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	Commenti a: QUELLI CHE..  IO TREMO	</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>
		Di: Luigi Macchiarulo		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quelli-che-io-tremo/#comment-1798</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi Macchiarulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel mio commento precedente ho scritto che Paolo , prima della conversione era un rivoluzionario, è un errore madornale che devo correggere; prima della conversione Paolo era un “uomo d&#039;ordine”, uno di quelli, cioè, che ammazzano la gente preferibilmente innocente,  con l&#039;avallo delle autorità costituite.
Dopo la conversione si trasforma in perseguitato (“politico”?), tanto è vero che viene condotto a Roma in catene e quivi ammazzato.
Il problema che ci si deve porre è:
come è possibile che un movimento i capi principali del quale vengono  messi in croce, ( due, Gesù e Pietro ) e uno decapitato ( Paolo ), acquisti tanto tanto prestigio, in trecento anni, in modo tale che un imperatore romano lo trasformi in religione di stato, sopprimendo le religioni precedenti?

L&#039;altro problema è:
come mai un movimento perseguitato, una volta diventato religione di stato si trasformi in gruppo di potere, persecutore, rinnegando di fatto l&#039;impostazione di Gesù, che aveva a più riprese e in vari modi proclamato che il suo regno non era di “questo mondo”.

Probabilmente alcuni che scrivono su questo sito pensano di combattere la chiesa cattolica, io penso invece che, come cerco di fare io,  stanno aiutando la chiesa stessa ad abbandonare le strutture di potere, per tornare alle strutture originarie, quelle di servizio, e servizio gratuito ( “gratis avete ricevuto, gratis date” aveva ammonito Gesù in vari modi e a più riprese ).
Luigi Macchiarulo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio commento precedente ho scritto che Paolo , prima della conversione era un rivoluzionario, è un errore madornale che devo correggere; prima della conversione Paolo era un “uomo d&#8217;ordine”, uno di quelli, cioè, che ammazzano la gente preferibilmente innocente,  con l&#8217;avallo delle autorità costituite.<br />
Dopo la conversione si trasforma in perseguitato (“politico”?), tanto è vero che viene condotto a Roma in catene e quivi ammazzato.<br />
Il problema che ci si deve porre è:<br />
come è possibile che un movimento i capi principali del quale vengono  messi in croce, ( due, Gesù e Pietro ) e uno decapitato ( Paolo ), acquisti tanto tanto prestigio, in trecento anni, in modo tale che un imperatore romano lo trasformi in religione di stato, sopprimendo le religioni precedenti?</p>
<p>L&#8217;altro problema è:<br />
come mai un movimento perseguitato, una volta diventato religione di stato si trasformi in gruppo di potere, persecutore, rinnegando di fatto l&#8217;impostazione di Gesù, che aveva a più riprese e in vari modi proclamato che il suo regno non era di “questo mondo”.</p>
<p>Probabilmente alcuni che scrivono su questo sito pensano di combattere la chiesa cattolica, io penso invece che, come cerco di fare io,  stanno aiutando la chiesa stessa ad abbandonare le strutture di potere, per tornare alle strutture originarie, quelle di servizio, e servizio gratuito ( “gratis avete ricevuto, gratis date” aveva ammonito Gesù in vari modi e a più riprese ).<br />
Luigi Macchiarulo</p>
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		<title>
		Di: Luigi Macchiarulo		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quelli-che-io-tremo/#comment-1797</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi Macchiarulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 16:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ 
Vorrei fare qualche osservazione sugli scritti che leggo, senza pretese, così, tanto per dire. 

Io sono convinto che non sia  lecito considerare il fondamentalismo di nessuna religione come “l’essenza della religione” il fondamentalismo è sempre una caricatura o il tradimento di una religione, e sicuramente della fede, che a sua volta è una cosa diversa rispetto alla religione.
  Anche uno, che definisco per comodità di ragionamento 
“a – religioso” può comportarsi in modo fondamentalistico, il fondammentalismo “a – religioso”, sempre a mio modo di vedere,  è tanto deleterio per la convivenza umana come il fondamentalismo religioso.

Atti degli apostoli cap 9
[21]E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua precisamente per condurli in catene dai sommi sacerdoti?». 
[22]Saulo frattanto si rinfrancava sempre più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo. 
[26]Venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo ancora che fosse un discepolo. [27]Allora Barnaba lo prese con sé, lo presentò agli apostoli e raccontò loro come durante il viaggio aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. [28]Così egli potè stare con loro e andava e veniva a Gerusalemme, parlando apertamente nel nome del Signore [29]e parlava e discuteva con gli Ebrei di lingua greca; ma questi tentarono di ucciderlo. [30]Venutolo però a sapere i fratelli, lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso. 

