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	<title>corte costituzionale Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Feb 2022 13:01:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Altro che brioche!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 12:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[giuliano amato]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se la famosa frase attribuita a Maria Antonietta è oramai quasi certo che non sia mai stata da lei pronunciata, difficilmente la Storia potrà parimenti assolvere l&#8217;incommentabile Presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato per l&#8217;assurda conferenza stampa che rimarrà esemplificativa della commistione inopportuna fra i poteri istituzionali. Se non fosse bastato il già preoccupante comunicato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/vauro_eutanasia_1.gif"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-22512" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/vauro_eutanasia_1.gif" alt="" width="221" height="298" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se la famosa frase attribuita a Maria Antonietta è oramai quasi certo che non sia </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">mai</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> stata da lei pronunciata, difficilmente la Storia potrà parimenti assolvere l&#8217;incommentabile Presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato per </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">l&#8217;assurda</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> conferenza stampa</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> che rimarrà esemplificativa della commistione inopportuna fra i poteri istituzionali</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se non fosse bastato il già preoccupante comunicato della Corte che </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">asseriva di aver bocciato il referendum sull&#8217;eutanasia legale (ovvero l&#8217;abrogazione del reato di &#8220;omicidio del consenziente&#8221;) per la tutela dei più deboli, quando sono stati proprio i più deboli a mobilitarsi per primi per chiedere questo referendum, a far capire quanto le &#8220;sacre istituzioni&#8221; siano lontane non solo dal sentire comune ma dalla realtà dei fatti; a dissipare ogni dubbio sull&#8217;evidenza che l&#8217;Italia (più correttamente chiamata Assurdistan da </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">chi non vuole </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">offendere la pur gloriosa tradizione rinascimentale e illuministica) ci ha pensato il Dottor Sottile (così definito da Eugenio Scalfari ai tempi </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">in cui metteva le mani nei conti correnti degli italiani</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">) a mostrare</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> quanto la decisione della Corte sia stata dettata totalmente da ideologia e politica. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In un incredibile show personale </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">il Presidente della Corte Costituzionale</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> non solo ha fatto esempi non </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">appropriati </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e frutto di speculazioni</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> teoriche </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">soggettive</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">,</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> ma ha anche pubblicamente accusato i comitati promotori di aver preso in giro gli italiani perché il quesito non era conforme alla campagna</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> &#8220;Eutanasia legale&#8221;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">. Quindi la logica conseguenza di queste dichiarazioni è che oltre un milione e duecentomila italiani sarebbero dei </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>minus habens</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> che firmano senza leggere e si fanno ingannare scambiando per eutanasia ciò che sarebbe immunità penale in genere.</span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/mafieringraziano.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-22513" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/mafieringraziano-1024x1024.jpg" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/mafieringraziano-1024x1024.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/mafieringraziano-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/mafieringraziano-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/mafieringraziano-768x768.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/mafieringraziano-160x160.jpg 160w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/mafieringraziano.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se queste assurdità sono state confutate in modo perfetto nella conferenza stampa di risposta tenuta dai comitati promotori ed in particolare grazie alle parole lucide e precise di Marco Cappato e Filomena Gallo (confutazione che pure dovrebbe avere serie conseguenze in un qualunque paese mediamente civile) quello che ci sorprende è come, oggi, molti intellettuali scoprano che la Democrazia Italiana sarebbe in pericolo. