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	<title>antidarwinismo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Le categorie servono?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2014 14:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[michele bellone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello che segue è uno scambio di opinioni, sotto forma di lettere aperte,  fra Alessandro Chiometti e Michele Bellone, relatore dell&#8217;ultimo Darwin Day di Terni. Caro Michele, ho letto e riletto spesso il tuo articolo che abbiamo pubblicato anche noi di Civiltà Laica “Questioni di tifo” ed anche la tua ultima critica a Corrado Augias [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/le-categorie-servono/">Le categorie servono?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quello che segue è uno scambio di opinioni, sotto forma di lettere aperte,  fra Alessandro Chiometti e Michele Bellone, relatore dell&#8217;ultimo Darwin Day di Terni.</em></p>
<p>Caro Michele, ho letto e riletto spesso il tuo articolo che abbiamo pubblicato anche noi di Civiltà Laica “Questioni di tifo” ed anche la tua ultima critica a Corrado Augias (che posso solo presumere che sia giusta dato che non ho guardato il programma in oggetto).<span id="more-12319"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/05/BERLINO2014-132.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12320" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/05/BERLINO2014-132-300x200.jpg" alt="BERLINO2014 132" width="300" height="200" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/05/BERLINO2014-132-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/05/BERLINO2014-132-1024x685.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Come è ovvio concordo nella gran parte delle questioni che tu sollevi però c&#8217;è un piccolo sassolino dalla scarpa che mi vorrei togliere.</p>
<p>In particolare leggendo questo tuo passaggio: “[&#8230;]<i>alcuni di loro non propongono spiegazioni alternative finalistiche, quindi non li si dovrebbe chiamare creazionisti. D’accordo, usano gli stessi argomenti della destra fondamentalista americana, anche nei rari casi in cui non se la prendono con Darwin, però non propongono una spiegazione basata su un creatore o un qualsivoglia disegno (in realtà non propongono nulla, ma questa è un’altra storia). Ergo, non sono creazionisti.” </i></p>
<p>Ci ho ragionato a lungo sopra ma non riesco a digerire il passaggio.</p>
<p>Per commentare l&#8217;atteggiamento delle persone da te citate non può non venirmi in mente il vecchio adagio di Groucho Marx “se una persona parla come un imbecille e si comporta come un imbecille non lasciatevi ingannare: è veramente un imbecille”.</p>
<p>Mi spiego meglio, ammesso che codeste persone non propongano una spiegazione finalistica dell&#8217;evoluzione ne&#8217; tanto meno un creatore che l&#8217;abbia diretta e magari si professano atee, se però portano avanti le classiche argomentazioni del creazionista ignorante e/o in malafede (mancanza di anelli di congiunzione, complessità irriducibile di organi complessi come l&#8217;occhio, tempo per il ripiegamento di una proteina etc.) perché dovrei giudicarli meno severamente di colui che per lo meno lo dichiara che lo fa per ragioni di fede?</p>
<p>Queste persone sono nella discussione sull&#8217;evoluzione l&#8217;equivalente dei vari atei devoti come Marcello Pera o Giuliano Ferrara quando si parla di laicità dello stato, cioè persone in cui distinguere dove finisce la mancata comprensione della questione e dove inizia l&#8217;opportunismo politico è impossibile. E inutile aggiungo; perché mi devo stare a preoccupare di distinguere se Pera si professa ateo se dice le stesse cose di Ruini? Quello che dice mi basta per renderlo inadatto a ricoprire cariche istituzionali in un paese laico (che poi le abbia ricoperte per cinque tristi anni è purtroppo un dato di fatto).</p>
<p>Tornando a noi, se un professore di scienze di un qualunque liceo si professa ateo, o laico o comunque indipendente dalla Chiesa Cattolica ma tiene un suo sito in cui usa le argomentazioni classiche dei creazionisti (che come sappiamo non hanno niente di scientifico) per criticare l&#8217;evoluzione biologica tanto mi deve bastare per giudicarlo quantomeno poco adatto al ruolo che ricopre. E lo stesso dicasi per un professore di storia che nega l&#8217;olocausto ma si dichiara non nazista (o che neghi i gulag ma si dichiari non stalinista&#8230; visto che siamo in parcondicio).</p>
