È così difficile parlare di scienza?

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Ci risiamo, sono passati pochi giorni da quando lamentavamo dei pessimi articoli scientifici che appaiono sul sito repubblica.it (in quel caso si parlava di esperienze pre-morte) ed ecco che un sito ad esso strettamente correlato, l’Huffington post, titola a piena pagina “Il Papa riappacifica Dio e Darwin”.

hsapiensQueste parole nel titolo non le trovate più, immaginiamo siano state rimosse dopo che Odifreddi ha pubblicato il suo pezzo nel suo blog (anch’esso correlato a repubblica.it) definendo “ignaro e ignorante giornale” chi titolava in quel modo. Ma come si può vedere da una breve ricerca su google il titolo appare ancora nelle pieghe dell’Huffington.

Il problema però persiste e occorre dire al caro Odifreddi che l’ignaro e ignorante giornale è lo stesso per il quale scrive lui, con il quale ha avuto già molte discussioni in passato. Ma immaginiamo che lo sappia, e allora se anche l’esimio professore è “costretto” a stare nella casa de “la Repubblica”, viene da chiedersi: possibile che non ci siano speranze di avere un giornale popolare (e non populista) che parli in termini corretti di scienza?

Esaminando l’articolo in questione, e rilevando ancora una volta che continua a persistere la pessima abitudine di non indicare l’autore, vediamo che l’evoluzione biologica (e quindi il richiamo a Darwin del titolo originale) c’entrano poco con le parole del Papa che in realtà parla del big bang come opera del creatore (in maiuscolo nell’articolo, in minuscolo utilizzando un poco di razionalità) e di come poi l’evoluzione della vita abbia seguito le leggi imposte da esso stesso.

Quindi niente di nuovo ne’ di originale, sappiamo che il quotidiano dell’ateo neo-devoto Scalfari pompa qualunque affermazione di Papa Francesco I che neanche la Pravda quando parlava Stalin ma a volerla dire tutta è solo una riproposizione di quanto già espresso dal conservatore Giovanni Paolo II: studiate pure l’evoluzione di Darwin ma ricordate sempre che anche se le cose fossero andate in quella maniera è perché l’ha voluto Dio.

In realtà è proprio qui il nocciolo della questione e della diatriba odierna su Darwin e l’evoluzione Biologica: la Chiesa Cattolica e molti credenti non accettano ciò che per ogni biologo evoluzionista è evidente e cioè che non c’è nessun finalismo e nessuna “direzione verticistica” nell’evoluzione biologica.

Siamo quel che siamo solo per una serie di contingenze che, se fossero state leggermente diverse, avrebbero potuto portare specie completamente diverse ad essere quelle dominanti del pianeta.

Le dimostrazioni sono tante: i colli di bottiglia che hanno quasi estinto la vita sul pianeta, gli altri abitanti del pianeta appartenenti anch’essi al genere Homo che fino a ventimila anni fa lo hanno condiviso, il fatto che ci siamo ibridati con loro solo per fare degli esempi.

Invece Papa Francesco I è rimasto all’interpretazione teleologica dell’evoluzione, quella legata a quella famosa immagine che ha fatto più danni della grandine, ovvero “il cammino dell’uomo” che suggerisce una direzione e finanche un fine dell’evoluzione.

Del resto, come qualcuno ci ha fatto notare anche la parola stessa “evoluzione” suggerisce quello che in realtà non è. Un miglioramento, una direzione verso un progresso che invece è solo un frutto di contingenze e che è assolutamente reversibile. Come uscirne fuori? Provando a ripetere con forza quello che è evidente dallo studio scientifico: non sopravvive il più bravo, non sopravvive il più forte, non sopravvive il più buono e neanche il più cattivo. Sopravvive colui che ha la fitness migliore. E’ un concetto difficile? Forse, ma non pensate di poter sostituire lo studio della biologia con i video di you tube.

Alessandro Chiometti

29 ottobre 2014   |   articoli, filosofia e scienza   |   Tags: , , , , , ,