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	<title>Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Ma non chiamatelo flop</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 17:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finanche dalle immagini del Tg1 di domenica si poteva intuire che la visita di papa Benedetto XVI ad Arezzo fosse andata male, tanto per usare un eufemismo. Meno di un terzo il flusso di pellegrini  in confronto a quello previsto, strade deserte e blindate e la solita solfa ratzingeriana all’Angelus che non ha regalato neanche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finanche dalle immagini del Tg1 di domenica si poteva intuire che la visita di papa Benedetto XVI ad Arezzo fosse andata male, tanto per usare un eufemismo. <strong>Meno di un terzo </strong>il flusso di pellegrini  in confronto a quello previsto, strade deserte e blindate e la solita solfa ratzingeriana all’Angelus che non ha regalato neanche qualche strafalcione gustoso come quelli di Ratisbona o come quelli sui preservativi che non proteggono dall’Aids. Insomma una noia mortale che anche i più filoclericali hanno avuto difficoltà a commentare senza sbadigli.<span id="more-10578"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/papa_medaglia2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10579" title="papa_medaglia2" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/papa_medaglia2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ma attenzione! Non usate il termine <strong>flop</strong> per favore. Innanzitutto potreste incorrere negli strali velenosi di qualche giornalista più papista del papa come il prode <strong>Salvatore Mannino</strong> che autoincensa il giornale per cui lavora (<em>La Nazione</em>) nel disperato tentativo di dimostrare che l’impatto mediatico della visita papale è stato grande. In secondo luogo come si può definire un flop una visita che è costata alle casse dell’erario ben mezzo milione di euro? In tempi di crisi economica, di esodati, di suicidi per disoccupazione fa un certo effetto sapere che qualcuno (non un solo soggetto ovviamente) l’ha pure incassati questi soldi che noi cittadini italiani abbiamo sborsato per garantire il tour della star della religione cattolica. Resta senza risposta la domanda per cui l’Italia (che lo ricordiamo non ha più una religione di Stato dal 1984) deve sobbarcarsi le spese di questi viaggi di un capo di stato estero.</p>
<p>Quindi nessun flop, ma sempre successi economici per la premiata ditta Vaticano SpA&#8230; e del resto se non fosse bastata la suddetta cifra, valeva la pena andare ad Arezzo solo per ricevere il piccolo regalo della Consulta degli Orafi. Vale a dire una mega spilla dal peso di 450 grammi in oro massiccio con un grosso rubino al centro, valore non quantificabile ma comunque non inferiore ai <strong>dodicimila euro</strong>, che ben illustra lo stile sobrio di Santa Romana Chiesa in questi tempi in cui il paese affronta la più grave crisi dal dopoguerra.</p>
<p>Chissà perché ci vengono alla mente le parole di Diego Armando Maradona: «<em>Ho litigato con il papa, ci ho litigato perché sono stato in Vaticano e ho visto i tetti d’oro&#8230; e dopo ho sentito dire che il Papa dire che la Chiesa si preoccupa per i bambini poveri&#8230; e allora venditi il tetto amigo, fa’ qualcosa!».</em> Parole che i clericalisti si ostineranno a classificare come ingenue e non degne di una risposta in quanto non formulate con l’alto vocabolario della teologia. In realtà sono parole che inquadrano benissimo quello che ormai tutti gli osservatori obiettivi definiscono “<strong>lo scisma silenzioso</strong>” tra le gerarchie e quella base di credenti che hanno ben chiaro che il messaggio di Gesù non può essere portato avanti da chi accetta spille ornamentali da dodicimila euro.</p>
<div><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>FILOSOFIA MON AMOUR</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 19:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il secondo anno tornerà all&#8217;inizio di Giugno la nostra scuola popolare di filosofia tenuta dal Prof. Marcello Ricci e liberamente accessibile. Le tre lezioni si terranno all&#8217;inizio di Giugno e presto vi faremo sapere date esatte e luogo. Stay Tuned.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/filosofia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10576" title="filosofia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/filosofia-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Per il secondo anno tornerà all&#8217;inizio di Giugno la nostra scuola popolare di filosofia tenuta dal Prof. Marcello Ricci e liberamente accessibile. Le tre lezioni si terranno all&#8217;inizio di Giugno e presto vi faremo sapere date esatte e luogo. Stay Tuned.</strong></p>
