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	<title>discriminazioni Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Funerali laici: a Terni ancora ritardi e assurdità burocratiche</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/funerali-laici-a-terni-ancora-ritardi-e-assurdita-burocratiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 09:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nel 2014, a dieci anni (sic!) dalla prima richiesta ufficiale il Comune di Terni individua dei propri locali da destinare ad essere usati come Sala del Commiato per i funerali laici. Sono i locali polifunzionali siti in via delle puglie (ex circoscrizione est) che vengono assegnati in via prioritaria a questo scopo. La soluzione, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/funerali-laici-a-terni-ancora-ritardi-e-assurdita-burocratiche/">Funerali laici: a Terni ancora ritardi e assurdità burocratiche</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/funerali-laici-a-terni-ancora-ritardi-e-assurdita-burocratiche.html/facepalm-2" rel="attachment wp-att-16096"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16096" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/05/facepalm.jpg" alt="" width="435" height="289" /></a></p>
<p>Nel 2014, a dieci anni (sic!) dalla prima richiesta ufficiale il Comune di Terni individua dei propri locali da destinare ad essere usati come Sala del Commiato per i funerali laici. Sono i locali polifunzionali siti in via delle puglie (ex circoscrizione est) che vengono assegnati in via prioritaria a questo scopo.<br />
La soluzione, che doveva essere provvisoria in attesa che si individuasse una struttura più adeguata, ha messo in questi anni una toppa all&#8217;incresciosa situazione<span class="text_exposed_show"> che vedeva i cittadini ternani non cattolici e senza altre stanze messe a disposizione da altre realtà politiche o religiose, dover celebrare i funerali dei parenti scomparsi in strada.<br />
In questi anni pochi anni, con il diffondersi della notizia della sua esistenza, la sala è stata sempre più usata tant&#8217;è vero che si mormorava fino a poco tempo fa che il Comune avesse l&#8217;intenzione di prendere un provvedimento definitivo e realizzarne una al cimitero adeguatamente attrezzata.<br />
Non solo questo non è avvenuto, ma non si è neanche provveduto ad attrezzare la sala esistente di un semplicissimo impianto audio necessario allo svolgimento delle cerimonie.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Ma c&#8217;è di peggio per coloro che decidono la via della cremazione della salma e la successiva dispersione delle ceneri.<br />
I nostri attentissimi amministratori si sono infatti “dimenticati” di recepire la legge regionale n. 890/2017 che metteva la parola fine alle assurdità burocratiche per chi sceglieva questa via.<br />
Il risultato è che a Terni (nonostante il Sindaco Leopoldo Di Girolamo avesse individuato delle aree consone alla dispersione delle ceneri alcuni anni fa, cosa che speravamo avesse posto la parola “fine” a queste scempiaggini) ancora oggi, nell&#8217;anno 2019 dell&#8217;era volgare, viene richiesta dall&#8217;attentissima amministrazione locale non solo una dichiarazione firmata della persona scomparsa che affermi la volontà di essere disperso dopo l&#8217;avvenuta cremazione ma, udite udite, questo documento deve essere autografo nella sua interezza. Ovvero totalmente scritto a mano dal de cujus.<br />
E fate attenzione (dis)onesti cittadini, non pensate di gabbare questi favolosi e scrupolosi amministratori “ritrovando” in modo “sospetto” qualche foglio disperso qua e là tra i documenti dello scomparso. No! A loro “non la si fa” e infatti, nel caso aveste l&#8217;impudenza di presentare il documento richiesto, dopo che vi sia stata fatta notare la sua mancanza, costoro prima di acconsentire alla vostra vergognosa usanza lo esporranno in delle apposite bacheche comunali per giorni trenta affinché nessuno contesti la sua autenticità.<br />
Fortunatamente la gogna pubblica per chi chiedeva il permesso di trasgredire ai riti della Religione-non-di-Stato-ma-è-come-se-lo-fosse, invece è stata abolita.</p>
<p>Evitiamo, per pietà civile, di fare ulteriori commenti, sperando che chi di dovere provveda al più presto ad eliminare una vergogna e una discriminazione che ci fa vergognare della nostra Terni.</p>
<p>Alessandro Chiometti<br />
Presidente Ass. Cult. Civiltà Laica</p>
</div>
