Il demonio è fra noi, l’ignoranza anche!

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Sempre più difficile distinguere gli articoli di Lercio da quelli di alcuni giornali on line. In particolare questa volta LiberoQuotidiano.it con “Esorcismo fai da te. Arriva il manuale per riconoscere e sconfiggere Satana” supera decisamente i limiti della decenza.

Ma se il vostro masochismo è ad alti livelli come il nostro lasciatevi condurre nel labirinto dell’irrazionalità e del ripudio della ragione. Ne vale la pena, se non altro per farsi due grasse risate. La firma è di Caterina Maniaci (nomen omen? O colui che fa rima con melone è nascosto dietro le quinte? Ai postumi l’ardua sentenza).
Indemoniati: non si tratta di roba da film o da cronache medievali. Esistono, eccome, vanno curati e, soprattutto, liberati.

Che ci siano delle persone che vadano curate è fuori di ogni dubbio, il problema che poi sopraggiunge è che in genere queste invece si ritengono sanissime. Ad ogni modo, ammesso e non concesso che gli indemoniati vadano curati è interessante vedere che tipo di “cura” sponsorizza il quotidiano on line, perché a quanto pare c’è in arrivo un libro che risolverà molti problemi.
Si intitola De cura obsessis, prontuario del “bravo” esorcista ed è stato scritto da un frate, erede spirituale di padre Gabriele Amorth – il decano degli esorcisti italiani, scomparso recentemente – padre Paolo Carlin, consigliere e portavoce ufficiale dell’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie).
Siamo solo all’inizio e già scopriamo che esiste un associazione internazionale di esorcisti, non ce ne meravigliamo, del resto se ci sono ancora i terrapiattisti c’è posto per tutti. E poi il mondo è bello perché è avariato. Siamo sollevati anche dal sapere che l’eredità di Padre Amorth che ci ha regalato tante risate non vada persa. Certo, la sfida per questo Paolo Carlin è grande, proclamarsi erede di un grande interprete dell’umorismo involontario è cosa da far tremare i polsi. Però già il fatto che pubblica un manuale per l’esorcismo “fai da te” lascia intendere che è sulla buona strada

Si tratta di un manuale tecnico-pratico per riconoscere e sconfiggere il demonio, per capire se ci si trova davanti a un vero posseduto o solo un «vessato», se e come recitare le preghiere di liberazione, chi può praticare gli esorcismi… Il libro è stato scritto non solo per i sacerdoti, ma per tutti coloro che intendono farsi un’ idea precisa e corretta della questione.

Oh meno male, finalmente grazie a Carlin sapremo distinguere il vomito di chi ha fatto indigestione di pesto alla genovese e di quelli che invece sono posseduti dal demonio. Sapremo riconoscere anche chi ruota la testa di 360° perché da piccolo ha ingoiato troppo “svitol” e chi invece è posseduto da un demone zuzzerollone. Perché con questo libro anche noi diventeremo esorcisti o per lo meno esorcicci, no? Col piffero.
Prima di ogni altra cosa, è necessario chiarire che «l’ esorcismo è un’azione che si compie in nome di Cristo e della Chiesa», quindi lo può e lo deve esercitare solo un sacerdote

E allora il manuale che ce lo compriamo a fare? Noi eravamo già convinti di fregare la crisi inventandoci un nuovo lavoro… che per campare quando non c’è lavoro si può diventare preti ce l’aveva già insegnato Tuco ne “Il buono, il brutto e il cattivo”.

Viene richiesta la più rigorosa riservatezza, il divieto assoluto della presenza di mezzi di comunicazione (telecamere, cellulari, ecc.) durante lo svolgimento del Rito, usato quando è stato accertato che si tratta effettivamente di possessione.