<p>Insomma, per concludere, è giusto, anzi giustissimo, indagare le varie sfaccettature del fenomeno dell&#8217;antievoluzionismo come fai tu e come ti prego di continuare a fare; però occorre essere chiari. L&#8217;evoluzione biologica è un dato di fatto, le prove a suo sostegno sono innumerevoli, le discussioni scientifiche che ci sono attorno ad essa non hanno mai invalidato (e a questo punto probabilmente non lo invalideranno mai) il nocciolo darwiniano da cui prende le fondamenta. Allora se qualcuno ha una sua rielaborazione da proporre lo deve fare nelle sede apposite e con i mezzi appositi. Se invece apre un blog per parlare di “complessità irriducibile” è a tutti gli effetti o un ignorante o in malafede. Indipendentemente dalla parrocchia a cui appartiene.</p>
<p>Poi, non vogliamo chiamarlo creazionista perché non propone il finalismo o l&#8217;Id? Ma come dovremmo chiamarlo se in pratica usa le stesse argomentazioni? Un non-evoluzionista? Un a-evoluzionista? E allora se qualcuno mi dice di essere per l&#8217;abolizione dei diritti dei lavoratori, per la cancellazione del welfare, e per l&#8217;autonomia del libero mercato e per la privatizzazione di ogni settore dello Stato, poi però aggiunge di non essere liberista&#8230; davvero mi devo preoccupare di creare una categoria per lui?</p>
<p>Un caro saluto.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/05/BERLINO2014-060.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12324" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/05/BERLINO2014-060-300x200.jpg" alt="BERLINO2014 060" width="300" height="200" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/05/BERLINO2014-060-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/05/BERLINO2014-060-1024x685.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Caro Alessandro,<br />Rispondo con piacere alla tua lettera, nella quale hai sollevato un punto molto importante; riferendoti a coloro che usano gli stessi argomenti dei creazionisti per criticare la teoria dell’evoluzione, mi hai chiesto “perché dovrei giudicarli meno severamente di colui che per lo meno lo dichiara che lo fa per ragioni di fede?”.<br />La mia risposta è che non devi, perché chi fa disinformazione scientifica sull’evoluzione va criticato duramente, ateo o credente che sia. Non mi pare di essere mai stato tenero nei confronti degli attivisti antidarwinisti “laici”, che anche a me ricordano molto gli “atei devoti” che tu hai citato. Penso anche di essere sempre stato chiaro nel dire che chi ha delle spiegazioni scientifiche alternative alla teoria dell’evoluzione deve proporle secondo le regole del dibattito scientifico, e non su un blog dove si riprendono le argomentazioni creazioniste e si citano a sproposito illustri scienziati. A quanto pare, però, la mia posizione è stata percepita come meno severa e più accondiscendente, e di questo mi dispiaccio.<br />Il punto è che, secondo me, per difendere la teoria dell’evoluzione dalla disinformazione più o meno ideologica non c’è bisogno di tirare di mezzo la religione. Anzi. Bollare come creazionista qualunque critica non scientifica al darwinismo rischia di essere controproducente per chi fa divulgazione dell’evoluzione, un vero e proprio autogol comunicativo che riduce la questione a un muro-contro-muro fra chi crede e chi non crede. E in questo clima di conflitto gli attivisti antidarwinisti sguazzano felici, poiché consente loro di creare un nemico perfetto, incarnato da quello che chiamano il dogma darwinista, contro il quale loro, romantici ed eroici ribelli, si scagliano. Si tratta di una forma di narrazione molto efficace, soprattutto per quanto riguarda temi scientifici controversi.<br />È importante distinguere fra chi è attivista e chi non lo è. Rivolgersi ai primi è inutile, tanto non ascoltano. Ma per ogni attivista antidarwinista che fa propaganda, ci sono tanti potenziali ascoltatori – credenti, atei, agnostici – che cercano risposte alle loro domande ma che rischiano di venir messi di fronte a una scelta di campo. O di qua o di là. Come reagirebbero queste persone se i loro legittimi dubbi venissero bollati come creazionismo? Sono convinto che una comunicazione incentrata sul “o credi o ragioni” – tipo quella usata da Augias nella sua trasmissione dedicata a Darwin, per intenderci – non convinca nessuno; anzi, rischia di dare un’immagine semplificata e caricaturale del dibattito, per non dire ideologica. Su entrambi i fronti.