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		<title>Paranormal Activity</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 18:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È usanza fra i fan del cinema horror organizzare le cosiddette maratone tematiche, così in un pomeriggio/sera/notte di una giornata uggiosa ci si può rivedere tutti i film della serie di Alien, un altro quelli de La Mosca, un altro ancora tutti quelli ispirati da Stephen King (beh, per questo occorrerebbero due settimane di proiezioni) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È usanza fra i fan del cinema horror organizzare le cosiddette maratone tematiche, così in un pomeriggio/sera/notte di una giornata uggiosa ci si può rivedere tutti i film della serie di Alien, un altro quelli de La Mosca, un altro ancora tutti quelli ispirati da Stephen King (beh, per questo occorrerebbero due settimane di proiezioni) e così via. La consuetudine vuole che sia il padrone di casa a scegliere il tema e quindi i film del giorno.<span id="more-10572"></span> <img class="alignleft" title="para" src="http://www.zapster.it/multimedia/3100/3001/big/Paranormal_Activity---02.jpg" alt="" width="326" height="171" />Grazie a questa consuetudine, ospiti di un nostro amico che aveva scelto il tema del “mockumentary” abbiamo avuto l&#8217;indubbio piacere di colmare una lacuna imperdonabile per un amante del genere, quella dei due “<strong>Paranormal Activity</strong>” che avevamo accuratamente evitato alle sale cinematografiche in quanto puzzavano di bufala lontano un miglio.<br /> A proposito di paranormale dopo averli visionati dobbiamo aumentare l&#8217;autostima derivante dal nostro sesto senso cinematografico, perché in effetti di bufale colossali si trattano. <br />Cominciamo con il dire che il titolo adatto sarebbe <strong>Paranoial Activity</strong> dato che per il 90% del tempo si tratta di riprese in cui non succede nulla. Ma proprio nulla. Nel primo capitolo una coppia si rende conto di vivere in una casa infestata e decide di riprendere tutto con la telecamera (geniale, nevvero?)&#8230;. dopo dieci minuti di inquadratura fissa su due persone che dormono si muove la porta o il lenzuolo, dopo venti inquadrano un grosso ragno, dopo trenta si accende la luce durante la notte, dopo quaranta si sente un tonfo misterioso&#8230; dopo oltre un ora di film il regista israeliano <strong>Oren Peli</strong> si decide a mostrare qualche scena che consente di definire il lungometraggio un horror. <br />Niente di che, una tavola Ouja (quella con cui si contattano gli spiriti) che prende fuoco e la moglie che viene sollevata e trascinata da forze oscure in giro per la stanza, roba che neanche all&#8217;oratorio spaventa più insomma. Il film finisce con un idea suggerita da sua maestà <strong>Steven Spielberg</strong> in persona a quanto si dice: la moglie indemoniata uccide il marito e non si sa che fine fa. Il regista di Indiana Jones ed ET dicono sia stato così tanto impressionato dal lavoro inviatogli da Peli da voler intervenire direttamente per migliorarlo e promuoverlo. <br />Dicevamo che la protagonista dopo aver ucciso il marito scompare, il suo destino si scopre nel secondo capitolo che è un <em>prequel</em> ma anche un <em>sequel</em>&#8230;  Peli incastra la storia di due sorelle che avevano avuto esperienze paranormale da piccole, in cui una ovviamente è la protagonista del primo film che consiglia l&#8217;altra su come comportarsi con la sua casa infestata. Dopo varie peripezie raccontate sempre con la tecnica del: 10&#8242; di nulla poi si muove la coda del cane, 20&#8242; minuti di nulla poi si accende un giocattolo eccetera eccetera fino a quando appare ovvia la fine della pazienza degli spettatori epoi&#8230; colpo di scena! Si scopre che l&#8217;entità vuole il figlio maschio della coppia che vive in casa (originale no? Non più di trecento film hanno raccontato una cosa del genere).<br /> L&#8217;entità  prova a prenderlo, fughe sfocate, fotografie bruciate e <em><strong>ta-dah</strong></em> per motivi noti solo al regista l&#8217;entità si sposta nella casa dell&#8217;altra sorella e fa vedere la prima scena del primo capitolo&#8230; dissovenza in nero&#8230; ritorno nella casa dove qualche mese dopo gli eventi narrati dove appare colei che non si sapeva che fine aveva fatto nel primo film che uccide tutti e si prende il figlio maschio. E almeno il lieto fine se lo siamo risparmiato, viene da dire. Per ora&#8230; perché il terzo capitolo purtroppo è in uscita.</p>
<p> Consiglio per i disoccupati: mangiate pesante, montate una telecamera fissa che vi riprende mentre tentate di dormire e mandatela a qualche nome famoso di Hollywood. Può darsi che ha fatto uso di roba buona e vi faccia tanta di quella pubblicità da farvi incassare duecento milioni di dollari. Vale la pena tentare.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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		<title>Bioetica laica e Bioetica cattolica: due orizzonti a confronto</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In seguito all&#8217;incontro tenutosi Sabato 5 Maggio a Palazzo Primavera, durante il quale Stefania Parisi (presidente ISTESS) e il prof. Marcello Ricci (socio fondatore dell&#8217;associazione Civiltà laica) si sono confrontati sul tema della bioetica, ritengo opportuno che si rifletta su alcune questioni. La partecipazione all&#8217;incontro non è mancata, nemmeno da parte dei giovani. Molto probabilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito all&#8217;incontro tenutosi Sabato 5 Maggio a Palazzo Primavera, durante il quale Stefania Parisi (presidente ISTESS) e il prof. Marcello Ricci (socio fondatore dell&#8217;associazione Civiltà laica) si sono confrontati sul tema della bioetica, ritengo opportuno che si rifletta su alcune questioni. La partecipazione all&#8217;incontro non è mancata, nemmeno da parte dei giovani.