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	<title>ceciliacalamani, Autore a Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Crocifissi nelle aule, il 30 giugno la sentenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 16:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>30 giugno. Questa &#232; la data fissata dalla Corte europea per esaminare il ricorso dell&#8217;Italia contro la sentenza sui crocifissi nelle aule scolastiche. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Come&#160; &#8216;memoria&#8217; a corredo del ricorso, il Governo presenter&#224; il prossimo 30 aprile uno [&#8230;]</p>
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<div class="entry">
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" height="259" width="259" align="left" alt="tribunale" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/tribunale.jpg" title="tribunale" class="alignleft size-full wp-image-904" /><strong>30 giugno</strong>. Questa &egrave; la data fissata dalla Corte europea per esaminare il ricorso dell&rsquo;Italia contro la sentenza sui crocifissi nelle aule scolastiche. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Come&nbsp; &lsquo;memoria&rsquo; a corredo del ricorso, il Governo presenter&agrave; il prossimo 30 aprile uno studio di <strong>Carlo Cardia</strong>, professore di Diritto ecclesiastico presso la facolt&agrave; di Giurisprudenza dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi Roma Tre.</p>
<p>
</p>
<p>&ldquo;<em>La corte di Strasgurgo </em>&#8211; afferma Cardia, intervistato dal <a target="_blank" href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=45618274"><em>Corriere della sera </em></a>&#8211; <em>ha scelto un approccio vetero illuminista secondo il quale <strong>la formazione si deve svolgere in un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire</strong>. Da questo punto di vista la Corte ha parlato di una scuola italiana che non esiste. [&hellip;] Se una ragazza, in Italia, vuole andare a scuola con il velo islamico lo pu&ograve; fare. C&rsquo;&egrave; un atteggiamento tollerante nei confronti di tutti i simboli religiosi. Ma questo la Corte non l&rsquo;ha preso in considerazione. E cos&igrave; &egrave; stato svilito il ruolo del crocifisso come simbolo dell&rsquo;identit&agrave; europea, trasformandolo in un simbolo di parte</em>&ldquo;.</p>
<p>
</p>
<p>Dice bene, Cardia: una ragazza pu&ograve; andare a scuola con il velo cos&igrave; come, aggiungiamo, un ragazzo pu&ograve; portare il crocifisso al collo. Al di l&agrave; di cosa si pensi del velo, si sta parlando di abbigliamento o uso di ornamenti, tutte cose che fanno parte della sfera individuale. Cosa direbbe il professor Cardia se la ragazza islamica volesse imporre il velo a tutte quelle della sua classe? Perch&eacute; questo &egrave; il paragone corretto, non quello della presunta tolleranza, che diventa intolleranza quando si tenta di rendere collettivo un simbolo personale, qualsiasi esso sia.</p>
<p>
</p>
<p>Questa guerra in nome del crocifisso si gioca proprio sull&rsquo;ambiguit&agrave;, e l&rsquo;ambiguit&agrave; sull&rsquo;ignoranza. Ci&ograve; che si vuole far passare &egrave; che togliere il crocifisso significhi rinnegare le proprie origini, affermare un &lsquo;<strong>vuoto culturale</strong>&rsquo;, come dice Cardia.</p>
<p>
</p>
<p>Nulla di pi&ugrave; falso. Togliendo le croci dalle aule, non sconfesseremmo il nostro passato, perch&eacute; &egrave; stampato indelebilmente nella nostra cultura, nella nostra formazione, sui libri che studiamo, nelle nostre menti, nei nostri occhi. Non serve una suppellettile affissa al muro per ricordarcelo.</p>
<p>
</p>
<p>E il futuro di cui parla Cardia non &egrave; scolpito staticamente in un pezzo di legno. Il futuro &egrave; la diversit&agrave;, il rispetto, la convivenza, la netta coscienza dei propri confini, che mai devono invadere quelli degli altri. All&rsquo;alba del terzo millennio, dovremmo aver imparato che la spiritualit&agrave;, quella vera, &egrave; una caratteristica individuale, non universale. Non si nutre dell&rsquo;imposizione di simboli al mondo intero, non ne ha bisogno.</p>
<p>
</p>
<p>Dovremmo sapere, invece, che in nome di un dio, di una religione politica o di appartenenza alla razza, il pensiero unico &egrave; sempre e solo sinonimo di discriminazione, disordine sociale e, infine, guerra.</p>
<p>
</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/57343-5961.pdf"><strong>Leggi l&rsquo;intervento di Carlo Cardia a palazzo Chigi</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/57343-5961.pdf"><strong></strong></a></p>
<p align="right"><strong>Cecilia Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it" target="_blank">Cronache laiche</a><br />
</strong></p>
</div>
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		<title>Ratzinger e Berlusconi, una coppia tutta italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 18:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La valanga pedofilia sta stravolgendo la Chiesa cattolica in tutto il mondo. La stampa straniera non lesina accuse e, come nel caso del settimanale tedesco Der Spiegel, richieste di dimissioni del Papa. E in effetti, un capo di Stato travolto da uno scandalo di queste dimensioni, accusato di essere a conoscenza e di aver coperto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ratzinger-e-berlusconi-una-coppia-tutta-italiana/">Ratzinger e Berlusconi, una coppia tutta italiana</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<div class="entry">
<p><img decoding="async" height="250" width="295" align="cssLeft" alt="papa10" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/papa10.jpg" title="papa10" class="size-full wp-image-4272 alignleft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" />La valanga pedofilia sta stravolgendo la Chiesa cattolica in tutto il mondo. La <a target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/03/VISTI-DA-LONTANO-PAPA-BIVIO.shtml?uuid=87f5080c-38f0-11df-bea1-3d453e291b8a&amp;DocRulesView=Libero">stampa straniera</a> non lesina accuse e, come nel caso del settimanale tedesco <a target="_blank" href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/preti-pedofili-il-settimanale-tedesco-der-spiegel-chiede-le-dimissioni-del-papa-300925/">Der Spiegel</a>, richieste di dimissioni del Papa.</p>
