Home Storia: Valerio Bruschini
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"Quando ero bambino pregavo tutte le notti per avere una bici nuova.
Poi ho capito che Dio non funziona in quel modo, così ho ne ho rubata
una ed ho pregato per essere perdonato"
Emo Philips
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"La vita è un viaggio sperimentale, fatto involontariamente"
Da Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa
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I Cristiani sostengono che Ebrei e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici. Gli Ebrei sostengono che Cristiani e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici. I Musulmani sostengono che Cristiani e Ebrei sono destinati all'inferno percheé eretici. Non importa di che religione siate, andrete comunque all'inferno.
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Quando perdiamo il diritto ad essere diversi, perdiamo il privilegio di essere liberi.
C.E.Hughes
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Le condizioni di spirito che un tempo le grandi visioni naturali risvegliavano in me e che erano intimamente connesse con la fede in
Dio, non differivano sostanzialmente da ciò che spesso si indica come sentimento del sublime. E ciò, nonostante sia difficile spiegarne la
genesi, non può essere preso come prova dell'esistenza di Dio, più di
quanto non lo siano i sentimenti analoghi, forti ma indefiniti, suscitati dalla musica.
Charles Darwin * * *Cristiano: Seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri.
Ambrose Bierce
* * *
Per quel che mi ricordo,
non c'è una parola di lode
all'intelligenza,
nelle Sacre Scritture.
Bertrand Russell
* * * La religione è considerata
vera dalla gente comune,
falsa dai saggi,
utile dai governanti.
Seneca
* * * Abbiamo abbastanza
religione per odiarci,
ma non abbastanza
per volerci bene.
Jonathan Swift
* * *
Credete in quelli
che cercano la verità
e diffidate di quelli
che l'hanno trovata.
André Gide
* * *
Il fatto che dio possa
esistere non giustifica
necessariamente l'esistenza
dei preti.
(anonimo)
* * *
Il protagonista riferendosi
al funzionamento della
macchina per produrre ghiaccio
che ha costruito nella foresta:
"Non è un miracolo,
è termodinamica!"
Mosquito coast
di Peter Weir |
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Storia: Valerio Bruschini (articoli del professor Valerio Bruschini)
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) Il Documento dell'Episcopato italiano: "Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno" [2] è senza alcun dubbio da prendere in seria considerazione per lo meno per due buoni motivi: A) le analisi delle dinamiche economiche, sociali, politiche e culturali, operanti da alcuni decenni nel molto martoriato Sud della penisola, hanno un apprezzabile spessore ed una loro dignità, anche perché non trascurano affatto né l'impatto devastante, che la globalizzazione ha avuto sul territorio e sulla mentalità delle popolazioni meridionali, né le nuove problematiche, innestate dall'immigrazione su quelle preesistenti; B) di fronte allo spettacolo indegno, offerto dal ceto politico [3] locale e nazionale, alla sua oscena afasia, prodotta da una miseria morale e culturale ormai senza più limiti, le riflessioni ed anche le proposte dei Vescovi si configurano, che lo si condivida o meno, come un vero e proprio progetto politico, elaborato da un Governo degno di questo nome.
Continua
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Scritto da Valerio Bruschini
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1) Nel suo articolo: "Ma io difendo quella croce", Marco Travaglio, dopo aver preso le dovute distanze dal Vaticano, dai politici e dai loro portaborse massmediatici, che, strumentalmente, si ergono a novelli paladini del Crocifisso, espone i motivi, che, per lui, comunque giustificherebbero la presenza dello Stesso nelle aule scolastiche. Egli scrive: "Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture..." [1]. Mi sarei aspettato un'affermazione meno categorica, da parte di chi è noto per l'acribia con cui esamina ogni materiale documentario, per lo meno per due motivi...
continua
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) Come è noto, nell'ultima decade di Ottobre ed in questi primi giorni di Novembre, si è svolta la finale della Supercoppa della Libertà tra le squadre di Strasburgo e di Roma. La partita di andata, giocata a Strasburgo, il 20 di Ottobre del 2009, si è conclusa con la vittoria della squadra di casa, che ha segnato su calcio di rigore, assegnato per l'atterramento del centravanti Luigi Lombardi Vallauri ad opera dell'intera ed arcigna difesa dell'Università Cattolica; il fallo è stato così grave che l'illustre giocatore è stato lontano dal campo di gioco per ben 11 anni. Per comprendere meglio la complessa vicenda, è necessario sia fare un salto indietro nel tempo, sia aver chiaro che Luigi Lombardi Vallauri, in realtà Professore di Diritto all'Università di Firenze, insegnava anche, dal 1976, presso l'Università del Sacro Cuore di Milano. Tutto filò liscio, per quanto consentono le umane vicende, fino al 19 Aprile 1996, quando, in una conferenza, tenuta a Bari, il Professore ebbe l'ardita, ma non felice, idea di definire la teologia tomista [1] nel modo che segue: "Ircocervo [2] consistito nell'attribuire all'etnico, geloso, furioso-tenero, bellicamente e giuridicamente feroce, idiosincraticissimo [3] Yahvè e al dolcissimo- spietato "Padre" impassibili attributi teologici desunti da una ingegnosamente violentata ontologia generale aristotelica" [4].