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		<title>Il sessismo passa (anche) per le quote rosa</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-sessismo-passa-anche-per-le-quote-rosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 17:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo renzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un suo post di qualche giorno fa, Giovanna Cosenza denunciava il sessismo del governo Renzi attraverso una lucida definizione: «Fare sessismo significa guardare una persona, e cioè valutarla, giudicarla, fotografarla, riprenderla in video, in una parola &#8220;definirla&#8221; (con parole e/o immagini), per il suo sesso, punto e basta. Non per ciò che sa, pensa, dice, sente. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-sessismo-passa-anche-per-le-quote-rosa/">Il sessismo passa (anche) per le quote rosa</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un suo post di qualche giorno fa, Giovanna Cosenza denunciava il <a href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2014/02/24/il-sessismo-del-governo-renzi-si-vede-anche-dalla-foto-di-gruppo/" target="_blank">sessismo del governo Renzi</a> attraverso una lucida definizione: «Fare sessismo significa guardare una persona, e cioè valutarla, giudicarla, fotografarla, riprenderla in video, in una parola &#8220;definirla&#8221; (con parole e/o immagini), per il suo sesso, punto e basta. <span id="more-12186"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/democrazia-italia_530X0_90.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11441" alt="democrazia-italia_530X0_90" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/democrazia-italia_530X0_90-300x198.jpg" width="300" height="198" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/democrazia-italia_530X0_90-300x198.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/democrazia-italia_530X0_90.jpg 530w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Non per ciò che sa, pensa, dice, sente. Non per quel che ha fatto o potrebbe fare. Non per la sua storia personale e/o professionale. Ma solo per il sesso che le si attribuisce, con tutti gli stereotipi che si porta dietro: vestiti, posture, comportamenti, tic vari. Ed è sessismo, attenzione, anche quando lo sguardo &#8211; il giudizio, la valorizzazione, la definizione &#8211; sono positivi, non solo quando sono negativi». </p>
<p>L&#8217;appello bipartisan delle nostre parlamentari per inserire nell&#8217;Italicum la parità di genere ha lo stesso sapore strumentale dello scegliere metà dei ministri donna (e sventolarlo come &#8220;progresso&#8221;). Parlare di necessità delle quote rosa nella rappresentanza politica è un boomerang che invece di favorire la parità dei sessi ne rimarca la disparità. Crea una specie protetta, da riserva indiana, che è propria del sessismo, non della parità. Che una donna valga in quanto &#8220;donna&#8221; e non in quanto &#8220;capace&#8221; cos&#8217;è se non sessismo? </p>
<p>In tutto ciò, poi, emerge un ulteriore controsenso. Con le liste bloccate dell&#8217;Italicum si costringono i cittadini a fidarsi delle scelte di partito senza poter esprimere le proprie preferenze. Le parlamentari promotrici dell&#8217;iniziativa, invece di battersi affinché gli elettori possano scegliere i loro rappresentanti (anche donne, s&#8217;intende), chiedono di aggiungere un&#8217;altra forzatura &#8211; ossia l&#8217;alternanza uomo-donna nelle liste e la parità numerica di genere dei capilista &#8211; a un sistema che già è antidemocratico. In questo modo non sarebbero discriminate le donne, ma lo sarebbero tutti gli elettori attraverso una doppia imposizione. Non solo non possono votare un candidato o una candidata, ma il loro voto andrà a un uomo piuttosto che a una donna seguendo una rigida regola numerica che prescinde dai meriti politici dei candidati, rosa o celesti che siano. </p>
<p>Curiosità. Tra le firmatarie dell&#8217;appello c&#8217;è l&#8217;ex ministro Stefania Prestigiacomo, che in un&#8217;intervista al <i>Corriere</i> dichiara: «A Berlusconi si deve riconoscere di avere avuto, nei confronti delle donne, in politica, un&#8217;apertura forte e concreta: nell&#8217;ultimo suo governo c&#8217;erano sei ministre». Ma ora, aggiunge Prestigiacomo, «lo dico con grandissimo dispiacere, però davvero Berlusconi deve fare i conti con un partito che su questi temi mostra ancora, dopo tanti anni, atteggiamenti gravemente retrogradi». Cioè colui che ha normalizzato la mercificazione femminile in politica sarebbe un cultore della parità tra i sessi. <i>Chapeau</i>. </p>
<p><b>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=99214&amp;typeb=0&amp;Il-sessismo-passa-anche-per-le-quote-rosa">Cronache Laiche</a></b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-sessismo-passa-anche-per-le-quote-rosa/">Il sessismo passa (anche) per le quote rosa</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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