Home Filosofia: Carlo Talenti
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"Quando ero bambino pregavo tutte le notti per avere una bici nuova.
Poi ho capito che Dio non funziona in quel modo, così ho ne ho rubata
una ed ho pregato per essere perdonato"
Emo Philips
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"La vita è un viaggio sperimentale, fatto involontariamente"
Da Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa
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I Cristiani sostengono che Ebrei e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici. Gli Ebrei sostengono che Cristiani e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici. I Musulmani sostengono che Cristiani e Ebrei sono destinati all'inferno percheé eretici. Non importa di che religione siate, andrete comunque all'inferno.
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Quando perdiamo il diritto ad essere diversi, perdiamo il privilegio di essere liberi.
C.E.Hughes
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Le condizioni di spirito che un tempo le grandi visioni naturali risvegliavano in me e che erano intimamente connesse con la fede in
Dio, non differivano sostanzialmente da ciò che spesso si indica come sentimento del sublime. E ciò, nonostante sia difficile spiegarne la
genesi, non può essere preso come prova dell'esistenza di Dio, più di
quanto non lo siano i sentimenti analoghi, forti ma indefiniti, suscitati dalla musica.
Charles Darwin * * *Cristiano: Seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri.
Ambrose Bierce
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Per quel che mi ricordo,
non c'è una parola di lode
all'intelligenza,
nelle Sacre Scritture.
Bertrand Russell
* * * La religione è considerata
vera dalla gente comune,
falsa dai saggi,
utile dai governanti.
Seneca
* * * Abbiamo abbastanza
religione per odiarci,
ma non abbastanza
per volerci bene.
Jonathan Swift
* * *
Credete in quelli
che cercano la verità
e diffidate di quelli
che l'hanno trovata.
André Gide
* * *
Il fatto che dio possa
esistere non giustifica
necessariamente l'esistenza
dei preti.
(anonimo)
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Il protagonista riferendosi
al funzionamento della
macchina per produrre ghiaccio
che ha costruito nella foresta:
"Non è un miracolo,
è termodinamica!"
Mosquito coast
di Peter Weir |
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Filosofia: Carlo Talenti (articoli del professor Carlo Talenti)
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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1. Su la Repubblica del 13 aprile 2004, mentre crescevano sempre più intensamente i contrasti e le incompatabilità tra "laici della laicità" e "laici del laicismo", Michele Serra aveva denunciato a tutta voce l'invisibilità degli atei e degli agnostici nelle polemiche assillanti tra gli integralismi religiosi dei nostri giorni. "Spiazzati, anzi sfrattati dal rinvigorire furibondo delle fedi religiose noi senzadio siamo ai margini di ogni discorso". Questo grido di indignazione era stato successivamente da lui ribadito lasciando intendere che l'epoca delle distinzioni pudiche tra laicità e laicismo era ormai finita. Insomma, gli sforzi di molti laici deboli per esorcizzare l'agnosticismo e l'ateismo e fare della loro militanza un puro "metodo di dialogo" entro un limbo ideologico dove si dovrebbero elaborare per il legislatore politico soluzioni di compromesso tra una concezione del mondo e delle pratiche morali di valore perenne - come tale fondata su una rivelazione - e una concezione della posizione dell'uomo nel mondo fondata su accertamenti storici e verifiche sperimentali, nell'Italia ormai colonia del Vaticano, sono un'impresa che non ha prospettive di successo.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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"Credere" è un verbo di vasta estensione, diffuso confusamente nel
linguaggio comune senza restrizioni riferite a vincoli cognitivi.
All'origine delle nostre culture troviamo quasi sempre qualche divinità
depositaria di un messaggio oscuro e indecifrabile nel quale è nascosto
il potere che dovrebbe garantire la nostra salvezza dai pericoli ai
quali la vita ci espone. Oppure il messaggio è nascosto nell'ordine e
nel disordine stesso delle cose del mondo, e del suo potere liberatorio
dovremmo essere partecipi nel fondo misterioso della nostra energia
vitale.
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Continua...