<p>
</p>
<p>E in effetti, un capo di Stato travolto da uno scandalo di queste dimensioni, accusato di essere a conoscenza e di aver coperto numerosi casi di pedofilia di preti che, nel segreto pontificio, hanno continuato a perpetrare le loro turpi gesta &ndash; l&rsquo;<a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/26/news/nyt_accuse_germania-2908172/">ultimo caso riguarda un sacerdote tedesco</a> riconosciuto colpevole di abusi su minori&nbsp; e reintegrato nel lavoro pastorale negli anni in cui Ratzinger era arcivescovo di Monaco &ndash; non avrebbe altro scampo se non le dimissioni.</p>
<p>
</p>
<p>Ma qui si tratta del Papa, l&rsquo;erede al soglio di Pietro, il capo di uno Stato teocratico, la figura tra umano e divino che rappresenta Dio in Terra e da lui eredita l&rsquo;infallibilit&agrave;.</p>
<p>
</p>
<p>Nonostante ci&ograve;, se Ratzinger avesse coscienza del cambiamento dei tempi si dimetterebbe. Chiederebbe scusa alla vittime e al mondo intero. Ammetterebbe di aver fallito come servitore di una religione che mette <strong>al primo posto la difesa dei pi&ugrave; deboli</strong>.</p>
<p>
</p>
<p>Invece il Vaticano sceglie un&rsquo;altra tattica, quella del nostro presidente del Consiglio quando, travolto dallo scandalo escort-appalti-favori elettorali, attaccato da tutto il mondo, messo alla berlina da tutta la stampa (estera), rimase arroccato alla sua poltrona nel nome di un <strong>presunto complotto</strong>. Ratzinger, e con lui il Vaticano tutto, si sta comportando esattamente nello stesso modo.</p>
<p>
</p>
<p>Cos&igrave; come per Berlusconi c&rsquo;&egrave; una guerra tra il bene (lui) e il male (la sinistra), tra l&rsquo;amore (lui) e l&rsquo;odio (la sinistra), tra la giustizia (lui) e l&rsquo;iniquit&agrave; (i magistrati &lsquo;comunisti&rsquo;), cos&igrave; per Ratzinger e i suoi fedelissimi &egrave; in corso &ldquo;<strong><em>una guerra tra la Chiesa e il mondo, tra Satana e Dio</em></strong>&rdquo;. Parola di monsignor Antonio Ribaldi, vescovo emerito di Acerra, condivisa non solo dai seguaci del Papa, ma anche da certa parte politica italiana, che <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/schifani-rende-il-favore-a-bagnasco-la-pedofilia-un-%e2%80%98comportamento-odioso%e2%80%99/">rinsalda un patto molto proficuo</a> proprio alla vigilia delle elezioni regionali.</p>
<p>
</p>
<p><strong>Il Vaticano &egrave;, dunque, nel mirino di tutto il mondo</strong>. Quel mondo civile ed evoluto, progressista e libero da una schiavit&ugrave; secolare che contraddistingue invece il Bel Paese. Il quale tace. Tace la politica e tacciono le istituzioni. Tacciono i giornali (se non per i resoconti di cronaca) e finanche gran parte dei cittadini.</p>
<p>
</p>
<p>In un paese normale, che non &egrave; il nostro, piazza san Pietro sarebbe stata invasa ogni giorno da migliaia di persone per chiedere le dimissioni di Ratzinger; la politica, di destra o di sinistra non importa, avrebbe urlato allo scandalo e immediatamente ritirato ogni forma di collaborazione politica, economica ed istituzionale con <strong>uno Stato che lascia che l&rsquo;infanzia venga violata senza alzare un dito</strong>. Ma in un Paese normale anche l&rsquo;amico di Ratzinger, Berlusconi, sarebbe stato costretto da un pezzo alle dimissioni.</p>
<p>
</p>
<p>Diventeremo mai un &lsquo;Paese normale&rsquo;?</p>
<p align="right"><em><strong></strong></em></p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it" target="_blank">Cronache laiche</a></strong></em>
</p>
</div>
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		<item>
		<title>Pillola abortiva Ru486, storie di ordinaria italianità</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/pillola-abortiva-ru486-storie-di-ordinaria-italianita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 17:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio superiore di sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo una battaglia tutta politica e poco scientifica da parte dei fedelissimi del verbo divino, &#232; arrivato il parere del Consiglio Superiore di Sanit&#224; sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486. Nonostante il via libera dato negli scorsi mesi dall&#8217;Aifa, l&#8217;Agenzia italiana per il farmaco, la pillola dovr&#224; essere utilizzata solo in regime di ricovero ospedaliero. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="entry">
<p><img decoding="async" height="297" width="220" align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" class="alignleft size-full wp-image-4097" title="vignetta ru486" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/vignetta-ru486.jpg" alt="vignetta ru486" />Dopo una battaglia tutta politica e poco scientifica da parte dei fedelissimi del verbo divino, &egrave; arrivato il <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lultima-beffa-della-pillola-ru486/2123406/12" target="_blank">parere del Consiglio Superiore di Sanit&agrave;</a> sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486. Nonostante il via libera dato negli scorsi mesi dall&rsquo;Aifa, l&rsquo;Agenzia italiana per il farmaco, <strong>la pillola dovr&agrave; essere utilizzata solo in regime di ricovero ospedaliero</strong>. Le Regioni che ne avevano autonomamente prevista la somministrazione in day hospital &ndash; come avviene in tutti i Paesi europei (in Francia da&nbsp;venti anni!) ad eccezione di Irlanda e Portogallo &ndash; devono tornare sui loro passi.</p>
<p>
</p>
<p>Eppure, la pillola abortiva poteva costituire una vera svolta per il sistema sanitario nazionale, comportando un risparmio economico e di posti letto non indifferente. Dall&rsquo;altra parte, il suo utilizzo pu&ograve; alleviare il dolore fisico delle donne e liberarle dall&rsquo;incubo di gestire in ospedale, piuttosto che in casa, la loro tragedia personale. <strong>In poche parole, soffrire di meno.</strong></p>
<p>Che la donna possa abortire con meno sofferenza (fisica) &egrave; qualcosa che non piace a molti; quei molti che scambiano sovente il peccato per reato e che sono intrisi dalla mentalit&agrave; bigotta, tutta italiana e nella fattispecie cattolica, dell&rsquo;<strong>espiazione della colpa</strong>. Abortire &egrave;, dunque, una colpa. Perch&eacute; dovrebbe bastare una semplice pillola?</p>
