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	<title>alessandro petrucci Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Da comico a b..  boh!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 15:14:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[onde evitare spiacevoli equivoci chiariamo che ciò che segue è tutta fantasia dell&#8217;autore del pezzo. ndr] Per la serie ‘Parole in libertà – dopo Marinetti’, un illustre ex comico, ora b.. boh!.. prosegue nella sua lettura ed interpretazione della Bibbia. Un fiore e una lacrima. Anzi, visto il momento che attraversiamo, risparmiate pure sul fiore.. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>onde evitare spiacevoli equivoci chiariamo che ciò che segue è tutta fantasia dell&#8217;autore del pezzo. ndr</em>]</p>
<p>Per la serie ‘Parole in libertà – dopo Marinetti’, un illustre ex comico, ora b.. boh!.. prosegue nella sua lettura ed interpretazione della Bibbia. Un fiore e una lacrima. Anzi, visto il momento che attraversiamo, risparmiate pure sul fiore..<span id="more-12919"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/asino.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10989" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/asino-279x300.jpg" alt="asino" width="279" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/asino-279x300.jpg 279w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/asino.jpg 449w" sizes="(max-width: 279px) 100vw, 279px" /></a>Roberto Benigni legge Levitico 11 <br /> “Soltanto questi non mangerete fra i ruminanti: il cammello, perché è ruminante ma non ha lo zoccolo spaccato, è impuro per voi”. Ma è meraviglioso! Io ogni volta che lo sento, mi hommovo. A quale essere umano sarebbe mai venuto in mente di mettere insieme il ruminante, lo zoccolo e la spaccatura? Po’ esse solo opera divina. È stupendo. Ora, se c’è al mondo una hosa che proprio ‘un mi garba, è il cammello.. cammellaccio!.. ma chi ti si fila?.. e poi l’avete mai visto?.. co’ quell’espressione in faccia che pare che ti si sta a piglià pel culo.. è insopportabile!.. Oh, l’ho sentito pochi giorni fa: sapete chi era un grand’estimatore de la harne di cammello? Gheddafi.. dico: Ghe-dda-fi!.. che l’unica cosa bona ch’ha fatto è cacciare via tutti l’italiani da la Libia. Gli è andata bene come gli è andata. Incredibile!.. Ma il meglio, se di meglio si po’ parlare quando si tratta della parola divina, vène ora: “.. l’irace, perché è ruminante, ma non ha lo zoccolo spaccato, è impuro per voi; la lepre, perché è un ruminante, ma non ha lo zoccolo spaccato, è impura per voi”. Ora, lasciamo perdere l’irace che nun l’ho mai sentito, e a giudicare dal nome dev’ esser pure uno che s’incazza facile.. ah, ah, ah.. ma la lepre!.. ‘sto ‘coniglio Abarth’, come si diceva da piccini.. ricordate?.. ah, ah.. che del coniglio honserva l’aspetti peggiori, come il ritirarsi indietro impaurito anche davanti a chi, magari, meriterebbe un cazzottone in faccia, come ci ha esortato a fare Papa Francesco.. ciao Francesco!.. o l’esser troppo sbrigativi in quella funzione lì.. eh, eh.. che è uno dei più bei doni che dio ci ha fatto. È bellissimo. E avete mai provato a acchiapparne una?.. La lepre.. che non sa fare un metro senza sgusciare a dritta e a manca.. e ‘unn’è dignitoso! La sua dannazione vol esse anche un’esortazione all’omo a camminare diritto di fronte a lui.. home disse anche a Mosè.. dico.. Mo-sé! È stupendo. Bene, cammello e lepre sistemati.. pe’ l’irace.. tempo al tempo.. ah, ah, ah.. Ma ora arriva ‘na hosa che mi fa quasi paura a parlarne.. “.. il maiale, perché ha lo zoccolo spaccato e l’unghia divisa, ma non è un ruminante, è impuro per voi”. Ora, sul maiale non vorrei insister troppo, perché c’ho un caro amico che sta a Norcia.. ciao Mihele!.. e perché troppo spesso tanta gente indegna lo associa a.. (punta un indice in alto ndr.).. e ‘un si po!!.. eh, eh.. e poi perché so’ du’ minuti che non riesco a pensa’ altro che all’irace.. bestiaccia.. ah, ah, ah.. È incredibile! Ma soprattutto perché quello che s’ha da capire meglio d’ogni altra hosa, è la potenza e la profondità di ‘sta parola: ‘impuri’.. e non ci si po girare intorno. Non dice brutti, malsani, puzzolenti, pidocchiosi, Calderoli.. no!.. dice impuri. È pe’ di’ che non è solo una cosa fisiha.. esprime un concetto più elevato. È la parola che da sola unisce il cielo co’ la terra e l’omo co’ dio. È meraviglioso!.. Poi, a ‘n certo punto, non richiesto, t’arriva sulla scena tale Gesù di Nazareth.. che dichiara puri tutti i cibi(1).. e insieme a quelli, anche tutti l’animali.. Pure il cammellaccio!.. Ma ‘un c’ha capito nulla! Ha rovinato una legge ch’era perfetta. E andava pure in giro a di’ ch’era ‘l su’ figliolo.. Presuntuoso!.. eh,eh.. Io so’ sempre più convinto che dovea esse un italiano. O italiano, ‘un ti potevi fare i hazzi tuoi?.. eh, eh,eh.. Ma pe’ stasera ho finito, mo’ devo andare. Intanto.. se uno di voi ha mai visto in giro un irace.. lascio un rehapito.. ma mi vorrebbe far sapere come hazz’ è fatto?!.. sennò qui va a finire he ci vo fori di testa.. ah, ah, ah.. Bonanottattutti! (se ne va zampettando a suon di musica). <br /> Alessandro Petrucci <br />Nota (1) Marco 7,19.</p>
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		<title>Tentazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 15:37:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiunque, nel nostro Paese, la pensi come la pensi, non può che provare rispetto ed ammirazione per Eugenio Scalfari, fondatore de ‘La Repubblica’ nonché nonagenario ancora in gamba e, come giornalista, ancora con pochi rivali. Proprio per questo mi risulta difficile capire la deriva in cui è ultimamente incorso-lui che si dichiara ferreo non credente-per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque, nel nostro Paese, la pensi come la pensi, non può che provare rispetto ed ammirazione per Eugenio Scalfari, fondatore de ‘La Repubblica’ nonché nonagenario ancora in gamba e, come giornalista, ancora con pochi rivali. Proprio per questo mi risulta difficile capire la deriva in cui è ultimamente incorso-lui che si dichiara ferreo non credente-per quanto riguarda il discorso con e sulla religione.<span id="more-12465"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10874" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1-241x300.jpeg" alt="e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1" width="241" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1-241x300.jpeg 241w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1.jpeg 304w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" /></a>Diede, mesi fa, una sconcertante prova di sé con lo scambio epistolare intrattenuto col da lui ammiratissimo Papa Francesco, al quale pose domande ‘fondamentali’-se posso permettermi: insulse-come “se una persona non ha fede né la cerca, sarà perdonato dal Dio cristiano?”. Che avesse, sottosotto, simpatia a parte, la TENTAZIONE di cogliere Bergoglio in castagna? Tentativo fallito. Com’era immaginabile. E va be’!(1)</p>
<p>Ma quello che m’è capitato di di lui leggere ultimamente, è tale da togliere il fiato. Eugenio vuol farci capire qual è l’esatto senso da attribuire a Gesù figlio di Giuseppe, detto Cristo (v. ‘Perché Gesù è il mito universale’ L’Espresso 120614). Perché secondo lui è necessario capirlo? Ma perché dopo la ripresa del discorso religioso, e soprattutto, interreligioso, che languiva da oltre due secoli (sic!), e questo grazie all’amato Papa Francesco, l’attenzione, anziché sulla figura di Gesù, si è appuntata solo sul cristianesimo come dottrina e su figure di questa caratterizzanti. Cita: gli apostoli Pietro e Giovanni, Paolo, Agostino, Gregorio VII, Francesco d’Assisi, Duns Scoto, Lutero, Calvino, Giansenio,.. SPINOZA!!(2) Spinoza in mezzo a quegli altri?! Ma sogno.. o son desto?! E va be’!(1)</p>
<p>Era quello, che invece si doveva fare, in vista di un possibile, ed anzi, auspicabile ritorno del POLITEISMO(!!). Quello che tutti aspettavano! Cin cin! Ma ecco svelato il mistero dell’enigma-Gesù. Egli è una figura mitologica che “riassume e contiene” tutte quelle che l’umanità ha saputo immaginare, Atena, Apollo, Dioniso, Ermes, Afrodite, financo Mosè e Buddha! (scusate, ma Siddharta Gautama – il Buddha – non è un personaggio storico?) E va be’!(1) È il mito che contiene in sé tutti gli altri miti. E come tale è moderno ed.. ETERNO! Neppure il minimo accenno, da parte sua, ad una qualche analisi storica dei tempi e luoghi che ebbero come attore l’uomo di Nazareth. Per rendere più convincente la sua orgia irrazionalistica, Eugenio ad un certo punto azzarda questa affermazione: “Gesù per i credenti è il figlio di Dio, che si è incarnato assumendo su di sé.. Per i non credenti è un personaggio storicamente inesistente, inventato da..” Che affermazione è?</p>
