Copia conforme… di che cosa?

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Che bella la Pasqua… ce ne vorrebbero di più di feste così ultrareligiose nel corso dell’anno, in modo da tirar su il  morale di noi anticlericali.

Infatti al di là delle sfilate horror di flagellanti, crocifissi, penitenti e quant’altro è il momento in cui il fanatismo religioso che crede molto più nei feticci che in presunte divinità universali da il meglio di sé.

Ed ecco cosa troviamo nel nostro uovo anticlericale, un convegno meraviglioso nella piccola-ma-non-troppo città di Todi (PG) sulla Sindone di Torino. Detta anche “la regina delle patacche”.

 

Patacca, sì! Perché fino a quando il buon senso dei papi fino a Giovanni Paolo II l’aveva relegata al rango di “icona” nessuno poteva dir nulla se non ricordare quanto già si sapeva sul suo conto, ovvero: “manufatto artigianale del XIV secolo circa”.

Ma dato che Benedetto XVI, all’anagrafe Joseph Ratzinger, non contento dei danni politici e di immagine causati alla sua Chiesa Cattolica (non basteranno tre papi franceschi per recuperarli) ha deciso di dare il meglio di se anche in teologia, rinominando la Sindone di Torino, contro ogni evidenza razionale “reliquia”, allora, correttamente e razionalmente si deve parlare di “patacca”.

Ovvero di un artefatto volto ad imbrogliare la gente, visto che scientificamente il discorso sull’autenticità della Sindone di Torino è chiuso da tempo, come testimoniano tutti gli studi scientifici, storici e teologici fatti da non-sindonologi e riassunti in maniera ottima sul numero di MicroMega 4/2010 “L’inganno della Sindone”.

I Sindonologi dicono cose diverse? Ovvio, così come gli omeopati dicono che l’omeopatia ha effetti  che superano l’effetto placebo e così come i negazionisti dell’olocausto dicono che non sono mai esistite le camere a gas, del resto come diceva Upton Sinclair è “difficile far capire qualcosa ad una persona, quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla”.

Tornando al convegno umbro è davvero fonte di ispirazione per la satira anticlericale leggerne il programma. Vediamo alcuni imperdibili incontri.

In prima assoluta, il Medico legale Pierluigi Baima Bollone presenterà finalmente le nuove immagini realizzate con le apparecchiature microscopiche più moderne dopo la revisione dei celebri prelievi del 1978.

Se si parla di “celebri prelievi” a proposito della Sindone non ci si può che riferire al 1988 quando l’esame del radiocarbonio stabilì definitivamente, confermando tutti gli studi indipendenti fatti fino ad allora, che il lenzuolo risale al tardo medioevo. A meno che non ci si riferisca al prelievo della polvere fra sindone e tela d’olanda posta dietro di essa, prelievo davvero sconosciuto ai tutti se non ai diretti interessati,  il che quindi appare improbabile. Refuso del giornalista? Può darsi ma ad ogni modo viene da chiedersi “revisione” di che cosa? Non c’è mai stata nessuna revisione di nessun “celebre rilievo” come scrive il giornalista.

[…] milioni di pellegrini cattolici ma anche ortodossi, protestanti, ebrei, mussulmani.. e non credenti

Semmai i pellegrini erano “non pensanti”, ma a parte questo chi glie lo dice alla “redazione” di questo fantastico giornale on line che i Protestanti hanno sempre riso del culto delle reliquie?

Poi dopo un turbinio di nomi altisonanti in cui spicca per competenza scientifica Pippo Franco, ecco il messaggio del Sindaco di Todi (Antonino Ruggiano, appoggiato anche da Casa Pound)in cui prende al balzo l’occasione per l’attacco alla regione di fazione politica avversa.

“Dedicare l’avvio della primavera e quindi della stagione turistica della nostra città alla Sacra Sindone sembra quasi uno scandalo, in una Regione che troppo spesso si è dimenticata della propria storia e di come sia stata plasmata dalla figura di Cristo. Come dimenticare che, solo qualche tempo fa, nella Regione che ha dato il Patrono d’Italia ed il Patrono di Europa, si è deciso di escludere dallo Statuto ogni riferimento al Cristianesimo? Eppure, a prescindere dalle singole convinzioni personali, di certo non si può negare che il nostro animo, la nostra essenza, il nostro intimo sia permeato dalla esperienza di Cristo e del cattolicesimo.”

Proprio quel che si dice laicità dello Stato e delle Istituzioni, in barba a Grozio e ai liberali che pure dovrebbero essere in Forza Italia, dicono. Inutile in questa sede stare a sottolineare le oscenità scritte dal Sindaco incompatibili non solo con la costituzione dello Stato ma anche con il buon senso; sono discorsi vecchi sui cui rimane valido il detto di Upton Sinclair già citato. 

Ma il pezzo forte delle tre settimane di studio è l’esposizione, udite udite di “una copia della Sindone conforme all’originale”. Avete letto bene (ed è scritto anche sulle locandine pubblicitarie) Copia della Sindone conforme all’originale.

Falsa come quella vera! Verrebbe da dire citando il Prof. Luigi Garlaschelli che aveva mostrato a tutti pochi anni fa come produrre delle sindoni con le stesse caratteristiche di quella di Torino (che tutti dicevano irriproducibile) scatenando le ire dei sindonologi.

Ora di fronte all’immagine che al Duomo di Torino esista un apposito ufficio in cui il diligente funzionario (ovviamente pagato con l’otto per mille) decida su quale riproduzione apporre il timbro “COPIA CONFORME” e quale no, il nostro intelletto grida davvero basta.

Veramente, verrebbe voglia di andare a vedere questa sgangherata accozzaglia di sindonologi che si esibiranno un mix superbo di superstizione e pseudoscienza; lo faremmo giusto per soddisfare quel gusto del voyeurismo umano che porta sempre a guardare chi si prende a schiaffi in faccia da solo a causa della sua follia.

Ma in queste occasioni vale sempre ricordare gli immortali versi che risposero alla domanda “chi è che si lamenta così forte? “Dicerolti molto breve./ Questi non hanno speranza di morte,/ e la lor cieca vita è tanto bassa, che ’nvidïosi son d’ogne altra sorte./ Fama di loro il mondo esser non lassa;/ misericordia e giustizia li sdegna: /non ragioniam di lor, ma guarda e passa”

 

Alessandro Chiometti

28 marzo 2018   |   articoli, attualità   |   Tags: , , , ,