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	<title>antievoluzionismo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La filogenetica del creazionismo furtivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 21:31:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[antievoluzionismo]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione biologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2004, il distretto scolastico di Dover, in Pennsylvania, cambiò il programma di insegnamento della biologia per inserire un dettaglio non da poco: la cosiddetta teoria del disegno intelligente doveva essere presentata come un’alternativa alla teoria dell’evoluzione di Darwin. Una decisione che suscitò forti polemiche e che l’anno successivo portò al celebre caso Kitzmiller vs. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/la-filogenetica-del-creazionismo-furtivo.html/evolution-day-2016-2" rel="attachment wp-att-13512"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-13512" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/evolution-day-2016.jpg" alt="evolution day 2016" width="619" height="875" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/evolution-day-2016.jpg 619w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/evolution-day-2016-212x300.jpg 212w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/evolution-day-2016-113x160.jpg 113w" sizes="(max-width: 619px) 100vw, 619px" /></a>Nel 2004, il distretto scolastico di Dover, in Pennsylvania, cambiò il programma di insegnamento della biologia per inserire un dettaglio non da poco: la cosiddetta teoria del disegno intelligente doveva essere presentata come un’alternativa alla teoria dell’evoluzione di Darwin. Una decisione che suscitò forti polemiche e che l’anno successivo portò al celebre caso <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kitzmiller_v._Dover_Area_School_District">Kitzmiller vs. Dover Area School District</a></strong> (Pikaia ne ha parlato <strong><a href="http://pikaia.eu/quando-il-creazionismo-divento-intelligente/">qui</a></strong>, <a href="http://pikaia.eu/the-devil-in-dover/"><strong>qui</strong> </a>e <strong><a href="http://pikaia.eu/lid-vietato-a-dover-pennsylvania-2/">qui</a></strong>). Dopo tre mesi di dibattito, il giudice John E. Jones III – un repubblicano nominato da George W. Bush – dichiarò incostituzionale il tentativo di presentare una posizione non scientifica come il disegno intelligente come alternativa alla teoria dell’evoluzione.</p>
<p>La sconfitta non pose fine a simili tentativi ma costrinse i sostenitori del creazionismo a cercare nuove vie per portare avanti la loro battaglia ideologica, mascherandone gli elementi più controversi per adattarsi al panorama legislativo.</p>
<p>Una battaglia che prosegue da più di novant’anni e che ha attraversato diverse fasi. La prima iniziò negli anni 20, con la proibizione dell’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole pubbliche e il processo Scopes, e si concluse nel 1968, quando questa proibizione venne dichiarata incostituzionale. La seconda ebbe inizio subito dopo, quando i creazionisti iniziarono un’intensa attività di lobbismo per insinuare la loro dottrina nei programmi scolastici accanto alla teoria dell’evoluzione. In quest’ottica, si passò dal creazionismo biblico alla creation science fino ad arrivare al disegno intelligente, in un passaggio dall’antievoluzionismo (negare il concetto stesso di evoluzione) all’antidarwinismo (riconoscere l’evoluzione come un fatto ma negarne la spiegazione darwiniana). Dopo la sentenza del 2005, ebbe inizio la terza fase, la cui strategia consisteva nell’evitare qualsiasi riferimento esplicito al creazionismo.</p>
<p>Una vera e propria <strong><a href="http://pikaia.eu/creazionismo-e-antidarwinismo-in-usa-e-in-italia/">evoluzione</a></strong> per<strong> <a href="http://pikaia.eu/dal-processo-scopes-allintelligent-design-evoluzione-del-creazionismo/">adattamento</a></strong>, come dimostra lo studio pubblicato su <strong><a href="http://science.sciencemag.org/content/351/6268/28"><em>Science</em></a></strong> da Nicholas Matzke, ricercatore della Australian National University che collaborò con il<strong> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Center_for_Science_Education">National Center for Science Education</a></strong> durante la preparazione del processo Kitzmiller. Matzke si è concentrato sulla terza fase – quella dello “stealth creationism” – raccogliendo 67 proposte di legge avanzate da governatori locali a partire dal 2004, tre delle quali sono diventate legge in Louisiana, Tennessee, e Mississippi.</p>