<p>Detta tanto per dire! Io, non credente fin nelle midolla, sono ben convinto che il di Giuseppe sia, invece, effettivamente esistito. Chiamo a mio supporto uno dei massimi biblisti mondiali, lo statunitense Bart D. Ehrman, del quale recensii in tempi remoti (v. ‘<a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/jesus-christsuperballs.html">Jesus Christ Superballs</a>’ ) il saggio ‘Gesù non l’ha mai detto – millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli’(Mondadori). Studente biblico, perse la fede proprio approfondendo la conoscenza delle scritture, e oggi si definisce agnostico. Nel suo più recente saggio, ‘Gesù è davvero esistito?’, egli si diverte a far piazza pulita di tutti gli argomenti dei cosiddetti ‘miticisti’, cioè di quella frangia minoritaria di biblisti che, appunto, sostengono che il Nazareno sia un personaggio d’invenzione, mai fisicamente esistito. Non l’ho ancora letto, ma tutte le recensioni su di esso incontrate assicurano che gli argomenti addotti da Ehrman sono fondati e inoppugnabili. Cari amici laici, so che nel nostro ‘schieramento’ è un po’ diffusa, non molto, per fortuna, la TENTAZIONE di.. ‘tagliare corto’, per così dire, e dare così ragione a Scalfari, miticista che più di così.. Beh, non corriamo più simili rischi. Smettiamola del tutto. Per favore! Resta solo ora di tentare di far capire ad Eugenio, e non solo, i veri motivi dello straordinario successo di quel gran personaggio, ed in qual senso è da considerare un.. ‘mito’. Un ottimo inizio di risposta a questo complesso tema, viene da una fonte insospettabile. Conservo la registrazione di una puntata del programma ‘Stargate – linea di confine’(La7) dedicata a ‘Gli ultimi giorni di Gesù’, nel corso della quale interviene il frate-archeologo Padre Michele Piccirillo, detentore di prestigiosi incarichi, attivo specialmente a Gerusalemme, e purtroppo scomparso nel 2008. Facendo il punto sulla vicenda del di Giuseppe, egli afferma: “.. nella Chiesa l’abbiamo un po’ ADDOMESTICATO (ma va’!! ndr.).</p>
<p>In realtà, ritrasposto nel contesto della storia del I secolo, delle sollevazioni e dei fermenti che c’erano all’interno della comunità cristiana, specialmente durante l’occupazione romana, Gesù ha fatto di tutto per prestarsi al MALINTESO. Anche se lui predicava un messianismo che non era quello degli altri, di guerra contro i romani, ma di tenere separate le due entità-date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio-in realtà faceva di tutto per confondere la gente, e lui è rimasto vittima, proprio, di questa sua IMPRUDENZA PROFETICA”. Ci troviamo dunque di fronte ad un personaggio del tutto CAOTICO; uno che si.. ‘divertiva’ ad applicare tecniche di confusione, e nessuno parli di casualità. Il comportamento era applicato scientemente e scientificamente. Perché? Qui non importa. L’importante è che questa sua.. ‘poliedricità indotta’ lo abbia poi reso il soggetto ideale, oltre le sue stesse intenzioni, certamente, perché ogni.. ‘malintenzionato’ se lo potesse rigirare-‘addomesticare’, per dirla con Padre Michele-per i più regali comodacci suoi. Il di Giuseppe è un mito nel senso nel quale, nel linguaggio giovanile, si può dire ironicamente a qualcuno: “sei un mito!”. E adesso basta sennò va a finire che m’arrabbio pure.</p>
<p><strong>Alessandro Petrucci </strong></p>
<p><strong>N</strong>ote. (1) come disse, con aria sconsolata e anche un po’ ironica, il giornalista de La7 Armando Sommajuolo, tornato sul video dopo l’andata in onda del servizio su Papa Francesco che presentava la MISERICORDINA. Da fargli un monumento! Dico, a Sommajuolo. (2) Spinoza escluse ogni possibile genere di trascendenza e ‘ridusse’ dio alla Natura (deus, sive natura). Uno dei pensatori più antireligiosi di cui l’umanità possa onorarsi. Per lui LE religioni sono solo un mezzo occulto per ottenere ‘l’obbedienza’.</p>
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		<title>Hamid forever</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 16:20:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia che esiste una Lega dei razionalisti arabi, che si oppone con tutte le forze all’ideologia coranica, non può che rallegrarci e-perfino!-commuoverci. E, naturalmente, farci ben sperare per l’avvenire. Facile a dirsi, e mi spiego. Essa Lega pubblica anche la rivista ‘Al Awan’, della quale uno dei più prestigiosi collaboratori è senz’altro il filosofo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia che esiste una Lega dei razionalisti arabi, che si oppone con tutte le forze all’ideologia coranica, non può che rallegrarci e-perfino!-commuoverci. E, naturalmente, farci ben sperare per l’avvenire. Facile a dirsi, e mi spiego. Essa Lega pubblica anche la rivista ‘Al Awan’, della quale uno dei più prestigiosi collaboratori è senz’altro il filosofo e giornalista algerino Hamid Zanaz (l’Hamid del titolo)<span id="more-11825"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/faith-reason1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11633" alt="faith-reason" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/faith-reason1-300x235.jpg" width="300" height="235" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/faith-reason1-300x235.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/faith-reason1.jpg 594w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>, che ha avuto recentemente pubblicato (in Italia dalla c.e. Elèuthera) un suo saggio, dal titolo ‘brutale’ ed inequivocabile: ‘Sfida laica all’islam-la religione contro la vita’. Poche altre volte m’era capitato di leggere qualcosa di altrettanto spietatamente.. esplicito! Hamid è incontenibile. È un torrente in piena, una valanga che tutto travolge nel suo percorso. Non c’è riga del suo scritto che non sia una raffica di mitragliatrice, una scarica di pallettoni 11/0, con obiettivo i responsabili della più grande tragedia etnico-culturale che ci sia oggi nel mondo, di cui stiamo vedendo probabilmente solo l’inizio, e di cui non si riesce a scorgere una soluzione indolore. “Il musulmano non ha una patria reale nel mondo contemporaneo: è incastrato tra un ‘non più’ e un ‘non ancora’. Ed è in questa assenza che si spiega tutta la sua rabbia e frustrazione”. L’incapacità dell’islam di rendersi decente, se non di adeguarsi alle esigenze del mondo contemporaneo, è il leit motif che pervade tutta l’opera di Zanaz, laico radicale, costretto per questo a lasciare il suo paese e a stabilirsi in Francia nel 1993. </p>
<p>L’invadenza e la pervasività della religione nelle ‘terre di allah’, in ogni aspetto della vita, sono tali da vanificare ogni tentativo di secolarizzazione, e sono qualcosa di difficile da comprendere per un occidentale, ormai temprato, lo voglia o no, lo sappia o no, dall’esperienza dell’Illuminismo. Là tutto tende a conformarsi ad un eterno ritorno dell’uguale. Basta pensare alla cosiddetta ‘primavera araba’, che sembrava dovesse portare a chissà quali traguardi di emancipazione, e che viene paragonata dall’autore alla classica “montagna che ha partorito un topolino”. Basta pensare al fallimento della ‘ijtihad’, cioè al tentativo di reinterpretare i testi tradizionali (Corano etc.) per renderli attuali, definita senza mezzi termini “una buffonata”. Tutti i musulmani, in realtà, continuano ad essere convinti che “nessun modo di vivere è valido o merita di essere sperimentato, se non quello definito dal Corano”(1). È diffusissima tra di essi la tendenza a far finta di non vedere tutte le aberrazioni in esso contenute e a mentire a sé stessi con la ripetizione, come un mantra, dell’espressione “questo non ha nulla a che vedere con l’islam!”, quando qualcuno fa loro presenti tutte le storture che abbrutiscono la loro società. Mentre invece sta proprio tutto lì dentro! L’ingiustizia e l’arbitrio, benedetti da dio, pervicacemente inamovibili nelle società islamiche, trovano la loro espressione più agghiacciante nella atroce, allucinante condizione de ‘La DONNA, questa nemica di Allah!’ (è il titolo dell’ottavo capitolo). Per natura inferiore all’uomo, privata di ogni diritto, impossibilitata a tutto, è lapidata se infedele o blasfema e in sostanza ridotta a pura fattrice. Una curiosità: un uomo che avesse sciaguratamente generato solo figlie, è consigliato dagli imam, prima di coricarsi con sua moglie, di recitare la formula: “astaghfirou allah” (che dio mi perdoni).<br />Il contatto del musulmano medio con l’occidente avanzato, democratico, ugualitario e umanista, ha in generale un risultato opposto a quello che ci si aspetterebbe. Amplifica in lui quelle rabbia e frustrazione dette sopra; lo induce a ritenere che tutto quello sia solo ‘opera DEMONIACA’. La soluzione può essere una sola: islamizzare il mondo! Questa è la strada maestra che conduce alla pratica del TERRORISMO. E qui si innesta un altro doloroso argomento; quello riguardante l’acquiescenza dell’occidente davanti a tutto questo. Il timore di essere tacciati di neocolonialismo, se non addirittura di razzismo, induce a prendere sul serio l’accusa di ISLAMOFOBIA, senza che ci si renda conto che questa parola (che a detta di Hamid dovrebbe essere sostituita con l’espressione ‘ragionevole paura dell’islam’) “è stata inventata di sana pianta dai mullah per screditare chiunque non sia musulmano come ortodossia comanda”. Così chiarisce Michel Onfray nella sua introduzione all’opera.