 In questi testi io leggo questa storia: Paolo, che è un Fariseo, cioè rigido praticante di un tipo di religiosità israelitica, ritiene sia suo dovere perseguitare una setta che sta nascendo e si riferisce a un certo Gesù Cristo (che il nome possa avere subito alterazioni non credo significhi nulla); ad un certo tempo cambia idea e diventa seguace dello stesso Gesù.
Questa secondo me è un’avventura umana che merita di essere seguita con grande rispetto, si chiama conversione, cioè cambiamento delle proprie prospettive di fondo sul significato della propria vita e della propria attività.
In questa cosa io non vedo nessuno scandalo, non è il primo e non sarà l’ultimo, e non riesco neanche a riderci su. In quanto al racconto, ammetto che ci possa essere molto di fantasia, ma il fatto non cambia per questo.
Poi vedo che dopo la conversione cercava di unirsi ai seguaci di Cristo, che però diffidavano di lui.
La cosa mi sembra perfettamente ragionevole, anche perché Paolo non stava buono per conto suo, ma dava ragione della sua conversione. 

Dialogava e disputava, come fanno tutti quelli che hanno qualcosa da comunicare agli altri: per esempio come noi che scriviamo qui.

Quando alcuni, che rottisi le scatole, tentano di ucciderlo, “i fratelli”, cioè quelli che prima diffidavano di lui, lo salvano, facendolo partire per Tarso, evidentemente s’era guadagnato la loro stima.

Confesso che non riesco a trovare cosa ci sia di tanto ironizzabile in questo racconto, a me sembra piuttosto lineare.
Paolo era un guerrafondaio prima della conversione, non dopo.

Il messaggio di Gesù doveva rimanere confinato in Israele?
No, il mandato finale di Gesù era di andare e battezzare tutte le nazioni, e comunque questa apertura c’è stata , era e forse è ancora controversa, anche oggi ci sono alcuni che sostengono che la salvezza di Gesù è per i soli cristiani, ma si sbagliano, ammesso che esista un Dio che ha creato qualcosa, ha creato tutto l’universo, non soltanto i cristiani.
 
A me Paolo, certe volte appare un gigante, altre volte si perde in questioni che sono legate al suo tempo, alla sua cultura della quale non riesce a liberarsi completamente neanche dopo la conversione, ma non si può descrivere la sua attività come se fosse una avventura da fumetto satirico; quello che viene definito “l’inno alla carità” è una indicazione preziosa per la convivenza umana, basta quello per farne un genio dal quale tutti abbiamo da imparare. 
( Anche se probabilmente non è tutta farina del suo sacco, ma una elaborazione delle prime comunità cristiane).
In altre parole, bisogna entrare nel merito della cose che Gesù e Paolo insegnano, soltanto allora si può capire e giudicare.

In quanto alla disputa con Pietro, si tratta di una disputa di tipo teologico, e il contrasto fu risolto comunitariamente, da quelli che oggi chiameremmo i dirigenti del movimento, decidendo che la salvezza che Gesù predicava doveva essere estesa a tutti gli uomini, e che i pagani non dovevano passare per le consuetudini israelitiche per diventare cristiani. 
Anche qui non vedo quale scandalo ci possa essere, o quale ironia si possa fare sul fatto.
Tutto sommato, è la storia drammatica di un uomo che passa per una conversione e fonda un movimento che travalicando, questo si, i confini previsti da Gesù, ( ma questo avviene nel tre - quattrocento, con Costantino, non vado a cercare le date esatte per non perdere tempo ), è diventato una potenza mondiale, cosa che Gesù aveva rifiutato espressamente, arbitro dei destini del mondo per molti secoli. 
Secondo me, uscendo dal punto di vista religioso, che è un’altra cosa, l’avventura di Paolo potrebbe essere vista come una grande impresa, alla pari di quelle di Giulo Cesare, o di Alessandro, se volete Paolo, da questo punto di vista è più grande dello stesso Napoleone, ha fondato una potenza che è durata molto più a lungo, e pare che duri ancora, vista la battaglia che state facendo, e alla quale in un certo senso mi sento associato.
Dal punto di vista religioso io guardo a questa trasformazione con molto rammarico, ma è un altro tipo di discorso.

Spigolando qua e là:

è noto che il prossimo dei vangeli si riferisce ai soli Ebrei? 

Questo è vero per il vecchio testamento, nel Vangelo c’è esattamente il contrario: “il prossimo è chiunque ha bisogno del tuo aiuto” è la risposta ad una domanda specifica rivolta a Gesù.