<p>Tramite un’analisi testuale delle proposte basata sulla filomemetica, che usa gli strumenti della statistica filogenetica per studiare la trasmissione culturale, Matzke ha identificato le parti di testo che erano state copiate, passando dall’una all’altra, e le modificazioni che avevano riportato. Ripercorrendo a ritroso le tappe di questa “discesa con modificazioni” è quindi risalito a sette proposte di legge che hanno le maggiori probabilità di essere gli antenati comuni di tutte quelle successive. Ma soprattutto, ben 63 delle 65 proposte analizzate mostravano di avere un legame diretto, per via dei loro contenuti o dei loro promotori, al creazionismo.</p>
<p>La ricostruzione di Matzke ha anche evidenziato due principali linee di intervento legislativo: gli <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Academic_Freedom_bills">academic freedom acts (AFA)</a></strong> e i science education acts (SEA). I primi erano piuttosto diffusi soprattutto fra il 2004 e il 2005, e dovevano molto al <strong><a href="http://www.discovery.org/a/2037">modello base</a></strong> diffuso dal <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Discovery_Institute">Discovery Institute</a></strong>, una influente fondazione statunitense che sostiene la dottrina del disegno intelligente. Il caso Kitzmiller mise in crisi questo modello, costringendo i suoi supporter a cercare risorse che non fossero direttamente collegate al Discovery Institute, la cui matrice pseudocreazionista era ormai evidente.</p>
<p>L’approvazione del Louisiana science education act aprì la strada ai SEA, che rimpiazzarono quasi completamente gli AFA e che introdussero una nuova strategia retorica: fare riferimento alla necessità di un’analisi critica su temi presentati come controversi fra gli esperti. Non solo l’evoluzione ma anche il riscaldamento globale e la clonazione umana vengono tirati in ballo, sulla base di una <strong><a href="http://pikaia.eu/levoluzione-della-comunicazione-della-scienza/">distorta interpretazione del concetto di controversia scientifica</a></strong>. Questa tattica fa leva su due punti di forza: non riguarda in maniera specifica la teoria di Darwin, evitando così di apparire motivata da convinzioni religiose, e include nelle presunte controversie il riscaldamento globale, tanto malvisto quanto la teoria dell’evoluzione in certi ambienti politici conservatori. Questa innovazione retorica ha avuto un certo successo ed è stata ripresa in più di una dozzina di successive proposte di legge.</p>
<p>L’analisi di Matzke si rivela quindi un utile strumento per un paese come gli Stati Uniti, dove il creazionismo – in qualsiasi forma si presenti – continua a rappresentare una seria minaccia per l’insegnamento scientifico. Una minaccia che sta allargando il suo campo d’azione ad altri argomenti sgraditi in certi ambienti, a partire dal riscaldamento globale, e che rischia di trasformare inesistenti controversie scientifiche in materia di dibattito politico.</p>
<p>In Italia, per fortuna, la situazione è diversa. Il nostro paese non ha lo stesso background culturale degli USA. Loro hanno la <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bible_Belt">Bible Belt</a></strong>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Creationist_museum">i <strong>musei creazionisti</strong></a> (Pikaia ne ha parlato <a href="http://pikaia.eu/cronaca-di-una-visita-allantimuseo-2/"><strong>qui</strong> </a>e <strong><a href="http://pikaia.eu/create-a-burger/">qui</a></strong>) e fondazioni che sovvenzionano la disinformazione creazionista. Il 46% della popolazione americana crede che Dio abbia creato l’uomo così com’è circa diecimila anni fa e che non ci sia stata evoluzione. Da noi la situazione non è così difficile. Una differenza, questa, di cui è bene tenere conto nelle strategie comunicative volte a contrastare le bufale e le distorsioni antidarwiniste.</p>
