Cristianesimi

E degli altri cristianesimi cosa è stato? La dottrina ufficiale ha operato in modo da cacciarli progressivamente nell’ombra fino a farli dimenticare, quanto meno dalla gran massa dei fedeli che di tante cose non hanno mai inteso parlare. L’opera di rimozione è stata poi completata con un’altrettanto efficace sostituzione. La dottrina ufficiale ha cioè riscritto e divulgato la storia iniziale, come se tutte le diverse interpretazioni non fossero mai esistite, come se le opinioni diventate appunto "ufficiali" fossero state da sempre quelle ereditate direttamente dall’insegnamento del fondatore Gesù. E’ nata così la "teologia", cioè la branca del sapere che studia la divinità e orienta la fede dei credenti.

E’ stato un bene o un male che le cose siano andate come sono andate? La domanda, è ovvio, appare quasi priva di senso. La pongo solo perché consente di affermare che, come sempre, il risultato conclusivo è stato un insieme di bene e di male. Di certo, un bene dal punto di vista della Chiesa che, grazie a una dottrina via via consolidata, e poi sagacemente adattata alle circostanze e ai tempi, ha potuto rafforzare e mantenere il suo potere sia spierituale sia politico; un male perché quella stessa solidità è all’origine di tutte le crudeltà e del sangue sparso nel corso dei secoli in nome di un Gesù che non è affatto responsabile. Un male anche perché, con i vari cristianesimi delle origini, è stata rimossa pure la possibile ricchezza che le tante interpretazioni avrebbero potuto portare. Ma le ideologie, come sappiamo, non ammettono deroghe e la sopravvivenza di una Chiesa obbedisce a regole che non sono molto diverse di una qualunque istituzione umana.

Corrado Augias – Inchiesta sul cristianesimo (Mondadori – 2008)

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