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	Commenti a: Charlie non merita i ciarlatani	</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Jul 2017 05:34:00 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Dagoberto Frattaroli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dagoberto Frattaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2017 05:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La notizia, ripresa e amplificata dai media nei giorni scorsi, suscita, accanto ad una doverosa pietà per i genitori,
un moto di  reazione nei confronti dei media stessi che ormai preda di una deriva scandalistica manipolano con titoli e frasi
ad effetto ogni notizia che possa colpire il lettore. 
Non si dica che il giornalismo ha il dovere-diritto di informare perchè in questo caso, come in troppi altri,  c’è solo la volontà di coinvolgere emotivamente il lettore per vendere la notizia, che può essere anche vera, ma viene così distorta e ingigantita  per i fini commerciali di chi la vende che spesso rende irriconoscibile il fatto originario.
Per quanto riguarda la vicenda  siamo di fronte ad un bambino malato, senza possibilità di guarigione  tenuto in vita artificialmente, nel cui futuro non c’è alcuna speranza. Chi fa intravedere cure efficaci è un ciarlatano e chi si offre di mantenere sine-die un cuore battente in un corpicino senza vita autonoma è probabilmente animato da fanatismo ideologico.
Se si tenessero in una vita artificiale tutti i malati che si trovano in fin di vita senza alcuna seria prospettiva medico-scientifica di guarigione solo per il fatto che “un domani” sarà scoperta una cura, faremmo come coloro che hanno fatto ibernare il proprio corpo e ne hanno disposto la conservazione  in  vista di una improbabile resurrezione.
Un giusto modo di interpretare l’amore da parte di questi genitori nei confronti di  questo loro disgraziato bambino sarebbe, a mio
avviso, quello di lasciarlo dignitosamente andare, per il suo bene e per quello dei genitori stessi, senza tanto chiasso intorno ad una vicenda che merita invece compassione e silenzio.
Dagoberto Frattaroli
6 luglio 2017]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia, ripresa e amplificata dai media nei giorni scorsi, suscita, accanto ad una doverosa pietà per i genitori,<br />
un moto di  reazione nei confronti dei media stessi che ormai preda di una deriva scandalistica manipolano con titoli e frasi<br />
ad effetto ogni notizia che possa colpire il lettore.<br />
Non si dica che il giornalismo ha il dovere-diritto di informare perchè in questo caso, come in troppi altri,  c’è solo la volontà di coinvolgere emotivamente il lettore per vendere la notizia, che può essere anche vera, ma viene così distorta e ingigantita  per i fini commerciali di chi la vende che spesso rende irriconoscibile il fatto originario.<br />
Per quanto riguarda la vicenda  siamo di fronte ad un bambino malato, senza possibilità di guarigione  tenuto in vita artificialmente, nel cui futuro non c’è alcuna speranza. Chi fa intravedere cure efficaci è un ciarlatano e chi si offre di mantenere sine-die un cuore battente in un corpicino senza vita autonoma è probabilmente animato da fanatismo ideologico.<br />
Se si tenessero in una vita artificiale tutti i malati che si trovano in fin di vita senza alcuna seria prospettiva medico-scientifica di guarigione solo per il fatto che “un domani” sarà scoperta una cura, faremmo come coloro che hanno fatto ibernare il proprio corpo e ne hanno disposto la conservazione  in  vista di una improbabile resurrezione.<br />
Un giusto modo di interpretare l’amore da parte di questi genitori nei confronti di  questo loro disgraziato bambino sarebbe, a mio<br />
avviso, quello di lasciarlo dignitosamente andare, per il suo bene e per quello dei genitori stessi, senza tanto chiasso intorno ad una vicenda che merita invece compassione e silenzio.<br />
Dagoberto Frattaroli<br />
6 luglio 2017</p>
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