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	<title>cagliostro Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Ma guarda un po’, il rock è di nuovo satanico</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ma-guarda-un-po-il-rock-e-di-nuovo-satanico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2012 20:30:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pace tra Chiesa Cattolica e musica rock è durata molto poco e in realtà probabilmente non c’è mai stata.Passato il papato di Karol Wojtyla, in arte Giovanni Paolo II, ultraconservatore in tutto ma molto lesto ad apparire innovativo magari invitando qualche rock star ad esibirsi durante un congresso eucaristico, tornano di moda fra i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pace tra Chiesa Cattolica e musica rock è durata molto poco e in realtà probabilmente non c’è mai stata.<br />Passato il papato di Karol Wojtyla, in arte Giovanni Paolo II, ultraconservatore in tutto ma molto lesto ad apparire innovativo magari invitando qualche rock star ad esibirsi durante un congresso eucaristico, tornano di moda fra i prelati gli anatemi contro i cantanti che, a loro dire, servono Satana. <span id="more-11022"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/Marilyn-marilyn-manson-32389012-1280-800.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11023" title="Marilyn-marilyn-manson-32389012-1280-800" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/Marilyn-marilyn-manson-32389012-1280-800-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/Marilyn-marilyn-manson-32389012-1280-800-300x187.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/Marilyn-marilyn-manson-32389012-1280-800-1024x640.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/Marilyn-marilyn-manson-32389012-1280-800.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />L’ultimo prete ad esporsi con sprezzo del ridicolo è Don Giulio Marra di Bologna (sarà un caso che i sacerdoti più conservatori li mandano tutti nelle diocesi più progressiste?) che non contento di aver organizzato veglie di preghiera contro il concerto di Marilyn Manson e Rob Zombie rilascia interviste a destra e manca per ammonire i bravi cristiani che non solo Manson è satanico ma lo è tutta la musica rock.</p>
<p>Fra gli artisti a finire fra gli strali del prelato: Eagles, John Lennon, Pink Floyd, Led Zeppelin, Queen e Tiziano Ferro. Prima che vi chiediate se dovete cercare l’intruso chiariamo che il povero Tiziano è citato da Don Giulio a causa della sua canzone <em>Indietro</em>: «Andate ad ascoltare la sua Indietro…da lui non me lo aspettavo» dice il Don, noi l’abbiamo ascoltata, anzi ci siamo stampati il testo e fatichiamo a capire cosa ci sia di satanico.<br /> Ma per restare al Rock con la R maiuscola (non ce ne voglia il simpatico Tiziano Ferro ma fra lui e gli altri incriminati ancora strada da fare ce n’è) sembra di tornare indietro alle fandonie degli anni sessanta e settanta quando camionate di puntine dei giradischi andarono perse per cercare i messaggi nascosti nei solchi dei vinili dei Beatles e dei Led Zeppelin. Insomma, che <em>Stairway to heaven</em> suonata al contrario inneggi al demonio l’hanno sentito dire tutti, che sia una fesseria lo sa chiunque non si lasci incantare da fenomeni di pareidolia acustica. <br />Sempre per restare nell&#8217;ambito delle fesserie, per don Giulio ci sarebbe un messaggio subliminale anche in<em> Another one bites the dust</em> dei Queen dove, ascoltando il testo al contrario, si potrebbe sentire la frase: «Start to smoke marijuana». Resta difficile credere che l&#8217;autore del testo, ossia John Deacon che tra i quattro era certamente il più tranquillo, volesse invogliare all&#8217;uso di droghe leggere considerato che il suo amore, oltre che la moglie ed i sei figli, non fossero le foglie di marijuana ma più semplicemente quelle di tè. Inoltre è probabile che scorrendo al contrario anche una qualsiasi canzone sacra si possano trovare (o pensare di aver trovato) delle frasi equivoche. Questo avviene semplicemente in base a quel processo psichico chiamato pareidolia con cui il nostro cervello istintivamente trova forme o frasi familiari in immagini o testi disordinati: in sostanza crediamo di trovare una frase di senso compiuto in una canzone ascoltata al contrario per lo stesso meccanismo per cui crediamo di vedere una nuvola a forma di Babbo Natale in cielo.