Scott Derrickson e le “storie vere”

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[warning: numerosi spoiler su film quali “L’esorcismo di Emily rose” “Liberaci dal male” “Il quarto tipo” “Sinister” e altri]

Sarà così la vostra fantasia
a vestire di sfarzo i nostri re,
a menarli dall’uno all’altro luogo,
saltellando sul tempo,
e riducendo a un volger di clessidra
gli eventi occorsi lungo diversi anni;

Così Scriveva un tal William Shakespeare nel XVI secolo su quella cosa nota come “sospensione dell’incredulità”, ovvero quel che meccanismo che scatta nel lettore o nello spettatore di accettare l’universo proposto dal narratore anche se questo può essere del tutto o almeno in parte improbabile.
Questo vuol dire che quando ci accingiamo a leggere il Dracula di Bram Stoker diamo per assodato che i vampiri esistono e non ne parliamo più; quindi non siamo ad ogni capitolo a dire no, questo non è possibile il protagonista non può avere seicento anni, non può mutare in animale e così via.
Allo stesso modo quando ci mettiamo in sala a vedere Alien accettiamo che esistano macchine e viaggi spaziali che attualmente non sono possibili, e non stiamo a dire ad ogni scena che quelle persone dovrebbero essere morte da un pezzo, che la criostasi non ha mai funzionato eccetera eccetera.

Insomma, vorremmo davvero lanciare un appello a tutti gli scrittori ed i registi dell’ horror: non c’è bisogno di mettere “tratto da una storia vera”, oppure “ispirato a fatti realmente accaduti” su ogni cosa che producete al solo fine di rendere credibile la storia.

Anzi, questo giochetto se in un primo momento può “catturare” qualche ragazzo inesperto poi causa inevitabilmente perdita di credibilità e rende ridicolo il film quando ci si informa sulla “storia vera”

Prendiamo il caso più eclatante degli ultimi tempi: ovvero il “Quarto tipo” che è stato l’apice della scorrettezza da parte di un regista cinematografico.

Il film inizia con la protagonista Milla Jovocich e il regista Olatunde Osunsanmi (che non a caso è praticamente scomparso dalle scene) che appaiono sullo schermo dicendo (più o meno):”Noi siamo attori ma quello che è successo qui è agghiacciante e conoscerlo ha cambiato le nostre vite. Abbiamo scelto di lasciare alcune delle immagini vere in mezzo alla nostra recitazione così potete rendervi conto di quanto il pericolo delle alien abduction sia reale”.
Ora il film può averci anche “impressionato” durante la proiezione quando c’erano le millantate “scene reali” ma appena a casa con una piccola ricerca online scopriamo che in primo luogo era un mockumentarty (falso documentario), e che la cosa era sfuggita di mano alla casa distributrice condannata anche a pagare multe salate per aver messo in giro false notizie sul web che confermavano quanto si diceva nel film e sui protagonisti di questo.
A questo punto il film non potrà che essere catalogato da noi come truffa e il regista come un ciarlatano.
[voto al film: 2 come i brividi davvero terrificanti che ci ha fatto provare in sala]

È pur vero che questo giochetto va avanti da molto tempo (Amytiville Horror, forse, il capostipite ma è inarrivabile il trucchetto di Ruggero Deodato che per dar credibilità al suo Cannibal Holocaust obbligò Luca Barbareschi e gli altri attori a nascondersi per mesi fino a quando la giustizia non lo mise alle strette) ma negli ultimi tempi la cosa sta degenerando.

Scott Derrickson è stato il regista de “L’esorcismo di Emily Rose” che a nostro giudizio era già inguardabile di per sé (un orrore di film e non un film dell’orrore come si suol dire) gravato dal fatto della pretesa del regista di raccontare una storia perfettamente fedele ai fatti.

Quanto il film fosse attinente ai fatti lo abbiamo già scritto altrove ma val la pena ricordarlo brevemente.

Emily Rose in relatà si chiamava Annaliese Michel ed era una ragazza di campagna bavarese (non americana quindi) che negli anni 70 che a causa della sua epilessia e dell’invidia delle compagne di università che chiamarono la famiglia avvisandola di “strani episodi demoniaci” che avvenivano in sua presenza (con ogni probabilità la ragazza aveva solo rubato il ragazzo a qualcuna delle sue amiche), fu costretta a subire la reazione di questa. I genitori ultracattolici la ritirarono immediatamente dall’Università e dalle cure mediche a cui la ragazzi si sottoponeva e la sottoposero quindi a ben 67 sezioni di esorcismo in meno di un anno fatti dal prete Arnold Renz con l’approvazione del vescovo Josef Stangl, tutti condannati (genitori e preti) per omicidio colposo e negligenza.
Il film di Derrickson invece, oltre a dar per scontato che fosse in effetti posseduta, racconta che fu sottoposta a solo un rito di esorcismo sotto controllo medico (con il medico ateo che si converte a causa di quello che vede fra l’altro) e che questo esorcismo non sia riuscito a causa dei farmaci che prendeva la ragazza che non le avevano consentito di “recepire” l’esorcismo.

[voto al film: 0 e gli facciamo già un regalo a non usare i numeri negativi]

Dopo di che è successo un vero miracolo! Derrickson ha imparato ad usare la macchina da presa e ci ha regalato quel capolavoro del cinema horror che è Sinister [voto 8,0] . Questa volta nessuna scritta “storia vera”… evidentemente trovare testimoni su una divinità babilonese che si impossessa dei bambini era davvero impossibile.

Riconciliati quindi con il regista di Denver prendiamo il dvd di “Liberaci dal male” [voto 7,2] e tanto per dimostrare che la lezione non è stata sufficiente ecco che nei titoli di testa appare la scritta “basato sui fatti realmente accaduti raccontati dal detective Ralph Sarchie”.

Il film è a tutti gli effetti un piccolo capolavoro (visto in sospensione dell’incredulità) Eric Bana è motlo bravo e anche Edgar Ramirez nei panni del prete esorcista.

Peccato però che non essendoci giunta voce di esorcismi soprannaturali con fenomeni inspiegabili avvenute nei distretti di polizia di New York procediamo al solito controllo (a proposito su queste cose guardate sempre le pagine di wikipedia in inglese perché quelle italiane sono poco attendibili) e così scopriamo che il detective Sarchie non aveva fatto nessuna dichiarazione bensì aveva scritto un romanzo (in cui da nessuna parte diceva che quelle cose erano realmente accadute).

Quindi doppia scorrettezza da parte del regista.

A questo punto possiamo solo rallegrarci del fatto che quando ha girato il bellissimo Doctor Strange [voto 7,8.] non abbia scritto “tratto da storie vere” portando poi a testimonianza i fumetti della Marvel.

Ma “Liberaci dal male” è davvero un ottimo film, da gustarsi sapendo che non è una storia vera; cosa che non toglie niente al film ma anzi fa acquistare molti punti a chi ne scrive trame e sceneggiature.

Se poi Derrickson si è dato come “mission” di convincere tutti gli atei del mondo dell’esistenza del demonio si metta l’anima in pace. Non ce l’hanno fatta gli evangelisti,  non ce l’hanno fatta 2000 anni di papi e pastori vari e non ce l’ha fatta nemmeno William Friedkin con il suo “L’esorcista”.
Figuriamoci se ci riesce lui.

J. Mnemonic

p.s. A proposito di storie vere, guardatevi Regression di Alejandro Amenabar. Quello sì, tratto da una storia vera.

13 gennaio 2018   |   articoli, recensioni   |   Tags: , , , , ,