Testo completo sul sito dell'autore
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) L'Estate del 2009 passerà senz'altro alla Storia, perché, proprio nella prima settimana di questa ferace / fertile stagione, è giunto a maturazione un frutto destinato a nutrire non il deperibile corpo dell'uomo e della donna, ma il loro immortale spirito: l'Enciclica "Caritas in Veritate" del Sommo Pontefice Benedetto XVI. Annunciata da tempo, preceduta da un sapiente lavorio massmediatico teso a produrre il clima propizio, affinché la pubblicazione divenisse l'Evento, presentata come la risposta della Chiesa agli angosciosi interrogativi, generati nell'individuo e nella comunità da una crisi economica spaventosa, si è rivelata essere la montagna che partorisce il topolino. È lunga 11 fitte pagine di giornale[1]; è suddivisa in 6 capitoli, preceduti da una Introduzione e seguiti da una Conclusione; è articolata in 79 paragrafi ed è corredata da 159 note, cosicché ha il consueto solenne aspetto, che, al primo sguardo, potrebbe perfino incutere un reverenziale timore. Questo, però, scompare man mano che ci si inoltra nella lettura, poiché vengono alla luce i seguenti difetti: la citazione altisonante, ma vacua e strumentale di passi del Nuovo Testamento; la mancanza di originalità, poiché la maggior parte del papale pronunciamento altro non è che un commento, alla lunga stucchevole, di precedenti Encicliche di Paolo VI e di Giovanni Paolo II; un sociologismo quale si trova in settimanali non di prim'ordine; la consueta papale ipocrisia.
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) "Dopo 48 ore convulse, il vaticanista del Tg3, Roberto Balducci è stato rimosso dall'incarico. L'infelice e pesante ironia sui «quattro gatti che seguono ancora Benedetto XVI» aveva fatto reclamare ufficialmente alla Santa Sede «rispetto per la Chiesa e per la figura del Papa», scatenando una bufera nel mondo politico e su Internet una sollevazione senza precedenti dei siti cattolici" [2]. Naturalmente, i laicisti tipo Petrucci "e quei quattro scalzacani dei suoi compagni di strada" [3], che non dormivano la notte, per elaborare i loro perfidi quanto vani attacchi diurni al Vaticano, hanno subito cominciato a strepitare, com'è loro (mal)costume, che si era in presenza, ancora una volta, di un feroce attacco di stampo clericale alla libertà di pensiero, di parola e di stampa. Sembra, inoltre, che abbiano coniato lo slogan: "Balducci martire del Libero Pensiero subito!" e che abbiano lanciato su Internet una raccolta di firme, per premere sull'Accademia della Miscredenza, affinché assegni la palma del martirio al perseguitato giornalista. Gli sciagurati Laicisti, peraltro immemori della condanna senza appello emessa nei loro confronti dalla Storia, neppure si rendono conto del fatto che: "Ironizzando a sorpresa sui pochi fedeli che ancora seguirebbero il Pontefice, nelle case degli italiani il Tg3 ha portato uno scenario smentito dalle piazze gremite che ovunque nel mondo accolgono Benedetto XVI («quattro gatti, forse un po' di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole»)" [4].
