STRASBURGO: LA LINGUA BATTE…

1) Quest’ultima decade dell’Aprile 2010 è senz’altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all’Università di Roma Tre, poiché sta dando il meglio di sé nel praticare lo sport in cui eccelle: l’arrampicarsi sugli specchi [1].
Così, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacità che la Fede insuffla/infonde nei Suoi difensori.

2) Il Professore ha iniziato la Sua ascesa, concedendo un’intervista al “Corriere della Sera”, in relazione alla sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha decretato che il Crocifisso non deve essere esposto nelle aule scolastiche.
Non ci sarebbe neppure bisogno di dire che il Professor Cardia (d’ora in avanti: PC) si è subito avvalso dell’argomento principe di color che argomenti non hanno:
“(La sentenza; NdA) Non approfondisce la questione e la esamina da un punto di vista ideologico” [2].
Come è noto, da circa trent’anni, i baldi difensori di ogni potere costituito impiegano l’arma letale, consistente sia nel presentare le proprie concezioni come a-ideologiche, come naturali e perfino più dei prodotti biologici, sia nello scagliare contro l’avversario quella che è diventata una delle accuse più infamanti: l’essere ancora posseduti dal demone dell’ideologia.
Gli “esorcisti” più bravi riescono pure a far apparire sul loro volto (di bronzo) un’espressione di profondo disgusto interiore, mentre pronunciano, e con il dovuto ribrezzo, l’oscena parola: ideologia.
Forse,  PC ritiene che esaminare la questione da un punto di vista religioso costituisca un indicibile progresso; in ogni caso:
“Da che pulpito viene la predica!”.

3) PC ha, poi, sentenziato che la Corte:
“Ha scelto un approccio vetero illuminista secondo il quale la formazione si deve svolgere in un vuoto culturale dove non esiste un passato né un futuro da costruire” [3].
In questo caso, l’artificio retorico consiste nell’appioppare, a quella che è la bestia nera di tutti i PC di questo mondo: l’Illuminismo, la qualifica di vetero, termine che, per questa modernità fremente per il … Nulla, emana un tanfo di stantio, fors’anche di rancido.
Naturalmente, attendiamo con trepidazione che, nella prossima intervista, PC ci illumini d’immenso sulle fattezze che ha/dovrebbe avere il Neoilluminismo di Suo gradimento.
Comunque, siamo rimasti veramente basiti/attoniti nell’apprendere che senza il Crocifisso si ha :
“… un vuoto culturale dove non esiste un passato né un futuro da costruire” [4].
Le/i docenti, nonché tutte le persone, che concorrono alla formazione delle nuove generazioni, si sentiranno senz’altro estremamente valorizzate da questa affermazione, che, inoltre, getta una luce fosca, pur se meritata, su tutte le società precristiane e su tutte quelle contemporanee, che, per loro immensa sfortuna, non si avvalgono del Crocifisso quale ineguagliabile aspiratore del vuoto, altrimenti imperante.
Non osiamo neppure immaginare il vuoto culturale da cui sono afflitti i due miliardi abbondanti di Cinesi e di Indiani, che, nella loro “inspiegabile” esistenza, non sono stati riempiti dal Crocifisso [5].
L’implicita riduzione della Storia dell’Umanità agli ultimi 2000 anni, nonché l’altrettanto implicita “restrizione” della Terra al solo Occidente, presenti nel discorso di PC, sono l’equivalente di quanto si è avuto il coraggio di affermare al convegno dei Creazionisti del 23 Febbraio 2009, presso il CNR (!):
“… le datazioni al radiocarbonio rivelano che i dinosauri si estinsero tra i 20 e i 40.000 anni or sono e, quindi, l’uomo ha convissuto con loro” [6].
Sulla base di queste “inconfutabili affermazioni scientifiche, il chimico Hugh Miller, nel numero di Giugno di “Radici Cristiane”, argomentava:
“Prenda per esempio un tirannosauro rex.
Era una creatura terrificante, alta quattro metri.
Ma bastava tenderle un agguato, per esempio con una corda tra due alberi, per farlo cadere rompendosi il collo.
Ed ecco un hamburger di tirannosauro rex per qualche settimana!” [7].

4) Sicuramente, la chiusa dell’intervista di PC, in quanto ad intelligenza, equivale al finale dei fuochi d’artificio, che sono più scoppiettanti, fulgidi e rutilanti che pria:
“Se una ragazza, in Italia, vuole andare a scuola con il velo islamico lo può fare.
C’è un atteggiamento tollerante nei confronti di tutti i simboli religiosi” [8].
Così, grazie ad un luminare dell’Università, scopriamo che l’individuale decisione di portare il velo, oppure la keffiyyah, è la stessa identica cosa della presenza, voluta da uno Stato, in un edificio pubblico, del Crocifisso.
Questa, Lui, la chiama tolleranza.
Il fatto che PC sia, interiormente, perfettamente consapevole dell’insostenibilità di quanto da Lui stesso affermato, non rende meno pertinente, con una lieve aggiunta, quanto ebbe a dire Karl Marx, quando uscì dalla stanza del Comunista Weitling:
“L’ignoranza (voluta) non sarà mai un argomento” [9].

NOTE
[1] Infatti, il 26 Aprile 2010, ha fatto un intervento a Palazzo Chigi; il 30 dello stesso mese, presenterà il Suo sicuramente molto pregevole Saggio: “Identità religiosa e culturale d’Europa – La questione del Crocifisso”; del primo di questi  due eventi daremo conto con un altro testo, onde evitare  che il Presidente di Civiltà Laica “azioni la ghigliottina”, per l’eccessiva lunghezza non consona al blog.
[2] Corriere della Sera, Giovedì, 26 Aprile 2010.
[3] Ibidem.
[4] Ibidem.
[5] Noi ci riferiamo esclusivamente al Crocifisso esposto/imposto nei pubblici edifici, non a quello che ognuno è libero di avere in casa, oppure su di sé, ancor meno a quello che le persone hanno nel cuore.
[6] Dalla Casa Stefano, Hamburger di tirannosauro, L’ATEO, Catastrofi e punizioni, p.27, Marzo-Aprile 2010.
[7] Ibidem.
[8] Corriere della Sera, cit..
[9] Althusser Louis, “Elementi di autocritica”, 1972.   

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