<p><small><br />
</small></p>
<p>Quelli che si appellano alla tutela della salute delle donne per giustificare il ricovero &ndash; gli stessi che, guarda caso, di opponevano alla&nbsp; commercializzazione della Ru486 &ndash; mentono sapendo di mentire. Non esiste, in Italia, un organismo pi&ugrave; accreditato dell&rsquo;Aifa per garantire la sicurezza farmacologica.</p>
<p><small><br />
</small></p>
<p>Ora, al di l&agrave; dei bigottismi nostrani, che ci fanno mantenere ad honorem uno degli ultimi posti in civilt&agrave; tra i paesi europei, diverse sono le considerazioni da fare.</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p><strong>La prima</strong>. La RU486 &egrave; disponibile su internet. Non ci vuole grande abilit&agrave; per procurasela e abortire in casa. Basta un computer, una connessione a internet (ma l&rsquo;internet point dietro l&rsquo;angolo va benissimo), una carta di credito e un centinaio di euro. In massimo tredici giorni dal momento dell&rsquo;acquisto la pillola arriva direttamente a domicilio. Cos&igrave; hanno fatto le donne italiane in questi mesi di limbo amministrativo, cos&igrave; faranno anche in futuro per evitare un ricovero.</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p><strong>La seconda</strong>. Sono pi&ugrave; che frequenti i casi di donne che abortiscono chirurgicamente in day hospital. Arriviamo quindi al paradosso che l&rsquo;aborto chirurgico, a maggior margine di rischio, pu&ograve; avvenire in day hospital, mentre per quello farmacologico &egrave; previsto un ricovero di tre giorni.</p>
<p><small><br />
</small></p>
<p><strong>La terza</strong>. Nessuno pu&ograve; obbligare un paziente alla permanenza in ospedale. Presumibilmente, le donne che preferiscono la pillola al bisturi firmeranno dopo averla inghiottita e torneranno a casa.</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p>Insomma, la puzza di ipocrisia &egrave; forte e, nonostante ci siamo abituati, veramente fastidiosa.</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p>Come non andare con il pensiero agli anatemi della Chiesa sugli omosessuali mentre in tutto il mondo dilaga lo scandalo dei preti pedofili? Come non ricordare Berlusconi, Casini &amp; Co, divorziati, con figli sparsi al di fuori del matrimonio (e, nel caso del primo, con frequentazioni tutt&rsquo;altro che caste con il gentil sesso) battersi il petto in prima fila a fianco di illustri porporati al Family Day di Roma? Come dimenticare le &lsquo;vacanze riproduttive&rsquo; fuori confine di una quantit&agrave; impressionante di italiani ai quali le inumane restrizioni della legge 40 sulla procreazione assistita impedivano di diventare genitori?</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p>Bene, questi siamo noi. Il mondo civile va avanti e noi indietro, arroccati a pregiudizi religiosi e antiscientifici che si rivelano dannosi per la salute, dispendiosi, obsoleti, ridicoli e, infine, ipocriti. &ldquo;<em>Mamma! Ciccio mi tocca! Toccami Ciccio, che mamma non guarda</em>&rdquo;.</p>
<p><small><small>&nbsp;</small></small></p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it">Cronache laiche</a></strong></em>
</p>
</div>
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		<title>Bologna, prete pedofilo promosso dalla Curia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/bologna-prete-pedofilo-promosso-dalla-curia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 20:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[aldo busi]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor girotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre il Papa si straccia le vesti per il dolore che gli deriva dai numerosi casi di pedofilia nel clero di tutto il mondo (forse non ne era a conoscenza, sua santit&#224;?), mentre Aldo Busi viene cacciato dalla Rai per aver affermato &#8220;Se anche il Papa si scaglia contro gli omosessuali, forse &#232; quello che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/bologna-prete-pedofilo-promosso-dalla-curia/">Bologna, prete pedofilo promosso dalla Curia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="left">
<div align="left"><a target="_blank" href="http://enteroclisma.blogspot.com/"><img loading="lazy" decoding="async" height="296" width="215" align="cssLeft" alt="vignetta pedofilia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/vignetta-pedofilia.jpg" title="vignetta pedofilia" class="alignleft size-full wp-image-4046" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /></a>Mentre il Papa si straccia le vesti per il dolore che gli deriva dai numerosi casi di pedofilia nel clero di tutto il mondo (forse non ne era a conoscenza, sua santit&agrave;?), mentre Aldo Busi viene cacciato dalla Rai per aver affermato &ldquo;<em>Se anche il Papa si scaglia contro gli omosessuali, forse &egrave; quello che ormai &egrave; risaputo&hellip; l&rsquo;omofobo &egrave; un omosessuale represso. Queste persone sono un danno per la societ&agrave;&rdquo;, </em>la Curia di Bologna pensa bene&nbsp; di dare una promozione a<strong><em> </em>don Andrea Agostini</strong>, il prete pedofilo condannato in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali sulle bambine dell&rsquo;asilo cattolico da lui diretto. Il prete &egrave; stato trasferito presso il Santuario della Beata Vergine di San Luca e promosso a un nuovo incarico, come denuncia la <a target="_blank" href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2010/03/18/bologna-prete-pedofilo-curia-lo-ha-promosso-e-trasferito-a-san-luca/">Rete laica di Bologna</a> per bocca del suo portavoce, Maurizio Sacconi.</p>
</div>