<br />A me interessa che la disinformazione degli attivisti antidarwinisti non faccia proseliti. A me interessa che la teoria dell’evoluzione venga raccontata per quello che è, cioè la miglior spiegazione scientifica di cui oggi disponiamo di quell’intricato processo che è alla base della varietà e della complessità della vita, la nostra tanto quanto quella delle lucertole, dei ragni, delle amebe. A me interessa che questa spiegazione non venga distorta per fini che non hanno nulla a che vedere con la scienza.<br />Ecco perché ritengo sbagliato usare in maniera così disinvolta e assoluta l’etichetta di creazionista. Ecco perché ritengo importante preoccuparsi di “distinguere se Pera si professa ateo se dice le stesse cose di Ruini”, come hai scritto tu. Per evitare di accentuare un contrasto sul quale gli attivisti antidarwinisti stanno basando la loro strategia comunicativa, rischiando quindi di fare il loro gioco. Per non dar modo a questa gente, mossa da fervore ideologico, di raccogliere le simpatie di coloro che, mossi invece da sincera curiosità, sono interessati al tema. Lasciamo gli attivisti sulle loro barricate a combattere la loro guerra personale.<br />Un caro saluto,</p>
<p><strong>Michele Bellone</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Questioni di tifo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2014 12:06:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un paio di settimane fa sono stato al Darwin Day di Terni, a parlare di antidarwinismo. È stato un bell’incontro, cui è seguito un dibattito vivace e stimolante. Avevo iniziato a scrivere un resoconto della giornata ma poi i pensieri hanno preso la strada che volevano loro e quindi eccomi qui a parlare di tifo. Quello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di settimane fa sono stato al <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/dieci-anni-di-darwin-day-a-terni.html">Darwin Day di Terni</a>, a parlare di antidarwinismo. È stato un bell’incontro, cui è seguito un dibattito vivace e stimolante. Avevo iniziato a scrivere un resoconto della giornata ma poi i pensieri hanno preso la strada che volevano loro e quindi eccomi qui a parlare di tifo. Quello da stadio, per intenderci.<span id="more-12220"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10793" alt="dialogo1" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1-300x248.jpg" width="300" height="248" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1-300x248.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Non sono un appassionato di calcio e ho sempre osservato da esterno le discussioni fra i tanti amici tifosi. Tifare vuol dire sentirsi parte di un gruppo, dimostrare lealtà e sostenersi a vicenda, anche quando si tratta di reclamare un fuorigioco o insultare un arbitro e tutta la sua stirpe andando a ritroso di parecchie generazioni. Niente di nuovo sotto il sole, dinamiche del genere sono studiatissime e, ovviamente, non si limitano al calcio. Sono molto diffuse, per esempio, anche in politica, dove chiunque abbia un colore politico anche solo minimamente diverso dal proprio ha spesso torto a prescindere.</p>
<p>Neanche il mondo scientifico è immune dalla sindrome delle tifoserie, soprattutto su quei temi controversi che vanno a coinvolgere aspetti etici, filosofici, politici e religiosi. Cioè tutti quegli elementi che, spesso, <a href="http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/07/18/perche-non-riesci-a-crederci-e-scienza/">hanno la meglio</a> nell’influenzare le nostre decisioni. Proviamo ora a immaginare un osservatore esterno, che assista a uno di questi dibattiti: egli vedrà due schieramenti scontrarsi con vigore, esibendo dati e citando scienziati in un turbinio di numeri, parole tecniche e prestigiosi virgolettati. Il nostro povero osservatore, che di scienza non capisce molto, si farà l’idea che gli scienziati stessi sono divisi sul tema in questione e che entrambe le posizioni sono quindi credibili dal punto di vista scientifico. Tutto ciò rappresenta un serio problema per chi fa comunicazione della scienza, poiché non sempre le evidenze scientifiche sono distribuite equamente – sia in termini di quantità che, soprattutto, di qualità – ai due lati della barricata.</p>