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) Confessiamo di aver ceduto al richiamo delle Sirene laiciste, ovvero di Petrucci "e quei quattro scalzacani dei suoi compagni di strada"[1], che avevano suggerito quale lettura per le vacanze pasquali un libro il cui titolo suonava sinistramente: "DIO È CON NOI!", ma il cui sottotitolo era promettente: "La Chiesa di Pio XII complice del nazifascismo"[2]. Giunti al termine dell'improba lettura, dobbiamo riconoscere che, una volta tanto, Petrucci ed i "suoi" avevano ragione, poiché, in questo caso, il diavolo è risultato essere più nero di quanto ce lo fossimo raffigurato. Infatti, lo storico M. A. Rivelli ha, tra gli altri, il merito di aver supportato la sua meticolosa e meritoria ricostruzione dell'operato di Eugenio Pacelli con la citazione frequente di scritti dello stesso e degli alti Gerarchi[3], che il Vaticano ha albergato nella prima metà del Ventesimo Secolo, cosicché viene fuori un quadro decisamente cupo ed in cui l'unico bagliore è quello del sangue versato in Europa prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) In molte
persone, soprattutto della composita area laica, suscita degli
interrogativi il prodigarsi, in particolar modo dall'Autunno scorso, di
alcuni Vescovi e di non poche associazioni cattoliche a favore di
quegli strati sociali, che già prima erano in difficoltà
e che ora sono messi alle strette dall'infuriare di una crisi economica
paragonabile solo a quella tanto famosa quanto distruttiva del 1929[1].
Naturalmente, la ferocia di questa crisi non è meno avvertita da chi la
subisce, solo perché i cosiddetti opinion maker[2] da centomila Euri al
mese danno il meglio di se stessi per continuare a drogare la pubblica
opinione, sostenendo che la "malattia" non è così grave come sembra,
che, addirittura, la fase più acuta è stata già superata, che
l'ottimismo è una delle medicine indispensabili e più efficaci e che si
può, anzi si deve, spendere e spandere, per dare il proprio contributo
alla completa guarigione del grande "malato": il modo di produzione
capitalistico.
È altamente probabile che questi opinion maker, il cui valore reale è
di un Euro al chilo, ricevano per questa loro ennesima marchetta un
lauto supplemento dai loro datori di lavoro: avventurieri della
finanza, banchieri sull'orlo del fallimento, imprenditori alla canna
del gas, governanti di ogni risma.
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1) Confessiamo di aver ceduto al richiamo delle Sirene laiciste, ovvero di Petrucci "e quei quattro scalzacani dei suoi compagni di strada"[1], che avevano suggerito quale lettura per il weekend un libro il cui titolo era senz'altro accattivante: "La posizione della missionaria"[2]. Sinceramente, ci aspettavamo vicende roventi e scene incandescenti, provocanti palpiti violenti ed emozioni frementi. Invece, grazie all'accurata ricostruzione di "... uno dei più celebri giornalisti politici del mondo anglosassone"[3], siamo stati edotti sul pensiero e sulle opere di Madre Teresa di Calcutta. Pertanto, avendo molto peccato, a causa delle sbagliate frequentazioni e di una notevole grossolanità d'animo, intendiamo espiare (s)offrendo una sintesi dell'esistenza mirabile della Suora albanese.
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) "LA CHIESA NON PUÒ IMPORMI I SUOI VALORI", [1]
ha detto Beppino Englaro, Domenica, 8 Febbraio 2009, nel mezzo
dell'ennesimo uragano, che le Ecclesiastiche Gerarchie, i Politici
proni alle stesse, i mass media ormai inaggettivabili avevano pensato
bene di scatenare su sua figlia, su sua moglie, peraltro malata di
cancro, nonché su di lui.
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Scritto da Valerio Bruschini
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1) Il 17 di Febbraio del 1600, il filosofo GIORDANO BRUNO: "... sotto gli occhi di Papa Clemente VIII e alla presenza di cinquanta cardinali della Sacra Romana Chiesa, fu bruciato in Campo de' Fiori a Roma", dopo essere stato imprigionato per sette anni, torturato, processato e condannato a morte come eretico dal Tribunale della Santa Inquisizione.
2) Per festeggiare degnamente l'anniversario, il 17 Febbraio 2009, il Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca ha sospeso per un mese dall'insegnamento il Professor Franco Coppoli, "colpevole di gravissima eresia": aveva tolto il Crocifisso dalla parete dell'aula all'inizio delle sue lezioni, per, poi, riappendervelo alla fine delle stesse.
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Scritto da Valerio Bruschini
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Onore a quanti nella loro vita decisero difese di Termopile. Mai dal loro dovere essi recedono; in ogni azione equilibrati e giusti, con dolore, peraltro, e compassione: se ricchi, generosi; anche nel poco generosi, se poveri; solerti a soccorrere gli altri più che possono, capaci solo della verità, senza neppure odiare i mentitori. E di più grande onore sono degni se prevedono (e molti lo prevedono) che spunterà da ultimo un Efialte e i Persiani, alla fine, passeranno.
