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	Commenti a: Ci ha lasciato Walter Peruzzi	</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 May 2014 05:40:00 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Dagoberto Frattaroli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dagoberto Frattaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2014 05:40:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Voglio associare la mia voce a quella di Alessandro Chiometti che ha ritenuto giustamente di ricordare su questo sito  la figura di Walter Peruzzi con significative parole.
Conobbi Peruzzi in occasione della presentazione a Terni del suo volume “Il Cattolicesimo reale” e mi colpì in quell’occasione la determinazione che l’aveva indotto a sostenere un viaggio  oneroso per la sua già precaria salute.
Parlai di nuovo con lui quando benevolmente fece una recensione del mio volume “Il dovere di non credere”. In ambedue le occasioni ebbi subito l’impressione della sua profonda cultura storica che si esprimeva con un linguaggio asciutto ma pregno di significati.
L’eredità che lascia è una serie di opere documentatissime tra cui proprio quel “Cattolicesimo reale” che non è un libro da consumare ma è un’opera da conservare e consultare per ogni persona che abbia interesse a conoscere e soprattutto mantenere la storia vera del cattolicesimo, la cui immagine è, oggi più che mai, oggetto di una sarabanda mediatica che trasforma i persecutori in perseguitati e i dispensatori d’odio in maestri d’amore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio associare la mia voce a quella di Alessandro Chiometti che ha ritenuto giustamente di ricordare su questo sito  la figura di Walter Peruzzi con significative parole.<br />
Conobbi Peruzzi in occasione della presentazione a Terni del suo volume “Il Cattolicesimo reale” e mi colpì in quell’occasione la determinazione che l’aveva indotto a sostenere un viaggio  oneroso per la sua già precaria salute.<br />
Parlai di nuovo con lui quando benevolmente fece una recensione del mio volume “Il dovere di non credere”. In ambedue le occasioni ebbi subito l’impressione della sua profonda cultura storica che si esprimeva con un linguaggio asciutto ma pregno di significati.<br />
L’eredità che lascia è una serie di opere documentatissime tra cui proprio quel “Cattolicesimo reale” che non è un libro da consumare ma è un’opera da conservare e consultare per ogni persona che abbia interesse a conoscere e soprattutto mantenere la storia vera del cattolicesimo, la cui immagine è, oggi più che mai, oggetto di una sarabanda mediatica che trasforma i persecutori in perseguitati e i dispensatori d’odio in maestri d’amore.</p>
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