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	<title>Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>ipse dixit</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Se fossi costretta a scegliere tra Galileo e l&#8217;Inquisizione, sceglierei l&#8217;Inquisizione&#8221; Santa Madre Teresa di Calcutta  al secolo Agnes Gonxha Bejaxhiu (1910 – 1997)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Se fossi costretta a scegliere tra Galileo e l&#8217;Inquisizione, sceglierei l&#8217;Inquisizione&#8221;</em></p>
<p><strong>Santa Madre Teresa di Calcutta  </strong>al secolo <strong>Agnes Gonxha Bejaxhiu</strong> (1910 – 1997)</p>
<p><img class="alignnone" title="santa" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8e/MotherTeresa_090.jpg/220px-MotherTeresa_090.jpg" alt="" width="220" height="270" /></p>
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		<title>Evoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[posta e risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici,consentitemi di appellarvi con amicizia, chiunque opera per arricchire la cultura delle nostre genti è, a prescindere, mio amico, perciò, cari amici,ho partecipato alla riunione nella quale si è parlato di evoluzione da voi organizzata, devo dire che sono rimasto sorpreso per il taglio che sia il presentatore sia  Giangi Poli hanno voluto dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,<br />consentitemi di appellarvi con amicizia, chiunque opera per arricchire la cultura delle nostre genti è, a prescindere, mio amico, perciò,</p>
<p>cari amici,<br />ho partecipato alla riunione nella quale si è parlato di evoluzione da voi organizzata, devo dire che sono rimasto sorpreso per il taglio che sia il presentatore sia  Giangi Poli hanno voluto dare alla conferenza:<br />ridurre il tema dell&#8217;evoluzione ad una disputa sull&#8217;esistenza di Dio o meno è trasformare un tema grandioso, universale a un fatterello parrocchiale, è come chiudersi gli occhi per non vedere lo spettacolo che invece l&#8217;universo ci offre.</p>
<p>L&#8217;evoluzione non è una teoria scientifica qualunque, ma è il modo di essere dell&#8217;universo; non si limita nel tempo alle specie vegetali e animali, ma inizia dall&#8217;origine, risale al momento che le radiazioni, provocate dal big bang, hanno cominciato a materializzarsi e hanno dato corso a tutti gli avvenimenti  che hanno proseguito evolvendosi fino a dare origine alla vita e alla genesi dell&#8217;intelligenza umana.<br />Il movimento è grandioso, si presenta con la costruzione di organismi via via sempre più complessi e organizzati che hanno imboccato una via che utilizza l&#8217;entropia ( cioè il consumo di energia ), per le sue costruzioni controcorrente (aumento della complessità organizzata ).</p>
<p>Mentre l&#8217;universo sembra avviarsi cioè verso l&#8217;appiattimento energetico, la quiete assoluta, quindi la morte, l&#8217;evoluzione costruisce strutture sempre più ricche e organizzate, che con il crescere della organizzazione fanno emergere una cosa veramente imprevedibile, la coscienza, cioè la consapevolezza del mondo circostante e la conseguente capacità di utilizzarlo per i propri scopi.<br />Fino a costruire organismi coscienti di se stessi, in grado di  capire tutto il sistema.<br />Ridurre tutto questo ad una disputa con i fondamentalisti che non vogliono vedere questo movimento universale, oltre che inutile ( non c&#8217;è peggior cieco di chi non vuol vedere), ci impedisce di gustare fino in fondo lo spettacolo che si presenta davanti ai nostri occhi; è come bendarsi per non vedere.</p>
<p>Le gerarchie cattoliche non sono disponibili a riconoscere l&#8217;evoluzione? Lasciamole perdere, inutile disputarci, quel &#8220;dio&#8221; che impasta del fango per costruire un pupazzetto e soffiarci dentro la vita non esiste, ormai è acquisito definitivamente, ma esiste comunque un problema che non può essere risolto scientificamente: noi sappiamo che tutto un movimento è iniziato col big bang, ed è proseguito con l&#8217;evoluzione, ma sappiamo chi o che cosa ha dato origine al tutto? Non lo sappiamo, scientificamente non sapremo mai chi ha provocato il primo movimento non potremo mai provare scientificamente l&#8217;esistenza di questo primo &#8220;provocatore&#8221;, ma allo stesso tempo non potremo mai provare scientificamente che questo &#8220;provocatore&#8221; non esiste.</p>
<p>Allora lasciamo perdere le dispute, e godiamoci lo spettacolo  dell&#8217;evoluzione.</p>
<p>L&#8217;evoluzione è una genesi, una nascita, continua tutt&#8217;ora? Certamente e non può fermarsi, almeno fino a quando l&#8217;entropia avrà provocato l&#8217;appiattimento energetico, la morte universale.<br />Sulla terra durerà fino a quando il sole ci fornirà energia utilizzabile.<br />Quale esito avrà per noi uomini? Non dobbiamo fare molti sforzi di fantasia per capirlo, basta guardare a quello che sta succedendo:<br />quando un organismo individuale ha raggiunto il massimo delle sue potenzialità, sembra giunto alla fine del cammino, invece trova una risorsa nella organizzazione,  un indizio in tal senso ci viene dall&#8217;osservazione delle formiche, delle termiti, delle api, l&#8217;obiezione che non si può guardare a questi organismi perché hanno prodotto individui sterili, che non servono a niente perché non si riproducono come  diceva Giangi Poli, non ha senso, perché sono proprio quegli individui sterili che si prendono cura delle larve e ne assicurano la sopravvivenza, assicurando con ciò la sopravvivenza della specie, questa obiezione comunque mi tornerà utile in seguito.</p>