<p>&ldquo;<em>Don Andrea Agostini, dopo un processo-farsa interno al Curia che lo ha evidentemente assolto bench&eacute; sia stato condannato dalla giustizia civile italiana, &egrave; stato promosso: continua ad essere un prete, continua a ricevere uno stipendio, continua ad essere a contatto con bambini e bambine, tutti quelli in visita al santuario tanto amato dai bolognesi</em>&rdquo;, dichiara Sacconi, che continua: &ldquo;<em>Pi&ugrave; volte <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2010/02/12/prete-pedofilo-le-nostre-domande-alla-curia-di-bologna/">abbiamo chiesto alla Curia e ai suoi vertici</a>, al Cardinale Caffarra e a Monsignor Vecchi, di rispondere alle domande di trasparenza poste dalla cittadinanza e dalle famiglie delle vittime. Risultato</em><em>: nessuna risposta. Non si pu&ograve; rimanere inermi di fronte al muro di silenzio, omert&agrave; e complicit&agrave; della Chiesa bolognese;per queste ragioni oggi diffondiamo la notizia del luogo in cui &egrave; stato trasferito don Agostini. E cos&igrave; faremo ancora per ogni informazione che raccoglieremo e verificheremo</em> &rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo, quindi, &egrave; il &lsquo;nuovo&rsquo; metodo con cui la Chiesa cercherebbe di arginare l&rsquo;ignominia della pedofilia nel clero? Ci sembra di capire che, a parte le dichiarazioni d&rsquo;ufficio del Papa, costretto a prendere posizione dal dilagare degli scandali, nulla sia cambiato. Come ha recentemente dichiarato <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/la-pedofilia-e-meno-grave-dellaborto-donne-svegliamoci/">monsignor Girotti, reggente della Penitenzieria Vaticana</a>, riguardo al reato di pedofilia, &ldquo;<em>Un penitente che si &egrave; macchiato di un delitto simile, se &egrave; pentito sinceramente, lo si assolve. &Egrave; chiaro che dinnanzi a casi di persone consacrate soggette a disordini morali costanti e gravi &ndash; e sottolineo, costanti e gravi &ndash; il confessore, dopo aver senza successo messo in atto tutti i tentativi per ottenere l&rsquo;assoluzione, consiglier&agrave; di abbandonare la vita ecclesiastica</em>&rdquo;.</p>
<p>
</p>
<p>Ne deduciamo, quindi, che don Andrea Agostini &egrave; <strong>sinceramente pentito</strong>. Se poi, nel santuario di San Luca, dovesse reiterare pi&ugrave; e pi&ugrave; volte le sue perversioni, allora, forse, la Curia<strong> gli consiglier&agrave; fraternamente di abbandonare il sacerdozio</strong>. Poco male se nel frattempo qualche altra bambina dovr&agrave; subire le sue immonde &lsquo;attenzioni&rsquo;&hellip;</p>
<p><strong><strong><br />
</strong></strong></p>
<p align="right"><strong><strong><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it" target="_blank">Cronache laiche</a></strong></em><br />
</strong></strong></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/bologna-prete-pedofilo-promosso-dalla-curia/">Bologna, prete pedofilo promosso dalla Curia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Lombardia, regole più rigide per chi non si avvale dell’ora di religione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 19:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Formalmente &#232; un&#8217;ora facoltativa, della quale gli studenti possono o meno&#160;avvalersi. Nella pratica, invece, una scelta diversa dall&#8217;ora di ora di religione cattolica viene sempre pi&#249; osteggiata. L&#8217;ultima trovata della Regione Lombardia sul tema &#232; un vero giro di vite per arginare le fughe dal &#8216;catechismo di Stato&#8217;: la scelta va fatta solo al momento [&#8230;]</p>
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<div class="entry">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3889" title="moratti_gelmini" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt" height="255" alt="moratti_gelmini" width="285" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/moratti_gelmini.jpg" />Formalmente &egrave; un&rsquo;ora facoltativa, della quale gli studenti possono o meno&nbsp;avvalersi. Nella pratica, invece, una scelta diversa dall&rsquo;ora di ora di religione cattolica viene sempre pi&ugrave; osteggiata.</p>
<p>
</p>
<p><a target="_blank" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/11/giro-di-vite-sull-ora-di-religione.html">L&rsquo;ultima trovata della Regione Lombardia</a> sul tema &egrave; un vero giro di vite per arginare le fughe dal &lsquo;catechismo di Stato&rsquo;: la scelta va fatta solo al momento dell&rsquo;iscrizione nella prima classe. Non verr&agrave; quindi pi&ugrave; proposta, al contrario di ci&ograve; che &egrave; sempre stato fatto, negli anni successivi. I genitori dei ragazzi che dovessero cambiare idea nel corso degli studi dovranno presentare esplicita richiesta in segreteria, ma la variazione avr&agrave; effetto solo dall&rsquo;anno scolastico seguente.</p>
<p>
</p>
<p>&laquo;<em>Chiedere ogni anno ai ragazzi se desiderano seguire religione, come succede in molte scuole, <strong>rischia di essere un invito a non farlo</strong>. Sarebbe come domandare loro se vogliono essere in classe per il corso di matematica: la tentazione di disertare &egrave; forte</em>&raquo;, commenta Marco Moschetti, insegnante di religione e membro del direttivo dell&rsquo; Associazione nazionale insegnanti di religione. Ecco qui spiegata la direttiva lombarda. Per evitare che i ragazzi disertino l&rsquo;ora di religione, <strong>&egrave; meglio non ricordare loro che hanno la possibilit&agrave; di non frequentarla.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Questo metodo, che sottende una certa tendenza coercitiva, non fa altro che perseguire la linea governativa in sostegno della Cei, la quale trae dall&rsquo;ora di religione nelle scuole degli enormi ritorni in termini evangelici ed economici.&nbsp;I ministri dell&rsquo;Istruzione dei governi Berlusconi, <strong>Letizia Moratti e Mariastella Gemini</strong>, hanno sempre pi&ugrave; consolidato l&rsquo;ora religione a scapito delle altre discipline (alle quali si continuano a tagliare ore di didattica) e del diritto degli studenti non cattolici. L&rsquo;una e l&rsquo;altra hanno fatto l&rsquo;impossibile per stracciare quella pallida idea di equit&agrave; che anche una disciplina facoltativa &ndash; e anticostituzionale &ndash; come la religione cattolica potrebbe comprendere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il vero colpo di mano &egrave; stato portato a segno da Letizia Moratti</strong> nel 2004 quando, con un concorso ad hoc (leggasi sanatoria), la maggioranza di loro &ndash; circa il 70% &ndash; &egrave; entrata a pieno titolo in ruolo nello Stato, sebbene la Curia di competenza mantenga il diritto di revoca dell&rsquo;incarico in ogni momento. Il che significa, se ci&ograve; si verificasse, che i docenti di religione andrebbero a coprire altro ruolo nella scuola pubblica. Basta solo che possiedano idoneo titolo di studio, il concorso &egrave; condonato.
