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	<title>cloud atlas Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Cloud Atlas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 21:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[spoiler inside] La visione di sei film contemporaneamente è una sfida anche per il più grande dei cinefili, figuriamoci per noi poveri mortali. I fratelli Wachosky (ora fratello e sorella dopo il cambiamento di Laurence in Lana) ci hanno abituato a complessi intrighi filosofici con la loro fantascienza, è dall&#8217;uscita del secondo capitolo della trilogia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cloud-atlas/">Cloud Atlas</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>[spoiler inside]<br />
<span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La visione di sei film contemporaneamente è una sfida anche per il più grande dei cinefili, figuriamoci per noi poveri mortali.<br />
</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">I fratelli <strong>Wachosky</strong> (ora fratello e sorella dopo il cambiamento di Laurence in Lana) ci hanno abituato a complessi intrighi filosofici con la loro fantascienza, <span id="more-11073"></span>è dall&#8217;uscita del secondo capitolo della trilogia di Matrix che stiamo cercando di capire cosa ha detto <em>L&#8217;Architetto</em> a <em>Neo</em>. Questa volta però, complice Tom Tykwer che firma la regia insieme a loro, si sono davvero superati.<br />
<a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/Cloud_Atlas_Poster.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11074" title="Cloud_Atlas_Poster" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/Cloud_Atlas_Poster-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/Cloud_Atlas_Poster-202x300.jpg 202w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/Cloud_Atlas_Poster.jpg 220w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /></a></span></p>
<p>Collegare sei storie partendo dal 1839 e arrivare al 2321 facendole scorrere parallelamente l&#8217;un l&#8217;altra in modo da proiettare lo spettatore da una nave di due secoli fa ad una Neo Seul ipertecnologica passando per la California degli anni sessanta è un esperimento veramente unico.<br />
Il risultato che si ha è l&#8217;impressione di aver visto non uno ma sei film insieme, a distanza di giorni si cerca ancora di metabolizzare tutti i passaggi che li collegavano.<br />
Tom Hanks, Halle Berry, Hugo Weaving, Jim Sturgess e Hugh Grant sono presenti in tutte e sei le storie, altri (Susan Sarandon, Doona Bae, Keith David) saltano alcuni capitoli. L&#8217;impressione, voluta, è quella di un rincorrersi di destini di vite che non finiscono con la morte ma continuano nel futuro. La parola reincarnazione non è mai pronunciata nel film ma è ovviamente sottintesa, come del resto testimonia la voglia a forma di stella cometa che i protagonisti delle storie hanno.<br />
L&#8217;intento, anche questo voluto, è di dimostrare come le scelte che facciamo non si limitano ad influenzare la nostra vita ma tutte le vite future a noi collegate.<br />
Così il diario di viaggio in una nave di inizio 1800 influenza un musicista sessanta anni dopo, che a sua volta con la sua musica ispira la giornalista che sta indagando su uno strano connubio fra multinazionali dell&#8217;energia e così via fino ad arrivare a un film che nel 2144 racconta eventi del 2012 ed è visto di nascosto da due cloni abilitati solo a servire in silenzio nei fast food. Uno di questi cloni sarà considerato una divinità dagli abitanti delle Hawaii del 2321 che sono regrediti a una società precivilizzata.<br />
Il risultato di tale amalgama è indubbiamente piacevole e a tratti esaltante.<br />
Quello che però, proprio non riusciamo a capire è il messaggio che viene messo in bocca alla futura divinità Sonmi-451: “<em>La nostra vita non ci appartiene. Da grembo a tomba, siamo legati agli altri. Passati e presenti. E da ogni crimine e da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro</em>”.<br />
Semmai è proprio perché la vita ci appartiene che con le nostre azioni (criminose o gentili) determiniamo il futuro nostro e di altri. Davvero non riusciamo a capire come possa far coincidere l&#8217;invito a sovvertire l&#8217;ordine prestabilito e tirannico delle cose (difeso sempre in tutte le storie dai cattivissimi Hugo Weaving e Hugh Grant) con il messaggio che la vita non ci appartiene.<br />
Peccato, se non fosse per questa fastidiosa frase ripetuta più volte nel corso del film come verità assoluta (e peraltro smentita dalle azioni dei protagonisti) il film sarebbe perfetto.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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