<p>L&#8217;uomo sembra giunto alla fine della sua evoluzione biologica, difficile pensare ad un cervello che si ingrandisca ancora, probabilmente si estinguerebbe per l&#8217;impossibilità del parto, d&#8217;altra parte l&#8217;uomo non ha bisogno di questo tipo di evoluzione: tutti gli organismi viventi hanno fatto fronte alle sfide dell&#8217;ambiente modificando il proprio scheletro per affrontare le proprie necessità ( gli uccelli hanno sviluppato le ali, i carnivori, predatori, le zanne e gli artigli, gli erbivori, prede,  lo zoccolo che consente una fuga veloce ), l&#8217;uomo non ha più bisogno di modificare il proprio scheletro; quando ha bisogno di uno strumento, costruisce ( inventa ) uno strumento esterno al proprio corpo ed è proprio in questa direzione che si orienta l&#8217;evoluzione.<br />Giunto alla fine della propria evoluzione biologica, imboccata la strada dell&#8217;organizzazione, l&#8217;evoluzione cessa per l&#8217;uomo di essere di tipo darwiniano, e diventa di tipo lamarckiano, trasferisce cioè alle generazioni successive le conquiste fatte; così costruisce organizzazioni sempre più complesse, utilizzando strumenti sempre più raffinati capaci di facilitare la comunicazione e lo scambio delle risorse materiali e culturali, fino a costruire una rete di conoscenze che abbraccia l&#8217;intero pianeta.</p>
<p>Oggi, posso comunicare in pochi secondi con mio figlio che vive in  Mozambico, e ho acquistato nel giro di una settimana la batteria di  ricambio per la mia fotocamera, ordinata  in Inghilterra, costruita  in Cina, spedita a Terni dalla Nuova Zelanda, pagata con un click,  con la mia carta di credito.<br />L&#8217;umanità sta costruendo cioè un organismo che tende ad unificare tutte le intelligenze, e tutte le attività utilizzando strumenti sempre più sofisticati, un enorme organismo fatto di intelligenza e di tecnologia, che annulla le distanze e rende istantaneo lo scambio di informazioni.</p>
<p>Questo è quello che sta succedendo sotto i nostri occhi, la differenza con l&#8217;organizzazione delle api e delle formiche sta nel fatto che in questo caso non c&#8217;è un individuo che viene atrofizzato, ma ogni persona trova nell&#8217;insieme la possibilità di potenziare tutte le proprie capacità.</p>
<p>Potete immaginare come mi sono sentito quando ho visto questa visione grandiosa ridotta ad una disputa fra pigmei che vorrebbero ridurre tutto ad un conflitto fra credenti e non credenti, di taglio ottocentesco, che con l&#8217;evoluzione in realtà non c&#8217;entra proprio niente.<br />Naturalmente non tutto quello che accade ci consente toni trionfalistici, non tutto è positivo, ma come in tutte le attività umane c&#8217;è progresso mescolato a regresso, c&#8217;è &#8220;bene&#8221; mescolato a &#8220;male&#8221; c&#8217;è esaltazione mescolata a depressione. Questa è la condizione umana, almeno per ora.<br />L&#8217;evoluzione costruirà una umanità &#8220;migliore&#8221;?<br />Cari amici, cari saluti.<br />Luigi M.</p>
<p><em>Gentile amico, grazie per il suo contributo. in qualità di &#8220;presentatore&#8221; come lei mi ha definito sono a specificarle il fine del Darwin Day così com&#8217;è inteso oggi. Il Darwin Day nasce per difendere l&#8217;attacco reazionario alla teoria dell&#8217;evoluzione fatto da vari movimenti religiosi, cattolici e non, negli ultimi due decenni. Forse non l&#8217;ho specificato abbastanza chiaramente all&#8217;inizio della conferenza, mea culpa. Che per gli addetti ai lavori il dibattito creazione/evoluzione sia di retroguardia e privo di interesse l&#8217;ho scritto io per primo (cerchi sul ns sito &#8220;Darwin oltre la sfida tra fede e scienza&#8221;). Tuttavia la funzione del Darwin Day è proprio quella, controbbattere ai sempre più frequenti e feroci attacchi creazionisti. Non tutti hanno le sue basi, e non tutti conoscono i meccanismi contingenti che hanno selezionato la &#8220;scimmia nuda&#8221;. Il Darwin Day non è una conferenza per addetti ai lavori ma divulgativa, e se si fa un giro sui vari siti fondamentalisti vedrà che le cose dette da Giangi Poli sono ben lontane dall&#8217;essere accettate. Sinceramente non penso che il relatore abbia ridotto il tutto a un dibattito sulla esistenza di Dio, forse Giangi Poli ha espresso le sue opinioni in merito (soprattutto rispondendo agli interventi) ma non credo che la sua conferenza può essere ridotta a questo. Sperando di averle chiarito il fine della conferenza la saluto e la invito a continuare a seguirci. </em></p>
<p><em>Alessandro Chiometti</em></p>
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		<title>Un orco in meno e l’occasione persa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha violentato numerose bambine per 20 anni, a Firenze. Denunciato dalle vittime è stato riconosciuto, da chi l’ha indagato, responsabile dei crimini sulla base di prove e testimonianze inoppugnabili. Ma non ha mai messo un piede in tribunale italiano. E mai lo farà, mercoledì scorso è morto. Come è stato possibile? Perché in Italia la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha violentato numerose bambine per 20 anni, a Firenze. Denunciato dalle vittime è stato riconosciuto, da chi l’ha indagato, responsabile dei crimini sulla base di prove e testimonianze inoppugnabili. Ma non ha mai messo un piede in tribunale italiano. E mai lo farà, mercoledì scorso è morto. Come è stato possibile? Perché in Italia la brevità dei termini di prescrizione previsti per gli abusi “sessuali” (10 anni) consente a un pedofilo di passare agilmente tra le maglie della giustizia e farla franca.<span id="more-10428"></span></p>