<span id="more-10568"></span> Molto probabilmente perchè l&#8217;attualità di temi come l&#8217;eutanasia, il testamento biologico e l&#8217;aborto non sono del tutto indifferenti alla gente. L&#8217;incontro ha costituito  un&#8217;occasione di confronto tra due prospettive notevolmente diverse tra loro: quella della prof.ssa Parisi, improntata al rispetto della sacralità della vita, e quella del prof. Ricci, sostenitore dell&#8217;etica della qualità della vita e dell&#8217;autodeterminazione dell&#8217;individuo. Tale confronto ha avuto modo di realizzarsi anche nel momento degli interventi, durante il quale ognuno ha esposto in massima libertà il proprio punto di vista suscitando riflessioni e spunti per altri interventi. Come esponente dell&#8217;associazione Civiltà Laica, ritengo che l&#8217;incontro di Sabato scorso abbia incarnato quello chè è il più profondo spirito della laicità, ovvero quello del diaologo che consiste nel reciproco spogliarsi dai propri pregiudizi, mettendosi in ascolto delle prospettive differenti dalla propria. Certo, la strada da fare è lunga, e ancora permangono dogmatismi in alcune posizioni. Il fatto però, che una cattolica ed un non-credente abbiano accettato di confrontarsi in un incontro, su questioni delicate che molto spesso sono motivo di scontro aspro tra cattolici e non-cattolici, lascia ben sperare che forse la via del dialogo non è poi così irragiungubile.</p>
<p><strong>Federico Piccirillo</strong></p>
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		<title>La mano della provvidenza sullo scudetto</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche i più disinteressati al calcio avranno avuto notizia che domenica scorsa la Juventus ha vinto il suo ventottesimo (qualcuno dice trentesimo, a dimostrazione che è tutto relativo) scudetto. Quello che la maggior parte dei miscredenti indifferenti alla prima religione italica (ovvero il calcio) non sanno è che lo ha vinto grazie al diretto interessamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="conte" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/05/antonio_conte__foto_sky_-300x188.jpg" alt="" width="263" height="170" />Anche i più disinteressati al calcio avranno avuto notizia che domenica scorsa la <strong>Juventus </strong>ha vinto il suo ventottesimo (qualcuno dice trentesimo, a dimostrazione che è tutto relativo) scudetto. Quello che la maggior parte dei miscredenti indifferenti alla prima religione italica (ovvero il calcio) non sanno è che lo ha vinto grazie al diretto interessamento del sommo fattore venerato dalla seconda religione italica (cioè il cattolicesimo).<span id="more-10565"></span></p>
<p>Lo afferma senza la minima paura di smentite <strong>Andrea Monti</strong> sulla <em>Gazzetta dello Sport</em> di lunedì 7 maggio. Riportiamo l’intero paragrafo perché ne vale antropologicamente la pena: «<em> [...]<strong>neppure il più distratto degli agnostici può fingere di non vedere la mano della provvidenza in questa metafora beffarda</strong>: dopo la lunga tenzone sulle ceneri non ancora spente di Calciopoli i duellanti sorridono entrambi. Separatamente, si intende. Ma nello stesso identico momento: domenica 6 maggio, ore 22.41, fischio finale a San Siro e a Trieste</em>.»</p>
<p>Riassumendo per gli agnostici distratti che non hanno seguito le vicende calcistiche dal 2006 a oggi, il buon dio avrebbe operato in modo che il signor<strong> Luciano Moggi</strong> e la sua combriccola intrattenessero rapporti fuori dal codice etico e deontologico di chi opera nello sport, facendo pressioni illecite, arrivando a minacce fisiche e verbali nei confronti degli arbitri e dei giocatori che non stavano alle sue regole, causando così un danno enorme alla credibilità internazionale del calcio italiano e in secondo luogo anche alla stessa squadra che lui dirigeva (tutti riconoscono che gli scudetti tolti erano, sul campo, indiscutibilmente meritati) per far sì che sei anni dopo quest’ultima, tornando alla vittoria, dovesse ringraziare proprio gli odiati rivali dell’Inter, ossia coloro che hanno giovato di più delle penalizzazioni juventine in questi sei anni.</p>
<p>Scusi buon dio… <em>e di tutti gli altri nun glie ne po’ frega’ de meno? </em>Visto che è in grado di organizzare cotanto spettacolo, uno scudettino alla Roma che non è neanche stata sfiorata dallo scandalo Calciopoli glielo poteva far vincere invece di farla arrivare sempre seconda dietro l’Inter no? E’ pure la squadra di Roma, un occhio di riguardo ogni tanto…</p>
<p>Facile ironia di cui ci scusiamo, ma il fatto è che le esternazioni di questi<strong> improvvisati teologi</strong> sulle pagine della <em>rosa</em> (che più di una volta ha già dato prova delle sue simpatie pontificie) possono lasciare il tempo che trovano nelle nostre alte discussioni teoretiche, ma continuano ad esser propagandate con la grancassa per il popolino. E questo ci fa arrabbiare come un <em>ultras</em>, perché è una letterale presa in giro. Si continuano a far incontri divulgativi di come il cattolicesimo stia cambiando e di come trovino sempre più spazio i teologi alla Mancuso che cercano di ripetere in tutti i modi che dio non interviene nel mondo e poi dobbiamo leggere il primo Andrea Monti che passa, il quale vede la mano di dio nello scudetto juventino?  Guardate che “o<em>gni limite ha una pazienza</em>” come direbbe Totò!</p>