<br /> <em>Bohemian Rhapsody</em> sempre dei Queen sarebbe addirittura un «complesso inno al diavolo» per il richiamo a Belzebù e la frase «Mamma, ho appena ucciso un uomo», frasi innocue mentre son più intense, ma per altro avviso, quelle cantate sempre da Mercury in <em>All God&#8217;s People</em> in cui si può ascoltare (e non al contrario «Grazie a Dio donate liberamente. Non voltate le spalle all&#8217;insegnamento del Signore»: proprio una frase da satanista così come quelle presenti in <em>Thank God. It&#8217;s Christmas</em> (Grazie a Dio è Natale). I Queen erano talmente satanici che al concerto del 1992 in onore di Freddie Mercury, David Bowie si inginocchiò sul palco e recitò il Padre nostro in mondovisione.<br />La accuse di satanismo ai gruppi rock di successo hanno un sapore stantio, e seppure è evidente che alcuni gruppi si richiamino a un misticismo nero (i Black Sabbath tanto per citare un nome a caso) occorrerebbe in primo luogo ricordare a Don Giulio (e non solo lui) che non c’è nulla di male nell’avere una cultura pagana e che le streghe hanno smesso di esistere solo quando i suoi correligionari hanno smesso di bruciarle. <br />Per essere più chiari possiamo informare i benpensanti che il sig. Marilyn Manson (all’anagrafe Brian Hugh Warner) ha trovato ispirazione nello scandalizzarli grazie all’educazione ultrareligiosa di una scuola cristiana. Insomma prima di meravigliarvi della sua passione per lo splatter chiedetevi chi è che da duemila anni esibisce simboli di tortura lugubri e manifesta un interesse disgustoso alle reliquie più sanguinolente che neanche il più dark degli autori horror avrebbe inventato.<br />Ma in fin dei conti sappiamo tutti che ciò che spaventa i benpensanti non sono i pipistrelli uccisi sul palco da Ozzy Osbourne (cosa peraltro mai accertata anche se raccontata dallo stesso cantante) ma qualcosa di molto diverso, ovvero la libertà sessuale che sempre ha accompagnato la musica rock. Perché fece scandalo che i Beatles mettessero nella copertina di <em>Sgt. Pepper</em> (fra i tanti altri) Aleister Crowley? Lo stesso motivo per cui Mussolini lo cacciò dalla Sicilia, non certo per le fandonie mai provate sui sacrifici umani, ma per gli espliciti riferimenti sessuali della sua magia (magia sessuale per l’appunto). <br />«Non ascoltate questi gruppi che vi ho detto»: questo è stato l&#8217;invito finale di don Giulio a cui verrebbe da replicare <em>God Save the Queen</em> ma anche gli Eagles, John Lennon, i Pink Floyd, i Led Zeppelin ed ovviamente Tiziano Ferro.</p>
<p><strong>Cagliostro &amp; A. Chiometti</strong></p>
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		<title>Gli europei dicono sì all&#8217;eutanasia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/gli-europei-dicono-si-alleutanasia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 18:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;istituto di ricerca svizzero Isopublic, affiliato alla prestigiosa società demoscopica Gallup, ha realizzato dal 24 settembre al 9 ottobre un sondaggio sul parere dei cittadini di dodici Paesi europei (Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Grecia, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Austria, Portogallo, Svezia, Spagna) sull&#8217;eutanasia.Nel complesso gli europei sono a favore sebbene ci siano popolazioni dove il consenso è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;istituto di ricerca svizzero Isopublic, affiliato alla prestigiosa società demoscopica Gallup, ha realizzato dal 24 settembre al 9 ottobre un <a href="http://salute.aduc.it/generale/files/file/allegati/2012/Sondaggio%20europeo%20sull%27eutanasia%20-%20IsoPublic%20-%2023_11_2012-1.pdf" target="_blank">sondaggio</a> sul parere dei cittadini di dodici Paesi europei (Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Grecia, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Austria, Portogallo, Svezia, Spagna) sull&#8217;eutanasia.<br />Nel complesso gli europei sono a favore sebbene ci siano popolazioni dove il consenso è minore.