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quale Democrazia, c&#8217;è solo da chiedersi. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Come si fa a parlare di democrazia in un Paese dove nell&#8217;elezione</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> del parlamento</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> non c&#8217;è il criterio di rappresentatività dell&#8217;elettor</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> (si può scegliere solo il partito e non le persone), dove da decenni la divisione fra poteri legislativo-esecutivo-amministrativo è compromessa in modo irrevocabile (e lo show di Amato ne è solo l&#8217;ennesima dimostrazione), dove i responsabili di violazioni gravissime dei diritti civili vengono promossi alle più alte cariche delle forze armate? </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">(Informarsi sul G8 di Genova nel 2001, se il riferimento non fosse abbastanza chiaro).</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Al massimo, se proprio vogliamo usare degli eufemismi, possiamo definire l&#8217;odierno Assurdistan un&#8217;oligarchia partitica protetta da poteri clericali e giuridici totalmente autoreferenziali e inaccessibili. Una triplice sacra alleanza, completamente distaccata dalla realtà della vita comune e che pensa solo a non perdere il potere che gestisce.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Adesso, placate le polemiche con le solite armi di distrazione di massa (super-ultra-mega green pass, invasione dei migranti, redditi di cittadinanza non meritati etc.), il parlamento affosserà con i soliti squallidi e viscidi trucchetti dei politicanti, la discussione sui Diritti Civili come succede da decenni. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Fino a che non giungerà il</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> prossimo &#8220;eroe&#8221; che si caricherà sulle spalle il peso di lotte legali e di disobbedienza civile per veder semplicemente riconosciuto il diritto di morire</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> senza s</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">offrire con cure inutili e invasive, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">o di poter fumare </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">marjuana </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">(</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">molto </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">meno pericolosa di quasi tutto ciò che è legalmente venduto in farmacia</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, per non parlare poi dell&#8217;alcool e del tabacco</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">) </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">che si è coltivato da solo </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">senza</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, per questo,</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> venire arrestato</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">e poi magari </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">morire &#8220;stranamente&#8221;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> sotto custodia.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> (</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Informarsi sul</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> caso Aldo Bianzino se il riferimento non fosse abbastanza chiaro). </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel frattempo, <i>ca va sans </i><i>d</i><i>ire,</i> bisogna che noi si continui a mangiare brioche (anche se non ci sembrano proprio tali) e ad essere allegri che il nostro piangere fa male alla Corte<em>. Fa male agli oligarchi, ai giudici e ai cardinali, diventan tristi se noi piangiam.</em></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>R.I.P. Democrazia Italiana</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/r-i-p-democrazia-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 08:50:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da sempre carente di salute fin dalla sua nascita, messa duramente alla prova da decenni di garofani e scudi crociati, ferita dal sistema maggioritario, ha lottato contro l&#8217;inestirpabile cancro del populismo ma, già ferita a morte dalla mancanza di divisioni fra i poteri legislativo esecutivo e giudiziario e per giunta colpita al cuore dall&#8217;assenza della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/ripdem.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-22490" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/ripdem.jpg" alt="" width="500" height="336" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/ripdem.jpg 500w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/ripdem-300x202.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/02/ripdem-238x160.jpg 238w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Da sempre carente di salute fin dalla sua nascita, messa duramente alla prova da decenni di garofani e scudi crociati, ferita dal sistema maggioritario, ha lottato contro l&#8217;inestirpabile cancro del populismo ma, già ferita a morte dalla mancanza di divisioni fra i poteri legislativo esecutivo e giudiziario e per giunta colpita al cuore dall&#8217;assenza della rappresentanza dei cittadini in parlamento, nonostante tutti i suoi sforzi si è spenta oggi la Democrazia Italiana con la decisione della Corte Costituzionale di respingere con futili nonché ridicoli motivi la richiesta 1.239.423 italiani di indire un referendum sull&#8217;annosa questione dell&#8217;eutanasia, da quarant&#8217;anni bloccata in parlamento.</p></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q">