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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In risposta al post di Alessandro Petrucci sul blog di Civiltà laica
Caro Alex, cari amici e compagni tutti.
Avevo già in mente di scrivere alcune riflessioni a Nicoletta per Civiltà Laica in merito agli stessi problemi che la tua lettera circolare mette in campo. Lo faccio ora, volentieri, rispondendo al tuo invito. In prospettiva la situazione si presenta ancora più nera di quanto appare nel disorientamento di cui ti fai portavoce dopo la vostra assemblea. Anche se si verificasse una convergenza favorevole di circostanze - usura del modello Berlusconi, indignazioni delle parti sociali che si sentiranno deluse dalle promesse del governo di destra, rovesciamento dell'attuale tendenza destrorsa della Comunità Europea e simili - anche se queste portassero fra cinque anni all'alternanza di un governo di centrosinistra, la devastazione della sensibilità sociale, civile e politica provocata da vent'anni di berlusconismo, peserà per tutta un'altra generazione e si farà sentire almeno fino alla metà del secolo.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Monsignore in cattedra nel salotto buono del capitalismo
Il fascino discreto della sana laicità.
1. Le recenti cronache di settembre 2007 hanno registrato il trasferimento di Monsignor Gianfranco Ravasi dalla sede di Milano - ove dirigeva la prestigiosa Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana - a quella vaticana, per assumere l'incarico di ministro della cultura della Santa Sede su nomina di papa Ratzinger. Per l'occasione Ravasi è stato nominato arcivescovo dell'arcidiocesi di Villamagna di Proconsolare, antico centro romano vicino a Cartagine, nell'antica Africa cristiana. Egli stesso ha dichiarato che, avendo ricevuto l'eccezionale privilegio di scegliere la sede arcivescovile, ha preferito Cartagine come luogo che lo rimanda idealmente all'orizzonte agostiniano, caro alla memoria della sua formazione giovanile.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Giuseppe de Rita, noto sociologo cattolico responsabile della pubblicazione annuale del CENSIS e autorevole sostenitore del modello di società "piccolo è bello", caro al Vaticano, ha pubblicato su la Repubblica di sabato 17 marzo 2007 l'articolo Noi cattolici e i falsi profeti della modernità, dove esercita sapientemente il ruolo vittimistico che i cattolici hanno da tempo imparato ad alternare a quello tracotante di depositari privilegiati della Verità.
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Troppo spesso si dimentica che la battaglia in difesa della laicità è stata condotta anzitutto in nome della libertà: di credenza, di coscienza, di opinione, di pensiero, di critica, di stampa, di sensibilità, di aspirazioni, di preferenze, di desideri, di costumi e di impegni politici.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Se prendiamo l'inizio del Novecento come epoca di riferimento per valutare il potere attuale della chiesa cattolica, troviamo molti elementi che contano come prove di un suo rafforzamento nel mondo contemporaneo. Certo si tratta di un rafforzamento di tipo istituzionale, consolidato da corposi intrecci con i poteri profani - politico, economico, mediatico e quando occorre persino militare - che per altro non è andato a scapito della dottrina. E anche quelle che sono sembrate aperture del concilio Vaticano secondo non sono gran cosa, e comunque sono state prontamente riassorbite nell'intransigenza dogmatica e pedagogica dei successori di Giovanni XXIII. L'ortodossia è sempre quella del Concilio di Trento, confermata in pieno Ottocento dal Sillabo che denuncia gli errori perversi della modernità.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Il martellante repertorio di interventi da parte delle più alte autorità della chiesa cattolica nei confronti della politica italiana - a cominciare dalla legislazione sui DICO e ora anche sul Testamento Biologico - mostra in forme sempre più plateali e ossessive che il Vaticano è ormai una tradizione religiosa pienamente secolarizzata che lotta per la propria sopravvivenza temporale, e quindi sfrutta senza scrupoli tutte le compromissioni vantaggiose con i poteri profani: economico, mediatico, politico, militare e persino scientifico. Più esso recita il ruolo collaudato di autorevole centro di orientamento pastorale - e intanto intima i suoi non possumus ai deputati e ai senatori del parlamento italiano, opportunisticamente succubi delle alleanze con la chiesa cattolica - più mostra la propria arroganza e la miseria del proprio messaggio religioso.