<br />Cosa si dovrebbe fare, allora, stando così le cose? Zanaz esclude la possibilità che l’islam possa autoriformarsi ed adattarsi alle esigenze dei tempi moderni. Il cosiddetto ‘islam moderato’ non esiste e non esisterà mai. Egli si rivolge perciò all’unico mondo verso il quale ha senso avanzare proposte, l’occidente, la cui arrendevolezza e compiacenza verso l’invadenza religiosa islamista non è più tollerabile. L’unica soluzione-ecco il senso di quella ‘sfida laica’ del titolo della sua opera-può consistere solo nell’espulsione della religione dalla sfera pubblica per renderla un fatto privato: “legiferare senza tener in alcun conto la religione. Il primato è della cittadinanza. È il credente che deve adattarsi alle istituzioni, non il contrario. Come disgraziatamente già avviene in Europa”. È quasi superfluo far osservare che questo va a colpire anche le altre due grandi ‘superstitiones’ (Tacito) di successo, ebraismo e cristianesimo. A conferma, ecco un-purtroppo-breve florilegio di citazioni in tal senso. “Con le loro narrazioni e i loro culti, con la loro irrazionalità, le religioni infantilizzano i loro adepti, in particolare le donne. Nell’islam la donna è considerata minorenne a vita. Ma il pericolo più grande è la guerra, è l’odio, è la competizione fra le religioni”, “La laicità rimane dunque il valore fondante di ogni democrazia. La secolarizzazione, ci dice Max Weber, è il processo grazie al quale l’umanità è “fuggita dalla gabbia cristiana”. Riusciranno mai i musulmani a fuggire dalla gabbia islamica?”, “La religione è l’antenata della pubblicità: entrambe generano insoddisfazione e frustrazione; entrambe aspirano a distruggere le identità personali per mettere insieme delle greggi”.<br />Non possiamo non concordare col caro Hamid ed essergli fraternamente vicini. Certo, l’avvenire che prospetta e i pesi di cui ci carica sono da far tremare le vene ai polsi, ed è per questo che forse non è male concludere con un pizzico di humor. Se c’è un appunto, blando e scherzoso, che gli posso fare, è che nel suo libro, tra le tante parole arabe citate, non compare quella che ritengo la più bella che mi sia stato dato di ascoltare in quell’idioma: ‘kàfir’ (miscredente). E sì che ci sarebbe entrata proprio a proposito. Per goderne tutta la preziosa musicalità, la potente armonia e la concisa eleganza, niente di meglio che andare sul Traduttore di Google e.. beh, non devo spiegarvi io come si fa. Il plurale, ‘el-kafirina’ (miscredenti) non ha un suono altrettanto accattivante, ma va bene lo stesso.</p>
<p><strong>Alessandro Petrucci</strong></p>
<p>Nota (1) Hamid Zanaz ‘Tra l’islam e i Lumi c’è di mezzo il Corano. Il dialogo non esiste’, La Lettura C.d.S. 260613.</p>
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		<title>La balla del relativismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 15:07:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Persino da qualche fervente cattolico ho talvolta udito esternare perplessità di fronte al modo di esprimersi, spesso involuto, tanto da apparire ingannevole, usato dal corpo sacerdotale. Potevo essere io da meno di questa sia pur sparuta pattuglia? Certo che no!Arrivo perciò a dire che sarebbe bello, anche se difficilmente realizzabile, che ogni volta che ognuno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Persino da qualche fervente cattolico ho talvolta udito esternare perplessità di fronte al modo di esprimersi, spesso involuto, tanto da apparire ingannevole, usato dal corpo sacerdotale. Potevo essere io da meno di questa sia pur sparuta pattuglia? Certo che no!<span id="more-11430"></span>Arrivo perciò a dire che sarebbe bello, anche se difficilmente realizzabile, che ogni volta che ognuno di costoro, almeno da vescovo in su (il vizio diventa più marcato man mano che si sale nella scala gerarchica) prende ufficialmente la parola, possa apparire o in sovraimpressione, o su apposito schermo, o dove non so, la traduzione in ‘autentichese’-come lo chiamo io- di quello che dice; tanto il loro linguaggio è ambiguo, sfuggente, dissimulatore, allusivo, non-compromissorio (raramente si fanno nomi: li si lascia intendere), quasi-mafioso (quasi?!). E poi: quell’uso spregiudicato e occhiutamente ingannevole dei termini, come ad es.: ‘materialismo’ al posto di ‘edonismo’, o ‘credere’(meno compromettente) nel senso di ‘esser certi’ (troppo compromettente).. e quanti altri!</p>
<p>Ma per ora, scherzi-e schermi-a parte, la cosa più ragionevole è quella di fare opera di prevenzione ed informarsi su cosa i religiosi vogliano veramente dire quando dicono quello che dicono. Ottimo, sotto questo aspetto, è il saggio del prof. Edoardo Lombardi Vallauri ‘Capire la mente cattolica’ Ed. Le Lettere.</p>
<p>L’aspetto più straziante della questione è però, a mio modo di vedere, un altro. Questo modo di fare tende a condizionare drammaticamente anche lo schieramento laico. Prendiamo ad esempio quello strano oggetto che va sotto il nome di RELATIVISMO, che fu uno dei principali cavalli di battaglia di Joe Ratzinger (Papa Benedetto XVI). Cavallo passato senza colpo ferire nelle mani del neo-Papa Francesco, al secolo J. M. Bergoglio, il quale, pur proseguendo nel suo programma di creazione di un’immagine amicale, serena ed accattivante, di ‘Papa della porta accanto’-qualcuno già si azzarda audacemente a chiamarlo Bergy-tra un”buon giorno” e un “buon pranzo”, è stato sentito inveire (amabilmente, s’intende, com’è nel suo costume) contro “la dittatura del relativismo”. Espressione, del resto, già usata dall’Emerito. Questo spauracchio per vecchiette (il relativismo, appunto) sembra essere proprio una ‘arma di confusione’ micidiale. Vecchiette?! Allora, apro (aprii) il n. 10 (apr. 2011) de L’Espresso a p. 99 e leggo (lessi): “Il relativismo come fondamento della convivenza civile è il filo conduttore delle Giornate della laicità, che si svolgeranno a Reggio Emilia dal 15 al 17 aprile, prima edizione di una manifestazione promossa da ‘Micro Mega’, Iniziativa Laica e Arci Reggio Emilia ». Dunque, la laicità si fa paladina del relativismo perché il Papa lo condanna.. sembrerebbe. Ma soprattutto.. sembrerebbe, nessuno lì a chiedersi se ‘sto relativismo non sia solo aria fuoriuscita dai locali della premiata friggitoria Ratzinger (ed eredi). E pare pure che tale convegno si tenne! Conosco qualcuno che c’è stato.</p>
<p>Parrebbe ch’io voglia affermare che il relativismo, concetto che mi accingo ad analizzare, altro non è che una mera emissione vocale, a cui non corrisponde una realtà oggettiva; come scrive il prof. Vallauri: “Posso dire che Dio è uno e trino, ma naturalmente non so che cosa voglia dire. (…) È facilissimo dirlo, cioè è facilissimo usare i polmoni, la bocca e la lingua per pronunciare i suoni: dioèunoetrino, ed è impossibile sapere che cosa significhino. (…) Il fatto che i meccanismi della lingua permettano di creare queste parole non deve trarci in inganno: non è affatto detto che esse debbano avere un significato comprensibile. (…) È successo con flogisto, basilisco, Giunone, Sandokan, i marziani, le convergenze parallele, e innumerevoli altre”(op. cit.). Purtroppo il titolo dell’articolo lascia poco spazio all’immaginazione: la risposta è sì. Dico ‘purtroppo’ perché mi sarebbe piaciuto giuocare un po’ sulla suspence, ma poi ho preferito quel titolo, secco e diretto, a sottolineare la polemica contro l’esprimersi involuto della Casta più Casta che si possa immaginare. La suspence aspetterà un’altra occasione. Il relativismo, dunque, ossia, per così dire, il trionfo del punto di vista. Per trattarlo adeguatamente mi appoggerò, oltre che al mio mirabile sapere (sto scherzando!!), al filosofo statunitense Michael P. Lynch, docente all’Università del Connecticut ed affezionato frequentatore del nostro paese, e più precisamente al suo saggio ‘La verità e i suoi nemici’(*) R.Cortina Ed.. Il capostipite, almeno nel pensiero occidentale, di questa concezione, viene usualmente individuato nel filosofo greco Protagora (V sec. a. C.), il quale affermò: “di tutte le cose misura è l’uomo, di quelle che sono, per ciò che sono, di quelle che non sono, per ciò che non sono”. Se ciò è vero, si può arrivare ad affermare che non esiste una verità (e addirittura una realtà) oggettiva; essa verità sta soltanto negli occhi di chi guarda. Il relativismo (almeno nella sua concezione originale) proprio questo fa. Se quel principio di Protagora esprime il fondamento stesso della riflessione filosofica (la conoscenza del mondo è opera dell’uomo, essere senziente e pensante), a differenza che nel sano scetticismo, che ammette la reale difficoltà di trovare la verità oggettiva su fatti, comportamenti, ecc., ma non la nega affatto (anzi, secondo me, la presuppone), nel relativismo si giunge a conseguenze estreme e un po’.. ‘strane’: “se la verità è la verità-per-me, e poiché ogni cosa è vera per me (altrimenti non la crederei), tutto ciò che io credo, stando a questa teoria, è vero. Non faccio mai errori. Che comodità!”(*). È significativo il fatto che lo stesso Protagora, subdorando forse che qualcosa non funzionasse proprio a dovere, non tradusse mai quella sua elaborazione teorica in un relativismo pratico, che anzi, in qualche modo, sconsigliò. Ecco come smontare questo tipo di relativismo, diciamo così, ‘delle origini’, e che Lynch chiama ‘semplice’, o anche ‘sempliciotto’. Supponiamo che un signor Tizio si definisca relativista e affermi di conseguenza che non esistono verità oggettive ed ognuno di noi ha la sua verità-per-sé. Basta chiedere a Tizio se questa affermazione da lui testè pronunciata è vera o solo vera-per-lui. Nel primo caso (il relativismo è vero senza qualificazioni), egli si trova invischiato in una terribile contraddizione, “Infatti, se il relativismo è vero (per tutti, come sarebbe in tal caso), allora è falso-non è vero che ogni verità è relativa”(*). Nell’altro caso invece, Tizio non cade in contraddizione; gli succede qualcosa di peggio! Egli diventa necessariamente.. infallibile! È proprio la situazione che descrivo (per bocca di Lynch) qualche riga sopra. Una situazione orrenda, allucinante, da non augurare neanche a.. un Papa! Il relativismo ‘semplice’ è perciò, o inevitabilmente contraddittorio, o del tutto folle.</p>