<p>Ma conoscere la realtà culturale e legislativa in cui si combatte la propaganda creazionista negli Stati Uniti è comunque importante anche per noi, perché non siamo immuni a questa propaganda. Soprattutto quella più furtiva, che evita ogni riferimento esplicito a creazionismo e disegno intelligente salvo riciclarne le argomentazioni e le strategie retoriche. Che trasforma la lotta alla teoria dell’evoluzione in una presa di posizione ideologica, che prescinde dalla scienza ma non esista a deformarla pur di sostenere i propri argomenti. Abbiamo avuto anche noi i tentativi ministeriali di eliminare Darwin dalle scuole o i <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzionismo._Il_tramonto_di_una_ipotesi">convegni antidarwinisti</a></strong> parzialmente finanziati da istituzioni scientifiche pubbliche.</p>
<p>Conoscere il modo in cui si evolvono le strategie legislative antievoluzioniste e antidarwiniste ci può aiutare a difenderci meglio, casomai un domani ci trovassimo ad affrontarle.</p>
<p><strong>Michele Bellone &#8211; <a href="http://pikaia.eu/la-filogenetica-del-creazionismo-furtivo/">Pikaia</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-filogenetica-del-creazionismo-furtivo/">La filogenetica del creazionismo furtivo</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Introduzione all’Evolution Day 2015</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/introduzione-allevolution-day-2015/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 22:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[riportiamo l&#8217;introduzione della giornata dell&#8217;Evolution Day del 21 Febbraio 2015] Da dieci anni circa organizziamo nella nostra città i Darwin Day, giornate di incontro volte a diffondere la scienza e la consapevolezza dell’evoluzione biologica che regola la vita sul nostro pianeta. Quando abbiamo cominciato, dieci anni fa, le cose erano un po’ diverse. Il mondo accademico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/introduzione-allevolution-day-2015/">Introduzione all’Evolution Day 2015</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[riportiamo l&#8217;introduzione della giornata dell&#8217;Evolution Day del 21 Febbraio 2015]</em></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Da dieci anni circa organizziamo nella nostra città i Darwin Day, giornate di incontro volte a diffondere la scienza e la consapevolezza dell’evoluzione biologica che regola la vita sul nostro pianeta. </span></span>Quando abbiamo cominciato, dieci anni fa, le cose erano un po’ diverse. Il mondo accademico ancora non era sceso in piazza in modo concreto e divulgativo per contrastare il movimento neo-creazionista dell’Intelligent Design e tutto ciò che gli sta attorno.</p>
<p><span id="more-12910"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/darwinsx.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12911" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/darwinsx.jpg" alt="darwinsx" width="193" height="262" /></a>Gli scienziati erano ancora su piani irraggiungibili mentre in internet imperversava la disinformazione dei neo-creazionisti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">In questi dieci anni possiamo dire che le cose sono cambiate per quel che riguarda la divulgazione certamente in meglio. Sono scesi in campo grandi nomi del mondo accademico: Telmo Pievani, Guido Barbujani, Luigi Cavalli Sforza, e Rita Levi Montalcini finché è vissuta. Alcuni di questi li abbiamo avuti anche ospiti ai nostri Darwin Day.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Certo ovviamente si trovano ancora i vari siti di disinformazione che portano le classiche argomentazioni creazioniste: complessità irriducibile, errori nella datazione dei fossili, anelli mancanti, interpretazioni ridicole del secondo principio della termodinamica, inspiegabilità della formazione della vita dai composti inanimati e quant’altro. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma oggi basta davvero andare su wikipedia per distinguere ciò che è scienza da ciò che non è scienza e trovare, ad esempio un intera pagina di “prove dell’evoluzione biologica”. Oltre a questo ci sono dei bellissimi siti in italiano che danno conto dello stato dei fatti come il bellissimo </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://www.pikaia.eu/"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">www.pikaia.eu</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> che costantemente aggiornato dà un ottima idea delle discussioni intorno all’evoluzione biologica. