About: Youth – la giovinezza

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[voto: 4.8/10]

Se volessimo essere tranchant e non andare troppo per le lunghe potremmo semplicemente dire che Paolo Sorrentino in questo film conferma la sua svolta mistica e la sua attitudine a voler esprimere giudizi non richiesti sulla vita e sul modo di vivere degli altri. Questo forse fa vincere gli oscar ma a noi ce lo fa stare sinceramente antipatico.

Volendo analizzare nel dettaglio questa opera seconda del nuovo corso sorrentiniano (il primo che si è chiuso con “This must be the place” si vedeva ancora Sorrentino usare la camera da presa senza renderla un prolungamento del suo ego) facciamo una doverosa premessa.

Non è in discussione l’abilità alla regia di Sorrentino che è indubbiamente all’altezza dei migliori maestri del genere, bensì come detto il messaggio pesante e invadente che passa nei suoi ultimi film. Del quale, come si sarà capito, non condividiamo pressoché nulla.

Il film inizia con il direttore di orchestra, nonché compositore, Fred Ballinger (Michael Caine), ormai in pensione, rifiutare l’invito di andare a dirigere le sue “Canzoni Semplici” per la regina d’Inghilterra. Preferisce restare sulle Alpi Svizzere a godersi la vacanza insieme a sua figlia e ai suoi amici.

Il più importante di questi amici è Mick Boyle (Harvey Keitel), ottuagenario regista che invece sfrutta queste vacanze per scrivere insieme ad uno staff di giovani collaboratori quello che sarà il suo “film testamento”.

La figlia di Fred, Lena (Rachel Weisz) è sposata con il figlio di Mick, ma questo la lascia per un’avvenente quanto pacchiana cantante pop. Da qui si scatena il confronto padre-figlia con lei che gli rinfaccia l’assenza perenne e il fatto che lui non porti mai dei fiori alla madre che pure si trova relativamente vicino, a Venezia.

Un altro amico presente nel lussuosissimo hotel/spa alpino è l’attore giovane Jimmy Tree (Paul Dano) che non riesce ad accettare di aver fatto successo con un blockbuster in cui indossava una maschera da robot e per questo rimedia anche una figuraccia con una miss Universo che si rivela probabilmente più intelligente di lui.

Personaggi di contorno, buttati a casaccio nella storia tanto per far volume alla sceneggiatura e minutaggio al film, la massaggiatrice adolescente che provoca istinti pedofili a Ballinger, la prostituta che esercita nella hall che risulterebbe brutta anche per la periferia pugliese figuriamoci per un hotel di lusso svizzero, lo pseudo-Maradona con moglie schiava che gli massaggia i piedi e trasporta la sua bombola di ossigeno, il monaco zen che da luogo all’inevitabile miracolo sorrentiniano con la sua lievitazione in solitaria (l’equivalente new age dell’insopportabile suora mangiaradici/ammaestrafenicotteri de “la grande bellezza”).

Evoluzione del film: con il secondo tentativo del messo regale si scopre che Ballinger non vuole più dirigere le sue canzoni semplici perché erano per la moglie che non può più cantarle (forse la scena migliore del film), la figlia Lena si innamora di un improbabile montanaro, si scopre che il giovane attore Jimmy Tree deve interpretare Hitler e per questo è così teso, e Mick Boyle dopo aver finito la sceneggiatura del film incassa il rifiuto della sua star preferita Brenda Morel (Jane Fonda) la cui presenza era necessaria per farlo produrre. Lei però preferisce andare a far televisione e soldi in Messico.

Finale del film. Boyle si suicida davanti all’amico Fred, la figlia Lena si fa sospendere in aria dallo scalatore e Fred Ballinger si scuote dall’apatia, va a portare i fiori alla moglie che non è morta ma in preda a una malattia devastante che la farà assomigliare per sempre all’urlo di Munch, poi va a dirigere le sue “Canzoni Semplici” per la regina d’Inghilterra rovinando così l’unica cosa che ci era piaciuta del film.

Detto questo, che messaggio ricavare dal film?

Ipotesi 1: “Godetevi la gioventù perché la vecchiaia è uno schifo”

Come avrebbe detto mio nonno “Sorrentì, e te c’avemo pure fatto studia’?”

Ipotesi 2: “Non fatevi prendere dall’apatia, mantenetevi giovani”

Grazie, troppo buono, e li sordi per anna’ a fa’ la Spa sulle montagne svizzere ce li dai tu o parli con l’Asl?

Ipotesi 3: “Ogni cosa è illuminata”

La sala del cinema no, per fortuna, quando capitano ‘ste mattonate se po’ anche dormì.

Aridatece “L’uomo in più” e anche “Le conseguenze dell’amore”.

J. Mnemonic

9 maggio 2016   |   articoli, recensioni   |   Tags: , , , , ,