<p>Il motivo per cui il relativismo raccoglie tanta simpatia in area.. ‘liberal’-per così dire- è che esso, a prima vista, sembra promuovere, se non addirittura presupporre, la tolleranza ed il pluralismo; due cose che a noi laici stanno particolarmente a cuore. La parola stessa sembra suggerire ampiezza di vedute e clemenza nei giudizi. Abbiamo cominciato ad intravvedere che le cose potrebbero stare in modo alquanto diverso. Ma dov’è l’imbroglio in tutta questa situazione? Il fatto è che la causa dell’intolleranza, e più in generale dell’incomprensione verso il prossimo, non è il credere ad una verità oggettiva, bensì è il dogmatismo, la deprecabile sensazione/opinione di non poter avere torto. Ma chi sostiene l’esistenza di una verità oggettiva-che perciò non dipende da lui!-è costretto a confrontarsi in continuazione con essa, e perciò deve mettere in conto di potersi sbagliare in qualsiasi momento. Questo esclude radicalmente ogni possibile atteggiamento dogmatico, e non solo: “il rispetto degli altri dovrebbe condurci ad essere estremamente cauti nella pretesa che conosciamo qualcosa con certezza; ma ciò significa appunto credere che la verità sia qualcosa di più che la verità-per-me”(*). Il relativista-a meno che non si contraddica!-è semplicemente impossibilitato a fare tutto questo; egli rende superflua-come si è visto-qualsiasi discussione su ciò che è vero e su ciò che non lo è. La conclusione potrà essere pure sorprendente, ma è assolutamente giustificata: è il relativismo il vero nemico di tolleranza e pluralismo.</p>
<p>Un tipo di relativismo più sofisticato che Lynch va poi a considerare, è quello cosiddetto ‘postmoderno’. Lasciamo perdere la discussione sul significato del termine ‘postmoderno’, non del tutto chiaro, a giudizio dello stesso Lynch; basti qui dire, per i nostri scopi, che esso si caratterizza per la sua ‘incredulità rispetto alle metanarrative’. Fermi tutti!! Nessuno fugga o faccia gesti inconsulti. Mi rendo conto che molti, al cospetto di termini simili, siano tentati di mandare al diavolo me, Lynch, e magari anche qualcun altro, ma assicuro che le cose stanno molto più semplicemente di quanto possa sembrare a prima vista. Una metanarrativa non è altro che un criterio di validità e di valore, un ‘metro di giudizio’, insomma, universale ed immutabile. Ciò non può esistere, dicono i po.mod., perché non c’è criterio che non si sviluppi storicamente, non cambi al cambiare dei tempi, e non sia perciò rivedibile, se non eliminabile.</p>
<p>Un ordine di ragionamento, questo, che è stato portato alle estreme conseguenze da un prestigioso intellettuale che viene usualmente associato al postmoderno-sebbene anche qui le perplessità non manchino, ma poco importa-lo storico e filosofo francese Michel Foucault (1926-1984). Secondo Foucault, la conoscenza del mondo-e di noi stessi-non è tanto il prodotto di chi attivamente si adopera per costruirla, ma è soprattutto il prodotto del sistema di POTERE in cui chi lavora a quello scopo, si trova immerso. Ma non si deve pensare necessariamente ad un potere tirannico che impone brutalmente la propria concezione-anche se, ovviamente, questo è accaduto ed accade-ma ad un sistema di istituzioni e relazioni che modellano il nostro modo di pensare, e che opera ‘dietro le quinte’.Esso ci induce, senza che ce ne accorgiamo, ad avere opinioni che crediamo autonome ed invece sono da esso dettate. Come esempio per la comprensione di questo concetto, Lynch sceglie un argomento che costituisce ancora un nervo scoperto per un americano emancipato, quello riguardante la vergogna del razzismo nel suo paese. “Ancora in epoca moderna l’establishment scientifico accettava l’idea che gli appartenenti alla ‘razza nera’ fossero intellettualmente inferiori ai bianchi europei. Le misurazioni, del tutto inesatte, fatte da Samuel George Morton delle capacità craniche condussero parecchi membri della comunità scientifica del XIX secolo a credere che fosse “provato che i cervelli caucasici fossero più grandi dei cervelli dei neri e che quindi i caucasici fossero più intelligenti”. Per esempio, Louis Agassiz, il paleontologo più influente del suo tempo e uno degli scopritori dell’era glaciale, annunciò nel 1847 che era un fatto provato scientificamente che “il cervello del negro è il cervello imperfetto di un bambino di sette mesi nel grembo di una bianca”. Soltanto una persona estremamente ingenua penserebbe che l’accettazione di questa e di altre simili ‘verità’ da parte di tanta gente potesse semplicemente essere imposta, come Agassiz e Morton sembravano credere, dai dati scientifici. Piuttosto, la spiegazione della sua accettazione può essere individuata, tra le altre cose, nel fatto che Morton e Agassiz erano dei razzisti, nella circostanza che tutti gli scienziati coinvolti in quel tipo di lavoro erano maschi bianchi, nella schiavitù degli americani di origine africana, nel bisogno di giustificare il trattamento di questi schiavi, nell’esigenza di manodopera a buon mercato, ecc. Questi ed altri fattori sociali hanno aiutato a modellare le assunzioni di sfondo accettate dagli scienziati sociali del XIX secolo, che generarono le loro credenze sulla razza e contribuirono a fissarle come ‘conoscenza’ in quasi tutta la cultura dei bianchi. (…) Tali assunzioni plasmano quello che voi ed io pensiamo su ciò che ha o non ha senso, su quali criteri o standard debbano essere utilizzati per giudicare la verità e su cosa debba essere accettato senza argomentazione e cosa no” (*). Ora, moltissimo di questo è indubbiamente vero, anzi, è qualcosa di dannatamente simile al ‘materialismo storico’(1), anche se Lynch, da buon americano, non riesce a pronunciare queste due parole (a conferma-ma guarda un po’, proprio!-della potenza del ‘dietro le quinte’), ma quello che Foucault sembra voler affermare è che la verità è SOLTANTO potere. Anche in questo caso l’idea dell’esistenza di una verità oggettiva viene esclusa: “La verità (…) è ciò che passa per vero. E ciò che passa per vero è determinato da un sistema egemonico di potere”(*). Questa è l’essenza del ‘relativismo postmoderno’, che si differenzia da quello ‘sempliciotto’ perché ora la questione della verità non riguarda più i singoli individui, ma modelli standard di evidenza creati, appunto, dai sistemi di potere.</p>
<p>Inutile chiedersi-il motivo di ciò è stato già spiegato-se il relativismo postmoderno sia più attendibile di quello ‘semplice’. Ovviamente no. Intanto c’è da dire che, in base a questo principio, una verità può mutare in base al mutare dei criteri di giudizio indotti dal ‘sistema’, perché questo può a sua volta cambiare. Per tornare all’esempio del razzismo ‘made in USA’, oggi non è là più ritenuto vero che i neri siano intellettualmente inferiori ai bianchi, ma (sempre in base al relativismo), lo era necessariamente fino a non molto tempo fa. “Ma tutto ciò è controintuitivo: sicuramente quella concezione razzista era falsa allora e ora”(*). Ma l’aspetto più drammatico del relativismo postmoderno è che rende inutile, superfluo, ogni tentativo di critica sociale. Se la critica che viene mossa è ritenuta vera, questo può accadere solo perché quello che afferma è ‘normalmente’ vero all’interno del sistema in cui viene pronunciata, e allora non sarebbe stato necessario neanche formularla. Si potrebbe al massimo rimproverare qualcuno di essere stato un po’ ‘distrattuccio’ per non essersi accorto della presenza di qualcosa che già c’era, ma non è che sarebbe un gran risultato. Non scoppierebbe certo la rivoluzione. Se invece la critica comporta il credere a qualcosa di estraneo ai modelli del potere, dato che non esiste verità al di fuori di quelli, chi la formula è semplicemente in torto, e non c’è altro da aggiungere; e ora sospendo perché penso che ne abbiate abbastanza, ma lo strazio non finisce qui. L’unico modo per evitare queste vere e proprie mostruosità, è ammettere che esistano delle verità oggettive, indipendenti dai sistemi di potere, e da condividere in più che sia possibile. Azzardo: quella che, forse, nelle intenzioni di Foucault voleva essere una critica al potere, gli si è magicamente trasformata tra le mani nella più perfetta giustificazione dell’oppressione e della manipolazione. Tirando le somme, insomma, sembra proprio che ‘sto relativismo abbia la consistenza del flogisto (v. sopra), il misterioso gas che venne ipotizzato per spiegare il fenomeno della combustione, e che cadde nel dimenticatoio dopo la scoperta dei processi di ossidazione.</p>
<p>Tento ora la doverosa traduzione in autentichese di quel che intendeva Joe Ratzinger (puntualmente ripreso da .. Bergy) quando ‘ci riocava’ con la sua condanna del relativismo, anche se non mi illudo di poter rendere appieno la complessità del suo pensiero. “Cari frateli, esiste una sola verità sull’uomo e sul mondo, ed è quella che dico IO! Fatevene una ragione. Da buon RELATIVISTA non mi curo della verità per quello che è in sé stessa. Quanto potrà durare? Dio solo lo sa. Fino a quando ci sarà quella gran massa di fresconi-voi-che mi viene appresso, potrò continuare a sparare tutte le palle che voglio. Andate in pace, e alla prossima raffica!”.</p>
<p>Per concludere, amici laici, mi permetto di suggerirvi una strategia di disimpegno, non troppo arzigogolata-che a volte può essere deteriore-per quando qualche devoto parlando con voi vi accuserà di essere relativisti. Basta fare a lui (o a loro) la seguente precisazione: “Ma quale relativismo?! Fate schifo SEMPRE!”. Meglio se riuscite a pronunciarla con accento partenopeo-se siete napoletani la questione, ovviamente, non si pone-risulterà più espressiva e tranchant.</p>