<div dir="auto">Niente fiori né opere di bene, ma pomodori e uova marce a chi vi chiederà voti, grazie.</p>
<p>&#8212;&#8212;</p></div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div dir="auto"><em>No, nonostante il nostro innato pessimismo non ce l&#8217;aspettavamo che si potesse arrivare a tal punto di indecenza. </em></p>
</div>
<div dir="auto"><em>No, ovviamente non finisce qui. </em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<item>
		<title>Il Caso Cappato alla Corte Costituzionale</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/caso-cappato-alla-corte-costituzionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 15:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[dj fabo]]></category>
		<category><![CDATA[marco cappato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Né assoluzione né condanna per Marco Cappato, accusato di avere aiutato Dj Fabo a morire in Svizzera con il “suicidio assistito”. La Corte d’Assise di Milano ha infatti deciso di trasmettere gli atti alla Consulta affinché valuti la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio nel processo all’esponente dei Radicali e tesoriere dell’Associazione Luca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/caso-cappato-alla-corte-costituzionale.html/101bis" rel="attachment wp-att-14665"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-14665" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-1024x655.jpg" alt="" width="390" height="249" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-1024x655.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-300x192.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-768x491.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis-250x160.jpg 250w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/101bis.jpg 1444w" sizes="auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px" /></a></p>
<p>Né assoluzione né condanna per Marco Cappato, accusato di avere aiutato Dj Fabo a morire in Svizzera con il “suicidio assistito”. La Corte d’Assise di Milano ha infatti deciso di trasmettere gli atti alla Consulta affinché valuti la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio nel processo all’esponente dei Radicali e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, imputato per la morte di Fabiano Antoniani, 40 anni, noto come Dj Fabo, in una clinica svizzera col suicidio assistito il 27 febbraio 2017. I pm chiedevano l’assoluzione; in subordine avevano proposto l’eccezione di illegittimità costituzionale.</p>
<p>Il processo a Cappato davanti alla Corte presieduta da Ilio Mannucci Pacini (a latere Ilaria Simi De Burgis e sei giudici popolari) era iniziato lo scorso 8 novembre. Ed è scaturito prima dall’autodenuncia dello stesso Cappato ai carabinieri di Milano il 28 febbraio 2017, il giorno dopo la morte nella clinica Dignitas di Antoniani, e poi dalla decisione del gip Luigi Gargiulo, che respinse la richiesta di archiviazione della Procura e ordinò l’imputazione coatta per l’esponente radicale spiegando che l’imputato non solo aiutò Fabo a suicidarsi, ma lo avrebbe anche spinto a ricorrere al suicidio assistito, «rafforzando» il suo proposito.</p>
<p>Nel corso del dibattimento ci sono stati molti momenti toccanti, dolorosi e angoscianti come la proiezione in aula dell’intervista che Fabo rilasciò a <span class="corsivo">Le Iene </span>un paio di settimane prima di andare, accompagnato in auto da Cappato, nella struttura vicino a Zurigo. «Andrò via col sorriso perché vivo nel dolore», diceva, prima di essere colpito da una delle tante crisi respiratorie, Antoniani, cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale nel 2014. Davanti a quelle immagini anche il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, come tanti in aula, si era commossa.</p>
<p>«Sono assolutamente convinto della mia scelta &#8211; diceva ancora Fabo &#8211; la mia vita è insopportabile, è una sofferenza immane». Poi la testimonianza della madre, Carmen Corallo, che prima che Fabo schiacciasse con la bocca il pulsante ebbe la forza di dirgli: «Vai Fabiano, la mamma vuole che tu vada». La fidanzata, Valeria Imbrogno, poi, ha raccontato che per Fabiano ciò che era più insopportabile era la cecità e fece anche lo «sciopero della fame e della parola» coi suoi cari per non essere fermato.</p>
<p>I pm Siciliano e Sara Arduini avevano chiesto l’assoluzione mettendo in luce che Cappato aiutò Fabo «a esercitare un suo diritto, non il diritto al suicidio ma il diritto alla dignità» nel morire. In subordine, avevano chiesto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale per la valutazione della legittimità del reato di aiuto al suicidio, previsto dall’articolo 580 del codice penale. Sulla stessa linea erano anche le richieste dei difensori di Cappato.</p>