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ho detto discussioni, perché come ogni teoria scientifica l’evoluzione biologica è costantemente oggetto di revisioni, aggiornamenti e correzioni. Tante sono le conoscenze in più che abbiamo da quando Darwin la promulgò che sarebbe da sciocchi pensare che sia rimasta la stessa. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Quello che non vogliono accettare gli anti-darwinisti è che il nocciolo della teoria oggi continua ad essere darwiniano. Nonostante tutto, verrebbe da dire. Il meccanismo mutazione-selezione-speciazione funziona bene dopo oltre centocinquant’anni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ovviamente, ciò non vuol dire che non si discuta attorno a questo. Si discute dei meccanismi di selezione, si discute del nuovo ruolo dell’ambiente (epigenetica), si discute dell’estinzione di massa che stiamo vivendo, solo per fare degli esempi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Di tutto questo i grandi mass media non se ne sono accorti o se ne sono accorti pochissimo, continuano ad essere affezionati all’immagine della “marcia del progresso” che è una delle immagini più sbagliate per spiegare l’evoluzione biologica, continuano ad annunciare la scoperta di “anelli mancanti” laddove linea evolutiva non c’è stata (clamoroso in questo caso il recente titolo dell’articolo de “la repubblica” che annunciava la scoperta del cranio che collegava il Sapiens al Neanderthal quando lo stesso articolo parlava di ibridazione e non di evoluzione fra le due specie).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Tornando al creazionismo e alle sue nuove definizioni, chi ci ha seguito in questi anni sa che abbiamo trattato molte volte il tema, l’ultima volta l’anno scorso con il bravissimo Dott. Michele Bellone, precedentemente anche con il Darwin Day di Giangi Poli “le prove dell’evoluzione a portata di mano”. A questo punto riteniamo che il nostro pubblico si meriti un livello più alto di informazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">È anche per questo che da oggi passiamo dal Darwin Day all’Evolution Day, non per rinnegare Darwin, anzi, ma per poter parlare di scienza a 360° dando per scontato che l’Evoluzione Biologica non è in discussione. Anzi, come diceva Dobhanski e ripreso anche dalla locandina di quest’anno “nulla ha senso in biologia se non alla luce dell’evoluzione”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Quindi ripeto, da oggi nell’organizzazione di queste giornate diamo l’evoluzione biologica per scontata perché oggi chi è anti evoluzionista lo può fare solo per due motivi, l’ignoranza o la malafede. Mentre per la prima ormai basta aprire wikipedia e non è necessario scomodare dei professori a tenere una conferenza, per la seconda non c’è cura.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi parleremo con il Prof. Rondinini della sesta estinzione di massa che stiamo vivendo in questi giorni e con il Prof. Magnani delle ultime scoperte delle neuroscienze. Ovviamente alla fine potrete intervenire e fare domande sul tema delle conferenze. Vi anticipo però che sarò categorico nel mio ruolo di moderatore, non accetterò domande che mettano ancora in dubbio l’evoluzione biologica. Abbiamo già dato per quello. Buona giornata.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/introduzione-allevolution-day-2015/">Introduzione all’Evolution Day 2015</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Pikaia non risponde alle provocazioni</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/pikaia-non-risponde-alle-provocazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 17:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori di Pikaia,alcuni di voi, che ringrazio moltissimo per la fiducia e per la passione, ci chiedono da qualche tempo perché non rispondiamo mai agli attacchi e alle insinuazioni che compaiono su certi siti di antievoluzionisti e di integralisti religiosi. La ragione è semplice e fu spiegata nel 2001 da due brillanti evoluzionisti, che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/pikaia-non-risponde-alle-provocazioni/">Pikaia non risponde alle provocazioni</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori di Pikaia,<br />alcuni di voi, che ringrazio moltissimo per la fiducia e per la passione, ci chiedono da qualche tempo perché non rispondiamo mai agli attacchi e alle insinuazioni che compaiono su certi siti di antievoluzionisti e di integralisti religiosi.