<p>Il che ci riporta all’antidarwinismo.</p>
<p>L’antidarwinismo esiste fin da quando Darwin ha pubblicato <i>L’origine delle specie</i> e da allora ha subito, ironia della sorte, una vera e propria evoluzione. Creazionismo hardcore (cioè quelli che credono che la Bibbia vada interpretata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Young_Earth_creationism">più</a> o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Old_Earth_creationism">meno</a> letteralmente), <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Theistic_evolution">evoluzionismo teistico</a>,<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Intelligent_design">intelligent design</a>, neoantidarwinismo (di cui ho parlato <a href="http://www.arpa.umbria.it/Resources/docs/micron%2026/micron_26_56.pdf">qui</a>); nella nebulosa antidarwinista c’è spazio per tutti. Le argomentazioni sono sempre le stesse, come pure le strategie retoriche. Una delle più sfruttate è quella che consiste nel mettere alla sbarra un darwinismo spesso ipersemplificato, distorto, radicale, rigidamente riduzionista e, soprattutto, impregnato fino al midollo di ateismo militante (qualcuno ha detto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Dawkins">Richard Dawkins</a>?), sostenendo che tutti i darwinisti sono così e che hanno dato vita a un dogma inattaccabile che condiziona tutta la ricerca in biologia. Partendo da qui, la critica antidarwinista si muove quindi su due binari: da un lato si contesta chi usa la teoria di Darwin per supportare filosofie materialistiche e atee, e per dimostrare scientificamente che non esiste alcun dio; dall’altro si sostiene che la stessa teoria darwiniana non è scienza ma filosofia. In pratica, un’opinione.</p>
<p>Ora, sul primo punto si potrebbe anche essere d’accordo. Darwin ha dimostrato che la scienza non ha bisogno di una divinità per spiegare i fenomeni del mondo naturale. Non ha dimostrato l’inesistenza di una qualsiasi divinità. Anche perché una dimostrazione simile non ha senso, da un punto di vista scientifico. La scienza non si occupa di divinità.</p>
<p>Il secondo punto, invece, è una <strong>bufala</strong>. Il problema è che questa bufala è sostenuta anche da alcuni scienziati. Pochi, non sempre molto competenti in biologia, a volte condizionati da posizioni religiose (ma ce n’è anche qualcuno ateo), spesso convinti che la vera scienza sia solo quella che può essere testata in laboratorio, il che significa che siccome non si può riprodurre in un esperimento l’evoluzione di una rana in una lucertola, allora la biologia evolutiva non è scienza.</p>
<p>Il punto è che tanto la figura storica di Darwin quanto la teoria dell’evoluzione si ritrovano al centro di una battaglia nella quale la scienza rischia di essere l’unica a perderci. Fin da quando pubblicò <i>L’origine delle specie</i>, lo scienziato inglese si sforzò di non farsi coinvolgere nel dibattito fra atei e credenti. Sono passati più di 150 anni e la situazione non è cambiata, il che ci riporta alla sindrome delle tifoserie: scienza versus fede, ennesimo round. Siccome ora ci sono anche antidarwinisti che prendono le distanze da qualsiasi forma di creazionismo (incluso quello criptico che si cela dietro all’intelligent design), il rischio è che il dibattito venga visto – dal nostro solito osservatore esterno e digiuno di scienza – come uno scontro fra una scienza darwiniana dogmatica, atea e intollerante da un lato, e una scienza antidarwiniana aperta e non dogmatica dall’altro.</p>
<p>Come fare per uscire da questo inghippo?</p>
<p>Tanto per cominciare, per contrastare gli antidarwinisti bisogna conoscerne l’evoluzione. Per esempio, alcuni di loro non propongono spiegazioni alternative finalistiche, quindi non li si dovrebbe chiamare creazionisti. D’accordo, usano gli stessi argomenti della destra fondamentalista americana, anche nei rari casi in cui non se la prendono con Darwin, però non propongono una spiegazione basata su un creatore o un qualsivoglia disegno (in realtà non propongono nulla, ma questa è un’altra storia). Ergo, non sono creazionisti. Inutile criticarli quando generalizzano – “tutti i darwinisti la pensano come Dawkins” – se poi si è i primi a farlo.</p>
