No Vauro, laicità non è indifferenza ma rispetto delle opinioni.

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È sorprendente leggere lo scivolone di Vauro Senesi sulla questione laicità e pace, tu quoque Vauro? Verrebbe da dire.

dialogo1Intanto cominciamo a dire che quella del Papa non è l’unica voce contro la guerra ma che ci sono molte associazioni laiche che si dichiarano contro la guerra, Emergency di Gino Strada (di cui Vauro è collaboratore e testimonial storico e la cosa rende ancora più assurda questa dimenticanza) l’Arci, nonché vari partiti. Dire che non ci sono voci laiche contro la guerra è un idiozia e basta.

La questione, se proprio vogliamo formularla in termini corretti, è diversa; ovvero se associazioni che fanno della laicità la loro battaglia principale debbano schierarsi nella fazione pro-intervento o in quella anti-intervento in tali frangenti (perché a parole tutti sono per la pace, il Papa, Assad, Obama, Putin e anche i Bush padre e figlio).

Quando un associazione si schiera, significa che i suoi dirigenti hanno deciso che su tale tema all’interno dell’associazione non si può avere un idea diversa o che comunque queste idee non valgono come le altre. Vediamo se può essere il caso.

In queste questioni è facile pensare di avere ragione mettendo la parola “pace” all’inizio e alla fine di ogni ragionamento, in realtà le cose sono più complicate.

Premetto che chi scrive è sempre stato contrario al tipo di interventi Nato che hanno caratterizzato gli ultimi due decenni, però non si ritiene un pacifista “tout court” ne’ tanto meno un non violento gandhiano, ne’ ancor meno pensa che con il motto cristiano del “porgi l’altra guancia” si possa mai ottenere qualcosa.

La realtà è che ci sono guerre che vanno combattute. Se fossero stati pacifisti i miei nonni probabilmente avremmo ancora un duce al comando dell’Italia (ed evitiamo facile battute con i politici contemporanei) e un fuhrer al comando della Germania.

Certo Assad non è Hitler come non lo erano ne’ Saddam ne’ il Mullah Omar, tuttavia quando prevale la politica del non intervento (come è successo in Ruanda o in Cecenia tanto per fare degli esempi) poi la domanda che si pone alla Nato è “perché li non siete intervenuti?”

Insomma per farla breve, io ho la mia personalissima opinione che è di totale contrarietà ai raid e ai bombardamenti indiscriminati ma favorevole all’invio di truppe e osservatori, sotto mandato Onu, che impediscano massacri e genocidi da una parte e dall’altra.

Ma perché devo imporre questa visione a tutti gli iscritti della mia associazione?

Laicamente si possono avere anche idee diverse ed occorre essere rispettosi anche degli altri iscritti. Possiamo confrontarci, possiamo promuovere dibattiti su questo. Ma non è un tema su cui possiamo dire che un idea ha un diverso peso all’interno dell’associazione. Questa non è indifferenza, ma la consapevolezza che in molti temi i laici possono avere idee diverse e che se io provassi ad imporre la mia diventerei un integralista. 

Il Papa ha la verità assoluta, per definizione, al suo fianco. Noi no, coltiviamo il dubbio e con sofferenza prendiamo una decisione, a volte sperando che se non sia il bene per tutti per lo meno sia il male minore.

Di una cosa sono sicuro però, fin quando non ci sarà il rispetto per le idee altrui non ci sarà neanche la pace.

 

Alessandro Chiometti

10 settembre 2013   |   articoli, attualità   |   Tags: , , , ,