suo diritto, non il diritto al suicidio ma il diritto alla dignità» nel morire. In subordine, avevano chiesto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale per la valutazione della legittimità del reato di aiuto al suicidio, previsto dall’articolo 580 del codice penale. Sulla stessa linea erano anche le richieste dei difensori di Cappato.</p>
<p>L’associazione Luca Coscioni ha definito la trasmissione alla Consulta «un’occasione senza precedenti per superare un reato introdotto nell’epoca fascista» e consentire alle «persone capaci di intendere, affette da patologie irreversibili con sofferenze, di ottenere legalmente l’assistenza per morire senza soffrire anche in Italia, senza bisogno di dover andare in Svizzera». L’associazione già ieri, in un documento, elencando gli esiti possibili del processo di Milano, sottolineava come proprio il rinvio alla Corte Costituzionale potesse fare chiarezza su un reato, di cui lo stesso Cappato era accusato, ritenuto ormai superato.</p>
<p>La pronuncia della Corte Costituzionale, oltre a incidere sul processo a Cappato, potrebbe indicare una strada in una materia, quella del “fine vita”, che pone molti interrogativi etici e giuridici e solo con la recente legge sul testamento biologico ha trovato una prima risposta da parte della politica.</p>
<p>«Spero che la Corte costituzionale ravvisi la possibilità in una certa situazione in cui si trova una persona come nel caso di dj Fabo di concludere la propria vita. Quasi come un diritto. Spesso è stato detto che non abbiamo diritto a morire. Ma io credo che lo abbiamo. Siamo esseri viventi. E abbiamo il diritto a vivere il morire. Quando la sofferenza diventa così incontrollabile nel vivere bisogna pensare coscientemente a dare una via d’uscita. E anche la scelta di Dj Fabo di non voler far soffrire la madre aspettando la sua morte credo che sia una cosa molto importante», ha detto Mina Welby ai microfoni di Fuorigioco, su Rai Radio1. «Cosa direi alla compagna di Dj Fabo? Direi che avrei agito come lei. E’ stato difficile per me come per lei. Mio marito aveva ancora delle capacita di fare, di dire, di esprimersi. Dj Fabo non aveva nemmeno gli occhi. Fabiano era assolutamente interdetto».</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/2018/02/14/italia/cronache/morte-dj-fabo-atti-rinviati-alla-consulta-niente-assoluzione-per-marco-cappato-haoI3wYJjoHOaLLSVxifhM/pagina.html">da sito lastampa.it  </a></p>
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		<title>Gli spietati</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/gli-spietati-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 19:33:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[adinolfi]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[dj fabo]]></category>
		<category><![CDATA[euansia]]></category>
		<category><![CDATA[integralismo cattolico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Fabo è morto. Anche lui è dovuto andare via dal nostro paese a causa di una politica imbelle che non riesce a dare una legge di civiltà firmata da oltre centomila italiani e gradita alla larga maggioranza degli italiani. La politica non ci riesce per i soliti motivi che non stiamo qui a elencare, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/gli-spietati-2.html/scotland-273-3" rel="attachment wp-att-14061"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-14061" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/02/SCOTLAND-273-1024x685.jpg" alt="" width="415" height="278" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/02/SCOTLAND-273-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/02/SCOTLAND-273-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/02/SCOTLAND-273-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/02/SCOTLAND-273-239x160.jpg 239w" sizes="(max-width: 415px) 100vw, 415px" /></a>Anche Fabo è morto. Anche lui è dovuto andare via dal nostro paese a causa di una politica imbelle che non riesce a dare una legge di civiltà firmata da oltre centomila italiani e gradita alla larga maggioranza degli italiani. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La politica non ci riesce per i soliti motivi che non stiamo qui a elencare, li conosciamo benissimo e sono chiusi in tre parole: ingerenza del Vaticano. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Interessante vedere invece le reazioni di coloro che si auto-definiscono “per la vita” e professano pietà e amore verso il prossimo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Monsignor Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha il compito di ricordarci quanto la c.d. “modernizzazione della Chiesa” fatta da Papa Francesco I sia solo un’operazione pubblicitaria e di marketing ma in realtà priva di contenuti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ogni volta che si pone termine a una vita, o ci si propone di farlo, è sempre una sconfitta&#8221; </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">per l&#8217;arcivescovo</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> &#8220;la legge non può per sua natura regolamentare situazioni così drammatiche il rischio è di creare &#8216;la cultura dello scarto’ di cui parla il Papa</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Al di là della retorica e della “solita” sconfitta di tutti, il vero sconfitto è lo Stato Italiano, che ormai costringe i suoi cittadini ad andare all’estero per nascere, ad andare all’estero per lavorare e ad andare all’estero anche per morire. E su due di queste tre emigrazioni della speranza il Mons. Paglia e i suoi colleghi della gerarchia vaticana hanno colpe ciclopiche. Sono i responsabili dell’arretratezza dello Stato Italiano in tutto ciò che riguarda l’autodeterminazione e i diritti civili, quindi per lo meno che il Monsignore abbia il buon gusto di non essere ipocrita.