Quando generosità e solidarietà fanno rima con laicità

Quando generosità e solidarietà fanno rima con laicità Il “Centro per lo Sviluppo Globale” con sede a Washington (USA) ha diffuso recentemente un rapporto sulle politiche di 21 Paesi concernenti gli aiuti da essi profusi sotto diverse forme alle nazioni più povere: aiuti economici diretti, investimenti nei paesi del terzo mondo, accoglienza degli emigrati, ecc. (a lato il grafico pubblicato sulla rivista Focus di Gennaio 2008; versione online NdR). Il paese classificato primo in questa graduatoria di meriti è stato l’Olanda mentre dal 2° al 5° posto si sono piazzati Danimarca e i tre paesi Scandinavi: che queste cinque nazioni del nord Europa siano le più laiche e libertarie di tutto il pianeta è risaputo da decenni e che proprio a causa della loro laicità e del basso tasso di religiosità (in Olanda meno del 20% della popolazione si dichiara praticante o interessata alle religioni e il 40% è non credente) siano più volte state fatte oggetto dei livori moralisti del Vaticano e dei cattolici più oscurantisti è altrettanto noto. Al di là del dovuto riconoscimento di generosità e solidarietà internazionale a Olanda e paesi Scandinavi, il rapporto del CSG conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che anche a livello di popolazione e non solo individuale non esiste alcuna relazione positiva tra religiosità ed etica, tra credenza nel trascendente e morale e che non è certo il timore di una qualche punizione divina o l’aspettativa di un qualche premio ultraterreno a dettare il comportamento degli uomini e la loro propensione al bene o al male. D’altra parte l’aneddotica riporta di molti cani che pur non pregando alcun dio hanno sacrificato la loro vita per i loro padroni mentre la cronaca ci propone troppo spesso storie di fanatici religiosi che uccidono e si uccidono nel nome del loro dio e per aspettative trascendenti. A conferma di quanto sostenuto, ci possiamo domandare quale sia la posizione occupata dai paesi ricchi cristiani più confessionali ovvero in cui esiste un ampio numero di credenti e praticanti (quelli islamici sono in sostanza assenti) nella graduatoria sulla generosità internazionale e constatare che Spagna, Grecia,Portogallo e Italia sono agli ultimi posti insieme ad Australia e Stati Uniti (sulle cui banconote è stampata la frase “Confidiamo in Dio”) mentre l’Irlanda è a metà classifica spiccando tuttavia più per gli investimenti nelle nazioni povere e l’accoglienza della manodopera di cui necessitano che per la distribuzione a fondo perso di aiuti economici. Per sapere se esiste una differenza significativa tra le posizioni di merito occupate dai vari paesi laici e quelli più confessionali nella graduatoria del CSG ho sottoposto i dati ad un test statistico non parametrico (test della correlazione dei ranghi) ed il risultato ha confermato l’esistenza di una differenza statisticamente significativa tra di essi e che la stessa non è attribuibile al caso (p<0.01). Lasciamo a sociologi ed economisti i commenti, ricordando che i parametri della spesa dei paesi ricchi è rapportata in percentuale alla ricchezza da loro prodotta (PIL, ecc) e che il tasso di religiosità dei medesimi è inversamente proporzionale al tasso di istruzione e di sviluppo scientifico (sempre il più basso nei paesi cattolici), come dire che più si studia, più si produce benessere, meno si crede ai dogmi cristiani e, da oggi possiamo sostenerlo, più si è generosi con gli altri. Ad ogni modo, noi laici ci accontentiamo di prendere atto che benessere e diffusione della conoscenza non si correla ad immoralità ed egoismo né a caduta dei valori etici (altro che “beati gli ultimi” e “senza Dio c’è caos e immoralità” come vanno cianciando da secoli i teologi della menzogna) mentre siamo costretti come italiani ad incassare l’ennesima mortificazione e a riconoscere che nonostante continuiamo a sbandierare ai quattro venti le nostre tradizioni cattoliche non sappiamo neanche vincere le gare di solidarietà con i paesi più laici. D’altronde è risaputo che meno di un terzo dei soldi raccolti con l’8 per mille dalla Chiesa vengono spesi per il sostegno ai poveri mentre il grosso va negli stipendi del clero e nel mantenimento oltre che dei beni immobili del Vaticano anche in quello del folto e lussuoso parco macchine e ultimamente.. per i risarcimenti nelle cause legali per pedofilia.

Maurizio Magnani

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