</p>
<p>Ci si aspetterebbe, come minimo,&nbsp;che anche l&rsquo;ora di didattica alternativa a quella di religione cattolica, prevista dall&rsquo;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insegnamento_della_religione_cattolica_in_Italia#Nomina_degli_insegnanti">ultimo riferimento normativo in materia</a>,&nbsp; fosse a carico dello Stato. E invece no. Sono i singoli istituti, sempre pi&ugrave; strozzati dai ripetuti tagli che si abbattono sulla scuola pubblica come una mannaia, a dover far fronte alle eventuali spese con i propri fondi. Il risultato lo potrebbe immaginare anche un bambino: <strong>la maggioranza degli istituti italiani, di ogni ordine e grado, non prevede attivit&agrave; didattiche alternative.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Diretta conseguenza di ci&ograve; &egrave; che molte famiglie di non o diversamente credenti, per evitare che i propri figli siano esiliati in altre classi durante l&rsquo;ora di religione come sovente succede nelle scuole materne ed elementari, rinunciano al diritto di non avvalersene.</p>
<p>
</p>
<p>Per i pi&ugrave; grandi, invece, si profila come alternativa il corridoio o l&rsquo;uscita anticipata. Ma ecco intervenire un altro piccolo ricatto: a partire dal terzo anno di superiori, l&rsquo;ora di religione concorre a maturare credito scolastico in vista dell&rsquo;esame di Stato. E chi non la frequenta si trova, dunque, nell&rsquo;impossibilit&agrave; di maturare analogo vantaggio. Il meccanismo attira i ragazzi, a prescindere da cosa &nbsp;&#8211; e se &ndash; credano. Se la religione cattolica d&agrave; credito supplementare, perch&eacute; non frequentarla?</p>
<p>
</p>
<p>Ecco quindi spiegate le cifre della Cei sulla frequenza all&rsquo;ora di religione, che complessivamente vanta, nell&rsquo;anno scolastico 2008-2009, l&rsquo;adesione del 91% degli studenti delle scuole pubbliche.</p>
<p>
</p>
<p>Ciliegina sulla ricca torta ecclesiale, <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/scuola-ora-alternativa-addio/">i moduli</a> diramati dal ministero Gelmini per l&rsquo;iscrizione al prossimo anno scolastico non prevedono la scelta di attivit&agrave; didattiche e formative per chi non si avvale della religione cattolica. Le possibilit&agrave;, infatti, sono solo due: attivit&agrave; individuali o di gruppo con assistenza di personale docente e uscita dalla scuola.&nbsp;E&rsquo; prevista, ha precisato la ministra Gelmini tra i denti, l&rsquo;eventualit&agrave; che la scuola li personalizzi aggiungendo attivit&agrave; formative, ma alla fine questa &lsquo;dimenticanza&rsquo; fa solo tirare un sospiro di sollievo agli istituti, che possono evitare di porsi il problema di fornire un&rsquo;alternativa didattica. Non &egrave; contemplata neanche nei moduli ministeriali!</p>
<p>
</p>
<p><strong>In questo clima, l&rsquo;iniziativa della Regione Lombardia &egrave; ancora pi&ugrave; chiara</strong>. Mira a scoraggiare ulteriormente eventuali rinunce in corso d&rsquo;opera soprattutto alle superiori. Gi&agrave; nella sola Milano, il 30% degli iscritti al primo anno sceglie di non avvalersi della religione cattolica, e la percentuale sfiora il 50% nelle ultime classi.</p>
<p>
</p>
<p>Ricapitolando, non si forniscono alternative didattiche, si danno crediti scolastici (solo) ai ragazzi cattolici e ora non si informano neanche pi&ugrave; studenti e genitori dei loro diritti. Fare una scelta diversa da&nbsp;quella caldeggiata dalla Cei e supinamente recepita dai ministri della nostra Repubblica diventa sempre pi&ugrave; complicato e, soprattutto, meno conveniente per tutti. Passo dopo passo, si sta spianando il terreno per trasformare l&rsquo;ora di religione&nbsp;in materia curriculare, come la Gelmini&nbsp;ha auspicato in pi&ugrave; occasioni.&nbsp;E quando succeder&agrave;, probabilmente gli italiani neanche se ne accorgeranno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it">Cronache laiche</a></strong></em>
</p>
</div>
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		<title>Matrimoni gay, l’appello di ‘Affermazione civile’</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 17:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo 23 marzo la Corte costituzionale dovr&#224; pronunciarsi sulle norme del Codice civile che vietano il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In occasione dell&#8217;appuntamento, Affermazione civile ha&#160; pubblicato l&#8217;appello &#8220;S&#236;, lo voglio&#8221; che vede come primi firmatari Ivan Scalfarotto, vice presidente dell&#8217;Assemblea nazionale del Partito democratico, e Sergio Rovasio, segretario dell&#8217;Associazione radicale Certi [&#8230;]</p>
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<p></p>
<div class="entry">
<p><img loading="lazy" decoding="async" height="200" width="200" align="left" alt="logo-AFFERMAZIONE-CIVILE_web" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/logo-AFFERMAZIONE-CIVILE_web.jpg" title="logo-AFFERMAZIONE-CIVILE_web" class="alignleft size-full wp-image-3618" />Il prossimo 23 marzo la Corte costituzionale dovr&agrave; pronunciarsi sulle norme del Codice civile che vietano il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In occasione dell&rsquo;appuntamento, <strong><a href="http://www.affermazionecivile.it/">Affermazione civile</a></strong> ha&nbsp; pubblicato l&rsquo;appello &ldquo;<strong><a target="_blank" href="http://www.affermazionecivile.it/">S&igrave;, lo voglio</a></strong>&rdquo; che vede come primi firmatari Ivan Scalfarotto, vice presidente dell&rsquo;Assemblea nazionale del Partito democratico, e Sergio Rovasio, segretario dell&rsquo;Associazione radicale Certi Diritti.</p>
<p>
</p>
<p>Il problema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso &nbsp;sta diventando sempre pi&ugrave; preponderante nel mondo omosessuale, anche in relazione al vuoto legislativo sulla tutela delle coppie di fatto. Se le coppie eterosessuali, per ottenere i diritti familiari (pensione, eredit&agrave;, tasse, immigrazione, abitazione), possono sempre ricorrere al matrimonio civile, <strong>le coppie omosessuali sono ad oggi escluse da qualsiasi diritto e dovere reciproco</strong>. Eppure, sono unite dallo stesso vincolo delle altre, l&rsquo;amore, il desiderio di costituire una famiglia, la condivisione di un progetto di vita insieme.</p>