<p><img class="alignnone" title="pedofili" src="http://www.libertaepersona.org/public/pedofilia.jpg" alt="" width="231" height="190" />Il caso dell’<strong>ex parroco fiorentino Lelio Cantini</strong>, autore di violenze su minorenni di età compresa fra i 10 e i 17 anni, e deceduto a 89 anni nella più assoluta indifferenza dei media nazionali, è emblematico per comprendere quanto siano inadeguati i termini di prescrizione stabiliti dall’ordinamento italiano per questo genere di reato. Dato lo scalpore che suscitò la vicenda quando venne alla luce a metà del decennio scorso, sarebbe stata l’occasione giusta per riaccendere i riflettori su di un nodo irrisolto nella difficile battaglia contro la pedofilia e avviare un dibattito pubblico. E invece il silenzio dell’informazione non fa che rafforzare la genetica (e sospetta) inerzia di Governo e Parlamento di fronte a queste vicende. Accusato per abusi avvenuti tra il 1973 e il 1993, Cantini <strong>fu denunciato nel 2004</strong> da alcune vittime che per prime avevano avuto il coraggio di rivolgersi alla magistratura. Erano quindi passati undici anni dalle ultime presunte violenze e questo l’ha messo al riparo da una condanna penale. L’archiviazione per prescrizione dei reati è scattata a maggio 2011 e il decreto gli è stato notificato nel convento dei frati francescani di Fiesole. Qui l’ex parroco della Regina Pacis si era ritirato nel 2008 dopo essere stato ridotto allo stato laicale perché riconosciuto responsabile di «abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori» da parte della Congregazione per la dottrina della fede. <strong>Colpevole per il Vaticano, prescritto per lo Stato italiano.</strong></p>
<p>Per inciso, la sentenza della Cdf non ha impedito alla Curia toscana di rendersi protagonista di una surreale polemica con la procura di Firenze. Polemica che vale la pena riassumere brevemente anche per ricordare l’idea che si erano fatti i magistrati su questa vicenda. Nel decreto di archiviazione il pm Canessa faceva riferimento a comportamenti omissivi da parte delle autorità religiose e a una «lunga inerzia» che aveva consentito a don Cantini di proseguire nella sua condotta. La stoccata parte dal periodico delle diocesi locali <em>Toscana Oggi</em> che definisce il decreto una condanna «impropria», pronunciata «senza processo». Secca la replica della procura di Firenze che sottolinea come nella richiesta di archiviazione fosse contenuto «l’elenco dei singoli elementi di prova acquisiti nel corso delle indagini in merito alla sussistenza dei fatti addebitati all’indagato ed alle condotte di terze persone unitamente ai motivi per cui non è stato possibile esercitare l’azione penale, o per estinzione del reato per prescrizione (fatti addebitati al Cantini), o per mancanza di querela (fatti relativi alle asserite minacce ricevute da alcune parti offese ed agli abusi sessuali patiti da persona compiutamente identificata)».  <strong>Molto probabilmente, dunque, colpevole anche per lo Stato italiano. Ma prescritto.</strong></p>
<p>Della necessità di rivedere i termini di prescrizione si è molto parlato sulla scia degli scandali che hanno colpito la Chiesa cattolica di mezza Europa tra il 2009 e il 2010, quando il governo italiano rappresentato dalla ministra per le Pari opportunità, <strong>Mara Carfagna</strong>, ospitò la cerimonia di presentazione della campagna anti-pedofilia lanciata dal Consiglio d’Europa. In quella occasione, era il 29 novembre 2010, Carfagna nel rispondere a chi scrive assicurò che anche il nostro parlamento «nelle prossime settimane» avrebbe ratificato la <strong>Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori</strong> contro lo sfruttamento e l’abuso “sessuale”. Sono passati 15 mesi. Il testo di legge – che contiene tra le altre misure, il raddoppio dei termini di prescrizione entro cui è possibile denunciare l’abuso, l’introduzione del reato di apologia della pedofilia e l’inasprimento delle pene – <strong>giace esangue alla Camera</strong> senza che nessuno sappia dire quando e se riprenderà l’iter di approvazione. Considerando la particolare ferocia del reato e, sopratutto, le conseguenze a livello psichico che subisce la vittima di un abuso, da anni è in atto in Europa una campagna per l’eliminazione di qualsiasi termine di prescrizione per questo crimine. Non sono affatto rari i casi in cui chi ha subito una violenza in tenera età impieghi anni, se non decenni (come nel caso delle donne abusate da don Cantini), a vincere vergogna, sensi di colpa, diffidenza dei familiari e dell’ambiente in cui vive prima di rivolgersi a uno specialista o all’autorità giudiziaria per raccontare quanto subito. In Italia, grazie alla cosiddetta norma <strong>ex Cirielli</strong> la prescrizione per il reato di “pedofilia” (termine tuttora assente dal nostro codice penale) è stata addirittura ridotta da 15 a 10 anni.</p>