<span id="more-10337"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/pikaia.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10338" title="pikaia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/pikaia-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/pikaia-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/pikaia-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/pikaia.jpg 325w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La ragione è semplice e fu spiegata nel 2001 da due brillanti evoluzionisti, che erano in disaccordo su molte questioni ma in piena sintonia su questa, e cioè Richard Dawkins e Stephen J. Gould: non si reagisce a queste provocazioni perché significherebbe riconoscere implicitamente all’interlocutore una qualche pertinenza sull’argomento. Gli impulsi viscerali che muovono tali polemiche non hanno infatti nulla a che vedere con la scienza né con una corretta analisi filosofica della scienza. Alcuni si nascondono dietro la viltà dell’anonimato per diffondere le loro menzogne e i loro insulti. Altri si spacciano per esperti e insistono nell’ignorare spudoratamente la storia della scienza sostenendo che Darwin fu il padre del razzismo e di chissà quali altre nefandezze. Chi conosce le tecniche di comunicazione sa che è difficile rispondere a un interlocutore in malafede che sostiene idiozie simili. Il portale Pikaia da anni svolge un servizio volontario di informazione scientifica secondo gli standard internazionali della ricerca, e a questi si attiene. Abbiamo dato e continueremo sempre a dare ampio spazio a critiche, obiezioni, difficoltà e necessari aggiornamenti della teoria evoluzionistica neodarwiniana. Lo facciamo perché questa è la scienza: un’impresa collettiva capace di auto-correggersi incessantemente. In questi giorni abbiamo ricordato, per fare un solo esempio, una fiera oppositrice del “pensiero unico neodarwinista”, come lei lo definiva, cioè la grande microbiologa Lynn Margulis, da poco scomparsa. Molti di noi possono non condividere le sue critiche radicali all’impostazione generale della Sintesi Moderna, ma il punto di vista di Lynn era motivato da un’indiscussa onestà intellettuale e soprattutto da ricerche e scoperte scientifiche di primissimo livello. Nulla a che vedere, insomma, con chi rincorre ancora morbosamente gli “errori di Darwin”, imbeccato da certo giornalismo nostrano che pare ossessionato da questo tema di retroguardia. Darwin di errori ne ha commessi parecchi, come è normale che sia per uno che disponeva dei mezzi scientifici di metà Ottocento, così come ha avuto intuizioni precorritrici rivalutate ancora oggi. Al netto di tutti gli errori possibili, passati e presenti, il nocciolo della spiegazione evoluzionistica attuale, corroborato oltre ogni ragionevole dubbio, è darwiniano. Se ne facciano una ragione i negazionisti a oltranza. Le valutazioni di merito sugli sviluppi e sugli aggiornamenti della teoria evoluzionistica vanno lasciate agli storici, agli scienziati e agli studiosi che conoscono le fonti, non al chiacchiericcio dei narcisisti della rete che spizzicano una citazione qui e una là e sono convinti di essere in possesso di chissà quale rivelazione. E’ disarmante osservare la perseveranza con cui si strumentalizza qualsiasi notizia sull’evoluzione nella speranza che sia una possibile smentita di Darwin, come se questo dovesse chissà perché lasciare spazio a interpretazioni più “rassicuranti” della storia naturale. Karl R. Popper sosteneva che in una società liberale bisogna essere tolleranti nei confronti di ogni posizione, ma che si può essere intolleranti con gli intolleranti. Nella democrazia della rete circolano tutte le opinioni, ma esiste anche il diritto di ignorare gli ignoranti.</p>