<p>
</p>
<p>Ad agosto dello scorso anno, il <strong><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2009/08/matrimoni-gay-al-vaglio-della-corte-costituzionale-un-primo-passo-di-civilta/">Tribunale di Venezia</a></strong>, a seguito del ricorso&nbsp;di una coppia gay alla quale era stato negato il permesso di contrarre matrimonio, aveva sollevato alla Consulta il problema, asserendo che non ha <em>&ldquo;alcuna giustificazione razionale&rdquo; </em>la norma,<em> &ldquo;implicita nel nostro sistema, che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso&rdquo;.</em> Secondo il tribunale, &ldquo;<em><strong>il diritto di sposarsi configura un diritto fondamentale della persona</strong>, riconosciuto sia dalla Costituzione sia a livello sovranazionale</em>&ldquo; e &ldquo;<em>la libert&agrave; di sposarsi (o di non sposarsi) e di scegliere il coniuge autonomamente riguarda la sfera dell&rsquo;individualit&agrave;</em>. E&rsquo; quindi <strong><em>una scelta sulla quale lo Stato non pu&ograve; interferire</em></strong><em>, a meno che non vi siano interessi prevalenti incompatibili</em>&ldquo;.</p>
<p>
</p>
<p>I diritti delle coppie omosessuali sono sanciti anche dalla<em> </em>Dichiarazione Universale dei Diritti dell&rsquo;Uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell&rsquo;Unione Europea, ma nulla di tutto ci&ograve; &egrave; stato ereditato dal nostro Codice civile.</p>
<p>
</p>
<p>Inoltre, lo stesso Parlamento europeo, con la Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani<strong>, </strong>ha chiesto agli Stati membri di &ldquo;<em>garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parit&agrave; di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali</em>&ldquo;.</p>
<p>
</p>
<p>E in effetti, moltissimi sono gli stati membri che prevedono gi&agrave; il matrimonio omosessuale o che almeno regolamentano i diritti delle coppie dello stesso sesso.</p>
<p>
</p>
<p>L&rsquo;Italia, anche su questo, latita, <strong>traducendo il peccato cattolico</strong> (per la Chiesa l&rsquo;omosessualit&agrave; &egrave; uno dei peggiori) <strong>in divieto civile per tutti</strong>.</p>
<p>
</p>
<p>&lsquo;<em>La famiglia &egrave; quella formata da un uomo e da una donna!</em>&rsquo;, si sente tuonare ogni tre per due non solo dalla Chiesa, ma anche dai politici compiacenti. Per toglierci dall&rsquo;imbarazzo sul significato di famiglia, ecco cosa suggerisce il Dpr 223/89 (<a target="_blank" href="http://www.ancitel.it/saia/DPR%20223_89%20%20REGOLAMENTO%20ANAGRAFICO.htm">Regolamento anagrafico </a>del 30 maggio 1989): &ldquo;<em>Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinit&agrave;, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune</em>&rdquo; (art. 4).</p>
<p>
</p>
<p>Il che significa che <strong>una coppia omosessuale convivente &egrave; gi&agrave; una famiglia</strong>. Continuare a privarla dei diritti che hanno tutti i cittadini (eterosessuali) &egrave; solo una ingiustificabile&nbsp; discriminazione in barba al principio di uguaglianza sancito dall&rsquo;articolo 3 della nostra Costituzione: &ldquo;<em>Tutti i cittadini hanno pari dignit&agrave; sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</em>&ldquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it" target="_blank">Cronache laiche</a></strong></em>
</p>
</div>
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		<title>SOS emergenza donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;erano una volta le femministe italiane, pronte a lottare strenuamente contro una visione maschilista che toglieva alla donna la sua dignit&#224; di persona in famiglia, nella societ&#224;, nel lavoro, nelle sue scelte personali e sessuali. L&#8217;emancipazione che hanno faticosamente conquistato &#8211; e che ci ha lasciato in eredit&#224; traguardi di civilt&#224; fondamentali come la legge [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sos-emergenza-donna/">SOS emergenza donna</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
C&rsquo;erano una volta le femministe italiane, pronte a lottare strenuamente contro una visione maschilista che toglieva alla donna la sua dignit&agrave; di persona in famiglia, nella societ&agrave;, nel lavoro, nelle sue scelte personali e sessuali. L&rsquo;emancipazione che hanno faticosamente conquistato &ndash; e che ci ha lasciato in eredit&agrave; traguardi di civilt&agrave; fondamentali come la legge sul divorzio e sull&rsquo;aborto, l&rsquo;introduzione degli anticoncezionali chimici, la parit&agrave; legale dei sessi &ndash; pare essersi trasformata, nell&rsquo;era berlusconiana, in un <strong>apprezzato modello di commercializzazione del corpo femminile</strong>.</p>
<p>La Tv spazzatura, di cui il nostro presidente del Consiglio &egrave; ed &egrave; stato il primo spacciatore, ha iniziato negli anni Ottanta a inondarci di femmine oggetto, rigorosamente seminude, che allietavano a mo&rsquo; di soprammobili le trasmissioni televisive per la gioia del maschio italiano, target indiscusso della comunicazione mediatica. Ma, tempo vent&rsquo;anni, lo stereotipo della ragazza bella ma stupida, la &lsquo;velina&rsquo; per intenderci, &egrave; uscito dal ruolo strettamente televisivo per approdare alla vita politica del Paese e modificare, nella testa degli italiani, quella concezione di rispetto della donna che l&rsquo;altra met&agrave; del cielo aveva cos&igrave; faticosamente conquistato con le lotte femministe degli anni Sessanta e Settanta.</p>
<p>
</p>