“il famoso episodio della Cananea, nel suo complesso estremamente emblematico dello spirito non certo amorevole che pervade parte del Vangelo, Matteo XV,22)”?

[22]Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». 

[23]Ma egli non le rivolse neppure una parola. 
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro».
 [24]Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». 
[25]Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».
 [26]Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». 
[27]«E&#039; vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 

[28]Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell&#039;istante sua figlia fu guarita. 

Per giudicare bisogna vedere l’esito finale, non ci troviamo qui di fronte a una vera e propria conversione di Gesù?

Luigi Macchiarulo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Vorrei fare qualche osservazione sugli scritti che leggo, senza pretese, così, tanto per dire. </p>
<p>Io sono convinto che non sia  lecito considerare il fondamentalismo di nessuna religione come “l’essenza della religione” il fondamentalismo è sempre una caricatura o il tradimento di una religione, e sicuramente della fede, che a sua volta è una cosa diversa rispetto alla religione.<br />
  Anche uno, che definisco per comodità di ragionamento<br />
“a – religioso” può comportarsi in modo fondamentalistico, il fondammentalismo “a – religioso”, sempre a mio modo di vedere,  è tanto deleterio per la convivenza umana come il fondamentalismo religioso.</p>
<p>Atti degli apostoli cap 9<br />
[21]E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua precisamente per condurli in catene dai sommi sacerdoti?».<br />
[22]Saulo frattanto si rinfrancava sempre più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.<br />
[26]Venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo ancora che fosse un discepolo. [27]Allora Barnaba lo prese con sé, lo presentò agli apostoli e raccontò loro come durante il viaggio aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. [28]Così egli potè stare con loro e andava e veniva a Gerusalemme, parlando apertamente nel nome del Signore [29]e parlava e discuteva con gli Ebrei di lingua greca; ma questi tentarono di ucciderlo. [30]Venutolo però a sapere i fratelli, lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso. </p>
<p> In questi testi io leggo questa storia: Paolo, che è un Fariseo, cioè rigido praticante di un tipo di religiosità israelitica, ritiene sia suo dovere perseguitare una setta che sta nascendo e si riferisce a un certo Gesù Cristo (che il nome possa avere subito alterazioni non credo significhi nulla); ad un certo tempo cambia idea e diventa seguace dello stesso Gesù.<br />
Questa secondo me è un’avventura umana che merita di essere seguita con grande rispetto, si chiama conversione, cioè cambiamento delle proprie prospettive di fondo sul significato della propria vita e della propria attività.<br />
In questa cosa io non vedo nessuno scandalo, non è il primo e non sarà l’ultimo, e non riesco neanche a riderci su. In quanto al racconto, ammetto che ci possa essere molto di fantasia, ma il fatto non cambia per questo.<br />
Poi vedo che dopo la conversione cercava di unirsi ai seguaci di Cristo, che però diffidavano di lui.<br />
La cosa mi sembra perfettamente ragionevole, anche perché Paolo non stava buono per conto suo, ma dava ragione della sua conversione. </p>
<p>Dialogava e disputava, come fanno tutti quelli che hanno qualcosa da comunicare agli altri: per esempio come noi che scriviamo qui.</p>
<p>Quando alcuni, che rottisi le scatole, tentano di ucciderlo, “i fratelli”, cioè quelli che prima diffidavano di lui, lo salvano, facendolo partire per Tarso, evidentemente s’era guadagnato la loro stima.</p>
<p>Confesso che non riesco a trovare cosa ci sia di tanto ironizzabile in questo racconto, a me sembra piuttosto lineare.<br />
Paolo era un guerrafondaio prima della conversione, non dopo.</p>
<p>Il messaggio di Gesù doveva rimanere confinato in Israele?<br />