<p>Alessandro Petrucci</p>
<p>(1) Non si pensi però che il materialismo storico porti al relativismo. La questione è complessa e non riguarda questo articolo. Qui basti dire che Karl Marx fu un rigoroso antirelativista.</p>
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		<title>ATTENTI AL BIAS</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Sep 2012 15:23:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I prof.ri Telmo Pievani, filosofo della scienza, nonché cara vecchia conoscenza di Civiltà Laica, e Massimo Piattelli Palmarini, scienziato cognitivo, hanno di recente presentato e commentato le più avanzate ricerche sul rapporto tra PENSIERO ANALITICO ed INCREDULITÀ RELIGIOSA. Doverosa premessa chiarificatrice. Si parte dal presupposto (teoria del processo duale di trattamento delle informazioni) che il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">I prof.ri Telmo Pievani, filosofo della scienza, nonché cara vecchia conoscenza di Civiltà Laica, e Massimo Piattelli Palmarini, scienziato cognitivo, hanno di recente presentato e commentato le più avanzate ricerche sul rapporto tra </span><span style="font-size: xx-small;">PENSIERO ANALITICO </span><span style="font-size: medium;">ed </span><span style="font-size: xx-small;">INCREDULITÀ RELIGIOSA. <span id="more-10784"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/slide4_bias.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10785" title="slide4_bias" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/slide4_bias-300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/slide4_bias-300x283.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/slide4_bias.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span><span style="font-size: medium;">Doverosa premessa chiarificatrice. Si parte dal presupposto (teoria del processo duale di trattamento delle informazioni) che il pensiero umano, per formulare risposte e/o risolvere problemi, applichi due sistemi di giudizio, che possono venire distinti, ma che certamente si compenetrano. Uno è intuitivo e reattivo (veloce ma impreciso), l’altro è analitico (più lento del primo, ma maggiormente affidabile). Il primo può indurci a cadere in quei tranelli della mente che sono esattamente l’equivalente cognitivo delle illusioni sensoriali; sono famose quelle </span><span style="font-size: xx-small;">OTTICHE</span><span style="font-size: medium;">. Un minuscolo esempio. Se osservate un perfetto quadrato, noterete che lo.. ‘vedete’ più alto che largo, e continuerete a vederlo così pur sapendo che ha i quattro lati assolutamente uguali. Ora, anche il nostro sistema di ragionamento intuitivo possiede il suo tipo di illusioni, retaggio, come quelle sensoriali, della nostra storia evolutiva (brevemente: ci siamo evoluti per vedere il mondo ‘di getto’ in un ‘certo modo’-e questo ci fornì alcuni vantaggi per la sopravvivenza-che non sempre corrisponde a come esso è veramente), le quali ci portano, impulsivamente, a dare risposte sbagliate ai problemi di più vario genere, e a cui, in psicologia cognitiva, è stato dato, in inglese, il nome di ‘bias’ (predisposizione, inclinazione, o anche, pregiudizio). Il prof. Piattelli Palmarini rese il termine in (quasi) italiano con ‘tunnel della mente’. Essenziale: qui </span><span style="font-size: xx-small;">NON</span><span style="font-size: medium;"> è questione di livello di istruzione o di quoziente intellettivo. Ci può cascare chiunque; anche Einstein. Per fortuna che poi </span><span style="font-size: xx-small;">PUÒ</span><span style="font-size: medium;"> intervenire la mente analitica a.. riparare i guasti, per così dire.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Orbene, un gruppo di cinque psicologi canadesi-ne cito uno solo per motivi di spazio: Gordon Pennycook-ha pubblicato sulla rivista </span><span style="font-size: xx-small;">COGNITION</span><span style="font-size: medium;">i risultati di accurati test, supportati da indagini statistiche, dai quali risulta che i soggetti che superano le ‘trappole mentali’ e forniscono, infine, le risposte esatte ai problemi logici, rarissimamente sono anche dei credenti. Esattamente il contrario accade, invece, con le persone religiose. Come afferma il prof. Piattelli Palmarini (v. ‘I miscredenti riflettono di più’ La Lettura-C.d.S. 290412): “.. coloro che hanno una spontanea tendenza a verificare sempre tutto prima di credere e a vagliare bene quanto viene affermato, sono restii ad abbracciare una religione, a credere a fenomeni sovrannaturali, ad essere incuriositi dalle manifestazioni cosiddette paranormali”. Ma è il Prof. Pievani, in un più recente articolo, che ci fa sognare, raccontandoci qualcosa di vieppiù eclatante (v. ‘Analizzo, dunque non credo?’ Le Scienze-giugno 2012). Due altri ricecatori, anch’essi canadesi, W. M. Gervais e A. Norenzian, hanno per la prima volta fatto ‘incocciare’, diciamo, i pensieri intuitivo e analitico, ed il risultato è che il secondo è in grado di </span><span style="font-size: xx-small;">INIBIRE</span><span style="font-size: medium;"> il primo. Una conseguenza di questo è che l’induzione al ragionamento analitico in una persona religiosa, fa sì che questa ‘rischi’ poi fortissimamente di.. riconoscersi atea! “Se esponiamo un vasto campione interculturale di individui a un insieme di esperienze che innescano o favoriscono il pensiero analitico,.. otteniamo un netto calo della propensione religiosa.. Dunque, l’analisi razionale promuoverebbe la miscredenza..”. Non vi sto a dire dello sciame di reazioni ed obiezioni, alcune legittime, e persino condivisibili, che hanno fatto seguito a tutto ciò. Anzi, no.. ve lo dico proprio! A cominciare dal sociologo prof. Phil Zuckerman il quale, pur riconoscendo quali perversioni possano produrre le religioni, striglia gli atei per la loro “.. ingiustificata arroganza”. Ora, lasciamo perdere l’ ‘ingiustificata’, e dichiarato che l’arroganza è atteggiamento comunque esecrabile, c’è che Zuckerman non cita le fonti da cui ha appreso che gli atei sarebbero, mediamente, più arroganti dei devoti, o di qualsiasi altra categoria umana. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Gervais e Norenzian oscillano tra il sostenere che il pensiero razionale è antagonista diretto dell’attitudine religiosa e lo specificare che i loro risultati “.. non hanno nulla da dire circa il valore sociale delle religioni, la razionalità della fede, l’esistenza o meno delle entità in cui si crede”, e tale prof. Philip Ball mette in guardia contro “.. indebite interpretazioni ateistiche della religione come frutto di cattivo ragionamento, infantilismo o ignoranza”. O laici.. un altro po’ e ci metteremo a piangere.. ma roba de matt! E ci si mette anche il caro prof. Pievani quando, riguardo ai domini mentali analitico e intuitivo, pone, da una parte la scienza, e dall’altra, filosofia </span><span style="font-size: xx-small;">E</span><span style="font-size: medium;"> religione. Sistemazione che assolutamente non condivido. Ne ho scritto. Ne scriverò.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Non si stupisca, qualcuno, per la leggerezza con cui tratto questi ponderosi argomenti. Se non sono eccessivamente preoccupato è per un motivo molto semplice, e cioè perche io aderisco (o è essa che mi aderisce? Boh!) ad una concezione del mondo, oggi un po’ (tanto) in retroguardia, ma sempre vigile, secondo la quale la questione del rovesciamento e superamento della religione non è, primariamente, di ordine psicologico, bensì storico-sociale. Le religioni imperverseranno finchè rimarranno in auge quei sistemi.. ‘profani’ che, direttamente o indirettamente, favoriscono quell’imperversare. Questo vuol dire allora che la critica intellettuale alla religione è superflua, inutile? Ma certamente no! Anzi! Chiarito, come del resto già accennato, che quanto emerge da quelle ricerche non vuol dire affatto che i credenti siano, mediamente, meno intellettualmente dotati dei miscredenti, ma solo più.. </span><span style="font-size: xx-small;">FRASTORNATI</span><span style="font-size: medium;">, per così dire, c’è da dire che quella critica è indispensabile per richiamare l’attenzione sul fenomeno di divisione e di </span><span style="font-size: xx-small;">ALIENAZIONE</span><span style="font-size: medium;">, causa del disagio, ed ha perciò un carattere pedagogico e propedeutico. Inoltre, ma non secondariamente, i miscredenti hanno il sublime compito di costruire il materassone di piume d’oca sul quale far atterrare l’umanità nel modo meno traumatico possibile quando, come circa duemila anni fa, qualcuno annuncerà che “.. il grande Pan è morto!” (v. Plutarco ‘La fine degli oracoli’) E stavolta, si spera, senza successiva resuscitazione. Un’altra sarebbe di troppo! </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Sotto quale forma resuscitò poi Pan? </span><span style="font-size: xx-small;">FORSE</span><span style="font-size: medium;"> l’aveva capito tal Michelangelo Buonarroti fiorentino*. Vedere all’interno della chiesa di san Pietro in Vincoli, Roma. Si noti in particolare il ‘movimento’ del braccio sinistro a scoprire la gamba destra e l’alluce marcatamente-volutamente-divaricato dalle altre dita. Sigmund Freud raccontava come quella vista lo atterrì, sì da costringerlo a rifugiarsi dietro una colonna. Sensibilità parossistiche, sì, certo, però..</span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;">Alessandro Petrucci</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">*in verità nato a </span><span style="font-size: xx-small;">CAPRESE</span><span style="font-size: medium;"> (toh!), Arezzo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">P.S. Facile facile. Ecco uno dei quiz logici proposti dal prof. Palmarini nel suo articolo. Una racchetta e una pallina da ping-pong costano, insieme, un euro e 10 centesimi. La racchetta costa un euro in più della pallina. Quanto costa la pallina? Potete inviare la vs. risposta, corredata col ragionamento fatto. Le risposte giuste ‘a casaccio’, ovviamente, non valgono. E poi, qualcuno potrebbe avere o procurarsi quell’articolo, ove è riportata, sì, la soluzione, ma.. eh, eh!.. non il ragionamento. Ai solutori sarà impartita laica benedizione dal ns. Presidente (più di così, per ora, non si può fare), che garantiamo avere la stessa efficacia di quella papale.. ehm.. </span></p>