<p>Continuate a seguirci così numerosi anche nel 2012, con l’auspicio che per tutti voi sia pieno di nuove scoperte e di nuovi progetti!</p>
<p><strong>Telmo Pievani</strong> &#8211;<a href="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Perche_non_rispondiamo_alle_provocazioni.aspx"> Pikaia</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/pikaia-non-risponde-alle-provocazioni/">Pikaia non risponde alle provocazioni</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>W i creazionisti</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/w-i-creazionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 21:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi ogni persona razionale sicuramente non vorrebbe più sentir parlare di creazionismo: del Paleolitico basta e avanza lo studio dei fossili. Eppure, paradossalmente, un mondo senza creazionisti sarebbe, forse, un po’ più noioso. Un po’ come un mondo senza oroscopi da poter leggere in spiaggia, o senza i sensitivi dalle marcate connotazioni dialettali che si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/w-i-creazionisti/">W i creazionisti</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi ogni persona razionale sicuramente non vorrebbe più sentir parlare di creazionismo: del Paleolitico basta e avanza lo studio dei fossili. Eppure, paradossalmente, un mondo senza creazionisti sarebbe, forse, un po’ più noioso. Un po’ come un mondo senza oroscopi da poter leggere in spiaggia, o senza i sensitivi dalle marcate connotazioni dialettali che si vedono sulle TV locali.<span id="more-10121"></span><br />
Perché, anche se a volte si fatica ad ammetterlo, ogni articolo creazionista è realmente un piccolo capolavoro. Gli errori si nidificano l’uno dentro l’altro in uno splendido frattale di assurdità. Leggerne uno è un’esperienza che ha del mistico.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" title="fossils" src="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/ThumbJpeg.ashx?Code=Pikaia&amp;FilePath=Archivi/Pikaia/Img/0006/6080.jpg&amp;Width=325&amp;Height=0" alt="" width="325" height="269" />Qui, al Parco delle bufale, non ci siamo mai soffermati molto sull’argomento, ma gli <a href="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Autopsia_di_Australopithecus_sediba.aspx">ultimi studi su Australopithecus sediba </a>ci permettono di colmare la lacuna. Da sempre infatti ogni fossile, qualunque esso sia, è impugnato dai creazionisti come prova che smentisce l’evoluzione. Vuoi perché falso (nelle forme di creazionismo più primitive) vuoi per una creativa interpretazione in completo contrasto con quello che effettivamente dicono i dati (nelle forme più moderne).</p>
<p>Parliamo allora di come la notizia è stata accolta dalla <a href="http://www.uccronline.it/2011/09/12/l%E2%80%99australopithecus-sediba-contro-darwin-il-neo-darwinismo-e-il-gradualismo/">UCCR</a>, Unione dei Cristiano Cattolici Razionali.</p>
<p>La scoperta delle ossa di uno scheletro di “Australopithecus sediba” ritrovato in Sudafrica ha fatto letteralmente esultare i neo-darwinisti di mezzo mondo, proprio a conferma del grande bisogno di prove per veder confermate le loro radicali teorie (con ovvi interessi filosofici).</p>
<p>Nell’incapacità di comprendere esattamente questo pensiero (è un nostro limite), passiamo oltre.</p>
<p>La questione degli “anelli mancanti” tra la scimmia e l’uomo è in realtà un grande problema per chi sostiene che anche la macro-evoluzione abbia seguito gli stessi meccanismi della micro-evoluzione, processi che non possono essere messi minimamente in dubbio (questo per non illudere troppo il movimento creazionista). Non a caso nel novembre 2010 l’Università di New York, attraverso il geologo Michael Rampino, ha dichiarato che «l’evoluzione non è più sostenuta dalla geologia» (cfr. <a href="http://www.uccronline.it/2010/11/19/new-york-university-la-teoria-di-darwin-non-e-piu-sostenuta-dalla-geologia/">Ultimissima 19/11/10</a>), proprio perché il gradualismo formulato da Charles Darwin non è oggi più compatibile con la storia geologica. E questo è un altro dato di fatto.</p>