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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La descrizione della società può essere sviluppata in diversi modi, ma le impostazioni della descrizione sono soltanto due: religiosa o scientifica. La forma più intransigente del primo tipo è quella delle religioni monoteistiche: ebraismo, cristianesimo e islamismo. Essa considera la società come il risultato dell'agire di individui gravati da responsabilità fondamentali verso Dio; responsabilità che essi possono a volte eludere per debolezza, ma che debbono continuamente corroborare rinnovando la loro fede nella misericordia e nell'aiuto di Dio.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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In un articolo pubblicato su La Repubblica del 10.10.2006 con il titolo Le truppe di Sua Eminenza, Edmondo Berselli recensisce favorevolmente il saggio di Marco Damilano, Il partito di Dio. La nuova galassia dei cattolici italiani, Einaudi, Torino 2006, nel quale domina la figura del cardinal Ruini come aggregatore delle sparse forze della disciolta Democrazia Cristiana.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Per distogliere una volta
la nostre riflessioni laiche dalla desolante contingenza della
politica dei nostri giorni, proviamo a leggere e a decifrare una
breve parabola di Kafka che, nella sua asciutta trasfigurazione
simbolica della banalità quotidiana, ci porta nel cuore delle
dispute sul Sacro. Ecco il testo.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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La posizione di Massimo Fini merita grande attenzione. Per di più, sulla formulazione della proposta Mastella occorre la massima diffidenza. Tuttavia, per una presa di posizione concreta, vorrei mettere sul conto una considerazione pragmatica. Le leggi fatte dalla democrazia, a differenza di quelle fatte dai sistemi autoritari - come sono quelle della chiesa cattolica e di tutti i totalitarismi - sono leggi rivedibili. Ora, tenuto conto che - specie in Italia - il tono di scherno e di irrisione di qualsiasi valore laico e memoria laica è diventato aria che si respira, può essere utile fissare per legge limiti ragionevoli alla degradazione. Magari si potrebbe ricorrere ad una formulazione che non si riferisca solo all'Olocausto, ma che coinvolga tutte le forme accertate di genocidio. Del resto nella nostra Costituzione c'è un articolo che vieta l'apologia del fascismo. Insomma, non possiamo fare della libertà di opinione un idolo metafisico della democrazia. Come scriveva Rousseau: se gli uomini fossero Dei non avrebbero bisogno di leggi. Nel caso in discussione direi: se la democrazia per difendere il culto della sua purezza rinuncia a porre limiti all'intolleranza, allora pratica una visione idillica dei propri poteri. Del resto, se il rispetto delle tragedie storiche culminate in genicidi fosse un costume acquisito della popolazione, non ci sarebbe il problema di porre limiti alla tracotanza dei negazionisti. E come ultima considerazione, non dimentichiamo che in democrazia certe leggi diventate osolete si possono sempre annullare. Il giorno in cui i negazionisti cesseranno di far presa sull'opinione pubblica delle nuove generazioni si potrebbe sempre annullare la legge che li riguarda. |
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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A metter fine agli sforzi dei laici della laicità, tutti impegnati a difendere l'autonomia dell'etica pubblica e delle istituzioni democratiche prendendo nettamente le distanze dal laicismo, erede delle "rozzezze" del positivismo ottocentesco, dello scientismo, dell'ateismo, dello scetticismo, del materialismo e del naturalismo, ci ha pensato papa Ratzinger con tre interventi autorevolmente dogmatici e didascalici.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Di prossima pubblicazione anche sul sito de "La Lente":
L'editoriale di congedo in prossimità delle vacanze estive, suggerendo qualche buona lettura, metteva opportunamente in evidenza il libro segnalato in La sezione laica, L'isola del silenzio di Horacio Verbitsky, coraggioso giornalista che ha denunciato al mondo alcune vergognose violenze compiute dai militari argentini in pieno accordo con la chiesa cattolica.