<p>L’associazione Luca Coscioni ha definito la trasmissione alla Consulta «un’occasione senza precedenti per superare un reato introdotto nell’epoca fascista» e consentire alle «persone capaci di intendere, affette da patologie irreversibili con sofferenze, di ottenere legalmente l’assistenza per morire senza soffrire anche in Italia, senza bisogno di dover andare in Svizzera». L’associazione già ieri, in un documento, elencando gli esiti possibili del processo di Milano, sottolineava come proprio il rinvio alla Corte Costituzionale potesse fare chiarezza su un reato, di cui lo stesso Cappato era accusato, ritenuto ormai superato.</p>
<p>La pronuncia della Corte Costituzionale, oltre a incidere sul processo a Cappato, potrebbe indicare una strada in una materia, quella del “fine vita”, che pone molti interrogativi etici e giuridici e solo con la recente legge sul testamento biologico ha trovato una prima risposta da parte della politica.</p>
<p>«Spero che la Corte costituzionale ravvisi la possibilità in una certa situazione in cui si trova una persona come nel caso di dj Fabo di concludere la propria vita. Quasi come un diritto. Spesso è stato detto che non abbiamo diritto a morire. Ma io credo che lo abbiamo. Siamo esseri viventi. E abbiamo il diritto a vivere il morire. Quando la sofferenza diventa così incontrollabile nel vivere bisogna pensare coscientemente a dare una via d’uscita. E anche la scelta di Dj Fabo di non voler far soffrire la madre aspettando la sua morte credo che sia una cosa molto importante», ha detto Mina Welby ai microfoni di Fuorigioco, su Rai Radio1. «Cosa direi alla compagna di Dj Fabo? Direi che avrei agito come lei. E’ stato difficile per me come per lei. Mio marito aveva ancora delle capacita di fare, di dire, di esprimersi. Dj Fabo non aveva nemmeno gli occhi. Fabiano era assolutamente interdetto».</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/2018/02/14/italia/cronache/morte-dj-fabo-atti-rinviati-alla-consulta-niente-assoluzione-per-marco-cappato-haoI3wYJjoHOaLLSVxifhM/pagina.html">da sito lastampa.it  </a></p>
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		<item>
		<title>La legge 40/2004 di nuovo bocciata</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-legge-402004-di-nuovo-bocciata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2015 22:12:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[legge 40]]></category>
		<category><![CDATA[leggi dettate dal vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricorso alla Corte Costituzionale di alcuni cittadini in materia di fecondazione assistita e diagnosi preimpianto ha condotto, lo scorso 11 Novembre, alla dichiarazione di incostituzionalità di alcuni articoli della legge n. 40 del 2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, in particolare nella parte che vieta l’accesso alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-legge-402004-di-nuovo-bocciata/">La legge 40/2004 di nuovo bocciata</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Il ricorso alla Corte Costituzionale di alcuni cittadini in materia di fecondazione assistita e diagnosi preimpianto ha condotto,<a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato7906065.pdf"> lo scorso 11 Novembre,</a> alla dichiarazione di incostituzionalità di alcuni articoli della legge n. 40 del 2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, in particolare nella parte che vieta l’accesso alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche. <span id="more-13308"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-13309" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-1024x685.jpg" alt="JODY 2" width="576" height="385" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-300x201.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a>Il caso preso in esame dalla Corte riguardava due coppie, portatrici sane di malattie genetiche, che avevano chiesto di accedere alla fecondazione medicalmente assistita per poter conoscere, prima dell’impianto nell’utero materno, se il loro embrione avrebbe sviluppato o no la malattia. E’ chiaro che solo con la fecondazione in vitro sarebbe stato possibile l’esame preliminare, impossibile laddove la fecondazione fosse avvenuta in modo naturale. La legge prevede però questa possibilità solo per le coppie infertili o sterili e i coniugi ricorrenti, che volevano evitare di trasmettere ai figli patologie genetiche, ma che non si trovavano in condizioni di sterilità, si sono viste rifiutare l&#8217;accesso alla procreazione medicalmente assistita dal Servizio sanitario nazionale.</p>
<p align="JUSTIFY">La Corte Costituzionale con la sentenza citata ha annullato gli articoli di legge che limitavano l’accesso alle sole coppie non fertili rilevando la evidente irragionevolezza della norma e sottolineando altresì il contrasto con la legge in materia di interruzione di gravidanza, che aveva di fatto creato l’assurda situazione che, da un lato, non consente alle coppie fertili di conoscere preliminarmente il profilo genetico del loro embrione ma permette poi l’aborto degli stessi feti rilevatisi portatori di malattia.</p>