<p>Ovviamente siamo di fronte alla forma più recente di Creazionismo, quella che cioè a volte aborrisce il termine stesso preferendo definirsi antievoluzionismo, o con altre declinazioni ugualmente vuote. Per quanto riguarda gli anelli mancanti, la questione è già stata affrontata nel nostro articolo sul fossile: non esistono, e pertanto non sono né un piccolo né un grande problema. Accanto alla storia che ci raccontano i genomi, abbiamo molte forme di transizione che ci testimoniano i passaggi evolutivi che hanno preparato il terreno alla nostra specie, ma sappiamo che non potremo mai averle tutte (e non certo abbastanza da convincere un qualsiasi creazionista). Rampino: come questi sia diventato portavoce dell’intera comunità scientifica con una pubblicazione su una <a href="http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/08912963.2010.523948">rivista di storia della biologia</a> è un mistero degno di Voyager, in ogni caso, naturalmente, Rampino non ha detto nulla del genere, ma questo non ha impedito ai “veri” creazionisti americani di <a href="http://www.answersingenesis.org/articles/2010/11/13/news-to-note-11132010">citarlo</a>, come da prassi consolidata, a vanvera.</p>
<p>Il gradualismo è da sempre terreno di discussione in biologia, ma ciò che esalta in particolare l’intellighenzia creazionista è il fatto che nei decenni scorsi alcuni paleontologi sono saliti alla ribalta dipingendo le grandi modificazioni morfologiche che a volte troviamo nel record fossile come incompatibili con una visione dell’evoluzione vicina a quella a quella di Darwin, ovvero lenta, costante e graduale. I fossili ci raccontano una storia diversa, fatta di lunghi periodi di stasi e rapidissimi (su scala geologica) cambiamenti morfologici, in un’altalena di estinzioni di massa e successive radiazioni adattative.</p>
<p>In realtà persino Darwin era consapevole che la velocità dell’evoluzione non era una costante (anche se attribuiva le discontinuità nel record fossile principalmente alla sua intrinseca incompletezza), ma anche i sostenitori della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Punctuated_equilibrium#The_multiple_meanings_of_gradualism">Teoria degli equilibri punteggiati</a> non hanno mai messo in dubbio che i grandi cambiamenti, anche quando repentini, avvengano in modo graduale, cioè di generazione in generazione. Malgrado le mistificazioni creazioniste secondo le quali non abbiamo idea di cosa sia successo tra un “salto” (nella loro visione) e l’altro, di fatto è tutto nei confini dell’odiato neo-darwinismo.</p>
<p>L’analisi, quindi non certo originale, di Rampino è appunto che il record fossile mal si adatti al gradualismo ipotizzato da Darwin, mentre è più vicino all’interpretazione data da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Patrick_Matthew">Patrick Matthew</a>, che abbozzò la selezione naturale prima dello stesso Darwin ma che, in quanto catastrofista, riteneva che i viventi venissero comunque spazzati via da grandi estinzioni alle quali seguivano nuove creazioni. Quello che potrebbe passare inosservato, e che vale la pena di sottolineare, è che la selezione naturale alla fine esce indenne da questo macello, ovvero è bastato attaccare il gradualismo per attaccare l’intero impianto della sintesi neodarwiniana, e infatti si prosegue con:</p>
<p>La scoperta dello scheletro di cui stanno parlando oggi i quotidiani, utilizzando pure titoloni imbarazzanti come “L’anello mancante nell’evoluzione umana” (cfr. <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_settembre_09/fossile-sediba-sudafrica_b2dd9486-dabf-11e0-9c9b-7f60b377ee16.shtml">Il Corriere della Sera 9/11/11</a>), è paradossalmente un’ennesima prova contro la tesi gradualista, e quindi contro il perno dell’evoluzionismo darwiniano.</p>
<p>Su una cosa, almeno, siamo d’accordo: i titoli che si sono visti sono imbarazzanti.</p>
<p>Come riporta correttamente Enzo Pennetta dal<a href="http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/09/evoluzione-trovato-l%E2%80%99anello-mancante/"> suo sito web</a>, la notizia innanzitutto è vecchia, se n’era già parlato nel 2010.</p>
<p>Forse si tratta di un complotto ordito dai media materialisti, ma per semplicità segnaliamo che nel 2010 era uscita la notizia del <a href="http://www.sciencemag.org/content/328/5975/195.abstract">ritrovamento con le primissime analisi,</a> mentre la copertina del 9 settembre 2011 su Science A. sediba se l’è guadagnata con cinque nuovi paper. Per quanto ad alcuni possa sembrare incomprensibile la ricerca scientifica si ostina a proseguire, il più delle volte gradualmente.</p>