<p><strong>Altrove l’approccio istituzionale è ben diverso.</strong> Ad esempio, in Germania, il 23 marzo 2011 la pressione dell’opinione pubblica indignata per gli <strong>scandali emersi in numerosi istituti scolastici del Paese retti da gesuiti</strong>, portò all’approvazione di una legge che prevede un allungamento da tre a 30 anni per i tempi di prescrizione delle responsabilità civili. Una misura inevitabilmente destinata a rafforzare la posizione delle vittime nelle procedure penali relative a casi di pedofilia. Di notevole importanza sono, almeno sulla carta, anche le <strong>Nuove norme</strong> approvate a maggio 2010 da Benedetto XVI, che in Vaticano fanno scattare la prescrizione dopo 20 anni dal compimento della maggiore età del minore «con» cui il «chierico» ha compiuto l’atto di violenza. Come pure segna una svolta il Protocollo emanato ad aprile 2011 dalla Conferenza episcopale cilena a fronte del clamoroso “caso <strong>Fernando Karadima</strong>” (sacerdote ottuagenario molto noto nel Paese e tra i più influenti religiosi nella Chiesa del Cile), tristemente simile a quello di don Cantini, che consente alle gerarchie locali d’indagare anche nelle vicende in cui sia già subentrata la prescrizione. Misura che denota estrema civiltà e lancia un segnale forte anche contro chi si ostina a proteggere migliaia di scheletri in altrettanti armadi, ma che ancora oggi non ha “imitatori” in nessun altro Paese al mondo. Italia compresa.</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Federico Tulli</strong></div>
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		<title>I LAIC&#8230;. Terni!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 14:12:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la nevicata straordinaria che ci ha costretto a rimandare l&#8217;appuntamento del 4 Febbraio sono attese, per la sua riproposizione, l&#8217;invasione di cavallette, l&#8217;eruzione di un vulcano nascosto nella conca ternana e lo sbarco degli alieni. Scherzi a parte, l&#8217;appuntamento per la presentazione di I LAIC, annuario della testata on line Cronache Laiche è fissato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/Presannuario.jpg"><img class="alignleft  wp-image-10424" title="Presannuario" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/Presannuario.jpg" alt="" width="411" height="572" /></a>Dopo la nevicata straordinaria che ci ha costretto a rimandare l&#8217;appuntamento del 4 Febbraio sono attese, per la sua riproposizione, l&#8217;invasione di cavallette, l&#8217;eruzione di un vulcano nascosto nella conca ternana e lo sbarco degli alieni.</p>
<p>Scherzi a parte, l&#8217;appuntamento per la presentazione di<strong> I LAIC</strong>, annuario della testata on line Cronache Laiche è fissato per <strong>Sabato 25 Febbraio 2012 alle ore 17.00 presso la libreria Feltrinelli di Terni</strong> (via Battisti 9), siate puntuali.</p>
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		<title>Nervosetti eh?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 19:37:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Venezia fabbricata sul mare, chi non la vede non la può stimare”. Non abbiamo dubbi che S.E.Rev.ma Monsignor Vincenzo Paglia, vescovo della piccola diocesi di Terni, Narni e Amelia, avrà modo di stimare la città veneta ancora molte volte. Purtroppo per lui, però, come turista visto che la nomina a Patriarca di Venezia che era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Venezia fabbricata sul mare, chi non la vede non la può stimare</em>”. Non abbiamo dubbi che <strong>S.E.Rev.ma Monsignor Vincenzo Paglia</strong>, vescovo della piccola diocesi di Terni, Narni e Amelia, avrà modo di stimare la città veneta ancora molte volte. Purtroppo per lui, però, come turista visto che la nomina a Patriarca di Venezia che era stata data quasi per certa da autorevoli giornali come <em>Il foglio</em>, dopo l’entrata nel governo Monti del fondatore della imponente comunità di S. Egidio Andrea Riccardi (comunità che S.E.Rev.ma segue fin dagli anni 70), è sfumata proprio all’ultimo momento.<span id="more-10417"></span> <img class="alignleft" title="paglia" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/4/4f/Paglia.jpg/250px-Paglia.jpg" alt="" width="170" height="323" />Se qualcuno aveva dei dubbi sullo stato d’animo del pur sempre potente vescovo di Terni basta ascoltare le nerbate rifilate alla classe dirigente della seconda città dell’Umbria in occasione dell’omelia di San Valentino (patrono della città). I giornali riportano parole di fuoco contro gli sventurati politici che pure erano come consuetudine genuflessi in prima fila nella basilica del santo. «<em>Servono una nuova classe dirigente e larghe intese</em>» (Corriere dell’Umbria). «<em>Il vescovo invoca il rinnovamento delle classi dirigenti</em>» (Il Messaggero – Terni). «<em>Classi dirigenti e politica vanno rinnovate</em>» (La Nazione – Terni).</p>