Costantino Kavafis in A QUANTI... DECISERO DIFESE DI TERMOPILE |
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1) Consideriamo semplicemente penoso che ancora si versino fiumi di inchiostro, per sostenere che Pio XII tacque, perché non sapeva. Egli, infatti, aveva informazioni di prima mano ed in tempo reale, o quasi; tacque perché, in perfetta armonia con gli altri Gerarchi del Vaticano, considerava il Nazismo un baluardo contro quello che, per Lui, era il Male assoluto: il Comunismo sovietico. La documentazione già nota sarebbe più che sufficiente per valutare l'operato di qualsiasi uomo politico, ma, "naturalmente", non lo è per il Santo Padre, anche perché il Vaticano vuole farLo e Lo farà santo, ... anche a dispetto dei Santi, che, in questo caso, sono i milioni di persone uccise mentre lui rimaneva in silenzio.
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**************************************************************************************************** PROTESTIAMO per la vergogna del silenzio del Presidente della Repubblica ****************************************************************************************************

Come sono andate le cose il XX Settembre 2008 alla commemorazione, a Porta Pia: Gli antitaliani Commento: RICORDIAMO CHI È CADUTO PER LIBERARCI DAL PAPA RE
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Il XX SETTEMBRE 1870, le truppe italiane, (comandate dal Generale Cadorna), dopo aver aperto un varco con l'artiglieria nella cinta muraria, entrarono in Roma presso Porta Pia, liberandola dal dominio di Pio IX. Finiva così quel millenario potere temporale dei Papi, iniziato nel lontano 728 quando il re longobardo Liutprando ebbe l'infelice idea di donare la città di Sutri a Gregorio II.
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Aggiornamento: un lettore ci segnala, sull'argomento, l'interessante lavoro di Marco Corvaglia
1) Le difficoltà economiche, in cui si dibatte il nostro Paese e che tangono pure i tangheri come noi, ci hanno impedito di partecipare ad uno dei numerosi pellegrinaggi, che, partendo dall'Umbria, regione francescana per antonomasia/definizione, giungono in quella Bosnia-Erzegovina senz'altro "Francescana ad honorem", grazie alla presenza di Medjugorje. Comunque, la fortuna ha voluto che ci imbattessimo nel meritorio libro di Raffaele Ascheri [1], che ci ha consentito di vivere una tonificante esperienza interiore, non priva di quella particolare beatitudine, che sempre si prova, quando da un testo sprigiona un'aura mistica.
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1) Stavamo leggendo il libro di Vittoria Haziel: "e dio negò la donna" [1], che costituisce, perfino per il lettore, una vera e propria discesa in un Inferno reale e millenario, che non prevede, per lo meno per ora, il passaggio ad un Purgatorio ed ancor meno ad un Paradiso, quando un breve resoconto di Sandro Magister ci ha "illuminato" su quanto si stiano prodigando in pensieri, parole ed azioni il re dell'Arabia Saudita Abdullah, e Benedetto XVI. Il primo, oltre ad essere uno degli uomini più ricchi del mondo, è pure il Custode dei Luoghi Santi dell'Islam, La Mecca e Medina; il secondo, per lo meno in Italia, non ha bisogno di presentazioni. Orbene, il contrasto tra le sofferenze cosmiche, di cui sono impregnate le pagine del libro, e l'ipocrisia inverosimile, che gronda dalle dichiarazioni del re e de: "L'Osservatore Romano", ci ha indotto a stilare un raffronto.
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1) In "IN LODE DI BONIFACIO VIII" [1], abbiamo già avuto modo di ringraziare Radio Vaticana, perché, ricordandoci che: "La Sapienza è stata fondata da Papa Bonifacio VIII nel 1303..." ci sospinse ad approfondire la conoscenza di questo Pontefice Sommo. Il breve testo di cui sopra venne stilato il 21 Gennaio 2008, quando la "pubblica opinione tutta era ancora affranta per l'orribile affronto" di cui era stato vittima Benedetto XVI, impedito nell' "esercizio delle sue regolari funzioni di normale ingerenza alla Sapienza". Pertanto, essendo noi refrattari alle sterili polemiche a cui indulgono/accondiscendono ben noti ambienti laicisti, che si prefiggono di avvelenare il civile [3] dibattito culturale e politico della Penisola, rinunciammo [4] alla trattazione di quello che fu l'episodio più noto, fors'anche emblematico, del Pontificato di Bonifacio VIII: lo schiaffo di Anagni.