<p>In secondo luogo, non  meno importante, da agnostici razionalisti e amanti del calcio e dello sport siamo abituati a vedere ogni tipo di superstizione portata in campo; ci mancherebbe altro, ognuno è libero di fare quel che ritene più opportuno per concentrarsi e raggiungere il suo top. Così<strong> Conte</strong> è libero di baciare tre volte l’acqua santa, <strong>Cavani</strong> di recitare il rosario a braccia larghe mentre entra in campo, segni della croce, sale alle spalle eccetera eccetera. Ma tirare in ballo la provvidenza per la vittoria di uno scudetto significa sminuire il lavoro umano fatto di sudore e rinunce nei lunghi allenamenti da luglio a maggio ogni anno; e dato che è un lavoro che fanno tutti, chi vince e chi retrocede, i disegni divini sarebbero davvero una clamorosa ingiustizia. Ci pensino alla <em>Gazzetta</em> prima di coprirsi teologicamente di ridicolo.</p>
<div><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>Scout e omosessualità, la punta dell’iceberg</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 20:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bufera che ha investito l’Agesci a qualche giorno dalla pubblicazione degli atti del seminario “Omosessualità: nodi da sciogliere nelle comunità capi” fa riflettere ancora una volta su cosa significhi definirsi cattolici, visto che l’aderenza richiesta alla dottrina della Chiesa sembra stupire i suoi stessi adepti, ignari, o forse solo troppo dediti a una più comoda religione faidaté, dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bufera che ha investito l’<strong>Agesci</strong> a qualche giorno dalla pubblicazione degli atti del seminario “<a href="http://www.agesci.org/downloads/atti_seminario.pdf" target="_blank">Omosessualità: nodi da sciogliere nelle comunità capi</a>” fa riflettere ancora una volta su cosa significhi definirsi <strong>cattolici</strong>, visto che l’aderenza richiesta alla dottrina della Chiesa sembra stupire i suoi stessi adepti, ignari, o forse solo troppo dediti a una più comoda religione <em>faidaté</em>, dei principi che sono chiamati a rispettare.<span id="more-10561"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/snoopy_scout.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10562" title="snoopy_scout" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/snoopy_scout-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a>Per chi si è perso la polemica, trattata con particolare enfasi da gran parte della stampa nostrana, dal seminario sono uscite delle linee guida secondo le quali un capo scout può sì essere gay, ma oltre a dover essere <strong>casto</strong> come comanda Santa Madre Chiesa, <strong>non deve dichiararlo</strong>: «<em>I</em><em> capi che praticano l’omosessualità, o che la presentano come una  possibilità positiva dell’orientamento sessuale, costituiscono un problema educativo</em>» (padre Francesco Compagnoni, relatore al seminario). Inoltre, se emerge in un ragazzo una tendenza omosessuale, è bene che la famiglia si rivolga a uno <strong>psicologo dell’età evolutiva</strong> per valutare il caso.<br />Nel putiferio che si è scatenato, sia da parte delle associazioni Lgbt sia all’interno stesso dell’Agesci, pare che a tutti sia sfuggito un particolare che dirime la faccenda senza far ricorso a scalpori e rivendicazioni di diritti.</p>
<p>Agesci è un acronimo che sta per <strong><em>Associazione guide e scout cattolici italiani</em></strong>. Stiamo parlando cioè di un’associazione che pone tra le sue fondamenta l’aderenza al cattolicesimo, che si sviluppa in seno alla Chiesa e fornisce anche un’educazione di tipo religioso ai suoi aderenti.<br />Quale sia il pensiero della Chiesa sull’omosessualità – e in generale sui temi legati alla sfera sessuale e a quella “etica” – è noto. Un <strong>buon cattolico</strong> condanna l’omosessualità, un comportamento disordinato e «<em>contrario alla legge naturale</em>», non fa uso di contraccettivi perché il sesso è finalizzato alla riproduzione, non abortisce, non pratica sesso fuori dal matrimonio, adotta la castità come stile di vita, non è padrone di autodeterminarsi perché la sua vita, in quanto dono di dio, non gli appartiene.<br />Cose dette e ridette, trite e ritrite e non solo sulle pagine di <em>Cronache Laiche</em>. Il papa torna molto spesso su questi temi a tg unificati e con lui l’intero stato maggiore del Vaticano, ossessionato da tutto ciò che può avvenire nelle camere da letto dei cittadini (e non solo cattolici, purtroppo).</p>
<p>Qual è lo scandalo, dunque? Come può pensare chi aderisce a un’associazione cattolica di potersi tirare fuori dal rispetto delle regole morali – per quanto anacronistiche, deliranti, illiberali e antiscientifiche – della religione che ha eletto a guida? E come possono quelli che stanno fuori – le associazioni Lgbt, ad esempio – stupirsi  perché un gruppo di matrice cattolica chiede di rispettare la<strong>dottrina della Chiesa</strong>, quella stessa Chiesa che la ospita e la sostiene all’interno delle sue strutture?<br />Nessun cattolico, o che si definisca tale, può ignorare cosa dice la Chiesa per bocca dei suoi referenti sulla <strong>sessualità</strong>. Nessun cattolico può tirarsi fuori quando la dottrina della Chiesa, ribadita a ogni Angelus dal pulpito papale come verità di fede, trova la sua attuazione pratica nella discriminazione e nel sessismo, nel divieto e nell’ipocrisia. Quanto a quelli che dalla Chiesa stanno fuori, più che scagliarsi contro le regole che questa impone alla sua comunità di fedeli dovrebbero far leva sul vero problema, che è quello <strong>del sostegno, del finanziamento e della promozione valoriale</strong> assicurati dallo Stato a una religione che insegna in sordina a bambini e adolescenti principi discriminatori, antiscientifici e illiberali in netto contrasto con i diritti fondamentali dell’uomo (e gli articoli della Costituzione).</p>