<p>Capiamo la rabbia in corpo di colui che probabilmente ha perso uno degli ultimi treni per diventare cardinale, ma insomma, non è che le nomine porporate le decide la politica! Terni è in crisi dagli anni 70 e segue il passo dell’andamento dell’industria pesante; è ovvio che in tempo di crisi mondiale tiri il fiato più delle altre città che hanno saputo diversificare le attività produttive. Non è con gli strali biliari che cambieranno le cose. Ma S.E. Rev.ma Monsignor Paglia chi è? Amatissimo dalla classe politica ternana governante (<strong>centrosinistra</strong>) che lo ritiene un progressista e finanche un rivoluzionario, ricercatissimo dai politici nazionali (è il primo con cui vogliono parlare quando capitano a Terni), ha assunto uno spazio sempre più importante nella città. Basti pensare che in un sondaggio sui giornali locali qualche anno fa oltre la metà dei ternani intervistati lo indicavano come l’istituzione più importante. Etichettato progressista dicevamo, con il centro sinistra che pensa di averlo sempre dalla sua parte (anche se poi non sanno spiegare perché organizza i convegni su “Terni città in declino” a un anno dalle elezioni), con il centro destra che gli presta deferenza <em>obtorto collo</em> vista la sua indubbia collaborazione con le due giunte rosse targate Raffaelli, definito finanche un<strong> teologo della liberazione</strong>, da altri descritto come politicamente affine al “<strong>socialismo lombardiano</strong>”. Non sono ancora giunte voci sulla sostituzione dei crocifissi con il volto di Che Guevara in diocesi, tuttavia siamo certi che, dato il perdurare della sua presenza a Terni, presto non mancheranno.</p>
<p>Ma di tanto progressista cosa abbiamo visto in questa città? A nostro giudizio poco e niente. Si può considerare progressista l’atteggiamento tenuto durante il referendum sulla <strong>legge 40</strong> quando ha sponsorizzato e decretato il successo del centro di ricerca sulle staminali adulte condotto da Angelo Vescovi? (il professore che era ospite di ogni programma televisivo perché era uno dei pochi scienziati che aveva l’incoscienza di dire che gli studi sulle embrionali non servivano&#8230; peccato che essendo lui specializzato negli studi su quelle adulte c’era un piccolissimo conflitto d’interessi) Può essere considerato progressista il suo silenzio di tomba sul caso del <strong>registro dei Testamenti Biologici</strong> bloccato a Terni dai ferventi cattolici del PD? Può essere giudicato progressista il suo rifiuto a partecipare ai convegni pro-testamento biologico indetti dall’AIDO e la sua partecipazione a quelli indetti da Scienza e Vita? Può essere considerata progressista la sua “rivoluzione” di spostare la cresima all’età di <strong>otto anni</strong> per avere cattolici sempre meno consapevoli e adulti? Può essere considerata progressista la ricezione di quasi <strong>un milione di euro in sei anni</strong> dal Comune di Terni dalla voce di bilancio “oneri di urbanizzazione secondaria”? Si sono per caso tenuti dal 2000 ad oggi (cioè da quando S.E. Rev.ma è vescovo di questa città) numerosi convegni, seminari, tavole rotonde, incontri con il pubblico volti a far conoscere la Teologia Della Liberazione? Non che ci risulti; sembra che l’attività della diocesi e delle associazioni ad essa affini si sia specializzata nel cinema per un festival con discreti finanziamenti ministeriali. Di certo Monsignor Paglia è il patrocinante della beatificazione del Vescovo Romero, tuttavia di questo in città non se ne parla neanche. Quello che è certo, invece, è che ci sono stati contrasti con alcuni sacerdoti (quelli si dichiaratamente aderenti alla Teologia della Liberazione), risolti con lo spostamento di questi. Ma di queste cose noi comuni mortali ne sappiamo poco, se non quello che trapela per sentito dire. E allora rimanendo ai fatti  siamo in attesa che qualcuno ci spieghi perché dovremmo considerare Monsignor Paglia un “progressista” e non semplicemente uno che sa spiegare le vele nella direzione in cui tira il vento. Almeno in questo è stato bravissimo&#8230; a Terni. Sui giochi di potere che portano alla porpora non abbiamo l’ardire di esprimere giudizi.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Chi ha (ancora) paura di Darwin?</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 15:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 12 febbraio ricorre il 203° anniversario della nascita di Charles Robert Darwin. Di appena mezzo secolo più giovane è la sua opera più famosa, “L’origine delle specie”, pubblicata nel 1859. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, molte scoperte scientifiche e tecnologiche hanno rivoluzionato il mondo, ma a dispetto di tutto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 febbraio ricorre il 203° anniversario della nascita di <strong>Charles Robert Darwin</strong>. Di appena mezzo secolo più giovane è la sua opera più famosa, “L’origine delle specie”, pubblicata nel 1859. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, molte scoperte scientifiche e tecnologiche hanno rivoluzionato il mondo, ma a dispetto di tutto e di tutti la <strong>Teoria dell’evoluzione </strong>darwiniana ha resistito ad ogni tentativo di confutazione e rimane la migliore spiegazione scientifica della nostra presenza sul pianeta che chiamiamo Terra.<span id="more-10413"></span></p>
<p><img class="alignleft" title="darwin" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/Darwin_scimmia-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" />Contro ogni probabilità, verrebbe da dire. Darwin, quando la pubblicò, non sapeva ancora niente degli studi di genetica di <strong>Mendel</strong>, mentre la maggior parte della comunità scientifica era convinta che il nostro pianeta avesse un età paragonabile a quella che gli attribuiva la Bibbia (o comunque non più di qualche decina di migliaia di anni). Lui sapeva che questo era un punto a suo sfavore e lo ammise pubblicamente dicendo che se la età stimata della Terra era giusta allora la sua teoria era sbagliata perché necessitava di un periodo di tempo enormemente maggiore per aver luogo. Ma invece di smentirla, tutte le successive scoperte la rafforzarono sempre di più, e nonostante gli aggiornamenti recenti (la teoria degli equilibri punteggiati di S. J. Gould ad esempio), il nucleo della <strong>teoria dell’evoluzione biologica</strong> è (e a questo punto, probabilmente, rimarrà per sempre) darwiniano. Le evidenze scientifiche non bastano a far cessare le polemiche né a scoraggiare chi per motivi di fede cieca in libri sacri (o per più prosaici motivi di rendite su libri meno sacri) insiste con il dire che Darwin e la sua “Teoria” sono da rigettare completamente e da non insegnare nelle scuole o quanto meno insegnarli insieme alla “teoria” della <strong>creazione</strong>. Eppure ai fedeli dovrebbero bastare i segni che arrivano dalle loro stesse Chiese per deporre le armi.</p>