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) Lunedì, 3 Marzo 2008, sfogliando i giornali al bar, mentre facevamo
colazione, abbiamo pensato che, invece dello zucchero, fosse finita nel
cappuccino una qualche sostanza allucinogena:
"Sono appena tornato da un viaggio durato due mesi, lo sapete [1].
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1)
Sembra proprio incredibile che, sempre più frequentemente, gli
eventi quotidiani si incarichino di dar ragione agli sparuti
drappelli di Laicisti, di cui Petrucci e quei quattro scalzacani dei
suoi compagni di strada [2] costituiscono un emblema.
D'altra
parte, la cronaca è impietosa... Testo completo sul sito dell'autore
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) Nel Febbraio del 1976, Francesco Guccini compose questi versi:
"Ma che piccola storia ignobile che mi tocca raccontare così solita e banale come tante che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po' rimate che non merita l'attenzione della gente quante cose più importanti hanno da fare Se tu te la sei voluta, a loro non importa niente te l'avevan detto che finivi male" [1]
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1) Le "antiche storie" narrano che, nel "lontano" Gennaio del 2008, le ecclesiastiche gerarchie lanciarono l'operazione: "Tempesta nel Tevere", per produrre una tracimazione capace di affogare il poco che rimaneva della Laicità antica, magnificamente simboleggiata perfino nel nome: "La Sapienza" dell'Università di Roma, nonché di soffocare nella culla quella Laicità nuova, che proprio la loro pluridecennale sfacciata ingerenza in ogni ambito dell'esistenza individuale e della vita sociale aveva contribuito a far nascere.
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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Italia, Dicembre 2007
1) Il Prof. *** alla Scuola Media dove insegna;
2) la Scuola al Prof.;
3) il Prof. *** alla Scuola;
4) non (ancora?) pervenuto.
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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CHI ERA IPAZIA?
Erede della Scuola alessandrina, filosofa, matematica, astronoma, antesignana della scienza sperimentale, studiò e realizzò l'astrolabio, l'idroscopio e l'aerometro. Scrive Margherita Hack: "Ipazia era nata a Alessandria d'Egitto intorno al 370, figlia del matematico Teone.
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1) Questa notte, mi è apparso in sogno lo scienziato Marcello Cini, che mi ha rivelato la ragione autentica, che l'ha spinto a scrivere la lettera al Magnifico Rettore, Renato Guarini, dell'Università La Sapienza di Roma, per esprimere la sua contrarietà alla visita di Benedetto XVI.
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La guerra contro la Clero-crazia, che, senza alcuna guida, le schiere degli intellettuali e degli studenti de La Sapienza, inferiori per numero e mezzi, iniziarono il 9 Gennaio 2008 e con laicità incrollabile e tenace valore condussero, ininterrotta ed asprissima, per 6 giorni, è vinta.
Continua sul sito personale dell'autore
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1) COSÌ PARLÒ BINETTI: "... come neuropsichiatra ho esperienza decennale di omosessuali che si fanno curare. Non sono andata a cercarli io, sono loro che sono venuti in terapia da me perché dalla loro esperienza ricavano disagio, sofferenza, ansia, depressione e incapacità di sentirsi integrati nel gruppo. Non sono io a sostenerlo, è un dato oggettivo. Fino a poco tempo fa il Dsm-4, la «bibbia degli psichiatri» cui fanno riferimento il ministero della sanità, le Regioni e i principali manuali diagnostici, ha sempre inserito l'omosessualità tra le patologie del comportamento sessuale. Poi la lobby dei gay l'ha fatta cancellare. Ma noi specialisti continuiamo a collocarla tra i disturbi del comportamento sessuale". [1]
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Nel Giugno del 2005, commentando il nefasto risultato del Referendum sulla procrezione assistita, concludevamo con una domanda rivolta alle varie associazioni laiche, con una citazione e con una considerazione: "Vogliamo, invece, rassicurarci a vicenda? «La legge sull'aborto non verrà messa in discussione». Parola del Cardinale Ruini. A fronte di così autorevole fonte, da laico impenitente aggiungo: «Per ora»"
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"Galeotta fu" l'intervista rilasciata, in quel fatidico 11 Agosto, da Messori a La Stampa, poiché essa ha rivelato l'inaudita larghezza di vedute di quest'uomo, la cui visione del mondo è così illuminata da far sembrare oscurantisti gli Illuministi e così libertaria da sconfinare nel Libertinismo. Leggere per credere.
