Le avventure di un povero tavolinaro
"Tavolinaro", come dicono a Roma, è chi si prodiga ai tavoli informativi
o di raccolta firme.
Mi sveglio tutto sudato e con i battiti a mille, pochi secondi e
realizzo che era un incubo: un prete con il volto satanico, alla
guida di un gruppo di embrioni incappucciati tipo inquisizione, e
armati di fiaccole, mi correva appresso per strapparmi di mano i
moduli con ben cinquemila firme dei referendum sulla fecondazione
assistita, ci riusciva e i suoi amici inquisitori facevano dei miei
adorati moduli un bel falò davanti al vescovato.
Dopodiché mi colpiva in testa con un crocifisso d'oro,
esclamando minaccioso : "Se non la smetti, la prossima volta bruceremo te,
radicale del c.". Porca miseria!
Mi devo essere un po' esaurito, è dal tredici Aprile che sto in mezzo
alla strada a raccogliere firme insieme ad alcuni compagni che
esauriti lo sono già un po' per loro natura, D. e F., ma non
demordo, la lotta continua.
Avverto i primi sintomi di dissociazione quando realizzo in un momento
di lucidità che per me ormai le persone sono ridotte a firme e che nei luoghi più impensati mi viene il raptus di tirare fuori all'improvviso il modulo nascosto
e di esclamare: "Firma il referendum?".
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