<p>La <strong>Chiesa Anglicana</strong> chiese pubblicamente scusa a Darwin nel 2008 ammettendo pubblicamente di “non aver compreso” la teoria dell’evoluzione e rimpiangendo di aver creato così tanti ostacoli alla sua diffusione. La <strong>Chiesa Cattolica</strong> ha tempi più lunghi, lo sappiamo: considerando che aspettò 350 anni dopo la morte di Galileo per chiedergli scusa, dovremmo attendere le scuse a Darwin per il 2232 o giù di lì! Tuttavia, esattamente come non ha aspettato 350 anni per insegnare le leggi galileiane sul moto dei corpi e dei pianeti, la CCAR sta già insegnando nelle sue accademie la Teoria dell’evoluzione. Basti pensare che il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze è un certo <strong>Werner Arber</strong>, biologo molecolare vincitore del premio Nobel nel 1978, ovviamente evoluzionista. Come del resto lo era il suo predecessore, <strong>Nicola Cabibbo</strong>, che è stato uno dei più aspri critici del ridicolo convegno creazionista organizzato nel 2009 dal vicedirettore del CNR <strong>De Mattei</strong> (proprio colui che più recentemente ha detto che <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/03/terremoti-di-dio-la-punizione-sismica-di-roberto-de-mattei/" target="_blank">il terremoto in Giappone era un castigo di Dio</a>). Ma come, vi chiederete, il Vaticano mette gli evoluzionisti a dirigere le sue accademie scientifiche mentre lo Stato Italiano mette i creazionisti nei propri enti scientifici? La risposta è: <strong>sì, proprio così</strong>.</p>
<p>Mentre questi creazionisti (per lo più non addetti ai lavori come per l’appunto De Mattei, che è uno storico del cristianesimo e non si sa bene a che titolo pretenda di parlare di evoluzione biologica) si agganciano politicamente con i <strong>Teo-Con</strong> e i <strong>Teo-Dem</strong> delle nostre forze politiche e occupano posti di rilievo nello Stato italiano, il Vaticano, che non è una democrazia e non deve fare i conti con i voti delle lobby cattoliche, può tranquillamente scegliere i migliori scienziati evoluzionisti per dirigere le proprie accademie. Del resto come diceva un proverbio yiddish: «<em>Dio non ha ordinato a nessuno di essere stupido</em>». Che lo Stato italiano abbia paura di Darwin e della sua Teoria dell’evoluzione biologica è un dato di fatto, lo testimonia il tentativo di cancellazione dai programmi della scuola pubblica  fatto nel 2005 dall’allora ministro dell’Istruzione <strong>Letizia Moratti</strong>, vicenda che si è comunque conclusa con un sostanziale ridimensionamento dell’insegnamento dell’evoluzione biologica nelle nostre scuole, mai corretto dal successivo ministro, il Teo-Dem <strong>Fioroni</strong> del Pd, né tanto meno dalla ancora successiva <strong>Maria Stella Gelmini</strong> su cui per pietà non pronunciamo giudizi di merito. Insomma caro Charles Robert Darwin con le Chiese (non con tutte magari) avrai anche fatto pace, ma alla politica italiana metti ancora paura. Ma, del resto, ci vuole poco.</p>
<div><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>Ipse Dixit</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Per non sbagliare, dobbiamo sempre ritenere che quello che vediamo bianco sia nero, se lo dice la Chiesa gerarchica&#8221; Sant&#8217;Ignazio da Loyola &#8211; fondatore dell&#8217;ordine dei Gesuiti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Per non sbagliare, dobbiamo sempre ritenere che quello che vediamo bianco sia nero, se lo dice la Chiesa gerarchica</em>&#8221;</p>
<p>Sant&#8217;Ignazio da Loyola &#8211; fondatore dell&#8217;ordine dei Gesuiti</p>
<p><img class="alignleft" title="ignazio" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/e/eb/Ignazio_di_Loyola_2.jpg/200px-Ignazio_di_Loyola_2.jpg" alt="" width="200" height="221" /></p>
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		<title>La corsa a ostacoli della contraccezione d’emergenza</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è ancora giunta a termine la tortuosa strada di EllaOne, la pillola dei cinque giorni dopo. Approdata nelle farmacie italiane alla fine dello scorso novembre dopo tre anni di rimpalli tra commissioni parlamentari, Consiglio Superiore di Sanità e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), il contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora giunta a termine la tortuosa strada di <strong>EllaOne</strong>, la pillola dei cinque giorni dopo. Approdata nelle farmacie italiane alla fine dello scorso novembre dopo tre anni di rimpalli tra commissioni parlamentari, Consiglio Superiore di Sanità e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), il contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un rapporto a rischio è ancora oggetto di veti e strali, ricatti e minacce. <span id="more-10403"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/contraccezione_orale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10404" title="contraccezione_orale" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/contraccezione_orale.