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Per molti, questo titolo sarà sicuramente sorprendente e/o sconveniente; non pochi penseranno che sia stato dettato dal noto astio, che gli anticlericali nutrono verso il Sommo Pontefice; qualcuno si spingerà ad ipotizzare che sia un incitamento a compiere qualche atto scriteriato verso la Sua persona o che costituisca addirittura una vera e propria minaccia per il Santo Padre. Rimaniamo tutti tranquilli, perché si tratta solo di prendere coscienza di ciò che i mass media dell'universo mondo hanno sapientemente occultato, ingaggiando anche una lotta feroce per giungere primi nell'ignobile torneo intitolato: "La scomparsa dei fatti". È superfluo aggiungere che la gara è stata vinta in scioltezza dagli Italiani.
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(da un Discorso di JFK del 1960)
"Io credo in un'America in cui la separazione di Chiesa e Stato sia assoluta e in cui nessun prelato cattolico possa insegnare al Presidente (qualora questi sia cattolico) quel che deve fare, e in cui nessun pastore protestante possa imporre ai suoi parrocchiani per chi votare; un'America in cui a nessuna Chiesa o scuola di carattere confessionale siano concesse sovvenzioni tratte dal pubblico denaro oppure preferenze politiche..."
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A furia di tollerare non solo le ingerenze del Padre Santo, ma anche le entrate a gamba tesa delle ecclesiastiche gerarchie e le vere e proprie invasioni di campo dei facinorosi tifosi delle stesse, tra i quali occupano un posto d'onore coloro che, per meglio difendere la famiglia, ne hanno costituite ben due, veniamo anche offesi e irrisi dal nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
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Padre Santo, che sei in Vaticano, sia santificata la tua loquacità, torni il tuo potere temporale, sia fatta la tua volontà, come in Italia, così nel mondo. Dacci oggi il nostro sermone quotidiano, rimetti (nel senso di: fai pervenire) a noi le nostre fustigazioni, come noi le rimettiamo agli infedeli, non c'indurre nel Relativismo, ma liberaci dal Laicismo. Così sia.
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1) Così cantavano anni fa gli "Squallor", tessendo, con l'ironia loro consueta le lodi di Vasco Rossi. Questi versi ci sono tornati in mente, dopo aver letto il resoconto, pubblicato da "Avvenire" [1], delle affermazioni dell'Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco.
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1) Questa potrebbe essere la reazione immediata, pur se ingenua, suscitata dalla seguente interpretazione della parabola del Buon Samaritano: "L'attualità della parabola è ovvia. Se la applichiamo alle dimensioni della società globalizzata, vediamo come le popolazioni dell'Africa che si trovano derubate e saccheggiate ci riguardano da vicino. Allora vediamo quanto esse siano "prossime" a noi; vediamo che anche il nostro stile di vita, la storia in cui siamo coinvolti li ha spogliati e continua a spogliarli. ... abbiamo portato loro il cinismo di un mondo senza Dio, in cui contano solo il potere e il profitto... E questo non vale solo per l'Africa...
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Leggendo l'Esortazione apostolica postsinodale "Sacramentum caritatis", resa nota il 13 Marzo 2007, ci sono tornati in mente alcuni versi di Guccini: "Non starò più a cercare parole che non trovo / per dirti cose vecchie con il vestito nuovo".
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1) Dato questo postulato, gli illusi e/o ignoranti devono non solo ricredersi, ma anche mettersi, è il caso di dirlo, l'anima in pace e fare atto di contrizione, per aver erroneamente pensato ed affermato che l'omosessualità non era una malattia. Secoli di studi, migliaia di testi, innumeri analisi e di dibattiti sono stati finalmente e giustamente spazzati via, e per sempre, da meditate e, soprattutto, scientifiche argomentazioni della Senatrice della Margherita e Numeraria dell'Opus Dei Paola Binetti.
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1) Questa domanda s'impone, dopo che, da settimane, l'intera gerarchia ecclesiastica, evidentemente in preda alla più classica delle coazioni a ripetere, ossessivamente lancia il finto e stucchevole allarme: "I Dico fanno male alla famiglia". L'obiettivo, neppure mascherato, è quello di creare l'ennesima falsa emergenza che, prontamente veicolata dai genuflessi operatori di quasi tutti i mass media, affascini e manipoli una popolazione annichilita nelle sue facoltà mentali dal triplice imperativo: "Produci, consuma, crepa!", che ne scandisce l'agire quotidiano.