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		<title>OPPIOPULISMO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 17:50:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci voleva l’attuale crisi economica , che sta rivelando l’aspetto inquietante e pericoloso della GLOBALIZZAZIONE, a mitigare e modulare l’opinione del giornalista Marco Ventura sulla funzione della religione nel mondo contemporaneo.  In un articolo di circa due anni fa, augurava:  ‘Le religioni tornino ad essere anticorpi contro trame e corruzione’ (era proprio questo il titolo).  [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci voleva l’attuale crisi economica , che sta rivelando l’aspetto inquietante e pericoloso della GLOBALIZZAZIONE, a mitigare e modulare l’opinione del giornalista Marco Ventura sulla funzione della religione nel mondo contemporaneo. <span id="more-10720"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/07/censura1-300x257.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-10723" title="censura1-300x257" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/07/censura1-300x257-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In un articolo di circa due anni fa, augurava:  ‘Le religioni tornino ad essere anticorpi contro trame e corruzione’ (era proprio questo il titolo).  Tornino?!  E quando mai lo furno?!   Se scrive su una testata prestigiosa come il C.d.S., Ventura non è certo uno sciocco, né un disinformato:  sa benissimo quali e quanti scempi le religioni abbiano perpetrato e quanto questo sia oggi non più mascherabile.  È per questo che per dare vigore alla sua tesi il furbone mise allora in atto una strategia sconcertante.  Cominciò con lo snocciolare quei comportamenti indotti dalle religioni che conducono, come hanno fatto, alla degenerazione morale di un popolo, per arrivare a concludere che, invece, ecco..  bisognerebbe fare il contrario!  Ma va là!  E chi ci avrebbe mai pensato!   La mia irritazione fu tale da indurmi a stilare un promemoria di controargomentazioni atte a dimostrare che il malaffare indotto dalle fedi non è affatto episodico e contingente, bensì STRUTTURALE, col presentimento che un giorno mi sarebbe tornato utile. Sesto senso? Boh!  E mi presi anche un piccolo supplemento di vendetta squadernando 29 anagrammi satirici del nome del giornalista (1).  Da far impallidire Stefano Bartezzaghi.  Tra tutte quelle che mi appuntai riporto solo quella che analizza il difetto che più di tutti, a mio avviso, impedisce alle religioni di svolgere un positivo ruolo moralizzatore in seno alla società.  La critica era in particolare diretta alla Chiesa cattolica, la cui realtà, per ovvi motivi, è quella che conosco meglio, ma quel difetto è comune più o meno a tutte le altre. Il fatto è che le religioni-le tre monoteiste in particolare-non pongono alcuna attenzione alle conseguenze SOCIALI del peccato/reato.  Questo è un fatto individuale per il quale il soggetto deve vedersela personalmente con..  DIO(!!), ma non è tenuto, non dico a riparare, ma neanche a riconoscere, i guasti sociali prodotti dalla sua azione.  Basta che uno ‘si converta’ ed è salvo (la vicenda del capo-camorra Raffaele Cutolo insegna).  Conseguenza è, che la Chiesa non riconosce il reato associativo.  Enrico ‘Renatino’ de Pedis, altro convertito e capo della famigerata ‘banda della Magliana’ era -sontuosamente-tumulato nella chiesa di s. Apollinare in Roma.  La sua storia è tornata alla ribalta di recente.  È commovente lo slancio materno della Chiesa verso i convertiti RICCHI!  La Chiesa non ha mai scomunicato la mafia;  organizzazione con la quale condivide per altro alcune caratteristiche.  Ad es.:  entrambe non riconoscono l’autorità dello Stato.  Non si deve obbedienza ad esso.   Con quale pudor, mi chiedo (e VI chiedo), potè Marco perorare quel che perorò?  Mah!  Adesso, invece..  che meraviglia!  Dando pienamente ragione, finalmente, alla realtà, il Nostro ci fornisce una visione delle fedi molto somigliante al classico ‘oppio del popolo’-nella garbata definizione datane da Karl Marx.  Io sarei andato giù più pesante-in concorrenza, complicità, emulazione, odio-amore, e poi ancora odio, con un altro ‘oppio’ montante, quello dei movimenti POPULISTI (in genere a carattere xenofobo e/o razzista), che sempre di più flagellano il panorama politico europeo (2).  Ad onor del vero, sono questi a porsi nel ruolo di aggressori nei confronti delle fedi tradizionali (v. ‘I populisti che arruolano Dio’  La Lettura-C.d.S. 100612).   Alla loro apparizione i movimenti populisti, ad es.  quelli di Haider (bonanima) in Austria,  Le Pen in Francia, e con i dovuti distinguo anche la ‘nostra’ Lega Nord, non si curarono molto della questione religiosa, tanto erano forti gli argomenti con cui potevano far presa su una gran fetta di popolazione, sconcertata dall’indebolimento degli stati e delle nazionalità.  Fu l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, si dice, a costituire il punto di svolta.  Beh, secondo me quello fu, sì, un evento catalizzatore, ma la ‘deriva teologica’ dei populismi ci sarebbe prima o poi stata anche a prescindere da quel tragico evento.  I populismi cominciarono a dare il via alla battuta per procacciarsi il favore dell’Onnipotente, tutto ciò principalmente in chiave anti-musulmana e anti-moderna.  Anzi:  forse più precisamente, era l’Onnipotente che doveva piegarsi alle nuove esigenze in un mondo in trasformazione.  “Il Dio del popolo presuppone ‘civiltà’ e ‘culture’ contrapposte, demarca il ‘noi’ e il ‘loro’.  Siamo cristiani perché loro sono musulmani.  Siamo cristiani perché lo siamo sempre stati”.  Il trambusto creato da questo in seno alle religioni tradizionali è più forte di quanto normalmente non appaia, e non solo perché il fenomeno spezza il monopolio di queste su dio, ma anche per la lacerazione che induce all’interno delle stesse.  Molti pezzi di queste, sono infatti attratti da questo fenomeno, che potrebbe dare il via (e forse l’ha già dato) ad una rivincita e a un ritorno di dio in un mondo sempre più secolarizzato.  Tutto questo arriva a produrre delle alchimie che a volte rasentano (rasentano?!) il grottesco.  Per quello si batte lo statunitense Tea Party.  Søren Krarup, pastore protestante e deputato, ha plasmato l’ideologia del Partito danese del popolo. L’ortodossia greca è preda di una deriva sempre più nazionalista, antiecumenica e antioccidentale.  Nel nord Europa, libertà sessuale, ateismo e difesa dei diritti umani trovano sponda (udite!!) nella religione popolare e tradizionale.  Sembra salvarsi (per ora) la Chiesa anglicana, in lotta contro il British national party e la English defence league.  Ripeto, secondo me il decorso dei movimenti populisti era già segnato, Torri Gemelle o no, perché quando si ha una certa..  INDOLE, e si ha bisogno del NOME GROSSO da presentare, per cautelarsi e permettersi  di curare di bene in meglio gli affaracci propri, inevitabilmente si va a finire al PIÙ GROSSO dei nomi presentabili.  Come fecero, a loro tempo, le religioni tradizionali per diventare tali.  Forse proprio a questo, in chiusura dell’articolo, allude il Ventura, che, ormai in piena maturazione, si riscatta definitivamente dal suo torbido passato.  “Nell’età secolare il popolo non appartiene più a Dio.  I populisti cercano consenso e potere rovesciando i termini:  il loro Dio appartiene al popolo;  vale perché serve il popolo.  Li inseguono le Chiese e le religioni quando strillano “no, Dio è mio”.  E SE INVECE DIO NON FOSSE DI NESSUNO?”.  Orbene, quella espressione da me riportata in maiuscolo, costituisce proprio uno dei cardini del discorso portato avanti dalla nostra Associazione.  È l’espressione di un ateismo maturo, e non per questo meno radicale-anzi!..-di quello che risponde negativamente allo sterile dilemma:  ‘dio esiste, oppure no?’.  Non si richiede a Marco Ventura d’essersene reso conto.  Comunque..  grazie!</p>
<p>    Alessandro Petrucci</p>
<p>Note.  (1) Eccone alcuni:   ma tu ver Narco! (oppio al popolo)     un ver tracoma (fa vedere proprio male!)      vertà ‘n curamo      vae, Marc’ untor!      truce manovra      trame! ‘n Cavour!      van rumor..  Tace! (era ora!).    (2) IMPORTANTE.  Il fomeno è studiato dal progetto ‘Religio West’ (titolo eloquente!..), diretto dal politologo francese Olivier Roy, presso l’Istituto universitario europeo di Firenze.      </p>
