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	<title>chiara paolin Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Lombardia, ovvero Ciellandia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 20:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante Formigoni, non avranno problemi di bilancio: il giochino del &#34;buono scuola&#34; &#232; promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente gli istituti privati, ma a Milano e dintorni si possono distribuire a piene mani i preziosi ticket che consentono di mandare i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante <strong>Formigoni</strong>, non avranno problemi di bilancio: il giochino del &quot;buono scuola&quot; &egrave; promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente gli istituti privati, ma a Milano e dintorni si possono distribuire a piene mani i preziosi ticket che consentono di mandare i ragazzi dalle elementari al liceo sui banchi privati coi soldi pubblici.</p>
<p>Per la precisione, nell&rsquo;anno 2008/2009, il 9% degli scolari ha consumato l&rsquo;80% delle risorse assegnate allo studio, ovvero 47 milioni di euro finiti a pagare le rette di collegi e pie istituzioni per 98.392 ragazzi a fronte dei 12 milioni destinati al restante milione di studenti lombardi.</p>
<p>Un meccanismo spiegato dal <em>Rapporto 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia elaborato</em> dal Gruppo regionale di <em>Rifondazione Comunista</em> sulla base di un&rsquo;analisi rigorosa del database dell&rsquo;Assessorato all&rsquo;Istruzione. Indagine annuale che stavolta ha richiesto particolare impegno visto che i dati sensibili sono stati affidati alla societ&agrave; di servizi <em>Accor</em>, quella dei <em>ticket restaurant</em>, scelta per rendere ancor pi&ugrave; fluida l&rsquo;attribuzione. Infatti il sistema funziona benissimo, specie grazie a qualche regoletta da dieci e lode. Lo <em>status</em> patrimoniale del richiedente, ad esempio.</p>
<p>Mentre i genitori degli studenti della scuola pubblica devono esibire il certificato <em>Isee</em> per accedere a un piccolo contributo, i richiedenti la &quot;dote per la libert&agrave; di scelta&quot; (questo il romantico nome scelto per il bonus) godono di uno scivolo speciale, ovvero l&rsquo;indicatore reddituale, dove i limiti sono molto pi&ugrave; tolleranti e, soprattutto, non si deve dichiarare la propria situazione patrimoniale, sia mobiliare sia immobiliare. Cos&igrave; succede che oltre 4 mila beneficiari del ticket dichiarino al fisco un reddito tra i 100 mila e 200 mila euro annui: non proprio dei bisognosi. Altri risultano residenti nelle zone pi&ugrave; prestigiose di Milano, come la Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni, roba da 20 mila euro al metro quadro. Restando sui grandi numeri, soltanto il 25% dei beneficiari dichiara un reddito inferiore a 30 mila euro, mentre tutti gli altri, cio&egrave; il 75%, sta tra i 30 mila e i 198 mila euro.</p>
<p>Non &egrave; un aiuto per poveri, insomma. Scrive <strong>Enrico De Alessandri</strong>, dirigente regionale, nel suo libro <em>Comunione e liberazione, assalto al potere in Lombardia</em>: &quot;<em>Cl</em> &egrave;, notoriamente, l&rsquo;unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell&rsquo;ambito di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia, attraverso un&rsquo;occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i posti chiave&quot;. Con relativi <em>budget</em> di spesa. Parole che sono costate al dipendente regionale un mese di sospensione dal ruolo con l&rsquo;accusa di aver tradito &quot;il rapporto di fiducia col proprio datore di lavoro&quot;. La Regione Lombardia. O <em>Cl</em>?</p>
<p>&quot;De Alessandri racconta la verit&agrave;, finanziare la scuola cattolica &egrave; un punto d&rsquo;onore per <em>Cl</em> &ndash; spiega il consigliere regionale <strong>Carlo Monguzzi</strong>, dei <em>Verdi</em> &ndash; Il meccanismo ormai &egrave; rodato. E il consenso popolare non manca. Una grossa parte dell&rsquo;elettorato vive una situazione di stabilit&agrave; ma teme qualsiasi cambiamento, quindi vota chi porta avanti lo status quo. Poi ci sono disoccupati, precari, sfiduciati dalla politica, quelli che non vanno neanche pi&ugrave; al seggio. Oppure si rivolgono alla Lega, sperando di esprimere un dissenso forte. Inrealt&agrave; l&rsquo;effetto &egrave; opposto: tutto quello che accade sotto il cielo di Lombardia &egrave; condiviso a pieno da <em>Lega</em> e <em>Pdl</em>. O da <em>Lega</em> e <em>Cl</em>, per meglio dire&quot;.</p>
<p>Da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 22 dicembre</p>
<p></p>
<p align="right"><strong>Chiara Paolin &#8211; <em><a target="_blank" href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2405556&amp;yy=2009&amp;mm=12&amp;dd=22&amp;title=lombardia_i_buoni_scuola_vanno">antefatto.it</a></em></strong></p>
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