<span id="more-10993"></span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone" title="vauro" src="http://www.socialnews.it/SATIRA/VIGNETTE_VAURO/eutanasia6.jpg" alt="" width="291" height="360" />La maggior parte degli intervistati pensa che ciascun individuo debba avere la possibilità di determinare in modo autonomo quando e come vuole morire, con percentuali che variano dall&#8217;87 per cento in Svezia ed il 52 in Grecia: in Italia il 76 per cento pensa che ciascuno abbia il diritto di disporre della propria vita mentre i contrari sono il 17 per cento; il resto sono indecisi.<br />I pareri sono stati più tiepidi, seppur sempre maggioritari, davanti alla domanda su quanto personalmente si sia disposti a prendere in considerazione l&#8217;eutanasia davanti ad una malattia incurabile o una grave invalidità. A prendere in considerazione per se stessi questa alternativa sono il 78 per cento degli spagnoli, il 71 degli italiani ed il 68 degli irlandesi. Paradossalmente aumenta il consenso tra i greci che si considerano personalmente favorevoli all&#8217;eutanasia nel 56 per cento dei casi. Le popolazioni europee, cioè, sono a favore dell&#8217;eutanasia in linea generale ma il consenso diminuisce qualora debbano prenderla in considerazione per la propria persona: questo principio invece viene capovolto in Grecia.<br />Schiacciante contrarietà a considerare l&#8217;eutanasia sanzionabile di pena: ad essere in disaccordo sono l&#8217;82 per cento dei portoghesi, il 76 degli italiani (solo il 18 per cento è favorevole) mentre paradossalmente i più &#8220;tiepidi&#8221; sono gli svedesi, in quanto solo il 58 per cento degli intervistati pensa che l&#8217;eutanasia non debba essere penalmente rilevante.<br />Uno degli argomenti usati per opporsi all&#8217;eutanasia è che la sua introduzione potrebbe incentivarne il ricorso. Il 73 per cento dei danesi pensa che questa eventualità non possa accadere mai o solo raramente, mentre solo il 38 per cento dei greci respinge questa ipotesi; il 62 per cento degli italiani non condivide mentre il 29 pensa che sia possibile.<br />Seppure in misura minore, il parere favorevole degli italiani verso l&#8217;eutanasia <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=20177&amp;typeb=0&amp;13-05-2012--Rapporto-Italia-2012-la-secolarizzazione-avanza" target="_blank">era emerso</a> anche nel Rapporto Italia 2012 di Eurispes. Nonostante gli italiani siano a favore dell&#8217;eutanasia, attualmente alla Camera <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=27999&amp;typeb=0&amp;12-07-2012--Testamento-biologico-luci-e-ombre" target="_blank">è in discussione</a> il disegno di legge Calabrò che non solo proibisce all&#8217;articolo 1 «ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio» ma di fatto non permette al paziente di rifiutare idratazione e alimentazione forzate e rimette la sua volontà a quella del medico, in contrasto con l&#8217;articolo 32 della Costituzione: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». </p>
<p><strong>Cagliostro &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=42346&amp;typeb=0&amp;Gli-europei-dicono-si-all-eutanasia">Cronache Laiche</a></strong></p>
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		<title>Muore perché i medici le negano l&#8217;aborto</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/muore-perche-i-medici-le-negano-laborto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 07:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Savita Halappanavar, una trentunenne indiana residente in Irlanda, è morta di setticemia alla diciassettesima settimana di gravidanza. A seguito di complicazioni si era rivolta il 21 ottobre all&#8217;ospedale universitario di Galway dove le avevano diagnosticato un aborto spontaneo. La donna aveva quindi chiesto di avere accesso all&#8217;interruzione di gravidanza ma i medici avevano rifiutato perché [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/muore-perche-i-medici-le-negano-laborto/">Muore perché i medici le negano l&#8217;aborto</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Savita Halappanavar, una trentunenne indiana residente in Irlanda, è morta di setticemia alla diciassettesima settimana di gravidanza. A seguito di complicazioni si era rivolta il 21 ottobre all&#8217;ospedale universitario di Galway dove le avevano diagnosticato un aborto spontaneo.