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		<title>Egli si sottomise. Aslama.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 15:25:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro petrucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premessa.  Questo articolo è stato vergato prima della stupefacente ‘primavera araba’, il grande sommovimento a carattere democratico che ha scosso tanti paesi islamici.  È mio parere che oggi, a vari mesi da quei fatti, considerando i segnali contraddittori e inquietanti che ci giungono da alcuni di quei paesi, esso articolo sia vieppiù attuale.  Buona lettura.  [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa.</strong>  Questo articolo è stato vergato prima della stupefacente ‘primavera araba’, il grande sommovimento a carattere democratico che ha scosso tanti paesi islamici.  È mio parere che oggi, a vari mesi da quei fatti, considerando i segnali contraddittori e inquietanti che ci giungono da alcuni di quei paesi, esso articolo sia vieppiù attuale.  Buona lettura. <span id="more-10649"></span></p>
<p>Ha perfettamente ragione lo scrittore egiziano Alaa Al-Aswany quando lamenta il fatto che l’occidente è prevenuto nei confronti del mondo arabo e musulmano al punto che se un comportamento particolare, quando non deprecabile, è tenuto da due persone, ciascuna rappresentante dei due diversi ‘mondi’, il giudizio sul ‘reo’ occidentale è immancabilmente più blando e comprensivo .  Cita alcuni esempi il più divertente dei quali riguarda lo statunitense Denny Pattyn, sacerdote. Pattyn è un fiero sostenitore dell’astensione dal sesso prematrimoniale. Il suo successo negli USA è enorme, punta a due milioni di adepti e beneficia di finanziamento governativo. Suoi seguaci lo hanno difeso su una TV francese, e sono stati trattati con garbo e rispetto.  “Le idee di Pattyn sulla castità sono perfettamente in linea con la cultura arabo-musulmana” chiarisce Al-Aswany, ma un musulmano che dicesse le stesse cose, dovrebbe “affrontare, giustamente, una raffica di accuse di arretratezza, barbarie e disprezzo nei confronti delle donne”.   Eh, sì, caro prof., il pregiudizio imperversa ed io, come cittadino italiano, so bene cosa significhi essere additato per luoghi comuni (“taliano..  mafia, macaroni, ammore, vafangulo”, a cui in tempi più recenti si è aggiunto “Berlusconi”; il tutto seguito da un grasso “ah, ah, ah!”) e le sono solidalmente vicino.  Detto questo, il prof. ammette che a dare una “ingiusta ed errata” visione dell’islam è gran parte degli stessi arabo-musulmani (per inciso: oggi solo meno del 20% dei musulmani  è cittadino di paesi arabi), la quale accetta e pratica l’interpretazione <strong>wahhabi</strong> di questa dottrina (Bin Laden, Al Zawahiri..), e questo impedisce agli occidentali di accorgersi che il suo vero messaggio “è la libertà, la giustizia e l’eguaglianza, e che è garantita la libertà di credo” e, pare, pure quella di non-credo, almeno così dice.  Che il niqab (il velo integrale per le donne, appena più sopportabile del famigerato burqa) deriva da un’usanza tribale che nulla ha a che fare con l’islam.  Esiste una sola soluzione, egli conclude, per evitare ogni fraintendimento, e questa è la <strong>democrazia</strong>.  Opinone condivisa anche da un altro grande scrittore di area islamica, il marocchino Tahar Ben Jelloun, che leggo spesso, con piacere e profitto, sul settimanale a cui sono abbonato.  Benissimo!!  Questa non può essere che musica per le orecchie, mie e di qualunque altro membro della ns. Associazione.  Certo, gradiremmo un approfondimento ed una maggior profusione di dettagli su questo argomento; di<strong> enorme</strong> portata.  Mi permetto anzi di invitare i gentili dottori succitati nella nostra modesta ma dignitosa sede con l’augurio che possano fugare tutti i nostri dubbi.  Perché, purtoppo, ce ne sono.   Oltre al fatto che sono autorevolmente informato in diverso modo, Al-Aswani afferma-ma non se n’è accorto?-che la<strong> giustamente condannabile</strong> proibizione del sesso prematrimoniale, segno di arretratezza, barbarie e odio per le donne è “perfettamente in linea” con la cultura arabo-musulmana.  Wahhabismo o meno, si presume.  E il niqab. La sua effettiva diffusione prova solo il fatto che l’islam, esattamente come il cristianesimo, ha svolto una <strong>pessima</strong> azione pedagogica sulle popolazioni ad esso sottoposte. Sono dovuti scendere a compromesso con quanto c’era prima ed hanno saputo raccogliere ed accogliere ogni genere di schifezza umana (affinità elettiva?), purchè utile al fine di accozzare greggi.  E fa la sua parte anche Ben Jelloun, quando interpreta la parola ‘islam’-cioè: ‘sottomissione’(v.titolo dell’articolo). Alcuni preferiscono ‘accettazione’, ma la sostanza non cambia-con ‘sottomissione alla libertà’. Interpretazione che suona proprio forzata, oltre che contraddittoria nei termini.  Questo fa pensare che la democrazia, da sola, non sia sufficiente, se non preceduta, in ambito islamico, da una vera ‘rivoluzione culturale’.  Azzardo: che il vero problema dell’islam sia di essere.. una religione?!  Anche questo vorrei chieder loro.   Ma da opinionista (sia pur in sedicimillesimo) devo continuare la ricerca e non crogiolarmi in attesa di un incontro che quasi certamente non avverrà mai.   È necessario perciò operare ‘in corpore vivi’, cioè andare ad analizzare il contenuto normativo del fondamentale testo islamico:  il Corano. Ed in fondo lo faccio volentieri, poiché se da un lato, da aspirante cialtrone*, mi occupo dell’islam solo perché costretto, e la figura di Maometto mi è sostanzialmente indifferente, dall’altro, come storico partigiano dell’umanesimo laico, non posso non avere costantemente davanti agli occhi la frase del commediografo latino Terenzio, che fra l’altro era una delle massime predilette da Karl Marx: “nihil humani a me alienum puto” (“niente di ciò che è umano mi è estraneo”).    Per fortuna ho a disposizione , scaricate da tempo su un floppy, le prime 34 <strong>surat</strong> (capitoli. Su un totale di 114) del Corano, nella traduzione curata da Hamza Piccardo.  Beh, le ho lette (e, ovviamente, rilette) e devo dire che è stata una delle esperienze più rattristanti della mia vita. C’è da lasciarsi morire per lo sconforto.  Forse è per questo che la fede dei musulmani è così particolarmente granitica. Per andare in giro con tal roba, ce ne vuole una a prova di bomba acca.   Per fortuna il mondo islamico può vantare anche, ad es., le “Storie delle mille e una notte”(oggi pesantemente censurate nell’islam), i filosofi Ibn Sīnā (Avicenna), Ibn Rushd (Averroè: impossibile conciliare fede e ragione), lo scienziato Alhazen, il matematico e poeta Omar Khayyam. Tutta robetta <strong>laica</strong>!   Ma non divaghiamo.  Il contenuto normativo del Corano. Ecco: quello che ho potuto ricavare dalla lettura mi sembra dannatamente in linea con quanto trovato sul trattato ‘Sistemi giuridici comparati’, dei prof.ri Antonio Gambaro e Rodolfo Sacco. Testo universitario.  Cito i capi principali.  “La comunità islamica è destinata ad assumere un ruolo ordinante sul mondo. La religione non prevede il ricorso alla violenza.. ma un’azione armata è prevista.. per impiantare, radicare e difendere l’ordine islamico (come dire: niete violenza, però.. sì! ndr.). Trattasi di una particolare applicazione del ğihād, o guerra santa..  È indubitato che si ricorre ad essa solo se il nemico, malauguratamente, si rifiuta di abbracciare spontaneamente l’islam, e di sottomettersi al potere islamico. La possibilità di tregua è prevista allorchè il nemico sia più forte dei combattenti musulmani (ah, ecco! “la prudenzia non è mai troppo!” diceva Totò  ndr.). .. Il combattimento deve essere intrapreso prima di mezzogiorno (mi pare giusto.. ndr.).  ..  La dottrina delle persone è imperniata su una triplice contrapposizione:  fra il musulmano e il non m., fra il libero e lo schiavo, fra l’uomo e la donna. .. La pienezza dei diritti politici compete solo al musulmano. Fra i non m. bisogna distinguere tra gli adoratori del Vero Dio dagli idolatri o politeisti o atei. Sono a.d.V.D. .. gli ebrei e i cristiani.. e secondo una valutazione.. gli zoroastriani e gli indù. Chi è a.d.V.D. è ammesso a garantirsi la protezione (<strong>dhimma</strong>) da parte dei musulmani pagando una particolare imposta. .. non si consente al cristiano o all’ebreo di sposare una musulmana, mentre il musulmano può sposare la cristiana o l’ebrea.  Il politeista, l’idolatra e il non credente non hanno tutela giuridica , sono esposti alla guerra santa ed in tale sede sono destinati alla morte o alla schiavitù”.  Perbacco, se l’inizio è sconcertante, la fine è un bijoux.   Dunque, quando ğihād imperverserà, a noi senzaddio (el kāfirina. Singolare: kāfir)** non sarà concesso nemmeno di pagare il pizzo, e le uniche due prospettive che ci si pareranno innanzi saranno la <strong>morte</strong> o la <strong>schiavitù</strong>.  Morte. Spero non tramite lettura forzata del Corano. Qualsiasi altra procedura sarebbe preferibile.   Così si lamentava, tempo fa, Michele Serra: “Spiazzati, anzi, sfrattati dal rinvigorire furibondo delle fedi religiose, noi senzadio siamo al margine di ogni discorso.  .. Non mi sento previsto, anzi, non sono previsto.  Nelle discussioni delle scuole coraniche, se ebrei e cristiani debbano restare al mondo oppure sprofondare, non sono previsto” (‘La sfida tra religioni che esclude i laici’).   Beh, invece, caro Michele, posso dirti che c’è, chi pensa a noi.  C’è!..        Si aggiunga però che io sono un esegeta coranico improvvisato e che i prof.ri Gambaro e Sacco possono essere stati impressionati dalla dottrina wahhabi.  Rinnovo pertanto l’invito ai dottori Al-Aswani e Ben Jelloun.  Per qualsiasi cosa, noi siamo qui.   Ah, beh!  Tranne che per <strong>morte</strong> e <strong>schiavitù</strong>.  Ovviamente.</p>