<p>Ad esempio su “<a href="http://www.pikaia.eu/easyne2/LYT.aspx?Code=Pikaia&amp;IDLYT=425&amp;SQL=ID_Documento?5302">Pikaia</a>”, il portale dell’evoluzione di Telmo Pievani, si informava della presenza di pareri discordanti. Tim White, paleoantropologo dell’University della California e tra i più esperti in materia, ha considerato questo scheletro solo un esponente tardivo di Australopithecus africanus e ne spiega la motivazione. La stessa posizione <a href="http://johnhawks.net/weblog/fossils/sediba/malapa-berger-description-2010.html">pare averla presa</a> anche John Hawks, antropologo dell’Università del Wisconsin-Madison. Dunque l’A. sediba non sarebbe affatto un anello di congiunzione con l’uomo.</p>
<p>A parte il solito anello di congiunzione, il resto viene da Pikaia ed è ovviamente è corretto. Anche noi abbiamo parlato della controversia.</p>
<p>Ma se questi scienziati si sbagliassero, andrebbe ancora peggio per i neodarwinisti. Come riporta un equilibrato articolo apparso su “Le Scienze” i risultati di questa ricerca «pongono così in dubbio la teoria di un graduale ampliamento del cervello durante la transizione da Australopithecus a Homo». Dove sembrava di vedere la definitiva consacrazione del meccanismo neo-darwiniano, emerge invece un grande ostacolo: si allontana l’ipotesi di uno sviluppo gradualistico del cervello. E i biologi, ricorda Pennetta, sanno che il gradualismo è un punto centrale del neo-darwinismo.</p>
<p>Purtroppo l’algoritmo creazionista, per quanto meraviglioso nella sua inanità, ha delle falle. Il campo visivo era qui totalmente occupato dalla parola “graduale”, e i colleghi di <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Au._sediba:_un_po__australopiteco,_un_po__uomo/1349356">Le Scienze </a>ne hanno fatto le spese. Un conto è l’organizzazione del cervello, un conto sono le sue dimensioni. Nel dubbio, sarebbe bastato leggere l’abstract per avere un’idea più precisa di quanto proposto dagli autori:</p>
<p>These results are consistent with gradual neural reorganization of the orbitofrontal region in the transition from Australopithecus to Homo, but given the small volume of the MH1 endocast, they are not consistent with gradual brain enlargement before the transition.</p>
<p>Il mosaico di caratteri moderni e arcaici indicherebbe una gradualità nello sviluppo di una struttura cerebrale di tipo umano, cosa che però cozza con l’ipotesi piuttosto quotata che questo sviluppo sia andato di pari passo con un aumento graduale delle dimensioni del cranio. A ogni modo (ma c’è da specificarlo?) il significato di “graduale” qui inteso dai ricercatori è molto diverso da quello che assume nel pensiero creazionista, e non c’entra nulla coi processi alla base dell’evoluzione. La controversia è sui rapporti filogenetici e sulla significatività di alcuni dettagli anatomici. Come alcune innovazioni morfologiche debbano inserirsi nel quadro dell’evoluzione umana è un quesito che è ancora senza una risposta definitiva, e questo nuovo fossile ha riacceso il dibattito.</p>
<p>Sintetizzando: 1) l’Australopithecus sediba è una specie di A. Africanus, e allora niente “anello” di congiunzione con Homo. 2) l’Australopithecus sediba è un anello di congiunzione con Homo, e allora la sua scoperta comporta molte difficoltà per l’evoluzionismo neo-darwiniano a causa del suo cervello che non mostra un’evoluzione graduale.</p>
<p>Come sempre si deve porre l’accento sul fatto che esistono diversi tipi di evoluzionismo, in particolare due: quello “ortodosso” e quell’altro là, qualunque esso sia. Ma è nelle pennellate finali che si rivela il genio: una specie che è una specie di un’altra specie, misteriosamente sottratta alle regole di Linneo.</p>
<p>W i Creazionisti.</p>
<p><strong>Stefano Dalla Casa</strong> (<a href="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/W_i_creazionisti.aspx">da Pikaia</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/w-i-creazionisti/">W i creazionisti</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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