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1) "La faccia di Augusto Pinochet sembra di cera, nella bara mezza aperta che lascia intravedere il busto attraverso un vetro. Veste la divisa militare blu, con i bottoni d'oro e le mostrine rosse, e sopra le gambe coperte dal legno stanno posati il cappello e la sciabola. Quattro cadetti della Guardia d'Onore in uniforme da parata osservano dagli angoli del feretro le gente che scorre per l'ultimo omaggio, nel salone principale della Escuela Militar...". [1] Giustamente, chi ha acquisito meriti nel corso della propria vita, mettendola al servizio del proprio Paese, riceve il doveroso omaggio dei connazionali.
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QUAL È LA DIFFERENZA TRA ROMA E LA MECCA?
1) Sicuramente, daremo un dispiacere a Carlo Cardia, già consigliere di Enrico Berlinguer e docente di Diritto Ecclesiastico all'Università di Roma Tre, il quale, prontamente intervistato da "Avvenire" in relazione all'incontro tra il Presidente della Repubblica ed il Papa, ha così pontificato: "...Parlando di valori non esclusivi dei cattolici ma con una loro universalità sembra ricordare che la Chiesa parla a tutti su temi che ritiene determinanti perché si tratta di valori comuni. (Intervistatore) Nessuna "ingerenza", dunque... (Cardia) Ora chi continuava a parlarne dovrebbe zittirsi". [1]
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1) Questa domanda sorge spontanea dal raffronto delle 3 versioni [1] dell'ormai celebre, sia pure al modo di Erostrato [2], Discorso, tenuto dal Pontefice all'Università di Regensburg/Ratisbona, il 12 Settembre 2006. L'improbabile lettore di questo articolo ricorderà che, dopo la bufera scatenata dalla Lezione magistrale del Papa, la Santa Sede tutta, dando prova di un ammirevole sprezzo del ridicolo, si era precipitata a dichiarare che quel Discorso [3] era da intendersi come provvisorio e che era necessario attenderne la versione definitiva, corredata da note, per poter formulare meditati giudizi.
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) Con questo titolo, La Stampa [1] dedica un lungo e meritorio articolo alla conclusione a cui giungono le recenti ricerche di Paul Matagne e Robert Turcan, storici all'Istituto d'Arte e Archeologia della Sorbona e presso l'Accademia delle Iscrizioni e Belle Lettere. I due studiosi [2] dimostrano che l'Editto di Milano con il quale l'Imperatore Costantino, nel 313 d.C., avrebbe riconosciuto la liceità del Cristianesimo e concesso la libertà di culto ai Cristiani, non è mai esistito, tranne che nelle storie [3] di autori cristiani, quali Lattanzio ed Eusebio, e, conseguentemente, nelle opere di tutti gli studiosi che a loro si sono rifatti, nonché, aggiungiamo noi, in quasi tutti i manuali di Storia che, decennio dopo decennio, hanno pedissequamente trascritto questa storiella. |
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Scritto da Valerio Bruschini per Civiltà laica
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1) Fino ad oggi, non avevamo mai commentato gli imprescindibili articoli di Magdi Allam, perché, essendo esilaranti, ci regalavano quella dose di buon umore necessaria, per inoltrarsi nelle altre pagine del giornale, traboccanti di disastri economici e politici, senza soccombere alla negatività, che sempre più permea le umane vicende. L'articolo odierno [1] ci ha, però, indotto non solo in tentazione, ma anche a fare un'eccezione, sia alla regola di cui sopra, sia a quella che proibisce di sparare sulla Croce Rossa.
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<<ANTICHE STORIE A/TRAVERSO QUALCHE CANZONE E QUALCHE AUREO POSTULATO>>
1) << Nessuno mi può giudicare...>> 2) "Parole, parole, parole, soltanto parole...". 3) "E TU CHIAMALE, SE VUOI, EMOZIONI..." 4) "CIÒ CHE CONTA SONO LE PAROLE, IL RESTO SONO CHIACCHIERE". 5) "LA VERITÀ TI FA MALE, LO SO...". 6) "NOI SCENDIAMO E NON SCENDIAMO NELLO STESSO FIUME, NOI STESSI SIAMO E NON SIAMO".
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1) Giovedì, 18 Maggio 2006, Benedetto XVI ha pronunciato un discorso ai Vescovi italiani, riuniti nell'aula del Sinodo in Vaticano, per la 56a Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Ipotizziamo che il Pontefice volesse illuminare d'immenso, o quasi, non solo i presenti, ma tutti, poiché Egli intende: "...invitare al banchetto che Dio ha preparato anche coloro che finora non lo hanno conosciuto, o forse hanno preferito ignorarlo". [1]
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[all'appello di Pera, un parroco ha risposto con un "Contro appello"]
1) Ancora una volta, siamo costretti ad occuparci, oltre che a preoccuparci, delle prese di posizione del Professor Marcello Pera...