<p>Tanto per dirne una, l’Agesci, così come tante associazioni e gruppi cattolici, gode dello status di<strong>Associazione di promozione sociale</strong> (Aps) e come tale concorre a incassare quota parte del <strong>5 per mille</strong> dell’Irpef dei cittadini italiani. Eppure, uno dei punti per essere riconosciuti dallo Stato come Aps è «<em>il pieno rispetto della libertà e dignità degli associati</em>». Come si concilia ciò con il divieto di fare <em>coming out</em>?</p>
<p><strong>Cecilia M. Calamani -<a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/05/scout-e-omosessualita-la-punta-dell%E2%80%99iceberg/"> Cronache Laiche</a></strong></p>
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		<title>LA CHIESA E&#8217; COMPATIBILE CON LA DEMOCRAZIA?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 17:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 17 Febbraio 2012 alle ore 17.00 presso la Libreria Feltrinelli in Via Battisti 9 a Terni presentazione del libro &#8220;LA CHIESA E&#8217; COMPATIBILE CON LA DEMOCRAZIA?&#8221; di Michele Martelli, Edizioni Manifestolibri. Sarà presente l&#8217;autore, introdurrà Marcello Ricci. Ingresso Libero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/Martelli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10558" title="Martelli" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/Martelli-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Sabato 17 Febbraio 2012 alle ore 17.00</strong> presso la Libreria Feltrinelli in Via Battisti 9 a Terni presentazione del libro &#8220;<strong>LA CHIESA E&#8217; COMPATIBILE CON LA DEMOCRAZIA?</strong>&#8221; di Michele Martelli, Edizioni Manifestolibri. <br />Sarà presente l&#8217;autore, introdurrà Marcello Ricci.</p>
<p>Ingresso Libero</p>
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		<title>Otto per mille: Valdesi battono Cattolici 51 a 2</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 21:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di illustrare la clamorosa debacle subita dalla Chiesa cattolica nello sport che si chiama “trasparenza nel rendicontare l’uso di fondi pubblici”, ci sembra utile e doveroso ricordare per l’ennesima volta, brevemente, cos’è l’otto per mille e come funziona. Messo a punto da Tremonti e istituito da Craxi, da alcuni decenni è una tassa a cui gli italiani sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di illustrare la clamorosa <em>debacle</em> subita dalla Chiesa cattolica nello sport che si chiama “trasparenza nel rendicontare l’uso di fondi pubblici”, ci sembra utile e doveroso ricordare per l’ennesima volta, brevemente, cos’è l’<strong>otto per mille</strong> e come funziona.<span id="more-10553"></span></p>
<p><img class="alignnone" title="valdesi" src="http://www.ottopermillevaldese.org/img/icona-box.jpg" alt="" width="150" height="125" />Messo a punto da Tremonti e <strong>istituito da Craxi</strong>, da alcuni decenni è una tassa a cui gli italiani sono sottoposti per finanziare alcune religioni che hanno stipulato accordi con lo Stato italiano. Iniziamo con il dire che <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/" target="_blank">non tutte le religioni sono rappresentate</a> e alcune molto numerose come il Buddismo e l’Islam sono clamorosamente escluse. Neanche per gli atei è prevista rappresentanza, costoro nella mente degli ideatori dovrebbero indicare nella dichiarazione dei redditi lo Stato italiano “a fini di assistenza e solidarietà” come destinatario. Peccato che poi questo giri gran parte del gettito alla Chiesa o ci finanzi le missioni militari all’estero.</p>
<p>Trascurando ovvi problemi di incongruenza etica (perché posso esercitare la mia solidarietà solo attraverso le religioni? Perché non posso affidare la mia scelta a Emergency, Amnesty International, Medici Senza Frontiere, solo per far alcuni nomi?), il <strong>meccanismo truccato</strong> dell’assegnazione dei fondi dell’otto per mille verte su due punti cardine. Il primo, la singola persona non sceglie cosa fare del <strong>proprio</strong> otto per mille dell’Irpef ma con la sua firma contribuisce a rafforzare per il soggetto che ha scelto la spartizione proporzionale di un fondo unico. Il secondo, chi non sceglie il destinatario (ovvero non mette la firma su alcuna delle possibili opzioni) viene semplicemente ignorato e il fondo viene suddiviso in base alla percentuale delle scelte espresse come si trattasse di un’elezione politica.<br />Il risultato è che pur se solo il 30% degli italiani scegliela Chiesa cattolica come destinatario, questa, grazie al suddetto meccanismo, si pappa il 90% della torta.</p>
<p>Che l’affare sia grosso è testimoniato dalle cifre e dai martellanti <a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/04/ifeelcud-la-chiesa-cattolica-e-lo-spirito-santo-del-marketing-2/" target="_blank">spot pubblicitari</a> della Chiesa cattolica che pretenderebbero di ricordare quanto <strong><em>bene</em></strong> la povera Chiesa ha fatto ai poveri di tutto il mondo. Ma quanto <em>bene</em> ha fatto e in quale proporzione?<br />I dati forniti dalla Cei stessa parlano chiaro: la Cei ottiene dallo Stato Italia (solo grazie all’otto per mille e tralasciando tutto il resto) <strong>più di un miliardo di euro ogni anno</strong> suddiviso più o meno così: il 79% per il sostentamento del clero e per la costruzione e la ristrutturazione delle chiese, il <strong>21% per fini caritativi</strong>.<br />Il tutto pubblicamente dichiarato con <strong>due paginette</strong> scaricabili dal sito <a title="8 x 1000" href="http://www.8xmille.it/Rendiconto">8xmille.it</a> che dovrebbero illustrare pienamente come vengono utilizzati ogni anno i fondi dell’otto per mille.</p>
