About: Logan – The Wolverine

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[attenzione spoiler]

[voto: 8,0/10]

Ogni cosa ha un inizio e una fine, a parte l’Universo (forse) e i sequel dei film di successo.
Hugh Jackman nel 2000 aveva 32 anni, qualche spettacolo teatrale alle spalle e un paio di serie Tv non indimenticabili. Bryan Singer, geniale regista new yorkese che in quello stesso anno aveva già alle spalle i successi de “L’allievo” ma sopratutto dell’indimenticabile “I soliti sospetti” lo scelse per portare sullo schermo uno dei supereroi più amati dai giovani americani, ovvero Wolverine.
Questo personaggio a sua volta ha una storia particolare: è nato quasi per “errore” con l’intenzione di dare un nemico credibile a Hulk (non esattamente l’ultimo supereroe di casa Marvel), qualcuno ebbe l’idea di far affrontare al Golia verde un nemico indistruttibile che si rigenerasse continuamente da danni subiti. Il risultato fu che il pubblico giovanile cominciò ad apprezzarlo molto e si ritagliò una fetta di fans che cominciarono a chiedere di vederlo più spesso. Così i produttori della Marvel lo fecero entrare nella seconda generazione degli X-men, il sapiente lavoro di sua maestà Chris Claremont che a cavallo degli anni ’80 e ’90 trasformò i mutanti da prodotto di nicchia nel fumetto più venduto del mondo fece il resto.
Wolverine è sempre stato uno dei personaggi più amati e complessi della serie, e Hugh Jackman che lo ha interpretato al cinema ha incassato il successo dovuto alla sua fama, la sua innegabile somiglianza con Clint Eastwood da giovane poi ha fatto il resto catapultandolo al top di Hollywood.
Sempre presente nei nove film dei mutanti, unico mutante ad avere una serie di spin off (con ben tre episodi) a lui dedicata, con questo film Hugh Jackman saluta il suo alter ego e lo fa nel modo migliore.
Un interpretazione magistrale, in un futuro in cui i mutanti non esistono quasi più grazie all’azione di distruzione del gene mutante fatta da una spietata multinazionale, la Transigen, e in cui Wolverine è avvelenato dallo stesso adamantio che gli garantiva l’indistruttibilità.
Lui e Calibano “proteggono” ciò che resta di Charles Xavier che deve essere tenuto sedato e in un gabbia di metallo perché le sue crisi psichiche non creano altri danni rispetto a quelli che hanno già creato. Infatti, anche se non se lo ricorda, Xavier ha causato la morte di quasi tutti i suoi X-Men in una di queste crisi durante un ultima operazione.
Ma la faccenda si complica quando arriva quella che a tutti gli effetti sembra essere la figlia di Logan, anche se lui non ne ha mai avuta una. La stessa multinazionale che aveva annullato le mutazioni casuale in natura le riproduceva in laboratorio per avere armi controllabili. Finoa quando qualcuno di questi “bambini” non è scappato e si è dato appuntamento in North Dakota alle coordinate GPS indicate in un vecchio fumetto degli X-men (un accenno di metastoria).
Wolverine, Xavier e Calibano accompagneranno la bambina nella sua fuga e andranno incontro al loro destino affrontando la spietata Transigen che cerca di recuperare le “sue” creature.
Le note finali di Johnny Cash “the man comes around” lasciano un sapore dolceamaro, forse non vedremo più Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine, ma di certo ricorderemo i suoi film come una delle migliroi traslazioni fumetto-cinema.

J. Mnemonic

 

19 marzo 2017   |   articoli, recensioni   |   Tags: , , , ,