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«OPUS DEI = SENZA PUDORE?»
1) L'enciclica di Benedetto XVI : "Deus caritas est" meriterà senz'altro un'analisi approfondita ed un meditato giudizio, ma, nel frattempo, non ci sembra né inutile, né ozioso esprimere un parere sul commento che ne ha fatto Javier Echevarria, prelato dell'Opus Dei, su: « La Stampa » del 26 Gennaio 2006.
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[Prima parte, "OPUS DEI = SENZA PUDORE?"]
«LA CODA DI PAGLIA DELL'OPUS DEI»
1) Tratto dal best seller di Dan Brown, è uscito il film: "Il Codice da Vinci", che, sulla scia del romanzo, si presenta come: " ... thriller e atto d'accusa contro l'Opera" [1], ovvero l'Opus Dei. Naturalmente, questo evento ha indotto le ecclesiastiche gerarchie a rendere ancora più intenso il loro fuoco di sbarramento sia contro il romanzo, sia contro il film, rinnovando ogni possibile anatema contro il primo e proponendo il boicottaggio del secondo.
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LA LIBERTÀ NON È MERCE
1) Le libertà di pensiero, di parola e di stampa sono quelle che fondano l'essere umano come essere pensante ed autonomo, capace di contrastare i più disparati, disperati e pervicaci progetti, che i poteri economici, politici e religiosi tentano, con un'ostinazione degna di miglior causa, di attuare, per farne, invece, un malleabile ed anonimo componente eterodiretto di una moltitudine senza forma, senza volto e senza voce.
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"LA STORIA SECONDO JOSEPH RATZINGER? MA SIAMO SERI!"
LE "IMPAREGGIABILI STORIELLE" DI BENEDETTO XVI
1) Nel Luglio del 2005, è stato pubblicato un libro tanto documentato quanto meritorio: "Senza misericordia - Come il cardinale Joseph Ratzinger è diventato papa Benedetto XVI". Nel raccomandarne la lettura, senz'altro istruttiva, anche perché il testo, muovendo dall'infanzia dell'attuale Pontefice, per giungere alla sua elezione, inquadra sapientemente le di Lui vicende nella complessa e tormentata storia del Ventesimo Secolo, intendiamo soffermarci su tre giudizi, emessi dall'allora Cardinale Ratzinger, che costituiscono un insulto alla logica ed alla Storia, oltre che ad alcuni milioni di vittime del Nazifascismo.
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1) Nell'intervista, rilasciata al mensile "NEWTON", il professor Franco
Cardini affronta diverse problematiche e sollecita non poche
riflessioni.
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"A VOLTE RITORNANO..." PERCHÉ?
1) Dunque, Loro hanno vinto e Noi abbiamo perso, per di più in un modo che, parafrasando il Poeta: "... ancor c'offende". Questa lapalissiana verità va, comunque, subito detta, per sgombrare il campo sia da quelle infantili autosuggestioni che, soprattutto in Italia, si impadroniscono degli sconfitti, che cercano, in tutti i modi, di dimostrare che non hanno perso, sia dalle vacue recriminazioni sulla mancanza di informazione, sull'assenza di spirito critico, sulla latitanza di una concezione laica, sull'astuzia e sulla scorrettezza dell'avversario, su...
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"I SETTE PREDECESSORI TEDESCHI... IN REALTÀ FURONO SEI, FORS'ANCHE CINQUE"
1) L'elezione di Joseph Ratzinger a Papa ha evidentemente sollecitato i più solerti dei giornalisti a compulsare qualche testo di Storia della Chiesa, onde rendere edotto sia il colto che l'inclita su quanti siano stati i Tedeschi, assunti al rango di Pontefici, prima di Benedetto XVI. Così, tra una tartina e una coppa di spumante, d'altra parte la carne è debole, qualche mezzobusto del teleschermo, nonché alcuni maître à penser della carta stampata hanno dispensato la chicca alla "platea mondiale" degli ascoltatori e dei lettori: sette sono stati i predecessori tedeschi dell'attuale Papa.
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appuntamenti |
La prossima riunione sarà a Giugno 2010. |
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Ha ripreso ad andare in onda, dopo la pausa estiva, la trasmissione su Radio Galileo: il Venerdì dalle 17.30 alle 19.30 Streaming audio |
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