<p>Altra cosa: bisogna raccontare meglio l’evoluzione e la teoria che la spiega, per esempio sfatando le <a href="http://www.wired.it/scienza/2014/02/07/migliori-bufale-evoluzione/">bufale</a> che la riguardano, spiegando che si è fatto <a href="http://philpapers.org/rec/PIGET">qualche passo avanti</a> rispetto al neodarwinismo degli anni ’30, e facendo molta più attenzione <a href="http://silviabencivelli.it/2012/darwin-non-lha-mai-detto-storia-di-una-bufala-con-morale/">alle parole che si usano</a>. Per fare questo è necessario migliorare la qualità sia dell’informazione nei mass media sia dell’istruzione, anche per non dover più vedere certi titoli sui giornali o certe immagini sui libri di testo.</p>
<p>Oltre a ciò, penso sia veramente giunto il momento di lasciar fuori la religione dal dibattito. Che senso ha usare Darwin per dimostrare che dio non esiste? Scientificamente parlando, nessuno. Qualcuno obietterà dicendo “però ci sono religiosi che pretendono di addomesticare la scienza”. È vero, e quindi? Si risponde cercando di fare la stessa cosa? La scienza non si occupa degli dei, quindi lasciamoli dove sono e togliamo agli antidarwinisti uno dei loro argomenti preferiti.</p>
<p>C’è poi la questione dei termini. Personalmente, “darwinismo” non mi piace, sa un po’ di ideologia. Anche per questo sono contento che la versione più recente della teoria dell’evoluzione si chiami Sintesi Estesa (la versione precedente si chiamava Sintesi Moderna ma anche neodarwinismo, quindi siamo sempre lì). Lasciamo l’ideologia agli “anti”, la scienza non ne ha bisogno. E neanche la laicità.</p>
<p>Infine, mi piace l’idea, accennata anche all’inizio dell’incontro di Terni e già messa in pratica in alcuni casi, di cambiare nome al Darwin Day per chiamarlo Evolution Day. Il che non significa dimenticarsi del buon vecchio Charles, bensì rendere giustizia alla sua natura di scienziato scettico e poco incline a farsi tirare la giacchetta nel dibattito fra credenti e non credenti. Trasformandolo in una bandiera lo si rende solo un facile bersaglio per chi critica la scienza per motivi che di scientifico hanno ben poco; si rischia quindi di innescare la sindrome delle tifoserie e di trasformare lo scienziato inglese in un simbolo disturbante per chiunque creda in una qualsiasi divinità. Il modo migliore per celebrare Darwin è sbugiardare le falsità che gli antidarwinisti raccontano su di lui e la sua teoria, non sbatterlo in prima linea in una battaglia che lui per primo non avrebbe voluto combattere.</p>
<p><strong>Michele Bellone &#8211; <a href="http://www.lineegrigie.it/2014/03/questioni-di-tifo/">Linee grigie</a></strong></p>
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		<title>Dieci anni di Darwin Day a Terni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 19:15:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 1 Marzo alle ore 16.30 alla Sala Laura in Via Carrara 6 L&#8217;Associazione Culturale Civiltà Laica, in collaborazione con il circolo di Terni dell&#8217;Uaar – Unione Atei e Agnostici Razionalisti, organizzerà il decimo Darwin Day per la Città di Terni. La celebrazione dell&#8217;anniversario della nascita di Charles Darwin si svolge in ogni parte del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/02/XDDAY.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12121" alt="XDDAY" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/02/XDDAY-213x300.jpg" width="213" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/02/XDDAY-213x300.jpg 213w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/02/XDDAY.jpg 655w" sizes="auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a><strong>Sabato 1 Marzo alle ore 16.30 alla Sala Laura in Via Carrara 6</strong> L&#8217;Associazione Culturale Civiltà Laica, in collaborazione con il circolo di Terni dell&#8217;Uaar – Unione Atei e Agnostici Razionalisti, organizzerà il decimo Darwin Day per la Città di Terni.</p>
<p>La celebrazione dell&#8217;anniversario della nascita di Charles Darwin si svolge in ogni parte del mondo, i primi furono organizzati quando il celebre naturalista britannico era ancora in vita e oggi vogliono ancora diffondere e promuovere la sua rivoluzionaria teoria scientifica che è sempre più attuale e sempre più confermata da ogni nuova scoperta scientifica. Ovviamente con gli aggiustamenti dovuti da oltre un secolo di continue scoperte scientifiche, perché con buona pace degli antidarwinisti presenti ovunque a volte in modo esplicito a volte in modo più subdolo, la Teoria dell&#8217;Evoluzione Biologica ha un nocciolo darwiniano che nessun addetto ai lavori (neanche Gould che pure l&#8217;ha rivoluzionata in buona parte) si sognerà mai di mettere in discussione.<span id="more-12120"></span></p>