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a>Al punto da aver condizionato, a fine dicembre, la fuoriuscita di scena della <strong>liberalizzazione dei farmaci di fascia C</strong> (quelli con obbligo di ricetta ma economicamente a carico del paziente) dal decreto Salva Italia. Già, perché accanto ai farmacisti con gli scudi alzati contro una norma che avrebbe tolto loro il monopolio di un business del valore di più di <strong>3 miliardi di euro l’anno </strong>(dati 2010), è scesa in campo l’influente Chiesa, rappresentata dal <strong>Movimento per la vita</strong>, che ha chiesto ai «<em>parlamentari dichiaratamente sensibili ai valori “non negoziabili” di agire per modificare questi aspetti della manovra</em>», come riporta la rubrica <em>Vatican Insider</em> de <em>LaStampa.it</em>. Richiesta naturalmente accolta dal governo Monti.</p>
<p>Il rischio paventato dal Vaticano era che sia della pillola del giorno dopo sia di quella dei cinque giorni dopo, in quanto farmaci di fascia C, venisse<strong> liberalizzata la vendita</strong>. Il che non avrebbe significato eliminare l’obbligo di prescrizione medica come temevano i porporati, ma solo vendere i contraccettivi d’emergenza anche nelle parafarmacie e nei supermercati e comunque alla presenza di un farmacista. Ma si sa, quando si parla di libertà le gerarchie ecclesiastiche confondono fischi per fiaschi.  Per ora, quindi, tutti contenti. I farmacisti perché non rinunciano al lucroso monopolio e il Vaticano perché ha scongiurato i sedicenti pericoli di una diffusione più capillare della vendita delle diaboliche pillole. Il che, unito alla campagna pressante affinché anche i farmacisti agiscano “secondo coscienza” e possano rifiutare di vendere alcuni farmaci – nonostante sia per legge interruzione di pubblico servizio – rassicura abbastanza chi cerca di tenere in scacco la vita e la libertà altrui.</p>
<p>Per ora, appunto, perché non è detta l’ultima parola. L’<strong>Aifa</strong> sta definendo proprio in questi giorni i criteri secondo cui alcuni farmaci di fascia C perderanno l’obbligo della prescrizione medica e potranno quindi essere venduti come farmaci da banco. «<em>Abbiamo appena ottenuto</em> – ha dichiarato Luca Pani, direttore generale dell’Aifa – <em>le liste di farmaci da banco di tutti i Paesi del mondo. L’Aifa ha bisogno di documentarsi, perché la parte scientifica è la più importante per noi, e la scienza ha i suoi tempi</em>». Ci piacerebbe credere che sia davvero così, e che magari EllaOne possa essere venduta, come negli Stati Uniti, alle maggiorenni senza obbligo di ricetta. Ma i pregressi ci rendono scettici: è stata l’Aifa stessa, qualche mese fa, a stabilire che la pillola dei cinque giorni dopo potesse essere prescritta solo a valle della presentazione di<strong> test di gravidanza ematico negativo</strong>, rendendo l’Italia l’unico paese al mondo in cui un anticoncezionale di emergenza viene prescritto <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-pillola-dei-cinque-giorni-dopo-arriva-tre-anni-dopo-e-solo-se-non-ce-n%E2%80%99e-bisogno/">solo se non serve</a></strong>.</p>
<p><em>Dulcis in fundo</em>, un altro attacco all’autodeterminazione delle donne è in agguato: il Movimento per la vita ha presentato al Tar del Lazio un <strong>ricorso contro l’Aifa</strong> chiedendo l’annullamento del via libera alla commercializzazione di EllaOne. «<em>Sotto accusa</em> – si legge nella comunicazione ufficiale del Movimento – <em>è soprattutto la definizione di </em><em>“contraccettivo d’emergenza da assumersi entro centoventi ore (cinque giorni) da un rapporto sessuale non protetto o dal fallimento di altro metodo contraccettivo” che quindi non può </em>“<em>costituire un metodo concezionale regolare</em>“». Ci risiamo. La pillola dei cinque giorni dopo è ritenuta – dalla comunità scientifica mondiale, mica solo dall’Aifa – un farmaco contraccettivo perché inibisce la fecondazione e impedisce l’impianto nell’utero di un eventuale ovulo fecondato. Ma ciò non basta ai “sostenitori della vita”, che affermano: «<em>La scienza moderna ha determinato che il concepimento di un nuovo individuo vivente appartenente alla specie umana e di conseguenza l’inizio della gravidanza che ne consente lo sviluppo avviene nel momento in cui il gamete maschile si unisce ad un ovocita materno</em>». Ergo, EllaOne è un farmaco <strong>abortivo</strong> e non <strong>contraccettivo</strong> secondo una non meglio definita «<em>scienza moderna</em>» che avrebbe assunto come portavoce ufficiale proprio il Movimento per la vita. Ma allora, ci chiediamo, perché non dire direttamente che il «<em>concepimento di un nuovo individuo» </em>avviene nell’attimo stesso dell’insorgere del desiderio sessuale visto che la sua unica motivazione è, secondo questi signori, la procreazione?</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Cecilia Maria Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/02/la-corsa-a-ostacoli-della-contraccezione-d%e2%80%99emergenza/">Cronache Laiche</a></strong></div>