Sull’accertamento della possessione le cose ancora non ci sono molto chiare, ad esempio se uno ci dice che Satana lo possiede è diverso da un altro che dice che è posseduto da Chtulu o da Morgoth? E se uno parla con Zeus è malato o è sullo stesso piano di chi parla con Gesù? Ad ogni modo è chiaro perché non ci devono essere mezzi di comunicazione durante gli esorcismi, perché Satana nella sua malvagità può entrarti nello smartphone e cambiare i piani tariffari a suo piacimento. I più maliziosi diranno che invece non vogliono testimonianze…. eh quant’è pieno di male il cuor dell’uomo.
I sintomi (ohhh finalmente ci spiega come riconoscere un posseduto) possono essere l’ avversione a tutto ciò che è sacro, ripugnanza per la preghiera, per tutto ciò che è benedetto. E poi blasfemia, aggressioni fisiche, reazioni furiose se si benedice o si prega davanti alla persona. A volte la conoscenza di materie o lingue sconosciute al soggetto, di cose occulte, o manifestare una forza sovrumana anormale per l’ età e le condizioni fisiche della persona coinvolta.
Cribbio! Abbiamo appena realizzato che un buon quaranta percento degli italiani è posseduto, e forse anche un sessanta percento degli spagnoli. E se si va in giro per alcune parti della Toscana come il Mugello o Livorno la percentuale potrebbe arrivare al 99.8 %; sulla forza sovrumana non ne abbiamo esperienze dirette, però di certo a volte serve una pazienza sovrumana con alcuni interlocutori.

Però i sintomi della presunta possessione si confondono spesso con quelli di malattie psichiatriche, quindi il sacerdote esorcista decide caso per caso, se sia necessario o meno coinvolgere un medico specialista. I casi di possessione “certificata” sono molto rari.

In attesa che a qualche genio della spending review all’italiana venga la lungimirante idea di risparmiare sulle tac per istituire l’ente di certificazione delle possessioni demoniache, non possiamo che far notare il problema non è di “point of view” come direbbero a Portsmouth ma di logica basilare. Se una “possessione” ha gli stessi sintomi di una malattia psichiatrica chi è che decide se è una possessione o una malattia psichiatrica? Il sacerdote, che di norma ha la laurea in medicina con specializzazione in psichiatria.

L’aumento dell’attività diabolica «straordinaria» è connesso alla mancanza di fede e all’incremento di pratiche esoteriche, della magia e dell’occultismo. I laici non possono praticare esorcismi veri e propri, ma possono usare specifiche preghiere di liberazione, che aiutano nei casi meno gravi, anche in quelli che vengono definiti come «vessazioni»: il demonio si «limita» a dare fastidio alla sua vittima e questo può dipendere dall’imprudenza delle persone , per esempio se si frequentano maghi, cartomanti, sedute spiritiche, sette sataniche. Oppure possono dipendere da malefici che la persona riceve. Non si tratta di cose dei secoli scorsi. Sono molto frequenti, anzi sono in aumento.

Che siano in aumento non c’è dubbio, del resto il 47% di analfabetismo funzionale nel nostro paese (il più alto del mondo, dati Human Development Report del 2009 con proiezione del 55% per il prossimo decennio) non può altro che significare ignoranza diffusa a tutti i livelli.
Resta il fatto che, stando al preziosissimo articolo del quotidiano Libero scopriamo anche che c’è un attività del demonio “straordinaria”, il che logicamente ne presuppone l’esistenza di un’attività ordinaria. Pensiamo quindi essere questa quella burocratica, in cui seduto ad una gigantesca scrivania al centro della terra, il povero Satana/Lucifero/Belzebù dopo aver messo su l’acqua del tè, ovviamente senza coperchio, si stia appuntando con pazienza i nostri peccati in attesa di poterci torturare fra le fiamme del suo inferno.
Ora, dato che, “la mancanza di fede” è in aumento vertiginoso e quindi noi poveri miscredenti siamo tutti destinati ad incontrarlo alla fine della nostra miserrima vita, viene da chiederci: chi autorizza gli straordinari a Satana in un momento in cui non ne ha certo bisogno?
Lo sa il demonio che potrebbe essere accusato di sperpero di fondi del ministero divino per la punizione delle anime?

Diavolo di un satanasso, eppure lo sai bene che in questioni teologiche si può disquisire su tutto, ma con i soldi non ci si scherza mai! Guarda che se continui così finisci all’inferno! Ah no, ci sei già… guarda che se continui così finisci all’inferno dell’inferno in cui sarai costretto a leggerti gli articoli di Libero per l’eternità. Vabbè abbiamo esagerato, un paio di mesi di lettura di Libero è più che sufficiente per imparare la lezione, qualunque sia stato il crimine.

Alessandro Chiometti

11 maggio 2017   |   articoli, riflessioni   |   Tags: , , ,