<p>Gli scandali sessuali &ndash; oramai in secondo o terzo piano &ndash; del presidente del Consiglio, i festini a villa Certosa o a palazzo Grazioli, pieni di ragazze piacenti e disponibili, le presunte avventure con la minorenne Noemi che lo chiamava &lsquo;Papi&rsquo;, le liste elettorali brulicanti di soubrette, veline o &lsquo;accompagnatrici&rsquo; senza alcuna competenza (almeno politica), non scandalizzano neanche pi&ugrave;, pare siano ormai parte di un lecito (e persino ammirato!) binomio sesso-potere. Idem per le ricorrenti esternazioni di Berlusconi su questo tema, dallo sfacciato insulto a Rosy Bindi &ldquo;<em>Lei &egrave; pi&ugrave; bella che intelligente</em>&rdquo; alla rivoltante ultima battuta durante il colloquio con il presidente albanese Sali Berisha a proposito dell&rsquo;inasprimento della sorveglianza verso gli scafisti: &ldquo;<em>Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze</em>&rdquo;. Naturalmente le &lsquo;belle ragazze&rsquo; di cui parlava Berlusconi sono le schiave del sesso, come la scrittrice Elvira Dones, albanese, ha rimarcato in una <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/politica/2010/02/15/news/scrittrice_albanese-2292563/">toccante lettera</a> pubblicata da Repubblica.</p>
<p>
</p>
<p>Ora, a pochi giorni dallo scandalo dei massaggi &lsquo;a luci rosse&rsquo; che ha investito un altro uomo del presidente, Guido Bertolaso, &egrave; la volta di una nuova favorita del premier, l&rsquo;igienista dentale (e ballerina) <a target="_blank" href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2442155&amp;yy=2010&amp;mm=02&amp;dd=20&amp;title=nicole_ligienista_conquista_la">Nicole Minetti</a>, conosciuta da Berlusconi durante la permanenza al San Raffaele di Milano in seguito all&rsquo;aggressione di cui &egrave; stato vittima. La ragazza, storia e competenza politica zero come tutte le donne del presidente, <strong>verr&agrave; candidata come consigliere alla Regione Lombardia</strong>.</p>
<p>
</p>
<p>D&rsquo;altronde, l&rsquo;acme della &lsquo;velinocrazia&rsquo;, come &egrave; stata da molti battezzata, la troviamo proprio nel Consiglio dei ministri: Mara Carfagna, apprezzata spogliarellista, dopo una metamorfosi che la vede (ora) in castigatissimo tailleur grigio e visetto acqua e sapone, presiede niente di meno che il ministero delle Pari opportunit&agrave;. E, come diceva Peppino in &rdquo;Tot&ograve;, Peppino e la malafemmina&rdquo;, <strong><em>ho detto tutto</em></strong>.&nbsp; <em></em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" height="278" width="198" align="left" alt="Rifo" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/02/Rifo.JPG" title="Rifo" class="alignleft size-full wp-image-3187" />Che questa concezione della donna-orpello promossa dal presidente del Consiglio con il beneplacito di molti italiani stia dilagando a dismisura &egrave; noto e, per le donne pensanti, sempre pi&ugrave; umiliante. Ma finora potevamo credere che fosse relegata a una fascia di popolazione ben definita, quella della destra incolta o degli indifferenti che si nutrono di calcio, Grande fratello, Uomini e Donne, centri commerciali e immondizia simile. Per un motivo o per l&rsquo;altro, politico o &lsquo;culturale&rsquo; che sia, tutta gente che ruota intorno alla corte di re Silvio.</p>
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</p>
<p>Ci sbagliavamo. La sinistra si adegua, seppur con ritardo, al Berlusconi pensiero, come ci dimostra <strong>la campagna di tesseramento di Rifondazione comunista</strong> che esordisce con un manifesto in stile Bagaglino.</p>
<p>
</p>
<p>Un tacco a spillo spropositato, Villa Certosa style, prelude al messaggio: &lsquo;<em>Mi iscrivo a Rifondazione perch&eacute;&hellip; sono una donna di classe</em>&rsquo;. Della serie, le comuniste non vanno pi&ugrave; i giro con gonnellone d&eacute;mod&eacute; e scarponi da cantiere, si sono evolute! Come scrive <a target="_blank" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/falce-martello-e-si-sono-bevuti-il-cervello/">Alessandro Robecchi</a> su Micromega, &ldquo;<em>manca solo il tubino nero, e poi tutte alle feste di papi!</em>&rdquo;</p>
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</p>
<p>E infatti ecco cosa dice Rosa Rinaldi, responsabile della Comunicazione del partito: &ldquo;<em>Volevamo fare delle inversioni di senso, spiegare con ironia che la classe non &egrave; un luogo separato. <strong>Le nostre donne sono normali, non sono trinariciute, ingolfate dentro giubbotti punitivi</strong>. Quando finiscono di lavorare indossano scarpe eleganti, escono e vanno a ballare</em>&ldquo;.</p>
<p>
</p>
<p>Il modello Berlusconi ha agito dunque per osmosi, raggiungendo angoli insospettabili della politica, permeando gli strati di societ&agrave; storicamente pi&ugrave; resistenti, diventando addirittura un riferimento culturale per l&rsquo;intero Paese.</p>
<p>
</p>
<p>E ci&ograve; che avrebbe fatto urlare di sdegno le femministe degli anni Settanta, oggi non trova altro che prona e annoiata assuefazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it" target="_blank">Cronache laiche</a></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sos-emergenza-donna/">SOS emergenza donna</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>L’Accademia pontificia chiede la testa di Fisichella: difese l’aborto di una bambina stuprata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 11:21:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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		<category><![CDATA[pontificia accademia per la vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque membri della Pontificia accademia per la vita, l&#8217;organismo vaticano che si occupa di bioetica, avrebbero scritto una lettera al Papa e al segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone per chiedere la rimozione del presidente dell&#8217;Accademia, Rino Fisichella. La pietra dello scandalo &#232; da ricercarsi nell&#8217;articolo &#8220;Dalla parte della bambina brasiliana&#8221; che il porporato scrisse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
Cinque membri della Pontificia accademia per la vita, l&rsquo;organismo vaticano che si occupa di bioetica, avrebbero scritto una <a target="_blank" href="http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=871151">lettera al Papa e al segretario di Stato Vaticano</a> Tarcisio Bertone per chiedere la rimozione del presidente dell&rsquo;Accademia, Rino Fisichella.</p>
