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	Commenti a: Festeggiamo con consapevolezza	</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Apr 2014 15:15:00 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Dagoberto Frattaroli		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/festeggiamo-con-consapevolezza/#comment-1985</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dagoberto Frattaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2014 15:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alessandro, 
apprezzo del tuo modo di pensare la capacità  di individuare  aspetti  trasversali e inusitati  dei fatti di cronaca, come, nel caso di questo
articolo, il paradossale augurio che il Parlamento non legiferi di nuovo in
materia di diritti sensibili. Nel caso in cui l’ha fatto ha partorito la legge
40 sulla “Procreazione medicalmente assistita” legge nata vecchia che è stata
progressivamente smantellata oppure quando ha tentato di farlo, senza giungere a conclusione, come nel caso del  testamento biologico contenuto nel famigerato disegno di legge “Calabrò”, oppure con i disegni di legge  Boato e Spini in materia di culti ammessi e libertà religiosa. Tutti progetti che con l’intento di porre regole, avrebbero imposto vincoli, divieti e restrizioni.
L’intento ufficiale di molte leggi che comprimono i diritti individuali dei cittadini è quello di regolare una situazione di “far-west”. Si tratta di una  immagine molto di modatra i giornalisti e i politici, che si prestano l’un l’altro termini e slogan d’effetto, e infatti subito dopo l’annuncio della sentenza della Corte Costituzionale, il Ministro della Sanità si è affrettata ad annunciare che “serve una legge per
evitare il caos”, come  a dire che i
cittadini non si illudano troppo perché il regime di “libera uscita” durerà ben
poco, ossia il tempo necessario affinché le forze confessionali del Parlamento
si mettano d’accordo per varare una nuova legge un po’ meno scandalosa della
precedente legge n. 40, ma comunque piena di regole, divieti, punizioni e
condanne.
Altro amaro richiamo del tuo articolo è quello al referendum abrogativo che fallì, tra l’altro, anche per l’ampio invito delle gerarchie religiose all’astensionismo, in spregio all’art 48 della Costituzione  che ricorda che “L’esercizio del voto è un dovere civico”.  Il
rispetto della Costituzione, invocato per esempio da quanti si richiamano alla
validità dei Patti Lateranensi, non vale evidentemente in ogni occasione,  ma solo quanto torna utile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro,<br />
apprezzo del tuo modo di pensare la capacità  di individuare  aspetti  trasversali e inusitati  dei fatti di cronaca, come, nel caso di questo<br />
articolo, il paradossale augurio che il Parlamento non legiferi di nuovo in<br />
materia di diritti sensibili. Nel caso in cui l’ha fatto ha partorito la legge<br />
40 sulla “Procreazione medicalmente assistita” legge nata vecchia che è stata<br />
progressivamente smantellata oppure quando ha tentato di farlo, senza giungere a conclusione, come nel caso del  testamento biologico contenuto nel famigerato disegno di legge “Calabrò”, oppure con i disegni di legge  Boato e Spini in materia di culti ammessi e libertà religiosa. Tutti progetti che con l’intento di porre regole, avrebbero imposto vincoli, divieti e restrizioni.<br />
L’intento ufficiale di molte leggi che comprimono i diritti individuali dei cittadini è quello di regolare una situazione di “far-west”. Si tratta di una  immagine molto di modatra i giornalisti e i politici, che si prestano l’un l’altro termini e slogan d’effetto, e infatti subito dopo l’annuncio della sentenza della Corte Costituzionale, il Ministro della Sanità si è affrettata ad annunciare che “serve una legge per<br />
evitare il caos”, come  a dire che i<br />
cittadini non si illudano troppo perché il regime di “libera uscita” durerà ben<br />
poco, ossia il tempo necessario affinché le forze confessionali del Parlamento<br />
si mettano d’accordo per varare una nuova legge un po’ meno scandalosa della<br />
precedente legge n. 40, ma comunque piena di regole, divieti, punizioni e<br />
condanne.<br />
Altro amaro richiamo del tuo articolo è quello al referendum abrogativo che fallì, tra l’altro, anche per l’ampio invito delle gerarchie religiose all’astensionismo, in spregio all’art 48 della Costituzione  che ricorda che “L’esercizio del voto è un dovere civico”.  Il<br />
rispetto della Costituzione, invocato per esempio da quanti si richiamano alla<br />
validità dei Patti Lateranensi, non vale evidentemente in ogni occasione,  ma solo quanto torna utile.</p>
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