<p align="JUSTIFY">La sentenza della Corte, sebbene improntata ad una sostanziale ragionevolezza e ad un corretto bilanciamento degli interessi coinvolti, non è andata esente da aspre critiche da parte del Deputato e giornalista Eugenia Roccella che in un’intervista a Repubblica.it non si astiene dall’utilizzare termini come eugenetica e privazione di diritto alla vita.</p>
<p align="JUSTIFY">La critica si incentra soprattutto sulla violazione del diritto dell’embrione a vivere. Un diritto che esisterebbe in ogni caso anche nel caso di embrioni portatori di gravi patologia per cui l’eliminazione di un embrione imperfetto sarebbe un atto illegittimo. L’on. Roccella peraltro ritiene che non esistano contraddizioni con la legge sull’aborto, che permetterebbe l’intervento, anche oltre i tre mesi, laddove il feto sia portatore di gravi difetti ereditari.</p>
<p align="JUSTIFY">Da questa premessa discende la conseguenza assurda che si deve rispettare il presunto diritto dell’embrione a non essere scartato quando è ancora costituito da un grumo di poche centinaia di cellule indifferenziate, ma che lo stesso, divenuto ormai un feto di 4 o 5 mesi, presentando la grave malattia che si sospettava avesse, può essere eliminato con una atto abortivo, perchè sul suo diritto prevale quello alla salute della madre, peraltro costretta al grave trauma di una interruzione di gravidanza.</p>
<p align="JUSTIFY">Per quanto riguarda poi il problema della rappresentazione della volontà è chiaro che l’embrione di fronte a questa prospettiva di vita ipotetica non può decidere nulla perché non ha una volontà.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma in tutti questi casi per conto di chi non può esprimersi possono validamente esprimersi i genitori, senza che questa costituisca una qualche prevaricazione, perché per l’embrione parlano coloro che l’hanno concepito. Ma per poter correttamente decidere i genitori devono conoscere anche le condizioni future di salute e di vita del figlio che hanno appena concepito, compresa la possibilità di sviluppare malattie ereditarie. Solo a loro spetta la scelta di impiantare nell’utero un embrione sano o uno portatore della patologia ereditaria che sicuramente farà nascere un bambino gravemente malato.</p>
<p align="JUSTIFY">Si potrebbe obiettare che il diritto dei genitori a scegliere non include la decisione di sopprimere il prodotto del loro concepimento laddove decidano di scartarlo. Ma chi più dei genitori ha diritto di far pesare la propria scelta quando saranno soprattutto i genitori del futuro bambino malato a curarlo ed assisterlo? Non hanno essi forse pieno diritto a decidere se sono disponibili a legarsi ad una vita di sofferenza accanto ad un figlio gravemente disabile destinato talvolta a vita brevissima? E inoltre se questo diritto esiste per la madre mediante un intervento abortivo, perchè non dovrebbe esistere nel caso di un embrione?</p>
<p align="JUSTIFY">Il pensiero della Roccella ricalca il modo di vedere di alcuni gruppi, di ispirazione prevalentemente religiosa, che non si limitano ad esprimere il loro dissenso ma operano per vietare o ostacolare l’esercizio di diritti individuali, alcuni dei quali personalissimi.</p>
<p align="JUSTIFY">Nei pensiero di costoro è evidente la confusione, credo involontaria, tra la facoltà di esercitare un diritto e il dovere di esercitarlo. Permettere a chi lo vuole di divorziare, abortire o chiedere una buona morte non significa costringere tutti indistintamente a seguire la stessa scelta. Chi non è d’accordo può astenersi dal seguire quei comportamenti. La legge, laddove presente come nel caso del divorzio e dell’aborto, dà la facoltà, non obbliga.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma costoro oltre a confondere le facoltà con i doveri, vogliono anche trasformare i diritti individuali in divieti.</p>
<p align="JUSTIFY">Se l’aborto è considerato un diritto da esercitarsi prevalentemente a tutela della salute della donna ebbene secondo costoro è un diritto da negare. Se il divorzio è una libera scelta per porre fine a situazioni insostenibili, deve essere comunque vietato. Se un individuo vuole porre fine alla propria vita ed è impossibilitato a farlo, non ha diritto ad ottenere un aiuto dallo Stato.</p>
<p align="JUSTIFY">Chi è contrario a queste scelte, per motivi religiosi oppure perché crede nel valore della tradizione oppure perché teme pericolosi mutamenti sociali oppure perché questa è l’opinione di personaggi considerati autorevoli e degni di stima, o per altri mille motivi, non può, in una società che si dichiara laica, impedire agli altri che la pensano diversamente di esercitare i loro diritti di abortire, divorziare o morire.</p>
<p align="JUSTIFY">A ben guardare l’azione, anche politica, di questi gruppi non tende ad affermare un loro diritto, ma in nome di principi astratti e spesso anche antiscientifici, è diretta a impedire agli altri cittadini il riconoscimento e l’esercizio dei propri diritti, anche se si tratta di diritti ampiamente riconosciuti nella cultura occidentale.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma così facendo danno luogo alla evidente stranezza che in alcune piazze si manifesta non per l’affermazione dei diritti propri ma per vietare i diritti degli altri.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
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