<p>Fanno tutti così? La risposta è no. La <strong>Chiesa</strong><strong> valdese</strong> prende circa venti milioni di euro annui dall’otto per mille, tuttavia come si legge sul suo <a href="http://www.chiesavaldese.org/pages/finanze/otto_mille.php" target="_blank">sito</a>:</p>
<p>«<em>L’OPM non può essere utilizzato per finanziare le attività della chiesa , sia per pagare il compenso ai pastori ed ai diaconi , sia per costruire o mantenere locali di culto , sia per finanziare attività di evangelizzazione: tutte queste attività devono essere finanziate dalle contribuzioni dei membri di chiesa.<br />– I fondi devono essere assegnati a progetti sociali , assistenziali e culturali<br />– Una congrua porzione , valutata nel 30% , deve essere assegnata a progetti per &#8220;combattere la fame nel mondo&#8221;<br />– Le spese di pubblicità e di gestione dei fondi non devono superare il 5% dei fondi ottenuti per ogni anno.</em> »</p>
<p>Inoltre sulla home page sono scaricabili ben <strong>cinquantuno pagine</strong> di rendiconto dettagliato di tutte le attività finanziate, progetto per progetto, soggetto per soggetto.</p>
<p>Riassumendo, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana incassa oltre un miliardo di euro ogni anno dall’otto per mille e per il 2011 pubblica due paginette di rendiconto; la Chiesa valdese prende una ventina di milioni e pubblica cinquantuno pagine di rendiconto.<br />E qualcuno ancora si chiede perché sempre più atei e agnostici scelgono di premiare la piccola Chiesa valdese con le loro firme dell’otto per mille.</p>
<div><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>Tutto è fatidico</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 09:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Tutto è fatidico” scriveva Stephen King che intitolava così una sua bella raccolta di racconti del 2002, e nessuna frase sembra più adatta per descrivere le strane coincidenze che da tanti anni a questa parte vanno in una sola direzione nel nostro paese. Quella sessuofobica e antiscientifica. L’ultima di questa serie di misteriose coincidenze che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="king" src="http://www.zerorelativo.it/item_files/6/3/5/8/4/th_medium_item_48536.jpg" alt="" width="200" height="200" />“<em>Tutto è fatidico</em>” scriveva Stephen King che intitolava così una sua bella raccolta di racconti del 2002, e nessuna frase sembra più adatta per descrivere le strane coincidenze che da tanti anni a questa parte vanno in una sola direzione nel nostro paese. Quella <strong>sessuofobica</strong> e <strong>antiscientifica</strong>.<span id="more-10550"></span></p>
<p>L’ultima di questa serie di misteriose coincidenze che portano l’Italia ad essere un paese culturalmente arretrato è la presunta forbice censoria che ha cancellato la parola <em><strong>preservativo</strong></em> dalla versione italiana del libretto di avvertenze che l’OMS ha diramato in occasione della vigilia degli Europei di Calcio 2012 che si svolgeranno in Ucraina e Polonia. «<em>Un banale refuso</em>» si è affrettato a rispondere il ministro Balduzzi alle proteste della Lila (Lega Italiana per la lotta all’Aids), annunciando l’ennesima verifica ministeriale che ovviamente si concluderà con un nulla di fatto. Ci vorrà ben altro per de-sacconizzare il ministero della Salute italica, purtroppo.</p>
<p>Se questo fosse l’unico evento “casuale” degli ultimi anni tutti i nostri dubbi e le nostre ironie potrebbero essere catalogate come “paranoie anticlericali”, ma purtroppo le cose non stanno così. Quanto è avvenuto è solo l’ultimo di una serie di scivoloni goffi e maldestri degli integralisti cattolici che gestiscono l’informazione televisiva e governativa e reputano questo paese come l’ultima linea Maginot dalla quale non arretrare ad alcun costo (ricordiamo a puro titolo esplicativo che non più tardi di sei mesi fa arrivò il <strong>diktat a Radio Rai</strong> secondo cui la parola <em>preservativo</em> non si poteva dire per far propaganda contro l’Aids, diktat di cui nessuno, a quanto ci è dato di sapere, ha pagato pegno), ma quello che preoccupa è ben altro.</p>
<p>Preoccupa il fatto che nelle scuole in cui vanno i nostri figli è ancora tabù proporre l’<strong>installazione di distributori automatici di preservativi</strong> a prezzi popolari, pena l’arrivo di impavidi crociati che ci ricordano i fini biblici della procreazione. Preoccupa il fatto che siamo rimasti uno degli ultimi paesi in cui l’insegnamento dell’<strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/" target="_blank">educazione sessuale a scuola</a></strong> è ancora proibito. Preoccupa il fatto che non ci sia uno straccio di partito politico che metta questi temi (insieme a molti altri) non in cima alla lista delle priorità ma neanche sul fondo di questa. Semplicemente questi temi in politica non devono esistere, pena perdere <strong>i voti dei cattolici</strong>. Dei voti dei laici, come abbiamo sempre detto non importa niente a nessuno.</p>