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<p>La pietra dello scandalo &egrave; da ricercarsi nell&rsquo;articolo &ldquo;<a target="_blank" href="http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/commenti/2009/062q01b1.html">Dalla parte della bambina brasiliana</a>&rdquo; che il porporato scrisse sull&rsquo;Osservatore romano poco meno di un anno fa, quando nel mondo cattolico scoppiava la polemica per la <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/scomunica-medici/scomunica-medici/scomunica-medici.html">scomunica</a> che il vescovo brasiliano Jos&eacute; Cardoso Sobrinho aveva indirizzato ai medici e alla mamma di una bambina di nove anni per averla fatta abortire. <strong>La bambina, stuprata per anni dal patrigno, era incinta di due gemelli</strong> e gli stessi medici avevano dichiarato che portare a termine la gravidanza avrebbe messo in serio pericolo &nbsp;la sua stessa sopravvivenza.</p>
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</p>
<p>L&rsquo;episodio era, di per s&eacute;, agghiacciante. Una infanzia abusata, una vita segnata per sempre da una violenza domestica perpetrata per anni. E la portatrice del messaggio di Cristo, la Chiesa cattolica, non trovava di meglio da fare che urlare ai quattro venti una scomunica per chi risparmiava a una bambina di soli nove anni un ulteriore sopruso, la gravidanza, o addirittura la morte.</p>
<p>
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<p>In tutto ci&ograve; neanche una parola dalle gerarchie ecclesiastiche brasiliane sul patrigno stupratore: <strong>lo stupro &ndash; anche di un bambino &#8211;&nbsp; &egrave; un peccato infinitamente meno grave dell&rsquo;aborto</strong>, come gli illustri porporati non dimenticano di sottolineare ad ogni occasione.</p>
<p>
</p>
<p>Lo stesso mondo cattolico, che guardava con speranza al Vaticano affinch&eacute; mettesse a tacere o quantomeno smorzasse i toni del solerte vescovo brasiliano, rimase di stucco quando Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio consiglio per la famiglia, avall&ograve; l&rsquo;operato della Chiesa brasiliana: &ldquo;<em>La Chiesa non pu&ograve; mai tradire il suo annuncio, che &egrave; quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano cos&igrave; forte, come quello della violenza di una bimba. In questo caso i medici sono fortemente nel peccato perch&eacute; sono persone attive nel portare avanti l&rsquo;aborto, questa uccisione. </em><em>Sono protagonisti di una scelta di morte</em>&ldquo;.</p>
<p>
</p>
<p>E torniamo ai presunti torti di Fisichella, da tempo in discussione nella Chiesa a prescindere dalla lettera che Federico Lombardi, portavoce vaticano, nega sia stata ancora recapitata. Lungi dal condannare la scomunica, il presidente della Pontifica Accademia si poneva delle domande, oseremmo dire umane:</p>
<p>
</p>
<p>&ldquo;<em>Carmen </em>(nome di fantasia, ndr) <em>doveva essere in primo luogo difesa, abbracciata, accarezzata con dolcezza per farle sentire che eravamo tutti con lei; tutti, senza distinzione alcuna. Prima di pensare alla scomunica era necessario e urgente salvaguardare la sua vita innocente e riportarla a un livello di umanit&agrave; di cui noi uomini di Chiesa dovremmo essere esperti annunciatori e maestri. Cos&igrave; non &egrave; stato e, purtroppo, ne risente la credibilit&agrave; del nostro insegnamento che appare agli occhi di tanti come insensibile, incomprensibile e privo di misericordia. &Egrave; vero, Carmen portava dentro di s&eacute; altre vite innocenti come la sua, anche se frutto della violenza, e sono state soppresse; ci&ograve;, tuttavia, non basta per dare un giudizio che pesa come una mannaia</em>&rdquo;.</p>
<p>
</p>
<p>Ma il punto cruciale, che potrebbe costare la testa a Fisichella, &egrave; il <strong>dubbio</strong> che traspare dalle sue stesse parole:</p>
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<p>&ldquo;<em>A causa della giovanissima et&agrave; e delle condizioni di salute precarie la sua vita era in serio pericolo per la gravidanza in atto. Come agire in questi casi? Decisione ardua per il medico e per la stessa legge morale. Scelte come questa, anche se con una casistica differente, si ripetono quotidianamente nelle sale di rianimazione e la coscienza del medico si ritrova sola con se stessa nell&rsquo;atto di dovere decidere cosa sia meglio fare. Nessuno, comunque, arriva a una decisione di questo genere con disinvoltura; &egrave; ingiusto e offensivo il solo pensarlo</em>&rdquo;.</p>
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</p>
<p>Nella casa della certezza non c&rsquo;&egrave; dubbio che regga, non c&rsquo;&egrave; <em>pietas </em>che possa, anche solo per una volta, far cadere quel rigido castello di regole morali che non ammette deroghe o ripensamenti.</p>
<p>
</p>
<p>Non pu&ograve; non correre il pensiero ai numerosi casi di pedofilia nel clero che la Chiesa continua ad occultare se e quando pu&ograve;. La vita <strong>meramente biologica</strong>, dall&rsquo;embrione al malato terminale che chiede solo di liberarsi del suo corpo, &egrave; sacra e inviolabile, quella <strong>reale </strong>di un bambino no. A quest&rsquo;ultimo pu&ograve; essere somministrata un&rsquo;altra forma di morte eterna che non sia biologica, ma il suo aguzzino, per la Chiesa, se la cava con una confessione e qualche preghiera. In attesa, magari, di assassinare un&rsquo;altra infanzia. Tanto &egrave; gratis.</p>
<p>
</p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it" target="_blank">Cronache laiche</a></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/l%e2%80%99accademia-pontificia-chiede-la-testa-di-fisichella-difese-l%e2%80%99aborto-di-una-bambina-stuprata/">L’Accademia pontificia chiede la testa di Fisichella: difese l’aborto di una bambina stuprata</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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