No, il mandato finale di Gesù era di andare e battezzare tutte le nazioni, e comunque questa apertura c’è stata , era e forse è ancora controversa, anche oggi ci sono alcuni che sostengono che la salvezza di Gesù è per i soli cristiani, ma si sbagliano, ammesso che esista un Dio che ha creato qualcosa, ha creato tutto l’universo, non soltanto i cristiani.</p>
<p>A me Paolo, certe volte appare un gigante, altre volte si perde in questioni che sono legate al suo tempo, alla sua cultura della quale non riesce a liberarsi completamente neanche dopo la conversione, ma non si può descrivere la sua attività come se fosse una avventura da fumetto satirico; quello che viene definito “l’inno alla carità” è una indicazione preziosa per la convivenza umana, basta quello per farne un genio dal quale tutti abbiamo da imparare.<br />
( Anche se probabilmente non è tutta farina del suo sacco, ma una elaborazione delle prime comunità cristiane).<br />
In altre parole, bisogna entrare nel merito della cose che Gesù e Paolo insegnano, soltanto allora si può capire e giudicare.</p>
<p>In quanto alla disputa con Pietro, si tratta di una disputa di tipo teologico, e il contrasto fu risolto comunitariamente, da quelli che oggi chiameremmo i dirigenti del movimento, decidendo che la salvezza che Gesù predicava doveva essere estesa a tutti gli uomini, e che i pagani non dovevano passare per le consuetudini israelitiche per diventare cristiani.<br />
Anche qui non vedo quale scandalo ci possa essere, o quale ironia si possa fare sul fatto.<br />
Tutto sommato, è la storia drammatica di un uomo che passa per una conversione e fonda un movimento che travalicando, questo si, i confini previsti da Gesù, ( ma questo avviene nel tre &#8211; quattrocento, con Costantino, non vado a cercare le date esatte per non perdere tempo ), è diventato una potenza mondiale, cosa che Gesù aveva rifiutato espressamente, arbitro dei destini del mondo per molti secoli.<br />
Secondo me, uscendo dal punto di vista religioso, che è un’altra cosa, l’avventura di Paolo potrebbe essere vista come una grande impresa, alla pari di quelle di Giulo Cesare, o di Alessandro, se volete Paolo, da questo punto di vista è più grande dello stesso Napoleone, ha fondato una potenza che è durata molto più a lungo, e pare che duri ancora, vista la battaglia che state facendo, e alla quale in un certo senso mi sento associato.<br />
Dal punto di vista religioso io guardo a questa trasformazione con molto rammarico, ma è un altro tipo di discorso.</p>
<p>Spigolando qua e là:</p>
<p>è noto che il prossimo dei vangeli si riferisce ai soli Ebrei? </p>
<p>Questo è vero per il vecchio testamento, nel Vangelo c’è esattamente il contrario: “il prossimo è chiunque ha bisogno del tuo aiuto” è la risposta ad una domanda specifica rivolta a Gesù.</p>
<p>“il famoso episodio della Cananea, nel suo complesso estremamente emblematico dello spirito non certo amorevole che pervade parte del Vangelo, Matteo XV,22)”?</p>
<p>[22]Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». </p>
<p>[23]Ma egli non le rivolse neppure una parola.<br />
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro».<br />
 [24]Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele».<br />
[25]Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».<br />
 [26]Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini».<br />
[27]«E&#8217; vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». </p>
<p>[28]Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell&#8217;istante sua figlia fu guarita. </p>
<p>Per giudicare bisogna vedere l’esito finale, non ci troviamo qui di fronte a una vera e propria conversione di Gesù?</p>
<p>Luigi Macchiarulo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dagoberto Frattaroli		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quelli-che-io-tremo/#comment-1794</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dagoberto Frattaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 15:13:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=10546#comment-1794</guid>