<p>Ma cosa significa organizzare per dieci anni di seguito il Darwin Day a Terni?</p>
<p>Significa darsi da fare per diffondere il pensiero scientifico e il metodo scientifico, che se riuscissimo ad applicare con costanza alla nostra vita eviteremmo di prendere tante fregature facilmente prevedibili.</p>
<p>I santoni, i guaritori, i ciarlatani in ogni campo e in ogni ambito invece hanno sempre più presa sulla popolazione, vuoi per la crisi economica devastante che rende impossibile guardare al futuro con un po&#8217; di serenità vuoi per il carattere volutamente antiscientifico e irrazionale dato all&#8217;informazione nazionale nei mass media dominanti.</p>
<p>Così oggi le persone sono sempre più preda di atteggiamenti irrazionali, pronti a credere a qualunque ciarlatano che prometta una vita migliore, che sia il presunto medico di turno che diffonde una cura mai testata e mai approvata dalle autorità scientifiche competenti o che sia l&#8217;infernale slot machine (che una volta era relegata giustamente in luoghi confinati) che promette jackpot risolutivi, o che sia l&#8217;eterna madonna piangente che ci promette la vita eterna in cambio della nostra offerta poco cambia in termini di razionalità. O per meglio dire, di mancanza di razionalità.</p>
<p>L&#8217;organizzazione del Darwin Day quindi non ha solo lo scopo di voler divulgare una delle teorie scientifiche fondamentali per la conoscenza della Natura, ma di diffondere il metodo scientifico e di promuovere il pensiero critico come antidoti a chi vuol sfruttare l&#8217;irrazionalità delle persone per il proprio tornaconto personale.</p>
<p>A tale scopo in questi dieci anni abbiamo organizzato anche Darwin Day non ortodossi, come la presentazione del libro di Maurizio Magnani “Spiegare i miracoli” che nel frattempo è diventato un cult nell&#8217;ambiente laico, o con la presentazione della “Seconda Sindone” di Luigi Garlaschelli che ha smentito uno dei luoghi comuni più in voga della Sindone di Torino, cioè il fatto che sarebbe irriproducibile.</p>
<p>Quest&#8217;anno il tema del Darwin Day invece lo dedichiamo all&#8217;evoluzione dell&#8217;antidarwinismo, perché anche se non lo ammetterebbero mai, neanche sotto tortura, anche gli antidarwinisti si evolvono e facciamo il punto della loro situazione con il Dott. Michele Bellone che, come dice il suo curriculum, Coordina la redazione del sito Scienceonthenet.eu e collabora come freelance con diverse testate giornalistiche &#8211; Le Scienze, La Stampa, Pikaia, Micron. Laureato in biologia, ha fatto ricerca per alcuni anni a Pavia, Alessandria e Nizza su temi che spaziano dalla biologia dello sviluppo all’evoluzione.</p>
<p>Ringraziamo il gruppo Letture ad Altavoce di Terni che introdurrà la serata con alcune letture a tema, e la bottega del commercio equo e solidale grazie alla quale potremo offrire un aperitivo a termine della serata.</p>
<p>Buon Darwin day a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dieci-anni-di-darwin-day-a-terni/">Dieci anni di Darwin Day a Terni</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Il pleonastico esercizio di parlare ai sordi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 17:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[antidarwinismo]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[telmo pievani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dato che in tempi recenti perfino un ministro dell&#8217;istruzione si è dato molto da fare perché l&#8217;insegnamento di Darwin nelle scuole pubbliche venisse cancellato riuscendo solo parzialmente a raggiungere il suo scopo (ci riferiamo ovviamente a Letizia Moratti nel 2004) non ci meraviglia che esistano professori di biologia che insegnino ai loro studenti che l&#8217;Evoluzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dato che in tempi recenti perfino un ministro dell&#8217;istruzione si è dato molto da fare perché l&#8217;insegnamento di Darwin nelle scuole pubbliche venisse cancellato riuscendo solo parzialmente a raggiungere il suo scopo (ci riferiamo ovviamente a Letizia Moratti nel 2004) non ci meraviglia che esistano professori di biologia che insegnino ai loro studenti che l&#8217;Evoluzione Biologica è solo una favoletta mai provata e mai verificata.