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		<title>DARWIN DAY 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ottavo Darwin Day per la città di Terni prevede un ospite d&#8217;eccezione, ovvero Giangi Poli storico redattore scientifico di Quark e SuperQuark (RAI1). La conferenza, dal titolo &#8220;attenzione, evoluzione in corso?&#8221; si terrà presso l&#8217;auditorium di palazzo primavera il giorno Sabato 18 Febbraio 2012 alle ore 16,30. L&#8217;ingresso è libero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/DDAY12.jpg"><img class="alignleft  wp-image-10396" title="DDAY12" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/DDAY12.jpg" alt="" width="362" height="431" /></a><br />
L&#8217;ottavo Darwin Day per la città di Terni prevede un ospite d&#8217;eccezione, ovvero Giangi Poli storico redattore scientifico di Quark e SuperQuark (RAI1).<br />
La conferenza, dal titolo &#8220;attenzione, evoluzione in corso?&#8221; si terrà presso l&#8217;auditorium di palazzo primavera il giorno Sabato 18 Febbraio 2012 alle ore 16,30.<br />
L&#8217;ingresso è libero.</p>
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		<title>La chiesa è compatibile con la democrazia?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con tutta la simpatia per l&#8217;ottimo lavoro analitico del Prof. Michele Martelli dobbiamo dire che purtroppo la domanda che da il titolo al suo libro (La chiesa è compatibile con la democrazia? &#8211; ed. Manifestolibri 2011, € 18,00) è malposta. Il libro infatti analizza con dovizia di particolari tutte le ragioni che portano inconfutabilmente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con tutta la simpatia per l&#8217;ottimo lavoro analitico del Prof.<strong> Michele Martelli</strong> dobbiamo dire che purtroppo la domanda che da il titolo al suo libro (<strong>La chiesa è compatibile con la democrazia? &#8211; ed. Manifestolibri 2011, € 18,00</strong>) è malposta.<span id="more-10386"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/La-Chiesa-compatibile-con-la-democrazia-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10387" title="La-Chiesa---compatibile-con-la-democrazia-" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/La-Chiesa-compatibile-con-la-democrazia--300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Il libro infatti analizza con dovizia di particolari tutte le ragioni che portano inconfutabilmente a dire che la Chiesa non è una democrazia. Ma se questo era l&#8217;intento il lavoro del Prof. Martelli è senza dubbio interessante per quanto inutile. Interessante perché fa sempre bene ricordare tutto quello che i mass media unificati non ci dicono mai: concordati con i peggiori regimi fascisti, repressione della libertà di parola e di stampa, la perenne guerra alle eresie dai Catari al modernismo fino a giungere al relativismo (guerre combattute con mezzi diversi solo perché non gli è permesso attuare le persecuzioni medievali), il mancato sostegno ai diritti umani dell&#8217;ONU, l&#8217;affossamento del Concilio Vaticano II da parte degli ultimi due pontefici, le parole di Ratzinger sorprendentemente uguali a quelle di papi di secoli orsono e che ci vengono spacciate dagli illustri vaticanisti come “grandi novità” eccetera eccetera. Inutile perché nella “scoperta” che la Chiesa non è una democrazia  non c&#8217;è niente di nuovo, <strong>Karol Woytjla e Joseph Ratzinger</strong> l&#8217;avevano detto chiaramente, quindi bastava leggere le loro dichiarazioni. La domanda è malposta dicevamo perché lascia presupporre che si affronti una questione che nel libro invece non si tratta in alcun modo; ovvero l&#8217;eterna discussione sul tolerrare gli intolleranti o no. Probabilmente l&#8217;autore ha già preso posizione sul conflitto filosofico del concetto di tolleranza che va avanti da secoli, lo si intuisce dal continuo richiamare alle dittature nazifasciste e staliniste. Egli è verosimilmente convinto che una volta assodato che una forza (politica, religiosa, sociale) rifiuta le regole della democrazia (in particolare il flusso di potere che deve andare dal basso verso l&#8217;alto) non può essere tollerata nella stessa. Pena la scomparsa di questa. È una posizione del tutto legittima, tanti pensatori (non ultimo <strong>Karl Popper</strong>) hanno aderito a questa posizione che altrove abbiamo definito pragmatica. Tuttavia nel confronto filosofico ci sono anche sostenitori della cosiddetta posizione coerente, ovvero coloro che dicono che una democrazia realmente tollerante deve tollerare anche gli intolleranti. Altrimenti per forza di cose non sarebbe tollerante e quindi non sarebbe democrazia. Quindi la risposta alla domanda che da il titolo al libro non è così scontata come sembrerebbe dall&#8217;enorme mole di prove portate a sostegno dell&#8217;inconfutabile fatto che la Chiesa ha sempre visto, e probabilmente sempre vedrà (a meno di <strong>evoluzioni darwiniane</strong> imprevedibili) le regole democratiche come un nemico da combattere. Siano esse la libertà di stampa e di espressione, i diritti civili o l&#8217;abolizione dei privilegi che oggi si arroga per se grazie ai concordati. Tuttavia va comunque fatto un plauso all&#8217;autore per l&#8217;ottimo lavoro di analisi che rende le pagine piacevoli e utili come manuale da usare per citare le numerose lotte ecclesiastiche contro ogni tipo di modernità.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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