<span id="more-10965"></span><img decoding="async" class="alignnone" title="ireland" src="http://cronachelaiche.globalist.it/QFC/NEWS_77637.jpg" alt="" width="294" height="193" /> La donna aveva quindi chiesto di avere accesso all&#8217;interruzione di gravidanza ma i medici avevano rifiutato perché era ancora presente il battito cardiaco nel feto e per la legislazione irlandese ciò basta per vietare l&#8217;aborto dopo la nona settimana (aborto consentito, per altro, solo se la madre è in pericolo di vita). La donna, in preda a forti dolori, aveva continuato a chiedere di interrompere la gravidanza ma il personale dell&#8217;ospedale alla fine le aveva risposto: «Questo è un Paese cattolico». I dottori hanno estratto il feto giorni dopo, quando il battito cardiaco era scomparso, ma questo ritardo ha provocato la morte della donna il 28 ottobre e sul suo decesso ora è stata aperta un&#8217;indagine.</p>
<p>Dal 18 ottobre nella cattolicissima Irlanda è possibile ricorrere all&#8217;aborto. Si può farlo nella clinica Maria Stopes nel centro di Belfast &#8211; quindi nella parte di paese appartenente al Regno Unito &#8211; dove pur non essendo valido il divieto di effettuare interruzioni di gravidanza, vigente dal 1967 nella Repubblica d&#8217;Irlanda, si è sempre evitato di praticarle per non alimentare le tensioni con la componente cattolica della popolazione. Il giorno in cui è stata aperta la clinica Maria Stopes gli antiabortisti sono scesi in piazza a protestare e la polizia ha dovuto presidiare la struttura per tutelare l&#8217;incolumità dei pazienti e del personale.</p>
<p>Come <a href="http://world.time.com/2012/11/12/irelands-abortion-debate-heats-up/" target="_blank">riporta</a> il <em>Time</em> l&#8217;apertura della clinica ha inevitabilmente acceso il dibattito in tutta l&#8217;Irlanda, dove la Chiesa cattolica può contare nell&#8217;adesione dell&#8217;84 per cento della popolazione e ha sempre svolto un ruolo importante nelle decisioni politiche, anche se i recenti scandali di preti coinvolti in casi di pedofilia ne hanno scalfito il prestigio. Un paese, però, che sta cambiando e che vede il 54 per cento degli elettori a favore della legalizzazione dell&#8217;aborto contro il 37 di qualche anno fa.</p>
<p>Nel 2010 la Corte dei diritti dell&#8217;uomo ha accolto il ricorso di una donna lituana, incinta e malata di cancro, che ha denunciato l&#8217;Irlanda perché il divieto di aborto comprometteva la sua vita. La sentenza ancora non è stata emessa ma sia i gruppi <em>no-choice</em> che la Chiesa cattolica sono scesi in campo opponendosi ad ogni forma di legalizzazione dell&#8217;interruzione di gravidanza. Attualmente in Irlanda abortire è legale solo se la vita della madre è in pericolo ma non esiste alcuna normativa che preveda cosa si intende per &#8220;rischio di vita per la madre&#8221; e i medici, temendo sanzioni penali e professionali, evitano di praticare qualsiasi aborto, producendo effetti drammatici. Nonostante il decesso di Savita Halappanavar, per i <em>&#8220;pro-life&#8221;</em> resta prioritaria la tutela della &#8220;libertà religiosa&#8221;. Come <a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/europa-europe-cristiani-cristianos-christians-19674/" target="_blank">riferisce</a> Marco Tosatti sulla <em>Stampa</em>, l&#8217;Osservatorio sull&#8217;intolleranza contro i cristiani in Europa ha recapitato all&#8217;Osce (Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa) un <a href="http://www.intoleranceagainstchristians.eu/fileadmin/user_upload/Statement_SHDIM_Freedom_of_Assembly_Nov_9_OSCE_Hofburg_Wien.pdf" target="_blank">dossier</a> sulle &#8220;persecuzioni&#8221; contro i cristiani: fra le &#8220;discriminazioni&#8221; subite quella di non poter manifestare davanti alle cliniche in cui vengono praticati gli aborti.<br />Forse la polizia non ha tutti i torti nell&#8217;impedire ai no-choice di protestare davanti gli ospedali. Oltre ad ovvi motivi di privacy a tutela delle pazienti, in Polonia gli attivisti anti-aborto <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=39674&amp;typeb=0&amp;La-Corte-europea-dei-diritti-dell-uomo-condanna-la-Polonia-dei-no-choice" target="_blank">hanno aggredito</a> una ragazzina di quattordici anni che voleva ricorrere all&#8217;aborto a seguito di uno stupro impedendole di salire su un taxi. </p>