<span id="more-11099"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/il-pleonastico-esercizio-di-parlare-ai-sordi.html/telmo-pievani" rel="attachment wp-att-11100"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11100" alt="Telmo-Pievani" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/Telmo-Pievani.jpg" width="300" height="200" /></a>Alcuni di costoro tengono dei blog in cui quotidianamente vengono riversati, oltre alla disinformazione scientifica più classica presa dai deliri creazionisti e dell&#8217;intelligent design, insulti e improperi verso i divulgatori scientifici propriamente detti che cercano con la loro azione di frenare la dilagante ignoranza scientifica del nostro paese.</p>
<p>Uno dei divulgatori più in vista è sicuramente <strong>Telmo Pievani</strong> a cui vengono rivolte giornalmente le attenzioni di questi paladini della Vera scienza (ovvero quella che non disturba la loro fede religiosa).</p>
<p>Capita così che anche una persona educata, calma e tranquilla come il Prof. Pievani decida di dedicare una risposta a qualcuno dei paladini suddetti; il vincitore di questa risposta è stato il Prof. Enzo Pennetta insegnante di Scienze Naturali al liceo paritario della fondazione Cristo Re che oltre alla sua attività didattica è autore di imprescindibili libri come “Inchiesta sul darwinismo – come si costruisce una teoria” e “Extraterrestri – le radici occulte di un mito moderno” e che sul suo blog si lamenta continuamente di come la comunità scientifica non prenda in esame le sue importantissime domande che dovrebbero smentire la validità della teoria darwiniana.</p>
<p>La risposta (di dodici pagine!) è stata pubblicata sul sito <a href="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Lettera_a_un_insegnante_antidarwiniano.aspx">Pikaia</a> e rivolgendosi direttamente al Prof. Pennetta il Pievani oltre a spiegare perché le domande assurde non meritano una risposta (cosa dovrebbe rispondere un figlio unico se gli domandano come sta sua sorella?) e pure rispondendo con estrema pazienza ad alcune di queste prese puntualmente nel “minestrone delle facezie da bar dello sport pseudo scientifico”, illustra ancora una volta la situazione attuale del neo-darwinismo.</p>
<p>Passaggio molto importante a nostro avviso è quello in cui distingue le tre posizioni differenti dei neo-darwinisti odierni: I Riformisti (in cui oltre a se stesso colloca J.S. Gould e N. Eldredge) che sostengono che il programma della sintesi moderna è più che sufficiente sul piano empirico e teorico ma che necessita di continui aggiornamenti, integrazioni e revisioni; i Conservatori (ad es. Dawkins e Dennett) che ritengono il grande algoritmo darwiniano potentissimo e che il suo eventuale restyling deve essere solo superficiale; i Rivoluzionari (Jablonka) sparuta minoranza che vorrebbe superare il neodarwinismo rigido della sintesi moderna recuperando l&#8217;originale flessibilità darwiniana.</p>
<p>Cosa che dimostra a chiunque abbia la mente abbastanza aperta che la scienza non è un totem che impone dogmi ma un continuo processo di sperimentazione e verifica in cui le “domande scomode” non vengono certo rifiutate purché abbiano un senso. Insomma se uno insistesse a chiedere ad un astrofisico perché il sole gira intorno alla terra dovrebbe aspettarsi una risposta? La stessa cosa vale per chi in biologia continua a chiedere “dove sono gli anelli mancanti?”, “com&#8217;è possibile che una mutazione generi un vantaggio?”, “perché le altre scimmie non si sono evolute?”.</p>
<p>Fatto sta che anche questa fatica del professor Pievani si è dimostrata completamente inutile, visto che il Pennetta ha replicato sul <a href="http://www.enzopennetta.it/">suo sito</a> con un&#8217;altra lettera in cui dimostra di non aver capito una parola delle dodici pagine pubblicate su Pikaia.</p>
<p>Del resto , lo stesso Pievani nel memorabile numero di MicroMega 1/2012 si lamentava di come gli accademici nel nostro paese fossero costretti a dibattiti di retroguardia fuori dal tempo, affrontati sempre da pseudoscienziati che ripropongono sempre i soliti temi creazionisti.</p>
<p>“<i>Non ti curar di loro, ma guarda e passa</i>” diceva il Sommo Poeta&#8230; e in effetti la tentazione è forte. Ma cosa fare con i ragazzi che apprendono a scuola l&#8217;antiscienza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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