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	Commenti a: Moralismo prèt-a-portér	</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		Di: anatman		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[anatman]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 23:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A questo proposito va citato il precedente storico di Mussolini, all&#039;epoca considerato emblema di virtù, fautore della morale dio-patria-famiglia, uomo della provvidenza per i cattolici, TUTTAVIA al tempo stesso costui aveva una vita sessuale estremamente varia, costellata di amanti, la più celebre Claretta Petacci, ultima di una serie lunghissima. Il recente film &quot;vincere&quot; ha persino documentato una bigamia del duce alla quale egli pose rimedio semplicemente facendo sparire ogni registro e tacitando ogni testimone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre ad essere simbolo del virile maschio fascista, puttaniere e accanito corteggiatore di ogni essere vivente femmina, il duce presentava sé stesso anche come modello di padre di famiglia, accanto alla fedele donna Rachele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si direbbe che agli italiani questa dicotomia piaccia. Esprime creatività italiana, incoerenza patriottica, furberie casarecce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il duce, e ora il Silvio, diventano archetipi del desiderio più profondo dei maschi italiani: avere una moglie materna, santa e madonna, sessuata quel tanto che basta per procreare, e al tempo stesso avere una serie di donne-amanti spudorate e viziose, atte a rappresentare gli istinti sessuali più bassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che anche questa patologia tipicamente italica sia da addebbitarsi alla nefasta influenza psichica del cattolicesimo, che ha sempre relegato le donne al ruolo di oggetto, dissociando la natura femminile in estremi esasperati: la donna-madonna e la donna-strega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A questo proposito va citato il precedente storico di Mussolini, all&#8217;epoca considerato emblema di virtù, fautore della morale dio-patria-famiglia, uomo della provvidenza per i cattolici, TUTTAVIA al tempo stesso costui aveva una vita sessuale estremamente varia, costellata di amanti, la più celebre Claretta Petacci, ultima di una serie lunghissima. Il recente film &#8220;vincere&#8221; ha persino documentato una bigamia del duce alla quale egli pose rimedio semplicemente facendo sparire ogni registro e tacitando ogni testimone.</p>
<p>Oltre ad essere simbolo del virile maschio fascista, puttaniere e accanito corteggiatore di ogni essere vivente femmina, il duce presentava sé stesso anche come modello di padre di famiglia, accanto alla fedele donna Rachele.</p>
<p>Si direbbe che agli italiani questa dicotomia piaccia. Esprime creatività italiana, incoerenza patriottica, furberie casarecce. </p>
<p>Il duce, e ora il Silvio, diventano archetipi del desiderio più profondo dei maschi italiani: avere una moglie materna, santa e madonna, sessuata quel tanto che basta per procreare, e al tempo stesso avere una serie di donne-amanti spudorate e viziose, atte a rappresentare gli istinti sessuali più bassi.</p>
<p>Credo che anche questa patologia tipicamente italica sia da addebbitarsi alla nefasta influenza psichica del cattolicesimo, che ha sempre relegato le donne al ruolo di oggetto, dissociando la natura femminile in estremi esasperati: la donna-madonna e la donna-strega.</p>
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		Di: anatman		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[anatman]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 22:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A questo proposito va citato il precedente storico di Mussolini, all&#039;epoca considerato emblema di virtù, fautore della morale dio-patria-famiglia, uomo della provvidenza per i cattolici, TUTTAVIA al tempo stesso costui aveva una vita sessuale estremamente varia, costellata di amanti, la più celebre Claretta Petacci, ultima di una serie lunghissima. Il recente film &quot;vincere&quot; ha persino documentato una bigamia del duce alla quale egli pose rimedio semplicemente facendo sparire ogni registro e tacitando ogni testimone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre ad essere simbolo del virile maschio fascista, puttaniere e accanito corteggiatore di ogni essere vivente femmina, il duce presentava sé stesso anche come modello di padre di famiglia, accanto alla fedele donna Rachele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si direbbe che agli italiani questa dicotomia piaccia. Esprime creatività italiana, incoerenza patriottica, furberie casarecce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il duce, e ora il Silvio, diventano archetipi del desiderio più profondo dei maschi italiani: avere una moglie materna, santa e madonna, sessuata quel tanto che basta per procreare, e al tempo stesso avere una serie di donne-amanti spudorate e viziose, atte a rappresentare gli istinti sessuali più bassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che anche questa patologia tipicamente italica sia da addebbitarsi alla nefasta influenza psichica del cattolicesimo, che ha sempre relegato le donne al ruolo di oggetto, dissociando la natura femminile in estremi esasperati: la donna-madonna e la donna-strega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A questo proposito va citato il precedente storico di Mussolini, all&#8217;epoca considerato emblema di virtù, fautore della morale dio-patria-famiglia, uomo della provvidenza per i cattolici, TUTTAVIA al tempo stesso costui aveva una vita sessuale estremamente varia, costellata di amanti, la più celebre Claretta Petacci, ultima di una serie lunghissima. Il recente film &#8220;vincere&#8221; ha persino documentato una bigamia del duce alla quale egli pose rimedio semplicemente facendo sparire ogni registro e tacitando ogni testimone.</p>
<p>Oltre ad essere simbolo del virile maschio fascista, puttaniere e accanito corteggiatore di ogni essere vivente femmina, il duce presentava sé stesso anche come modello di padre di famiglia, accanto alla fedele donna Rachele.</p>
<p>Si direbbe che agli italiani questa dicotomia piaccia. Esprime creatività italiana, incoerenza patriottica, furberie casarecce. </p>
<p>Il duce, e ora il Silvio, diventano archetipi del desiderio più profondo dei maschi italiani: avere una moglie materna, santa e madonna, sessuata quel tanto che basta per procreare, e al tempo stesso avere una serie di donne-amanti spudorate e viziose, atte a rappresentare gli istinti sessuali più bassi.</p>
<p>Credo che anche questa patologia tipicamente italica sia da addebbitarsi alla nefasta influenza psichica del cattolicesimo, che ha sempre relegato le donne al ruolo di oggetto, dissociando la natura femminile in estremi esasperati: la donna-madonna e la donna-strega.</p>
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