<p><strong>Cagliostro &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41050&amp;typeb=0&amp;Muore-perche-i-medici-le-negano-l-aborto">Cronache Laiche</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/muore-perche-i-medici-le-negano-laborto/">Muore perché i medici le negano l&#8217;aborto</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo condanna la Polonia dei no-choice</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-corte-europea-dei-diritti-delluomo-condanna-la-polonia-dei-no-choice/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 22:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[cagliostro]]></category>
		<category><![CDATA[no-choice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Ragazzina costretta ad abortire ma la corte Ue condanna lo Stato»: così Avvenire titola in riferimento al caso di un&#8217;adolescente di quattordici anni che ha fatto ricorso all&#8217;aborto.La triste storia nasce in Polonia nel 2008: una ragazza di quattordici anni era stata stuprata e non ha avuto accesso all&#8217;aborto in diversi ospedali a seguito delle pressioni dei gruppi no-choice. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-corte-europea-dei-diritti-delluomo-condanna-la-polonia-dei-no-choice/">La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo condanna la Polonia dei no-choice</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Ragazzina costretta ad abortire ma la corte Ue condanna lo Stato»: così <em>Avvenire</em> <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1MO86T" target="_blank">titola</a> in riferimento al caso di un&#8217;adolescente di quattordici anni che ha fatto ricorso all&#8217;aborto.<br />La triste storia nasce in Polonia nel 2008: una ragazza di quattordici anni era stata stuprata e non ha avuto accesso all&#8217;aborto in diversi ospedali a seguito delle pressioni dei gruppi <em>no-choice</em>. Questa vicenda aveva suscitato molto clamore in Polonia ed alla fine è approdata davanti la Corte europea per i diritti dell&#8217;uomo.<span id="more-10941"></span><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="polonia" src="http://cronachelaiche.globalist.it/QFC/NEWS_74923.jpg" alt="" width="294" height="128" /></p>
<p>La ragazza &#8211; le cui generalità vengono nascoste &#8211; essendo stata violentata aveva ottenuto un certificato di un pubblico ministero polacco che confermava che la sua gravidanza era a causa di rapporti sessuali illeciti.<br />Questo è uno dei motivi per avere accesso all&#8217;aborto in conformità con la legge polacca: una delle più restrittive d&#8217;Europa che lo ammette solo in caso di stupro, incesto o quando la vita della madre o del feto è in pericolo.</p>
<p>Come risulta dalla <a href="http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx?i=001-114098" target="_blank">sentenza</a> della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, il 9 aprile 2008 la ragazza era andata all&#8217;ospedale di Lublino chiedendo di abortire accompagnata da un suo coetaneo ma i medici le dissero che non potevano fare nulla considerata la sua minore età.<br />Perciò la giovane tornò con la madre e &#8211; sebbene in stato di shock a causa dello stupro &#8211; ribadì che non voleva portare a termine la gravidanza anche perché voleva proseguire con gli studi. Un medico dell&#8217;ospedale di Lublino suggerì loro di incontrare un prete cattolico ma la madre si rifiutò.<br />Nello stesso ospedale un secondo dottore consigliò alla mamma di «far sposare la figlia». Nonostante ci fosse stato un rifiuto, la ragazza venne poi accompagnata da sola da un prete cattolico senza che le avessero chiesto se fosse cattolica o se lo desiderasse.<br />Il prete &#8211; che aveva già ricevuto tutte le informazioni da parte dei medici &#8211; cercò di convincerla a portare a termine la gravidanza ma la giovane rispose che non poteva prendere questa decisione da sola e doveva condividere una scelta così difficile con i genitori. Perciò il prelato le chiese di dargli il suo numero di cellulare e la ragazza accettò. Sebbene la madre fosse assente e nonostante la minore età, il prete ed un dottore le fecero fermare una dichiarazione in cui l&#8217;adolescente esprimeva la volontà di portare a termine la gravidanza: lei firmò &#8211; come risulta nella sentenza della Cedu &#8211; solo perché non voleva essere sgarbata. All&#8217;arrivo della madre il dottore la apostrofò che era una «cattiva madre» e le due donne lasciarono l&#8217;ospedale per cercare di ottenere un aborto in quello di Varsavia.</p>