<p>È una situazione vergognosa, tanto per usare un blando eufemismo, ma tanto già lo sappiamo: il nostro è il paese dell’inerzia fatta ragion di stato, del “<em>finché la barca va lasciala andare</em>”, del “<em>gioca coi fanti e lascia stare i santi</em>” eccetera eccetera. E così avremo altre censure sulla parola preservativo, altri film che come Agorà o Brian di Nazareth troveranno difficoltà ad uscire per impedimenti commerciali o scuse assurde, altri baci omosessuali censurati nelle serie tv, e di fenomeni, come quello dell’eutanasia clandestina, di cui semplicemente non si deve parlare.</p>
<p>Eventi casuali o fatali, per l’appunto.</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>QUELLI CHE..  IO TREMO</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 21:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexjc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Le hanno gridato “skiksa!”, che può essere tradotto blandamente con ‘donna di facile amore’, poi l’hanno estratta dalla sua auto con la quale tentava di fuggire-non senza bucare le ruote e fracassare i finestrini-col chiaro intento di linciarla. Fra l’indifferenza generale.  Natali Mashiah (curiosità:  Messia!), 27 anni, venditrice di spazi pubblicitari, se l’è cavata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Le hanno gridato “skiksa!”, che può essere tradotto blandamente con ‘donna di facile amore’, poi l’hanno estratta dalla sua auto con la quale tentava di fuggire-non senza bucare le ruote e fracassare i finestrini-col chiaro intento di linciarla. Fra l’indifferenza generale.  Natali Mashiah (curiosità:  Messia!), 27 anni, venditrice di spazi pubblicitari, se l’è cavata per un soffio.  La sua colpa? Essere uscita di casa vestita con pantaloni, maglione e giacca. Un abbigliamento indecente, come ognuno può capire. <span id="more-10546"></span> <img class="alignnone" title="haredim" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/30/HarediC_filtered.jpg/150px-HarediC_filtered.jpg" alt="" width="150" height="286" />Gli autori dell’eroico gesto:  un gruppo di circa 50(cinquanta!) ebrei ultraortodossi della comunità degli HAREDIM.  Dopo mezz’ora di lapidazione arriva la polizia-nonostante tutto Natali era riuscita ad avvisarla col cellulare-che arresta tre degli aggressori. Rilasciati dopo due giorni.  Il fatto è accaduto(gen. 2012) a Beit Shemesh, a 20 km. da Gerusalemme (85mila abitanti. Nemmeno un palestinese), la città a più alta concentrazione di haredim, cioè ‘coloro che tremano davanti alla parola di Dio’:  così si definiscono(v. titolo).  Chiamati anche ‘cappotti neri’ con riferimento al loro abbigliamento, completato da pantaloni neri, lobbia (nera) oppure colbacco sovradimensionato (nero).  Poi ci sono le graziose treccine devozionali (cernecchi).  Essi non si dedicano ad altro che non sia lo studio e la pratica dei Sacri Testi (Torah, Talmud), disdegnano tanto la cultura scientifica quanto quella umanistica, sì che qualcuno ormai li chiama anche, a ragione: ‘i Talebani di Israele’.  Come per questi, anche per loro la sessuofobia ed il disprezzo della donna regnano sovrani.  Le donne haredim possono andare in giro solo se incappucciate in un abito del tutto simile al niqab islamico, i posti in autobus di uomini e donne sono rigorosamente separati, ed altre amenità, come.. udite!  Alle ragazzine è proibito cantare in pubblico perché le loro voci sono considerate.. ORGANI SESSUALI!  Il parossismo sessuofobico è tale da creare imbarazzo e dissidi all’interno della stessa comunità, come quando-questa non volevo farvela perdere..-un gruppo di rabbini ha elaborato 39(trentanove!) regole per non peccare quando si è in intimità con la propria moglie. Eccone alcune. Vietato baciare il corpo della donna, camera da letto completamente oscurata, coppia coperta dalla testa ai piedi. Questo sì che è.. delirio dei sensi! Al che c’è stata la reazione di un autorevole rabbino, Stapler, che ha dichiarato non essere graditi a dio quegli uomini che non cercano di soddisfare sessualmente la propria moglie.  Ma al di là degli aspetti folcloristici, il lato inquietante della vicenda haredim è che essi stanno acquistando sempre più peso nella società israeliana. Se oggi costituiscono il 10% della popolazione, è prevedibile che a causa della loro prodigiosa fertilità (6-10 figli per coppia è la norma) raddoppieranno in capo a vent’anni.  Non c’è bisogno di spiegare quali esiti possa avere ciò nella questione palestinese se si considera che anche la popolazione arabo-israeliana di fede islamica è in costante aumento. Ma gli haredim sono un problema anche all’interno della stessa Israele ebraica. Essi considerano lo stesso Stato di Israele.. un’ERESIA! Perché?! Ma perché si è costituito.. ‘prima della venuta del Messia!’. Che domande! Concetto non condiviso da un altro gruppo ultrareligioso, i DATIIM(già vicinissimi alle leve del potere) , che però sono d’accordissimo con quelli sull’odio verso l’Israele laico e democratico.  Cosa potrà accadere in futuro nel punto più caldo del mondo grazie a questi ‘uomini di buona volontà’, e come si ripercuoterà a livello globale, ci costringe a concordare con gli haredim almeno su un punto. La tremarella.   Ma basta coi mugugni!  Nessuna cosa è mai del tutto negativa e tale da non poter essere fonte d’insegnamento. Anche haredim e affini.  Costoro ci permettono di renderci conto di quella che è l’essenza delle religioni a base biblica.  