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L'isola del silenzio
El Silencio, è il nome di un'isola dell'arcipelago del Tigre, non lontano da Buenos Aires, riservata un tempo a luogo di riposo del cardinale della grande metropoli...
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Laicità è un termine di qualificazione. Esso appartiene ai sostantivi che molti grammatici definiscono ancora impropriamente "astratti", perché mettono in gioco un'astrazione di secondo livello, costituita non da una regola di inclusione riferita ad individui esistenti in senso fisico, chimico o biologico, ma a proprietà o relazioni che attribuiamo agli individui classificati. E già abbiamo avuto occasione di precisare in precedenti interventi che anche i nomi comuni sono astrazioni - di primo livello - perché sono etichette di classi. Come ben evidenzia un esempio diventato celebre: "il nome cane non morde".
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà Laica
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Carlo Talenti argomenta la sua tesi, nell'ottica di una società finalmente progredita, in cui ci sia la libertà di e dalla religione.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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[...] Quanto a Ratzinger il risultato delle elezione è ancora più deludente. La Rosa nel Pugno non avuto seggi al Senato e le altre componenti del centrosinistra non hanno certo fatto la campagna in nome dei temi più qualificanti del laicismo. Leggete il bel saggio di Viano, Laici in ginocchio, (che sto recensendo) e lì trovate tutto il repertorio della nostra debolezza e della nostra marginalità. Tutte le varie denunce e polemiche che i laici-laicisti fanno circolare su internet e su qualche libro di successo sono, per ora, soltanto punture d'insetto sulla pelle di un pachiderma. Purtroppo gran parte di questo insuccesso grava proprio sul Nord Italia ! E non ci diamo pace. Non credo proprio che i vecchi della nostra generazione faranno in tempo a vedere il Vaticano in ginocchio. I giovani, forse sì, se sapranno affrontare "una lunga marcia attraverso le istituzioni dominanti" e se avranno sufficiente immaginazione politica e freddezza di calcolo sugli obiettivi intermedi da perseguire. |
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Carlo Talenti espone le sue riflessioni sul "discorso educativo" della Chiesa Cattolica, che non solo non accetta serenamente la teoria evoluzionistica di Darwin, ma, anzi, ne ostacola la conoscenza...
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Carlo Talenti lo recensisce approfonditamente su la Lente; ecco il file pdf (149 KB) |
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Carlo Talenti condivide anche con noi (oltre che con la Lente) le sue stimolanti riflessioni; ecco il file pdf (132 KB) |
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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I parte - Il riferimento al di là dell'interpretazione
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II parte - Conoscere per comunicare e conoscere per conoscere
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Scritto da N.B.
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Dall'introduzione alla rubrica:
La bufera di polemiche che in Europa si sta accumulando sulla questione laica investe e confonde gli usi del termine laico sia come aggettivo, che dovrebbe differenziare gerarchie di valori religiosi o non religiosi, sia come sostantivo che dovrebbe identificare classi di appartenenza e di militanza religiosa o non religiosa, confessionale o non confessionale, cattolica o non cattolica. In tempi non lontani, in cui gli schieramenti si misuravano sulla contrapposizioni tra liberali e comunisti, la questione religiosa finiva di sfumare e quasi di occultare la contrapposizione ben viva nell'Ottocento tra "laici non-credenti" di tradizione illumistica e positivistica e "credenti" cattolici, luterani, calvinisti, ortodossi e di altre sette del cristianesimo riformato.
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Continua...
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Un'approfondita recensione da parte di Carlo Talenti.
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Scritto da Carlo Talenti a Civiltà laica
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Una ricca recensione da parte di Carlo Talenti.
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appuntamenti |
La prossima riunione sarà a Giugno 2010. |
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Ha ripreso ad andare in onda, dopo la pausa estiva, la trasmissione su Radio Galileo: il Venerdì dalle 17.30 alle 19.30 Streaming audio |
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Il nostro bimestrale! |
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materiali |
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