<p>Il 3 giugno 2008, mentre era nell&#8217;ospedale della capitale polacca, la ragazza cominciò a ricevere messaggi sul suo cellulare sia dal prete che aveva incontrato a Lublino che da vari sconosciuti attivisti anti-aborto che scrivevano che stavano pregando per lei. Il prelato arrivò a Varsavia il giorno dopo con un&#8217;attivista <em>no-choice</em> e le autorità ospedaliere permisero l&#8217;incontro con la ragazza in assenza della madre. La sera stessa una sconosciuta attivista anti-aborto entrò nella stanza in cui era ricoverata l&#8217;adolescente provocando la reazione di quest&#8217;ultima che si lamentò come le autorità dell&#8217;ospedale permettessero a chiunque di approcciarla.<br />Il 5 giugno madre e figlia «sentendosi manipolate e indifese» lasciarono l&#8217;ospedale di Varsavia in quanto i medici si rifiutavano di praticare l&#8217;aborto per il troppo clamore suscitato dal caso. All&#8217;uscita dell&#8217;ospedale la ragazza e sua madre vennero aggredite da due attivisti <em>no-choice</em> che le impedirono di salire su un taxi e chiamarono la polizia che le portò in un commissariato: da qui cominciò il calvario.</p>
<p>Come risulta dalla sentenza nonostante la ragazza fosse incinta ed avesse subito uno stupro non le venne offerto del cibo, le venne sequestrato il cellulare, fu separata dalla madre e messa in una stanza chiusa a chiave. Il solito prete venne a trovarla e le disse che avrebbe chiesto all&#8217;autorità giudiziaria di metterla in una casa famiglia per ragazze madri gestita dalla Chiesa cattolica. Successivamente la ragazza parlò con uno psicologo ed in questo modo sintetizzò l&#8217;incontro: «Gli ho raccontato di nuovo tutta la vicenda e mi hanno detto che sarebbe stato meglio per me portare a termine la gravidanza. Non hanno chiesto la mia opinione e sono stata in una camera chiusa per tutto il giorno. Mi sentivo come se fossi in un riformatorio, avevo sbarre alla finestra ed una porta chiusa a chiave, non è stato molto piacevole». Dopo questo colloquio la polizia decise di mettere l&#8217;adolescente in un centro per giovani separandola completamente dalla madre. Alla fine l&#8217;aborto è stato praticato nell&#8217;ospedale di Danzica dopo l&#8217;intervento del ministero della Salute. La Corte europea ha sentenziato che c&#8217;erano state diverse violazioni dei diritti della ragazza (tra cui quello alla privacy) e di sua madre condannando la Polonia a pagare la somma di 45.000 euro come risarcimento (30.000 per la figlia e 15.000 alla madre) oltre a 16.000 euro per le spese legali.</p>
<p>Nonostante <em>Avvenire</em> scriva che «la giovane sembrava intenzionata a tenere il bambino (mentre, <em>ndr</em>) la mamma la spingeva ad abortire» dalla testimonianza della ragazza risulta che fosse stata sua intenzione sin dall&#8217;inizio di non proseguire la gravidanza: al contrario pressioni dirette e violente sono state fatte da chi non aveva neanche diritto di parlare con la giovane come i vari attivisti contro l&#8217;aborto. Inoltre se, come scrive l&#8217;organo della Cei, «la giovane era stata allontanata dalla madre, in modo che potesse decidere senza subire pressioni», c&#8217;è da pensare che una ragazza (o meglio bambina) di quattordici anni che ha subito uno stupro abbia tutto il diritto di poter prendere una decisione così importante con la sua famiglia. La pressione di un prete cattolico e di sconosciuti attivisti<em>no-choice</em> è forse più importante dell&#8217;appoggio che può dare una madre? Come mai la Chiesa &#8211; che sempre sostiene l&#8217;importanza dell&#8217;unità familiare &#8211; ha agito attivamente in questo caso per disgregare la famiglia separando una madre ed una figlia proprio nel momento in cui quest&#8217;ultima aveva bisogno del sostegno che solo una mamma può dare? </p>
<p><strong>Cagliostro &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=39674&amp;typeb=0&amp;La-Corte-europea-dei-diritti-dell-uomo-condanna-la-Polonia-dei-no-choice">Cronache Laiche</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-corte-europea-dei-diritti-delluomo-condanna-la-polonia-dei-no-choice/">La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo condanna la Polonia dei no-choice</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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