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La Binetti, figura tristemente nota del peggior integralismo cattolico marchiato Opus Dei, con la solita testardaggine prova a rimescolare le carte e magari a nasconderne alcune &#8220;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Nessuno intende aprire la porta a questa pratica che va contro il diritto alla vita e non risponde a criteri di solidarietà infatti anche se la legge sul testamento biologico fosse già stata approvata, Fabo non avrebbe in alcun modo potuto accedere all&#8217;eutanasia come è avvenuto in Svizzera». </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Può la senatrice non sapere che la legge sottoscritta da oltre centomila italiani prevede sia l’introduzione del Testamento biologico ma anche la depenalizzazione dell’eutanasia? Difficile crederlo, quindi? Tentativo di disinformazione? Confusione da cilicio troppo stretto? Mah!</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma è il il Deputato Gianluigi Gigli (esponente del Movimento per la Vita) eletto con Monti e poi migrato ai vari gruppetti parlamentari, a vincere il premio per il ribaltamento delle frittate con salto mortale annesso: &#8220;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ancora una volta l&#8217;associazione Luca Coscioni si dimostra un esperto imbattibile nell&#8217;opera di sciacallaggio. È sotto gli occhi di tutti il tentativo di sfruttare l&#8217;umana tragedia di dj Fabo per condizionare il dibattito parlamentare sul consenso informato e sulle Dat. L&#8217;uso strumentale del caso è ancor più evidente se si pensa che, a differenza di quanto avviene in Svizzera, la legge in discussione in Italia avrebbe consentito di lasciar morire dj Fabo di stenti, ossia per disidratazione e denutrizione, e non certo per suicidio assistito farmacologico</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Cioè l’Associazione che ha promosso la legge, che da anni si batte coerentemente per il diritto all’eutanasia e la validità del testamento biologico e che dà voce ai diretti interessati diffondendone gli appelli e poi quando è possibile li aiuta anche a smettere di soffrire in paesi più civili del nostro fa opera di sciacallaggio? E allora il sedicente “movimento per la vita” che anche tramite il Gigli blocca la legge in parlamento adducendo argomentazioni del tipo “Fabo non può scegliere per se stesso perché un altro paraplegico gli ha detto di ripensarci” (Vedi articolo dell&#8217;avvenire dei giorni scorsi), cosa farebbe invece? Sul delirio finale che confonde per l’ennesima volta eutanasia e testamento biologico non c’è niente da dire se non che quando disse “andate e moltiplicatevi” dio non si era evidentemente guardato bene intorno.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ovviamente non poteva mancare di far sentire il suo peso Mario Adinolfi, sempre più impresentabile anche fra i cattolici. Oggi sulla sua pagina facebook non trova di meglio che paragonare l’associazione Coscioni e i medici Svizzeri a Hitler. Anzi, per essere esatti dice: “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dj Fabo è morto. Ora la nostra domanda è semplice: speculando su questa tragedia, che legge volete? Volete il sistema svizzero, che sopprime un disabile a listino prezzi? Iniezione di pentobarbital, pratiche e funerale, diciottomila euro tutto incluso. Volete sfruttare l&#8217;onda emotiva per ottenere questa vergogna? Hitler almeno i disabili li eliminava gratis.”</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Se la domanda è semplice figuriamoci la risposta: Sig. Adinolfi noi vorremmo semplicemente che una persona come Fabo, che trova insostenibile continuare a vivere, possa trovare la pace senza emigrare e magari anche senza spendere diciottomila euro. Il problema è la gente come lei che lo impedisce, poi nel suo caso si arriva anche al paradosso che lei (non ci risultano altre dichiarazioni simili, evidentemente a tutto c’è un limite anche nell&#8217;integralismo religioso) ha pure il coraggio e la sfrontatezza di rinfacciargli il fatto che ha dovuto spendere diciottomila euro. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Caro Sig. Adinolfi forse basterebbe che ognuno pensi alla propria di vita, che sia un disc jokey, un prete, un ludopatico divorziato e risposato; senza che nessuno si senta superiore agli altri dando giudizi etici e morali e a destra e manca su scelte in cui conta solo l&#8217;autodeterminazione. Ma certo, questo significherebbe avere un po’ di pietà e forse, per un giocatore di poker, è impossibile. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
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