					<description><![CDATA[Caro Petrucci, ho letto con attenzione il tuo articolo che ho trovato documentato come sempre.
Lo scontro tra il nascente cristianesimo  e l’ebraismo tradizionale non avrebbe forse visto vincitore il cristianesimo se il conflitto fosse rimasto confinato alla Palestina e all’Asia Minore. La decisione di portare la parola di Dio anche ai Gentili (non ebrei), ossia avviare la predicazione della nuova religione al di fuori della ristretta area geografica di origine, fu una mossa vincente.
Leggendo i Vangeli si ha l’impressione che la formulazione “originaria “ del nuovo verbo prevedesse la sua diffusione solo presso gli ebrei, come del resto solo a loro erano diretti i precetti morali pronunciati da Gesù. E’ noto infatti che il “prossimo” dei Vangeli si riferisce ai soli ebrei (vedi in Matteo nota a commento del versetto 43 del cap. V; cap. X, 5; cap. XIX, 28  e soprattutto il famoso episodio della Cananea, nel suo complesso estremamente emblematico dello spirito non certo amorevole che pervade parte del Vangelo, Matteo XV,22).
Se l’iniziativa di predicare ai Gentili non avesse avuto seguito non avremmo avuto la predicazione cristiana a Roma e nel resto del mondo e non ci sarebbe stato né Costantino, né Teodosio, nè Carlo Magno nè tutti gli altri potenti che decretarono il successo del Cristianesimo. La diffusione della nuova dottrina sarebbe rimasta circoscritta alle aree di presenza delle comunità ebraiche nella sponda orientale del Mediterraneo.
In conseguenza della sconfitta, gli ebrei, tu dici, “si rinserrarono” e secondo Spinosa da te citato “si sono separati da tutte le altre nazioni a tal punto da attirare contro di sé l’odio di tutte”. Mi sembra doveroso sottolineare e riaffermare che questo non può bastare a farne un popolo di perseguitati né tantomeno a giustificare le persecuzioni di cui sono stati  oggetto nel corso dei secoli. Non si può certo attribuire al loro comportamento individuale e sociale la premessa per una qualunque loro colpa o responsabilità.
Se il popolo ebraico è stato oggetto di persecuzione nei secoli ciò è riconducibile al fatto che il vincitore della guerra tra Cristianesimo ed Ebraismo non si accontentato di vincere ma ha inteso annullare e cancellare il nemico sia perseguitandolo direttamente che calunniandolo con i più infami crimini lungo sedici secoli di storia.
L’origine dell’antisemitismo è da ricercarsi nel comportamento della Chiesa cristiana ed è stato da esso alimentato costantemente sino ad epoca recente. A sostegno di questa affermazione, se ce ne fosse bisogno, basta una sola voce tra tutte: quella del teologo cattolico Hans Kung “Si deve dire con tutta chiarezza che l’antigiudaismo nazista fu l’opera di empi assassini anticristiani. Però esso sarebbe stato impossibile senza il precedente di quasi duemila anni di antigiudaismo cristiano”.
Un saluto.
Dagoberto Frattaroli.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Petrucci, ho letto con attenzione il tuo articolo che ho trovato documentato come sempre.<br />
Lo scontro tra il nascente cristianesimo  e l’ebraismo tradizionale non avrebbe forse visto vincitore il cristianesimo se il conflitto fosse rimasto confinato alla Palestina e all’Asia Minore. La decisione di portare la parola di Dio anche ai Gentili (non ebrei), ossia avviare la predicazione della nuova religione al di fuori della ristretta area geografica di origine, fu una mossa vincente.<br />
Leggendo i Vangeli si ha l’impressione che la formulazione “originaria “ del nuovo verbo prevedesse la sua diffusione solo presso gli ebrei, come del resto solo a loro erano diretti i precetti morali pronunciati da Gesù. E’ noto infatti che il “prossimo” dei Vangeli si riferisce ai soli ebrei (vedi in Matteo nota a commento del versetto 43 del cap. V; cap. X, 5; cap. XIX, 28  e soprattutto il famoso episodio della Cananea, nel suo complesso estremamente emblematico dello spirito non certo amorevole che pervade parte del Vangelo, Matteo XV,22).<br />
Se l’iniziativa di predicare ai Gentili non avesse avuto seguito non avremmo avuto la predicazione cristiana a Roma e nel resto del mondo e non ci sarebbe stato né Costantino, né Teodosio, nè Carlo Magno nè tutti gli altri potenti che decretarono il successo del Cristianesimo. La diffusione della nuova dottrina sarebbe rimasta circoscritta alle aree di presenza delle comunità ebraiche nella sponda orientale del Mediterraneo.<br />
In conseguenza della sconfitta, gli ebrei, tu dici, “si rinserrarono” e secondo Spinosa da te citato “si sono separati da tutte le altre nazioni a tal punto da attirare contro di sé l’odio di tutte”. Mi sembra doveroso sottolineare e riaffermare che questo non può bastare a farne un popolo di perseguitati né tantomeno a giustificare le persecuzioni di cui sono stati  oggetto nel corso dei secoli. Non si può certo attribuire al loro comportamento individuale e sociale la premessa per una qualunque loro colpa o responsabilità.<br />
Se il popolo ebraico è stato oggetto di persecuzione nei secoli ciò è riconducibile al fatto che il vincitore della guerra tra Cristianesimo ed Ebraismo non si accontentato di vincere ma ha inteso annullare e cancellare il nemico sia perseguitandolo direttamente che calunniandolo con i più infami crimini lungo sedici secoli di storia.<br />
L’origine dell’antisemitismo è da ricercarsi nel comportamento della Chiesa cristiana ed è stato da esso alimentato costantemente sino ad epoca recente. A sostegno di questa affermazione, se ce ne fosse bisogno, basta una sola voce tra tutte: quella del teologo cattolico Hans Kung “Si deve dire con tutta chiarezza che l’antigiudaismo nazista fu l’opera di empi assassini anticristiani. Però esso sarebbe stato impossibile senza il precedente di quasi duemila anni di antigiudaismo cristiano”.<br />
Un saluto.<br />
Dagoberto Frattaroli.</p>
]]></content:encoded>
		
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