Emergenza senza fine?

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Quando qualche mese fa avevamo deciso di dedicare il numero 26 della nostra rivista al tema dell’immigrazione tutti noi pensavamo che la situazione della xenofobia (che quasi sempre porta al razzismo) era molto grave. Nessuno di noi pensava che sarebbe ancora potuta peggiorare.

L’apertura di alcuni importanti siti ad un certo modo spregiudicato di presentare dati e notizie (spesso senza essere prima verificati) e la sterzata leghista del Pd e del suo leader Matteo Renzi che cercano di raccattare voti leghisti abbracciando l’infame ipocrisia riassunta nella frase “aiutiamoli a casa loro” sta facendo precipitare la situazione ovunque.

Anche per questo si è potuti arrivare ad un assurdo “sgombero” romano, dove per la prima volta da quel triste luglio genovese del 2001 i diritti umani fondamentali sono stati di nuovo azzerati per un folto gruppo di persone.

Come allora con l’applauso della massa votante. Del resto si sa: “è così che muore la democrazia, sotto scroscianti applausi

Politici che chiedono l’intervento dell’esercito per risse da bar in cui basterebbe la presenza di qualche vigile urbano per prevenirle, notizie lanciate in prima pagina su guerriglie urbane e poi smentite (quando vengono smentite) con un trafiletto di due righe, cifre di crimini in contrasto con tutti i dati precedenti spacciate per verità assoluta senza un minimo di analisi critica.

Tutto ciò porta anche molta gente di sinistra a cadere nella trappola del “anche loro (gli immigrati ndr) devono rispettare le regole”. E ci mancherebbe altro! Lo venite a dire noi che siamo i primi critici del fallimentare multiculturalismo all’inglese?

Come sempre succede, una volta individuato il nemico il resto del dibattito politico è azzerato e dimenticato. Voucher, pensioni, lavoro precario, lavoro inesistente, tagli alla sanità e alla scuola. Tutto o quasi rimosso.

Forse l’unica cosa che potrebbe svegliare la coscienza civile degli italiani e ad aprire gli occhi potrebbe essere Balottelli che comincia a giocare a calcio come sa e ci fa vincere i prossimi mondiali.

Tornando a cose meno fantascientifiche ci rendiamo conto che il nostro impegno sul piano culturale ha l’aspetto di una battaglia di Davide contro Golia ma non possiamo fare altrimenti. Sarebbe facile per noi anticlericali sfruttare l’occasione per dar addosso a Bergoglio e al suo appoggio allo Ius Soli rinfacciandogli che nel Vaticano questo non c’è (come del resto ha già fatto Casa Pound), però preferiamo essere coerenti con noi stessi e farci guidare dalla nostra “stella polare” dei diritti umani.
Per il resto aspettiamo che i flussi e i riflussi storici facciano il loro corso e questa indecente moda venga superata (speriamo) come è già successo in passati recenti.
Del resto basta leggere il testo di questa canzone di Vasco Rossi del 1996 per rendersi conto di quanto la storia si ripeta, sempre e comunque.

“Mi ricordo che sì, si escludeva
per primi quelli che
facevano paura: chissà perché?!?
mi ricordo che sì, si escludeva
…sempre il più debole.
M
i ricordo che “non si voleva”
però neanche i più brutti come me…
e avanti così…
facciamo due comunità diverse!
C’è chi dice non è un problema
stiano pure qui
poi li sfrutta come cani!
c’è chi dice non è un problema
li blocchiamo lì
non facciamo entrare più nessuno qui!
Cinquant’anni fa il “problema”…
lo risolvevano bruciandoli!
che chi dice che “il problema”
è che non ci sono più fiammiferi….
e avanti così.
Poi comincia la guerra!

(Vasco Rossi – “Mi si escludeva” – dall’album “Nessun pericolo per te” 1996)

Alessandro Chiometti

3 settembre 2017   |   articoli, attualità   |   Tags: , , , ,