Anche di quella cristiana, naturalmente, la quale se oggi non arriva (anche se in alcuni casi sporadici ci torna vicina) a simili parossismi, è solo perché nel corso degli evi, nei paesi da essa.. ‘colonizzati’, per così dire, ad un certo punto si è trovata davanti al ‘duro’;  qualcuno le ha sbattuto finalmente la porta in faccia, o assennato quattro salutari schiaffoni. Ciò le ha permeso anche di atteggiarsi a ruolo di vittima: cosa molto gradita.  C’è di più.  Comprendere le ‘ragioni’ di haredim e affini e di come tutto questo possa essere stato perpetuato negli evi, permette di rivelare l’origine e anche la occulta funzione storica di quel fenomeno antropologico che va sotto il nome di CRISTIANESIMO.  Qualche maligno dice:  ZOOLOGICO, ma non fateci caso, a volte esagero.. hops!.. esagerano.  Si deve per questo reinterpretare l’azione del vero autore della dottrina, il dott. Saulo di Tarso, in arte san Paolo, ed il senso di quella sua stramba, improbabile ‘conversione’ che lo colse mentre percorreva la via che lo menava a Damasco.  Per qualche distratto in ascolto, ricordo che costui, strenuo sostenitore e difensore dell’ortodossia ebraica, si era sobbarcato l’onere di eliminare con ogni mezzo l’eresia predicata da tal Yehoshua ben Joseph (Giosuè figlio di Giuseppe. Il nome ‘Gesù’, peraltro inesistente, deriva da un errore di traslitterazione dall’aramaico al greco) che stava facendo sempre più proseliti.  Orbene, preso atto che la violenta persecuzione anticristiana che stava operando non sortiva gli effetti desiderati, che anzi, spesso erano quelli opposti, decise di giocare d’astuzia.  Modificò il vecchio detto ‘se non li puoi battere, fatteli amici’ in ‘se li vuoi battere, fingiti loro amico’.  Non solo si fece cristiano, ma cercò di prendere le redini del movimento, ponendosi in asperrimo conflitto col buon Simon Pietro (poi san Pietro).  La sua spericolata manovra fu articolata in due fasi, gli effetti della seconda a rafforzare quelli della prima.  È abbastanza ben descritto in ‘Atti degli Apostoli’ il trambusto che egli riuscì a creare, non solo, per ovvi motivi, tra gli ‘ortodossi’(Atti 9-21,22),  ma anche, per motivi altrettanto ovvi, tra i ‘riformati’(Atti 29-26).  Quando poi questo simpaticone dichiarò a questi e quelli che, a causa della loro poca fede, la nuova dottrina doveva essere estesa anche (orrore!) ai non-ebrei (“Era necessario che a voi per i primi si annunziasse la parola di Dio;  ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci volgiamo ai Gentili”. Atti 13-46), il rigetto della ‘buona novella’ fu pressochè generale.  L’ortodossia era ormai salva, ma quanto fatto non garantiva che simili pericoli non tornassero un giorno ad affacciarsi.  Falsificato tutto quello che c’era da falsificare nel messaggio di Yehoshua, il quale si era trovato lì per, ovviamente, tutt’altri business, Paolo dedicò il resto della sua vita a fondare e indirizzare comunità cristiane, in perenne conflitto con quelle ebraiche, un po’ in tutto il territoro dell’Impero Romano in modo che, ovunque si trovassero, gli ebrei potessero avverirte questa minaccia incombente su di loro e si.. ‘rinserrassero’.    Se qualcuno pensa che io abbia speculato(in senso filosofico) troppo, ecco che chiamo a mio testimone una delle più grandi menti che l’umanità abbia mai avuto.  Si tratta del filosofo Baruck (Benedetto) Spinoza (1632-1677), ebreo d’Olanda, di origini portoghesi, espulso dalla comunità ebraica a causa del suo pensiero non conforme, tramite ‘scomunica maggiore’(herem), condita con le più terribili maledizioni, il quale, pur se dopo il fatto trascorse una vita sufficientemente tranquilla-a parte, una volta, una coltellata di un fanatico che lo prese di striscio-e morì nel suo letto, può essere annoverato tra i martiri della laicità. Ecco cosa scrive nel suo ‘Trattato teologico-politico’.   “Quanto poi al fatto che essi(gli ebrei. ndr.) siano sopravvissuti per tanti anni dispersi senza Stato, ciò non meraviglia affatto, dal momento che si sono separati da tutte le altre nazioni a tal punto da attirare contro di sé l’odio di tutte, e ciò non solo per i riti esterni, contrari a quelli di tutte le altre nazioni, ma anche per il segno della circoncisione, che conservano col massimo scrupolo.  E CHE SIA APPUNTO L’ODIO DELLE NAZIONI A MANTENERE GLI EBREI, CI VIENE INSEGNATO ORMAI DALL’ESPERIENZA.  Quando il re di Spagna costrinse i giudei ad accogliere la religione del suo regno o andare in esilio, la maggior parte di loro accolsero la religione pontificia;  ma siccome coloro che accolsero tale religione si videro concessi tutti i privilegi dei cittadini spagnoli e furono per di più stimati degni di tutte le cariche onorifiche, subito si mescolarono a tal punto con gli spagnoli che poco tempo dopo non rimase di loro alcuna traccia, né alcuna memoria.  Ma esattamente il contrario accadde a quelli che il re del Portogallo costrinse ad accogliere la religione del suo Stato e che continuarono, sebbene convertiti a tale religione, a vivere separati da tutti, proprio perché il re li aveva dichiarati indegni di qualsiasi carica onorifica”.  Questi i fatti e queste son le gloriose ‘radici ebraico-cristiane dell’Europa’;  quelle sane e belle radici di cui il Consiglio Europeo ha deciso di non fare menzione nella Costituzione del Vecchio Continente:  un recentissimo esempio di ‘porta sbattuta loro in faccia’ di cui sopra.  È tuttavia da quello che siamo ancora dominati e condizionati, e da più di 16(sedici!) secoli.  Troppo.  A parer mio.</p>
<p><strong>Alessandro Petrucci</strong></p>
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