<p><strong>Alessandro Petrucci       </strong></p>
<p>* un impeto di italianità m’ha convinto ad allinearmi alla media nazionale.  Voterò anche Berlusconi?  Beh, quello nemmeno se..  c’è un limite a tutto!!  C’è qualche cialtrone anche a sinistra.   **più esattamente: miscredente/i</p>
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		<title>ASHERAH</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 21:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordate Diego Abatantuono.. “Attalo!.. il fratello di dio!”? Se la frase aveva un indubbio effetto umoristico, ditemi che effetto può avere quest’altra: “Asherah!.. la moglie di dio!”. Non ringrazierò mai abbastanza la passione di mia moglie per il suo Milan (io sono interista.. manco a dirlo!) che le ha fatto acquistare una pay-card per poter [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate Diego Abatantuono.. “Attalo!.. il fratello di dio!”? Se la frase aveva un indubbio effetto umoristico, ditemi che effetto può avere quest’altra: “Asherah!.. la moglie di dio!”.<span id="more-10594"></span> Non ringrazierò mai abbastanza la passione di mia moglie per il suo Milan (io sono interista.. manco a dirlo!) che le ha fatto acquistare una pay-card per poter vedere le partite non trasmesse in chiaro. La stessa pay-card permette di accedere anche all’emittente BBC-Knowledge, sede di molti interessantissimi programmi, tra i quali ‘I segreti sepolti della Bibbia’, condotto dalla prof.ssa di ‘Bibbia Ebraica e Antiche Religioni’ Francesca Stavrakopoulou dell’ Exeter’s Department of Theology and Religion (UK). Bella ragazza mora, inoltre. La demolizione del testo fondamentale dei tre monoteismi (ebraismo, cristianesimo ed islam), minuziosa e sistematica, e che coinvolge i migliori ricercatori nei settori archeologico e biblistico, è tale da lasciare di stucco anche un miscredente inveterato come me. Di molte cose-alcune le snocciolerò nel corso dell’articolo-ero già al corrente e mi sono state confermate, ma che Jahveh, il dio biblico, il dio unico, avesse avuto-una volta!-moglie (la dea Asherah, appunto), non l’avevo mai sentito. Questa è tutt’altro che un’ipotesi. Ormai tutti gli storici ampiamente concordano sul fatto. Anche se, purtroppo, gran parte della documentazione archeologica in merito è andata perduta durante le sciagurate-come se le altre non lo fossero!-guerre arabo-israeliane, rimane, di quella, un’abbondante testimonianza fotografica. Sorge il sospetto, cribbio, che la religione ebraica fosse, una volta, POLITEISTICA!, come quella di tutti gli altri popoli. Ma và! Ebbè.. sì! Proprio così. E non si tratta affatto di qualcosa di arcaico, di preistorico, bensì lo fu fino ad un’epoca che storicamente si può definire ‘recente’; quando, a dar retta alle S.Scritture, il monoteismo doveva essersi affermato già da un buon MILLENNIO. Un gran numero di dèi veniva adorato dagli israeliti, ed in quel numero, Jahveh non occupava una posizione particolarmente distinta (inoltre: le traduzioni di ‘Jahveh’: ‘io sono quel che sono’ o ‘io sono colui che è’ sembrano destituite di fondamento). Sorge il sospetto, cribbio, che la Torah (corrispondente grosso modo al Vecchio Testamento cristiano) sia stata scritta o radicalmente rielaborata (c’è ormai chi la chiama ‘le Riscritture’) intorno al VI sec. a.C. Ebbè.. sì! Se volete sapere di ciò anche il chi, il come ed il perché, non cambiate canale. 587 a.C., l’Impero Babilonese di Nabucodonosor II conquista Gerusalemme e deporta gran parte della sua popolazione. L’esilio in terra di Babilonia durerà cinquant’anni. In questo periodo, uomini di valore seppero infondere compattezza e soprattutto speranza a quel popolo oppresso, e per questo compirono un’opera colossale. Reinterpretarono in chiave religiosa la storia d’Israele, che anzi, reinventarono in gran parte di sana pianta. Innanzitutto, però, sfoltirono drasticamente il nutrito.. ‘pantheon ebraico’ (fa quasi impressione mettere insieme le due parole.. uh, uh!), che avrebbe creato solo confusione, per far appuntare l’attenzione su uno solo. Tra tutti scelsero Jahveh (e perché no?!..) e lo fecero ridiventare.. ‘signorino’, per così dire, con la soppressione della dea Asherah sua moglie, che inoltre, con le sue beghe di femmina, sarebbe stata solo d’impiccio. E non doveva essere un ‘deuzzo’ qualunque; doveva essere LA POTENZA IN PERSONA! Intrinsecamente superiore agli dèi dei nemici. Tutte le sciagure di Israele erano derivate, in ogni tempo, dalla infedeltà e trascuratezza di quel popolo che egli aveva ELETTO, ma solo lui avrebbe potuto rimediare ai guai se il popolo avesse deciso di rigare dritto. Anche alla situazione attuale. Esso fu dilatato a dismisura nelle sue prerogative: fu fatto diventare colui che ha fatto tutto ciò che esiste, e che gestisce a suo piacimento. Per questo, come poi per tutto il resto, si ispirarono a (depredarono) letteratura e tradizione dell’area mesopotamica. Tre esempi. I) L’inizio di Genesi-la creazione. E poi ovunque dio è chiamato Elohim-altro non è che un testo babilonese. Con sconcertante ingenuità, mantennero il nome in lingua originale (che inoltre è un plurale: ‘gli dèi’! singolare: Elì-es. Bab Elì = La porta di dio = Babele). II) XV sec. a.C. Uno tsunami di dimensioni inusitate causato dalla terrificante esplosione vulcanica (tre volte quella del Krakatoa-1883) dell’isola di Tera (oggi: Santorini) provocò l’allagamento di quasi tutta la Mesopotamia, e fece colà gridare alla fine del mondo. Divenne celebre la storia di un signore caldeo che con una zattera salvò la sua famiglia e qualche animaletto di sua proprietà. Offenderei la vostra intelligenza se ora spiegassi come venne riciclata questa storia. III) La ricerca storico-archeologica sta confermando una teoria risalente nientemeno che a Sigmund Freud. Brevemente: Egitto XIV sec. a.C., il faraone Akenaton, il vero fondatore del monoteismo, impose Aton (il Sole) come dio unico. Alla morte di quel faraone, una violenta restaurazione ripristinò i vecchi dèi. Fece epoca.. all’epoca.. e rimase leggendario, il tentativo di fuga da quel paese di tremila egiziani seguaci di Aton, intenzionati a sfuggire allo scempio. Altra storia da loro ripresa e riutilizzata. Fu così che la fuga dei tremila EGIZIANI divenne.. l’esodo di 600mila EBREI! I quali, inoltre, è accertato, mai furono schiavi in Egitto. L’importante per quegli ‘uomini di valore’ era convincere il popolo che quello che dio aveva già fatto, mandare un uomo che lo avrebbe liberato, si sarebbe certamente ripetuto. Cosa che.. oh!.. avvenne! Anche se il nuovo Mosè si presentò con le improbabili sembianze del re persiano Ciro, che conquistò e abbattè (539 a.C.) l’Impero Babilonese e concesse agli ebrei di tornare in patria. Facile immaginare il prestigio acquisito da chi tutto quello aveva predetto! Ecco, in definitiva, fatto e confezionato, il dio che poi la scellerata impresa cristiana imporrà a mezzo mondo. Ma non solo Noè, Abramo e Mosè, tanto per citare i più celebri, risultano personagi d’invenzione. La prof.ssa Francesca ha confermato anche che gli imponenti scavi condotti per oltre un secolo e mezzo a Gerusalemme, non hanno restituito neanche un reperto del tempo dei re David e Salomone, come seppi dal prof. Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla, leggendo un suo ormai remoto articolo, di cui riporto alcuni passi. “Così, mentre non sono esaltanti i resti che … possono essere attribuiti a David e Salomone, notevoli sono quelli … che possono essere attribuiti a Omri di Israele, un sovrano cui i testi biblici dedicano pochissimi versetti. E certo non il magnifico Salomone … lasciò tra i popoli del Vicino Oriente qualche memoria di sé … se ancora parecchi decenni dopo la sua morte la cancelleria del grande impero assiro chiamava il regno settentrionale di Israele il ‘Paese di Omri’. È difficile non concordare con … Maxwell Miller, che ha definito Salomone ‘forse il sovrano più sopravvalutato’ della storia dell’umanità” (Il Messaggero 290493). Anche i due grandi re inventati, dunque? Sembrerebbe proprio di sì. Bravi però!.. dico… gli ‘uomini di valore’. Anche se il destino-o forse qualche diabolica entità-ha giocato loro un tiro un po’ pesantuccio. Ha voluto che nel tempo, la prima parola, nella lingua originale, del loro capolavoro, venisse ad indicare, con una simpatica sciarada italo-inglese, cosa sta per assumere chi si accinge a leggerlo: ‘Bereshit’ = ‘In principio’. Se poi si vuol ampliare la lista delle bibite rinfrescanti, consiglio la lettura del saggio di Bart D. Ehrman ‘Gesù non l’ha mai detto-millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei Vangeli’ Ed. Mondadori. Se, infine, si accetta la mia tesi affermante che la religione cristiana, come la conosciamo, è una ‘pia’ invenzione del dott. Saulo di Tarso, in arte san Paolo, finto convertito, che agì per i motivi da me rapidamente accennati in un recente articolo (cercatelo!), si avrà, complessivamente, un panorama sufficientemente ampio di a che cosa si è andati appresso nell’ultimo, circa, bimillennio. Troppo. A parer mio.</p>
<p><strong>Alessandro Petrucci</strong></p>
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